
Lo step sequencer può essere "suonato" dal musicista alterando il valore parametrico immagazzinato in ciascuno step, variando la durata della sequenza, modificando il comportamento dei singoli step (normal, skip, stop, reset...), fino a raggiungere un risultato che soddisfi le esigenze dell'esecuzione. Come è ovvio, la variazione può essere il risultato, cioè non è necessario "arrivare da qualche parte" durante le procedure di modifica, ma sono le stesse procedure di modifica che possono divenire parte integrante della composizione/performance elettronica.
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Dopo il successo planetario dello Slim Phatty, Moog Music non è stata con le mani in mano e ha preparato un ulteriore colpaccio che potrebbe scatenare la GAS incontrollata in parecchi musicisti analog addicted. Immaginate un sintetizzatore monofonico, anzi un expander monofonico, full analog, dotato di tutti i controlli giusti per lavorare come i monofonici “in stile vecchio Minimoog Model D”, che sia in grado di produrre “quella” timbrica di basso synth in grado di mettere in subbuglio i sismografi e firmare indelebilmente qualsiasi produzione discografica, dal prog alla dance, dal metal all’elektro kraut… Bene, concretizzate la vostra immaginazione in una scatoletta di dimensioni poco più grandi di un normale pedale Moogerfooger ed ecco a voi il nuovo MINTAUR. Benvenuti nel nuovo millennio marcato Moog Music.
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Tutti gli Accordiani armati del nuovo iPhone 4S e iPod Touch 4th generation, cioè dei modelli dotati di processore arm7, e solo loro (caveat…) saranno felici di sapere che - per un periodo di tempo particolarmente limitato, sarà possibile scaricare Animoog a 0.99 dollari invece di 9.99. E’ una differenza non da poco che, specie in questo periodo particolarmente convulso dal punto economico, può avere molto senso. Specie alla luce delle funzionalità native della app; come è ovvio, un conto è controllare Animoog dalla spaziosa finestra dell’iPad, altro discorso è comprimere funzionalità e touch features nel ben più ristretto iPhone/iPod. Ma, tanto per citare Brian Eno: overcoming limitation is creative.
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Approfondiamo le funzionalità tipiche del Moog Moogerfooger MF-108M Cluster Flux; ricordiamo che, nel nostro processo di trasmissione “a reti unificate”, la panoramica totale dell’apparecchio è desumibile dalla lettura sincronizzata Chitarre/cartaceo e Audio/web. Se non è multimedialità questa… (Tra l’altro, è divertente notare come, questa come tante altre volte, la rete arrivi prima della carta, eh eh eh eh eh…)
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A questo punto, inseriamo un nuovo argomento di discussione: la negazione dell'interfaccia utente.... Ovvero: musicisti (elettronici) che lavorano con hardware creato per altri fini. In una fase successiva del nostro viaggio, che copre buona parte degli anni ’50, la Musica Elettronica si espande a discapito dei laboratori di Fisica: apparecchiature originalmente realizzate per altri scopi, sono prese in prestito per produrre segnali audio al di fuori del loro ambiente naturale e sono utilizzate sperimentare nuove tecniche di composizione.
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Il ritorno dei sintetizzatori modulari targati Moog? Possibile che, come dicevano i Propellerheads, History Repeating? Possibile che avesse ragione Giovan Battista Vico? Possibile che, dopo anni di Moogerfooger, Moog Music si sia deciso a tornare sui propri passi producendo moduli e strutture modulari analogiche? Sembrerebbe proprio di si, perlomeno a quanto comparso sulla loro homepage…
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Eh eh eh eh eh eh eh, abbiamo messo le mani sul primo Moogerfooger ClusterFlux MF-180M disponibile. Libidine analogica a mille. Moog is God.
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E' tempo di aggiornamento per il Minimoog virtuale targato Arturia. Scritto, come il precedente Moog Modular V, con la benedizione di Bob Moog in persona, la virtualizzazione dello storico sintetizzatore monofonico è stata riscritta e potenziata con le nuove funzionalità della versione 2.5.
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Il Moog Modular System 55, recentemente recuperato nei sotterranei del Conservatorio Santa Cecilia di Roma, nonostante anni d'inattività è sempre in grado di spostare l'aria e coinvolgere l'ascoltatore sensibilizzato. Questa volta, dopo aver dato corrente, abbiamo creato una semplice sequenza da otto step con cui pilotare tre dei sei oscillatori disponibili.
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Quando i dinosauri regnavano sulla terra, i sintetizzatori erano solo analogici e modulari. All'interno del costoso panorama, il Moog Modular System 55 ha sempre occupato una posizione di rilevo per l'oggettiva buona calibrazione tra prezzo (assai elevato), prestazioni, ingombri e funzionalità complessivamente realizzabili. Come è ovvio, a parte pochi fortunati plutocrati, macchine del genere - specie in Italia - sono finite solo presso Accademie, Conservatori e, in casi ancora più rari, dipartimenti universitari. E' il caso dello strumento che vedere qui riprodotto (a proposito: andatevi a vedere la gallery allegata... ne vale la pena!) e che, dal 1974, è ospitato nella struttura del Conservatorio S. Cecilia in Roma.
