
Xpander versus Matrix 12… Quali sono le differenze? Parecchie, certe ovvie, altre meno evidenti. Per prima cosa la tastiera: il Matrix 12 è dotato di cinque ottave sensibili alla dinamica iniziale ed alla release velocity; in un secondo momento, l’apparecchio viene dotato di retrofit per il channel aftertouch.
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Multi Patch Mode. In modo Multi, le sei voci possono essere rese indipendenti tra loro e – come ormai di abitudine nella macchine più recenti – diversificate per comportamento, assegnazione e range di tastiera eventualmente dedicato.
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Il programmer. Originariamente previsto come costoso optional, il modulo Programmer consente la memorizzazione - per sommi capi - dei parametri più significativi nel circuito di sintesi. A differenza di quanto accadrà immediatamente nei modelli successivi; in questo stadio dell'evoluzione tecnologica, si preferisce affiancare controlli memorizzabili a quelli fisicamente esistenti sul pannello di manovra: invece che ricordare il valore impostato per i singoli oscillatori, il Programmer offre all'utente una precisa quantità di generatori di voltaggio quantizzati e memorizzabili, indirizzati alla gestione della frequenza indipendente dei due oscillatori, al cutoff e modulation amount del filtro, ai valori di A, D/R e S per i due inviluppi, alla velocità ed ampliezza del LFO.
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Il modulo di voce. Due oscillatori audio con generazione simultanea di onde rampa e quadra a simmetria variabile; la regolazione di frequenza avviene mediante un corposo doppio potenziometro concentrico che suddivide i compiti coarse / fine; è possibile modulare la frequenza o la simmetria dell'onda quadra tramite inviluppo differenziato (env 1 su osc 1 e env 2 su osc 2), lfo o voltaggio esterno collegato all'apposita presa.
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Single Patch Mode. In Single Mode, tutte e sei le voci – o quante ne sono state rese disponibili nella Master Page (magari per ovviare ad una scordatura grave o per far fronte ad un fail improvviso) - fanno riferimento alla stessa timbrica; le diverse soft page governano il funzionamento del canale di voce e permettono l’accesso selettivo alle singole unità di sintesi.
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L’analogico al suo apice. Quando, nel 1984, Tom Oberheim autorizza il progetto Xpander, la comunità musicale si è da poco affacciata sul MIDI, il suono analogico ha ancora un suo pubblico –anche se, da li a poco, sotto i rudi colpi della FM prima e dei PCM based poi , sparirà drammaticamente – e, più in generale, il mondo è più buono di quanto non risulti oggi…
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La conquista della polifonia. Nel 1976, Tom Oberheim, dopo essersi fatto le ossa fornendo l'assistenza su Moog e ARP, decide di concretizzare l'esperienza accumulata con il primo modulo di espansione S.E.M., ovvero Synthesizer Expander Module.
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