Sperando di fare cosa gradita ed essere d'aiuto a quanti altri si siano trovati nella mia stessa situazione, vengo a raccontarvi della mia esperienza.
Anzi, a dire il vero, l’unica che si sia lamentata, con una certa frequenza, per i volumi che usavo tenere in casa, è stata proprio mia moglie… per carità, ha sempre avuto perfettamente ragione, solo che la mia reazione alla sua segnalazione, era quasi sempre di smettere di suonare. Ovviamente non andava bene così.

Già diversi anni fa ho iniziato a maturare l’idea di trovare una soluzione alternativa, uno spazio dedicato dove poter suonare a volumi che io ritenessi accettabili (la cui soglia di solito coincide con la perdita dell’udito :D), avendo la completa certezza di non infastidire nessuno dei miei vicini, tantomeno la mia amata signora.
Negli anni ho provato differenti soluzioni.
Prima soluzione. Non volendo rinunciare al valvolare, ho provato ad allestire una simil saletta prove in garage con il solo risultato di avere completamente la certezza di farmi sentire non da uno ma a ben due condomini! Anche in questo caso i miei vicini sono sempre stati cortesissimi, le uniche visite che ricevevo durante le mie performance sonore erano di qualche vicino che veniva a complimentarsi (cosa che mi faceva sorgere il dubbio che in realtà le loro orecchie non fossero buone per nulla…).
Seconda soluzione. Suonare in cuffia direttamente da un sistema di amplificazione, oppure utilizzando soluzioni ad hoc come pedaliere, computer più scheda audio e - infine - il meraviglioso THR Yamaha (che uso ancora per le suonate “al volo” in casa nonché in vacanza).
Diciamo subito che queste soluzioni sicuramente vanno benissimo per un utilizzo casalingo, ma non consentono di mettere a tacere la scimmia che grida in noi la sua voglia di decibel, a lungo andare danneggiano seriamente i nostri timpani (soprattutto sentirsi suonare in cuffia… i volumi tendono sempre ad alzarsi quando ci si diverte…) e in conclusione, mi avrebbero costretto a rinunciare alle valvole per lo studio limitando l'uso dell'Ampli (si quello con la A maiuscola) alle sole volte in cui andavo in sala o i rari live.
Come mi disse una volta il mitico Stefano del negozio di strumenti musicali Ghisleri qui a Bergamo: "il volume con cui cominci a divertirti è esattamente proporzionale a quanto rompi le palle ai tuoi vicini".
Partendo dalla considerazione che questo assioma è assolutamente veritiero, non mi rimanevano altre soluzioni che non prevedessero la creazione di uno spazio insonorizzato e completamente dedicato al mio fare musica.
Di conseguenza ho richiesto preventivi, valutato offerte, listini, annunci su tutto quello che riguardava delle soluzioni insonorizzate (cabine) già esistenti sul mercato, con il risultato di avere la convinzione di essere sulla strada giusta, ma anche che i prezzi per gli oggetti in questione erano per me assolutamente inaffrontabili.

Non vi descrivo la procedura nei vari dettagli, poiché qui di seguito posto il video nel quale potete seguire l'evoluzione del progetto.
Mi limito a riportarvi i risultati e le conclusioni, che poi sono la cosa che può interessarvi anzitutto per capire se la soluzione fa al caso vostro.
Sostanzialmente dall’altro lato del corridoio del piano riservato alle cantine, si sente praticamente il volume che si può avvertire della televisione del proprio vicino di casa.
Il risultato. A circa tre mesi dal completamento della saletta, vi posso dire che ci passo dentro almeno un’ora ogni sera o pomeriggio (in base a quando posso), non ho mai sentito un vicino lamentarsi, sebbene abbia sempre suonato a dei volumi da sfratto.
Trovo sempre la motivazione per scendere, avendo la certezza di non rompere le scatole a nessuno. Chiaro, poi mi sono autoimposto determinati limiti: non suono mai oltre le 23:30 di sera, non suono mai per più di un’ora e mezza di fila e mai nei cosiddetti “orari di riposo” (tipo dopo pranzo).
Ebbene, il risultato è simile al mio e lui è contentissimo perché per la prima volta riesce a suonare in casa sua mentre la moglie guarda la tv. Certo, la batteria si sente comunque in sala, ma la moglie riesce a vivere lo stesso. Al massimo gli tocca compensare con qualche lavoretto in più.
Facendo tutto da sé, ha speso circa la metà di quello che speso io.
Quindi, cari amici accordiani, se avete qualche dubbio o volete chiarimenti, non esitate a scrivere qualche commento.
Long live Rock’n’Roll!