
Ancora quindici puntate e ci siamo!!! Questa volta, è il momento del mixer... analizzato dal punto di vista dei segnali di controllo. Nessuno obbliga infatti il musicista a considerare il miscelatore come unità limitata alla gestione dei segnali audio; un oscillatore, ad esempio, può essere controllato simultaneamente in frequenza da parte di una tastiera, di un lfo per il vibrato, di un sequencer, di uno sweep fornito da un generatore d'inviluppo. I quattro segnali di controllo entreranno in un mixer CV e raggiungeranno la porta FM dell'oscillatore... Stesso circuito di mixaggio, diverso comportamento.
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Nella costruzione di un percorso di feedback, realizzato attraverso il collegamento "a x" di una linea di ritardo con il mixer 1-channel, è possibile approfondire il comportamento della linea di ritardo sottoposta a modulazione sul delay time. Il risultato timbrico porta - in base all'ampiezza di modulazione - al classico suono Anni 50, tipico delle composizioni di Vladimir Ussachevsky e Otto Luening - o, all'estremo opposto, al glitch più indecente (sia detto in termine affettuoso...). In tutti e due i casi, vale la pena di sperimentare.
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A proposito di feedback loop... La volta scorsa, siamo incappati in un peculiare impiego del 1-channel mixer per la costruzione del percorso di feedback. Questa volta, approfondiremo le tecniche di composizione del circuito standard per la realizzazione dei ribattuti... uti.. uti.. uti...
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Andiamo avanti con il mixer. Come detto in precedenza, la funzione principale del mixer è quella di sommare insieme quantità e/o segnali diversi, producendo un unico flusso di dati utili tanto come percorso audio che come sistema di controllo. Ma, come ci hanno insegnato alle scuole primarie, sommare insieme quantità di segno diverso significa sottrarre... questo significa che se nel mixer c'è la possibilità di invertire la fase di uno dei due o più segnali collegati, otterremo un peculiare comportamento di "sottrattore", utile per interessanti effetti.
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Continuiamo con il mixer. Di solito, la struttura del sommatore è vincolata al numero dei canali d'ingresso: tot canali, tot controlli di volume. Ma perlomeno nella piattaforma Clavia (per ciò che riguarda il software) o in quella Synthesizers.com (per l'hardware) esistono anche connettori d'ingresso privi di adeguata regolazione di volume. Cosa sta succedendo?
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Saltiamo di palo in frasca - poi, con i primi freddi, torneremo sulla retta via - e affrontiamo un oggetto assai simpatico e spesso sottovalutato che, all'interno del sintetizzatore permette l'avverarsi di numerose condizioni timbricamente proficue e funzionalmente vantaggiose. Non è, come si potrebbe pensare, il pingue conto in banca del musicista, ma - più prosaicamente - l'operatore matematico Add, il "+" che dai tempi delle elementari abbiamo imparato a apprezzare e, si spera, a utilizzare con profitto. Non sapete qual'è il "più" all'interno del vostro sintetizzatore? Ah, già, scusate... è il mixer.
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Gli anni Novanta furono quelli della definitiva affermazione del sequencing, dei primi timidi passi e poi dell’affermazione dell’hard disk recording, dei suoni campionati di qualità sempre migliore, della diffusione e della “morte” del DAT - apparso sul mercato già nel 1987 - quale supporto per veicolare le versioni più o meno definitive delle creazioni.
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Il mixer Mackie alloggia al suo interno una potente interfaccia FireWire in grado di lavorare 96 kHz/24 bit senza perdere un colpo. Qualità timbrica della srttuttura analogica e solidità dell’implementazione digitale sono a prova di utenza professionale. La compatibilità garantita, che è ampiamente documentata nel sito web citato “in bibliografia”, copre praticamente la totalità delle DAW attualmente diffuse nel panorama planetario della produzione musicale in ambiente digitale.
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Continuiamo con il nostro viaggio attorno al potente 16-Channel FireWire Recording Mixer targato Mackie. Come abbiamo avuto modo di assaggiare la volta scorsa, Onyx 1640i è un apparecchio dalla doppia personalità: mixer real analog per la gestione di sedici sorgenti differenziate e interfaccia FireWire 16 In/16 Out per il trattamento digitale dei dati. Le due anime convivono pacificamente sotto la robusta scorza metallica dell’apparecchio che, come è facile immaginare, non viene regalato, ma è comunque ben posizionato in un rapporto Q/P assolutamente convincente.