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Lo scorso mese ne avevamo dato notizia, dragando in giro per la rete particolari e pettegolezzi; adesso, mentre impazza questo residuo di caldo agostano, iniziano a emergere nuove segnalazioni. Il MoogerFooger MF-108m Cluster Flux entrerà a pieno regime in Autunno 2011 inoltrato; costerà 599 dollàri (il che, come è sempre successo finora, lascerebbe pensare a un simmetrico prezzo italiano di 599 euro. sob...) e avrà una vita commerciale contingentata dalla disponibilità - tutto fuorchè garantita - dell'ormai introvabile "stecca" di memoria BBD Panasonic MN3007. Insomma, un apparecchio che - come per il precedente MF-104 Analog Delay - si avvia a divenire instant living vintage. Cosa non da poco.
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Quando, all'inizio del 2000, Bob Moog annunciò che avrebbe commercializzato un sintetizzatore monofonico degno erede del Minimoog Model D, il mondo musicale analogico trattenne il respiro e si preparò a qualcosa di epocale... Dopo il suo debutto, il modello Voyager ha diviso le platee di appassionati tra chi lo considerava in tutto e per tutto simile al vecchio e insuperato apparecchio e quanti invece ne evidenziavano le differenze circuitali, puntualizzandone le conseguenze timbriche.
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Un nuovo chorus flanger full analog!!! Il nuovo pedale della serie Moogerfooger è basato su circuito BBD Panasonic MN3007 analogico ed è in grado di produrre chorus e flanger con tempo tap, adatto quindi a chitarristi e quanti lavorino principalmente tenendo d’occhio le velocità di modulazione. Come di consueto, nelle ultime realizzazioni Moog, sono state potenziate tutte le funzionalità d’interfacciamento MIDI e CV.
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Grazie agli sforzi congiunti di Loveri-Napoli e di Midiware srl, si è svolto ieri a Napoli il Synth Day, un pomeriggio dedicato alle chiacchiere sui sintetizzatori e alla possibilità di smanettare in (relativa) libertà apparecchiature di difficile "avvicinamento" come Moog Voyager XL, Moog Etherwave Plus, Waldorf Blofeld Keyboard Black Edition, Arturia Origin Keyboard e Novation Ultranova. Filo conduttore, tra questi strumenti eterogenei per tecnica di generazione e impostazione filosofica, è stato il lungo speech che il sottoscritto (indegnamente vostro...) ha tenuto, parlando di strutture di sintesi modulari, semi modulari, integrate, ma anche di generazione analogica, digitale e virtual analogica. Non sono mancati i ricchi premi ed i cotillons...
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Lo strumento musicale elettronico più antico, tra quelli abitualmente in diffusione, difficilissimo da suonare e da mantenere intonato, complesso come gestione, affascinante come impatto visivo/sonoro.
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Balzata ai primi posti di vendita delle app musicali (complice l’heritage del marchio Moog), la suite di trattamento audio audio Filtatron è stata ora aggiornata e potenziata in parecchi aspetti significativi del suo funzionamento.
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L’ultima chiamata è per tutti quei musicisti che ancora non si sono decisi a puntare il loro denaro sul marchio Moog. Questa volta, il piccolo modulo monofonico Slim Phatty (il cicciottello magro) offre – ad un prezzo oggettivamente irresistibile – tutte le funzionalità del precedente mono axe Little Phatty con in più qualche chicca assai divertente.
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Il Little Phatty è un sintetizzatore monofonico dal look e dal timbro inconfondibile; ora Moog Music presenta la versione rack mount. Il nuovo apparecchio non si chiama Little Rack, ma - in maniera più sfiziosa - Slim Phatty. Il cicciottello smilzo possiede tutte le funzionalità del modello standard, ma essendo privo di tastiera, è logicamente caratterizzato da talune significative differenze . Andiamo per ordine.
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Con un forte debito nei confronti di Peter Kirn, cui stiamo - di fatto - sottraendo quest'anticipazione (thank you, Peter!), vi passiamo para para l'ultima soffiata che sta girando nell'ambiente dei musicisti Moog-Addicted. Come già successo a suo tempo con i plug-in di ProTools, quando Bob Moog in persona licenziò la sua tecnologia a Bomb Factory per i Moogerfooger virtuali, questa volta è il turno di iPhone/iPad, cioè iOS application che riproducono le prestazioni dei Moogerfooger integrandole all'interno di una struttura in grado di gestire tante funzionalità operative. Tutti (quasi) i particolari in cronaca.
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Chiudiamo il nostro tour guidato attorno al Little Phatty, il piccolo monofonico di casa Moog che riunisce - in contrasto con il nome - parecchie funzioni senza un filo di grasso. Nell'appuntamento precedente, avevamo visto la struttura generale dell'apparecchio, con particolare riferimento alla funzionalità di editing offerta dai quattro RAC Real Analog Controller (o Realtime Analog Controller, se preferite) per l'accesso diretto ai parametri.
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