Ogni chitarrista ha almeno un episodio che vorrebbe dimenticare: un ingresso sbagliato, un cavo che cade, un ampli che non parte, oppure un silenzio totale nel momento meno opportuno.
Qualche spunto per rinfrescare la memoria per i più agée...
- Errore tecnico che vi ha “rovinato” un live o una prova
- Situazioni assurde con altri musicisti
- Strumenti che vi hanno tradito sul palco
- Reazioni del pubblico o della band
- Il modo in cui avete (o non avete) recuperato
Sentiamo il vostro momento peggiore!
Ci fanno fare il soundcheck in maniera molto professionale, mi agito tantissimo. Arriva il momento di suonare.
Mi siedo sullo sgabello della batteria, è enorme, ci sono tom e piatti ovunque. Devo dare il 4 prima di partire, al 4 mi sale ancora più agitazione, mi tremano le mani e mi scappa la bacchetta dalla mano sinistra.
Ovviamente è il mio primo concerto e mi sono portato solo le mie due bacchette...
Con la forza della disperazione entro con una bacchetta sola, mi chino a cercare con disperazione l'altra che fortunatamente è rimasta mezza incagliata nel pedale della cassa di sinistra, l'afferro in tempo per entrare per bene col rullante. Nessuno dei miei compagni si è accorto di nulla, io sprofondo di vergogna ma vado avanti.
18 anni, gruppo metal con influenze progressive e thrash, il mio sogno. Suono la batteria solo che adesso ho tanti più tamburi e piatti, e non perdo più le bacchette. Siamo su un opuscolo dell'ARCI che descrive le band della provincia, per promuoverci e suggerirci per le feste di paese o dei circoli. Chi chiamano da un paesino in piena campagna, gentilissimi ci pagano tutte le spese... ma non sanno minimamente che cosa sia l'heavy metal. Suoniamo in un centro polisportivo pieno brulicante di gente, la maggior parte delle dolcissime nonnine venute lì per l'altro gruppo, gli headliner, dove suona qualche parente del sindaco, che fanno... dixieland. Il nostro primo brano è Master of Puppets. Poi due brani nostri, Holy Wars dei Megadeth, un altro brano nostro... poi il cantante si gira e chiede se possiamo fare Knockin' on heaven's door perché il pubblico, a parte i nostri amici, è un po' freddino... facciamo il brano nella versione Guns 'n' Roses e un simpatico gruppo di nonnine si alza in piedi e inizia a sventolare le braccia a tempo. Sipario, risate, prendiamo il nostro compenso e smontiamo. E ci ridiamo sopra ancora oggi quando lo ricordiamo.
20 anni, sempre lo stesso gruppo. Il chitarrista solista deve iniziare il solo che ha composto per quasi un anno, limando, togliendo, aggiungendo. Siamo in un momento di tensione nel gruppo, a breve il fondatore del gruppo dovrà andare all'altro capo del nord Italia per l'università, ho registrato e mixato la cassetta demo inserendo un mini solo di chitarra per finire il demo in tempo anziché aspettare che ci fossero tutti per le registrazioni, tirandomi dietro le ire dei due chitarristi, insomma, era un momento di tensione, ma suonavamo davvero bene ed avevamo dei bei brani. Torniamo al penultimo brano del live, fine del secondo ritornello, fill di batteria, mi aspetto di sentire il suono pieno e corposo del chitarrista "più solista" e le mille note della prima parte, invece non sento nulla se non quasi in sottovoce, istintivamente abbasso il volume. In quel momento, il suo piede scivolò sull'interruttore a pedale dell'ampli per quasi un millimetro, per cui anzichè cambiare da canale overdrive senza boost a canale overdrive con boost passò al canale pulito con boost. E, da buon chitarrista metallaro, prima impreca per bene, poi, finite le parolacce (per ben 4 battute), continua il solo con il canale giusto. Finiamo il concerto, ci ridiamo sopra, ma dopo un mese finisce la nostra avventura insieme.
45 anni, scorsa estate. Suoniamo in un contesto molto raffinato, drum machine, basso, chitarra e voce. Io devo far partire la drum machine e suono il basso. Ad un certo punto capisco che il chitarrista non riesce a sentire la drum machine e inizia ad andare fuori tempo, portandosi dietro il cantante. Improvviso il fade-out della drum machine spippolando il controllo del volume con la destra, mentre con la sinistra cerco di suonare in tapping, e finiamo il brano con diverse occhiate di consenso tra di noi, serissimi, quando in realtà nessuno a parte me aveva capito bene che cosa stesse succedendo.
Innumerevoli volte: nota o gruppi di note steccate in pieno con la chitarra, accelerazioni sulla batteria, nota sbagliata (ma a tempo) sul basso... ho sempre fatto finta di nulla e sono andato avanti, non suono se non in contesti amatoriali ma va bene così.
Una imbarazzante: io unica chitarra, piu' cantante. Su una canzone importante ho un vuoto totale di memoria.
Non ricordavo nè la tonalita', gli accordi, niente. Mi son dovuto fermare, la voce ha continuato da sola.
A fine serata: "ma che bello quel pezzo dove hai lasciato sola la voce, da brivido! come ti è venuto in mente? geniale!"