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In un mondo che (…no, Battisti/Mogol non c’entrano) ha effettuato una decisa sterzata verso il digitale, continuare a costruire e perfezionare mixer analogici può sembrare un capriccio d’artista. Non è così: a parte il fatto che Mackie gioca con altrettanta disinvoltura sui tavoli analogico e digitale, la linea dei prodotti full analog concepiti dal grande (in tutti i sensi) Greg Mackie rispetta a sempre un cocktail di prestazioni, prezzo, robustezza, funzionalità in grado di soddisfare l’utente più puntiglioso. Non è cosa da poco, specialmente in questo periodo.
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DJ Tech presenta U2 Station MKII, una workstation all-in-one (USB Media Player e Mixer con effetti) che unisce trasportabilità e prestazioni.
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Nuova forza, nuovo look, stesso prezzo. Arrivano i nuovi mixer della fortunata serie XENYX, dotati di importanti upgrade che ne elevano ulteriormente il valore e ne rafforzano il già imbattibile rapporto qualità/prezzo.
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Rane presenta al Namm 2010 la risposta ad una domanda probabilmente mai posta o cruccio di veramente pochi rappresentanti del settore: ma se volessi controllare via USB due computer con un solo mixer, come potrei fare? La risposta è Sixty-Eight, un mixer/MIDI controller concepito per la Dj music e capace di soddisfare questa richiesta.
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Mackie presenta quattro nuovi Mixers FireWire a comporre la serie denominata Onyx-i Series. I modelli in questione prendono il nome di: Onyx 820i, Onyx1220i, Onyx1620i e Onyx1640i. La notorietà del marchio Mackie è innegabile, soprattutto per quanto riguarda la compatibilità (dovuta anche all'incessante richiesta in merito da parte degli utilizzatori) dei propri prodotti con le maggioni DAW.
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Scrive
Haru: Salve a tutti, ho una domanda spero non troppo banale: io prossimamente vorrei comprarmi un Behringher 1002 B (non sono uno che ha molti soldi, dovete capirmi) e com'è mio solito stavo controllando tutte le caratteristiche per bene, quando mi sono soffermato sulla sezione delle uscite audio: Il 1002B dispone di una uscita cuffie Jack Stereo, di una uscita master con due Jack mono, e poi ha i send per gli effetti, più precisamente FX Send e Mon Send. Tramite le varie notizie ho avuto modo di capire che FX Send prende l'audio post-eq mentre il mon lo prende prima. E fin qui tutto ok.
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Il termine Hub porta inevitabilmente alla memoria un prodotto solitamente utilizzato nell'ambito informatico. Forse l'Hub più conosciuto ed utilizzato riguarda la connessione USB. Lo scopo di un Hub USB è quello di consentire all'utente la connessione di più apparati ampliando quindi la connettività disponibile.
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Si aggiunge alla famiglia SC System un nuovo componente; il suo nome è SCS.3m. E' una superficie di controllo MIDI che emula un mixer a due canali realizzata da Stanton e studiata appositamente per integrarsi con il controller SCS.3d. L'utenza a cui è rivolto questo prodotto è qundi quella della Dj music computer based. Come il modello SCS.3d, ha delle aree sensibili al multi-tocco (StanTouch) che vanno a sostituire i classici faders. Come per il modello SCS.3d, in queste aree, è possibile saltare da una posizione all’altra senza passare per i valori intermedi. Quindi, in una scala di 10 si può saltare da 10 a 5 senza passare per 9, 8, 7 e 6.
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Scrive wolfinthedark: Salve, da qualche tempo col mio gruppo stiamo creando (dire comporre è esagerato) dei brani, avremmo intenzione di registrarli, ma il problema è uno : Cosa usare? Mi spiego meglio, l'idea iniziale era di prendere un mixer, un 8 o 10 canali, e di mandare le uscite alla Line In del PC, ma così il problema è che al massimo si possono registrare 2 tracce mono contemporaneamente.
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