
La musica elettronica e, più genericamente, lo smanettamento senza confini trovan un feroce limite nel budget che il musicista “normale “ ha a propria disposizione. In pratica, dall’adolescenza fino alla più grigia senescenza, si combatte contro la costante fame d’acquisto e l’altrettanto costante indisponibilità economica. Per questo motivo, quando all’orizzonte compaiono apparecchi economici e dotati di funzionalità interessanti, l’interesse sale vertiginosamente. E’ il caso del modello Wave Composition Analog Synthesizer WCS-1 prodotto da Electronic Music Works, per gli amici EMW WCS-1.
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Il Ring Modulator è stato usato, con diversi gradi di perversione sonora, su qualsiasi segnale audio disponibile in formato linea o catturabile tramite microfono... Dagli Anni 50 a oggi, non c'è voce, piano elettrico, chitarra, synth o altro generatore sonoro che non sia stato "sbarattolato" sottoponendolo alla generazione simultanea di armoniche collaterali frutto della classica operazione C+M, C-M, dove C è carrier e M è modulator...
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La volta scorsa, ci siamo occupati delle funzionalità di base collegate al motore di sintesi residente all'interno del potente Novation UltraNova. Purtroppo, o per fortuna, UltraNova non è solo un sintetizzatore monotimbrico, ma lavora anche come vocoder e come interfaccia audio USB 2.0. Dunque, dunque...
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Prendete un sintetizzatore virtual analog bello “cattivo”, aggiungete un vocoder spinto al punto giusto - con tanto di microfono gooseneck in dotazione - unite un’interfaccia MIDI/USB e una tastiera a 3 ottave. Agitate, non mescolate, ed otterrete il nuovo Novation Ultranova, l’apparecchio destinato a rendere più facile la vita ad ampie fasce di musicisti elettronici.
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Dopo esserci lasciati alle spalle la sezione di sintesi, concentriamoci sulle funzionalità proprie del Digital Recorder, il secondo “apparecchio” contenuto nel divertente Juno-Gi Roland. Per chi si fosse sintonizzato solo ora, ricordiamo che il Juno-Gi rappresenta l'ultima incarnazione Roland del concetto di workstation "leggera", in grado cioè di soddisfare la maggior parte delle esigenze timbriche, accoppiando al sistema di sintesi non un sequencer MIDI - che, in effetti, latita - ma un vero e proprio digital recorder mediato dall'esperienza commerciale Roland/BOSS.
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Già dalla definizione ufficiale (Mobile Synthesizer with Digital Recorder) si capisce che il Juno-Gi fa dell’integrazione operativa uno dei suoi cavalli di battaglia. Senza starla a menare tanto per le lunghe, l’apparecchio accoppia un flessibile motore di sintesi multitimbrico con un registratore digitale ed un lettore di file audio. In più, tanto per chiarire subito il target di riferimento, è disponibile un’uscita audio dedicata al segnale metronomico: i batteristi live sono avvisati…
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Veniamo alla seconda interpretazione del quesito posto nella puntata precedente: come si sceglie una forma d'onda? Questa volta, però, il quesito deve essere interpretato in questo modo: in base a quale criterio si decide di usare una forma d'onda invece di un'altra? Eh eh, le cose diventano un pochino più complicate - come al solito quando nella risposta subentra una certa percentuale di soggettività.
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Come si sceglie "fisicamente" una forma d'onda? Cioè non "perchè" se ne sceglie una invece di un'altra, ma proprio a livello di hardware meccanico: come si passa da una dente di sega - poniamo - ad una triangolare? Non esiste una risposta univoca, ma caso per caso, anzi costruttore per costruttore, ci possono essere soluzioni diverse. Questa volta ci concentriamo sulle peculiarità meccaniche della selezione, cercando di vedere come e perchè certe decisioni costruttive possano avere un riscontro sull'esecuzione pratica.
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Nel sintetizzatore analogico che lavora in sintesi sottrattiva, avere a disposizione diverse forme d'onda ben caratterizzate per timbro (cioè per contenuto armonico) è alla base della varietà sonora ottenibile. Come dire che maggior differenziazione "nativa" è ottenibile con le diverse forme d'onda, più ampio risulterà il panorama sonoro dello strumento. A patto, come al solito, di perdere un pochino di tempo nelle logiche di programmazione.
