
Negli Anni 70, Tom Oberheim si guadagnò una solida fama di tech wizard, in grado di mettere con successo le mani tanto sui sintetizzatori ARP, quanto sui ben più solidi strumenti Moog. Dopo un lungo periodo di servicing, Oberheim maturò l’idea che un nuovo strumento analogico, dotato di funzionalità volutamente alternative a quelle classiche ARP & Moog, sarebbe potuto risultare appetibile ad una vasta platea di utenti. Era nato il Synthesizer Expander Module, per gli amici: SEM.
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Può sembrare incredibile, ma dopo anni di oblio, il vecchio Oberheim SEM ha ispirato non una, non due, bensì TRE diverse riedizioni praticamente in simultanea nel pianeta. Roba da non credere… Per primo si è mosso, a pieno diritto, Tom Oberheim, con la ricostruzione hardware del prestigioso Synthesizer Expander Module, tanto dotato di CV/Gate quanto di MIDI; poi è entrata in campo Arturia, con il virtuale SEM-V e adesso Music-Service con il nuovo VST plug-in denominato SAM-Sequencer Addon Module. L’utente, ha solo l’imbarazzo della scelta.
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Erano diversi anni che Arturia non aggiornava la propria linea di virtual analog plug-in; era da parecchio tempo che si pensava di fare qualcosa relativo al marchio Oberheim, peraltro “blindato” da un eccesso di protezionismo messo in atto dagli attuali proprietari. E, che ti combinano quei diavolacci di Arturia? Ti modellano virtualmente il SEM - Synthesizer Expander Module di zawinuliana (o lylemaysiana o geddyleeiana, se preferite) memoria…
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In realtà, non si era mai allontanato: già negli Anni 80, con Marion System, aveva prodotto un interessante quanto sottovalutato sistema analogico che purtroppo non gli aveva portato fortuna... In tempi più recenti, Tom ha deciso di tornare alle sue radici, realizzando una versione meccanicamente ed elettricamente identica all'originale del vecchio, storico, Synthesizer Expander Module. Per gli amici, SEM.
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Xpander versus Matrix 12… Quali sono le differenze? Parecchie, certe ovvie, altre meno evidenti. Per prima cosa la tastiera: il Matrix 12 è dotato di cinque ottave sensibili alla dinamica iniziale ed alla release velocity; in un secondo momento, l’apparecchio viene dotato di retrofit per il channel aftertouch.
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Multi Patch Mode. In modo Multi, le sei voci possono essere rese indipendenti tra loro e – come ormai di abitudine nella macchine più recenti – diversificate per comportamento, assegnazione e range di tastiera eventualmente dedicato.
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Il programmer. Originariamente previsto come costoso optional, il modulo Programmer consente la memorizzazione - per sommi capi - dei parametri più significativi nel circuito di sintesi. A differenza di quanto accadrà immediatamente nei modelli successivi; in questo stadio dell'evoluzione tecnologica, si preferisce affiancare controlli memorizzabili a quelli fisicamente esistenti sul pannello di manovra: invece che ricordare il valore impostato per i singoli oscillatori, il Programmer offre all'utente una precisa quantità di generatori di voltaggio quantizzati e memorizzabili, indirizzati alla gestione della frequenza indipendente dei due oscillatori, al cutoff e modulation amount del filtro, ai valori di A, D/R e S per i due inviluppi, alla velocità ed ampliezza del LFO.
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Il modulo di voce. Due oscillatori audio con generazione simultanea di onde rampa e quadra a simmetria variabile; la regolazione di frequenza avviene mediante un corposo doppio potenziometro concentrico che suddivide i compiti coarse / fine; è possibile modulare la frequenza o la simmetria dell'onda quadra tramite inviluppo differenziato (env 1 su osc 1 e env 2 su osc 2), lfo o voltaggio esterno collegato all'apposita presa.
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Single Patch Mode. In Single Mode, tutte e sei le voci – o quante ne sono state rese disponibili nella Master Page (magari per ovviare ad una scordatura grave o per far fronte ad un fail improvviso) - fanno riferimento alla stessa timbrica; le diverse soft page governano il funzionamento del canale di voce e permettono l’accesso selettivo alle singole unità di sintesi.
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L’analogico al suo apice. Quando, nel 1984, Tom Oberheim autorizza il progetto Xpander, la comunità musicale si è da poco affacciata sul MIDI, il suono analogico ha ancora un suo pubblico –anche se, da li a poco, sotto i rudi colpi della FM prima e dei PCM based poi , sparirà drammaticamente – e, più in generale, il mondo è più buono di quanto non risulti oggi…
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La conquista della polifonia. Nel 1976, Tom Oberheim, dopo essersi fatto le ossa fornendo l'assistenza su Moog e ARP, decide di concretizzare l'esperienza accumulata con il primo modulo di espansione S.E.M., ovvero Synthesizer Expander Module.
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