Da quell'episodio ho sempre un faretto da palco, mio personale, fisso su di me.
uomini in kilt che si spogliano e li lanciano alla cantante, donne ubriache denudate che fanno andare il batterista in levare per tutta Rewind di Vasco con lacrime annesse, tracolle che non reggono, radiojack che prendono RadioMaria, birre rovesciate che colano dalle casse dell'impianto, partenze in tonalità sbagliate, attacchi di vomito/diarrea 2 secondi prima di iniziare il concerto, caldo allucinante con strumenti elettronici che non rispondevano più, palchi non a norma che fulminavano tutti appena toccavi un microfono, interruzioni di corrente e momenti "acustici" sopra i tavoli senza impianto per salvare la serata, bassisti che scappano in bagno a metà canzone perchè non ce la facevano a trattenersi dopo 20 birre, feste di matrimonio con il cantante che durante il concerto si denuda per buttarsi dentro una piscina, corde che saltano alla primo accordo della serata, dimenticarsi la pedaliera a casa a 200 km di distanza dalla serata, live fatti con 40 di febbre, anziani che vengono a chiederti di abbassare la musica con tanto di bestemmie, shottini bevuti con le cannucce mentre suonavo, cavi che si staccavano perchè calpestati, concerti con 1 sola persona presente, mixer digitali che si impallavano e sparavano white noise a 2000 db , errori di destinazione cioè presentarsi a 100km di distanza dal luogo esatto oppure trovare un'altra band nello stesso locale per la stessa serata, avere il camerino in comune con una sfilata di moda femminile. Che faccio, continuo?
Mi limito all'essenziale.
Quarant'anni fa, concerto su megapalco (così grande che il batterista aveva portato TUTTO, doppia cassa, 6 tom, 2 timpani, percussioni... gong!) con un sacco di gente davanti. Si parte con "Tutta n'ata storia" di Pino Daniele, quindi con un bel tema di chitarra in primo piano che caratterizza tutto il brano. Mai sbagliato, ne' prima ne' dopo, ma lì... azzeccate solo le prime due note, poi il disastro. Faccia di bronzo e una serie di slide casuali sulla tastiera, pensando "Terra, inghiottimi". Poi tutto ok, per fortuna. Ma ho perso 5 anni di vita.
Più recentemente ho passato alcuni anni suonando ai motoraduni con una band e un pubblico... movimentati. Tralasciando il boccale di birra da mezzo litro rovesciato esattamente sulla mia pedalboard (che miracolosamente ha continuato a funzionare) da un "ballerino" austriaco a sei ante totalmente ubriaco, e una secchiata di GRAPPA (!!!!) che ha annaffiato più o meno tutta la band, in una particolare occasione eravamo accompagnati da giocolieri che facevano dei numeri con torce e palle infuocate legate a catene. Una di queste palle si è staccata, è volata per una decina di metri ed è atterrata sulla mia Pedalboard (sempre lei!!!), continuando a bruciare allegramente finchè io l'ho calciata via, continuando a suonare.
Per ora può bastare.
Una volta sul palco c'erano delle stroboscopiche esagerate e a tratti non vedevo più il manico, buio totale: panico. Però non penso che nessuno si sia accorto di niente.
Una volta il batterista adolescente aveva assunto "strane sostanze" prima di un concerto e divenne un calvario chiudere un brano, perché lui era fuori di testa sovraeccitato e continuava imperterrito a suonare mentre noi ci eravamo radunati attorno alla batteria e con dei finti sorrisi a beneficio di pubblico continuavamo a marcare ogni accordo per fargli intendere di chiudere, cosa che avvenne con due minuti di troppo.
Vuoti di memoria in quantità.
Una volta a un festival locale mi hanno chiamato sul palco persone che conoscevo solo di nome e hanno cominciato a suonare pretendendo che io gli andassi dietro senza che io sapessi nemmeno che brano fosse. L'ho fatto, cercando di non fare troppi errori e rimanendo impassibile, ma dentro urlavo parolacce e non vedevo l'ora che finisse.
Ho danneggiato parecchie cose ma fortunatamente sempre nei momenti di pausa, per cui prima di tornare a suonare siamo sempre riusciti a sistemare i miei danni.
Una volta nella seconda parte della scaletta mi venne un calo di zuccheri o qualcosa del genere, ma sta di fatto che tutti gli accordi di tutti i brani mi si mischiarono in mente e da quel momento in poi ogni minuto in più sul palco mi sembrò un supplizio.
Probabilmente mi è successo molto di peggio ma la memoria deve avere qualche filtro che elimina le situazioni troppo imbarazzanti!
Pezzo di A.Morrissette che facciamo col capotasto al 4°, e c'è una sezione fiati di 4 persone.
Iniziamo ma sento che qualcosa non va, vedo l'altro chitarrista che ha il capo al terzo e avendo saltato le prove penso che abbiano cambiato e mi adeguo, il bassista e la cantante pure.
Ma in realtà avevo ragione io, e quando parte la sezione fiati è un semitono sopra e continua imperterrita così fino alla fine......
la cantante non ci capisce più niente e cerca di fare una media tra le due tonalità, io faccio segnali a basso e altra chitarra che non capiscono che succede, allora un certo punto metto il volume a zero e faccio finta di suonare che a parte me nessuno si rende conto che i fiati sono in un'altra tonalità e non c'è modo di correggere la cosa.
Avrei voluto sotterrarmi e non vedevo l'ora che finisse il pezzo, tra l'altro la gente alla fine ha anche applaudito...
Ho il video ed è una delle cose più terrificanti e fastidiose che abbia mai sentito, ogni tanto me lo ascolto per ridere un po'.
Attacco con gli accordi sull'acustica e lei inizia a cantare ...in una tonalità completamente diversa!
Si è fatta tutta la canzone così. L'avrei strangolata.
Probabilmente nessuno si accorse di nulla nel pubblico ma io mi sentivo come se ognuno di loro guardasse solo me e mi giudicasse. Ah non avevo 16 anni ne avevo 38 ahahah!!! Che esperienza terribile!