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La regolazione di frequenza dell'oscillatore (meglio se degli oscillatori) permette dei simpatici giochetti con gli intervalli paralleli: come potrebbe spiegarvi qualsiasi chitarrista metal, esiste una corsia preferenziale per quarte, quinte e ottave che, utilizzate con due corde (o due oscillatori) creano instantanemente il suono giusto per dei riff devastanti. Provare per credere.
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La frequenza di un oscillatore può essere espressa in diverse maniere: a seconda delle decisioni prese dal fabbricante, ma anche del tipo di utenza, potrà risultare pratico riferirsi a sistemi di ottava/semitono/centesimi di tono, o magari avere a che fare con un inequivocabile indicatore "assoluto" in Hertz e centesimi di Hertz. In tutti i casi, auspicabilmente, il musicista deve poter essere messo in grado di esercitare la propria volontà con il minimo sforzo. Fisico e mentale.
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All'interno di un sintetizzatore si trovano sempre circuiti riconducibili a quattro famiglie funzionali: sorgenti sonore, modificatori di sorgenti sonore, sorgenti di controllo e modificatori di controllo. A pensarci bene, la cosa è vera anche per altri tipi di strumenti musicali, non necessariamente dotati di interruttore on/off... Sarà bene approfondire il problema.
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Nella galassia di produttori tedeschi dedicati all’analogico, Manfred Fricke da Berlino brilla per la sottile genialità che permea i propri (economicissimi) apparecchi; materiali che suonano tanto, costano poco e hanno un aspetto sufficientemente amichevole per risultare irresistibili anche ad un’utenza poco esperta. I due nuovi apparecchi, Nanozwerg e Urzwerg, sembrano destinati a confermare il prestigio del marchio.
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La nuova stagione Propellerhead si annuncia densa di modifiche e aggiornamenti irresistibili; dopo aver definito, con Thor dentro Reason 4 e con l’intero pacchetto Record, come possa essere facile arrivare a prestazioni professionali con un investimento tutto sommato contenuto, questa volta il gioco si fa molto più duro. Di seguito, un primo vassoio di antipasti sulle novità più irresistibili dell’accoppiata 5+1.5.
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noctivagus: Fino a ora ho utilizzato dei monitor da studio per amplificare i synth che utilizzo. L'altro giorno, passando dal mio tecnico di fiducia, ho avuto modo di notare che anche con i synth, se amplificati da un'amplificazione che gode di un woofer di ampio respiro, il suono nello strumento guadagna a dismisura. Mi è stato consigliato come amplificatore per Synth il Fender Twin Reverb meglio se in edizione originale, ma mi hanno detto che anche le recenti riedizioni suonano a meraviglia. Mi confermate la buona resa del Twin Rev per i Synth? Come alternativa più economica su cosa dovrei orientarmi?
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noctivagus: Vorrei poter far dialogare il Doepfer dark energy e il Korg ms10. E' possibile processare il suono di uno direttamente con l'altro (vco ms10 > vcf dark; noise ms10 > vcf dark; etc...)? come posso utilizzare la tastiera dell'ms10 per controllare l'intonazione del dark? Grazie!
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Access Music mantiene sempre alto il nome del marchio proponendo, di volta in volta, prodotti capaci di soddisfare le più disparate necessità provenienti da realtà poco vicine l'una all'altra. In un settore in cui le dimensioni non contano, l'azienda con Virus TI Desktop, ha affondato i propri artigli nel mercato rimarcando la propria presenza. Le caratteristiche sono di tutto rispetto, così come la versatilità e la qualità del prodotto. Giulio Farigliosi ce ne mostra le qualità.
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Nata sulle ceneri della Quasimidi, Radikal Technologies è la classica one-man-factory che puntualmente sforna sintetizzatori di elevato pregio e complessità; nulla di più adatto al panorama germanico della musica elettronica. Anche nel 2010, RT non è rimasta con le mani in mano ed ha presentato Accelerator, un Advancesd Subtractive Polyphonic Synthesizer che - Monome a parte - è il primo strumento musicale elettronico ad incorporare un accelerometro al suo interno.
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Una vagonata di notizie, strumenti, gadgets e apparecchietti irresistibili. Decisamente, questo MusikMesse 2010 sembra portare bene al marchio KORG.
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Finalmente su strada il sintetizzatore Arturia Origin! Sono passati diversi anni dalla sua prima anticipazione e altri ancora ne sono passati dalla precedente versione tabletop; finalmente, sembra che ora le cosa stiano girando per il verso giusto e - incrociando tutte le dita disponibili - lo strumento dovrebbe finalmente raggiungere le vetrine dei rivenditori.
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