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Articoli in arp

ARP AXXE A case study - Ultima parte

Immagine di copertina Eccoci giunti alla fine! Si parte con le modifiche, le migliorie, lo smanettamento... In una parola: si prende la struttura originale, ormai ottimizzata a colpi di macro, e si interviene assecondando i più reconditi desideri "sintetici". Buona lettura. Continua...

ARP AXXE A case study - Quarta parte

Immagine di copertina Proseguiamo, a tappe forzate, nelle modifiche applicabili alla struttura di sintesi originale dell'ARP AXXE. Per prima cosa sarà necessario fare spazio e ordine ricorrendo alle Macro di programma, cioè alle "cartelle" che possono contenere parti anche significative di struttura di sintesi. In questo modo, qualsiasi procedura successiva di duplicazione sarà enormemente facilitata. Continua...

ARP AXXE A case study - Terza parte

Immagine di copertina Continuiamo inesorabili... Questa volta, è il turno del filtro, dell'amplificatore e - una volta fatta fuori la catena audio, di tutta la parte relativa alle modulazioni. Non sarà facile, probabilmente ci odieremo, ma alla fine il risultato sarà lusinghiero... Continua...

ARP AXXE A case study - Seconda parte

Immagine di copertina Esaurite le doverose presentazioni con il piccolo sintetizzatore ARP AXXE, è il momento di passare a qualcosa di più succoso, ovvero di intraprendere la perigliosa strada della (ri)programmazione/(ri)progettazione dell'apparecchio. Come richiede il galateo del perfetto sintetista, ci occuperemo prima della catena audio - ovvero del percorso oscillatore, filtro, amplificatore - e poi della catena di modulazione. Continua...

ARP AXXE A case study - Prima parte

Immagine di copertina Prima o poi doveva capitare: lungo il percorso di avvicinamento al sintetizzatore, come oggetto sonoro che può essere configurato a discrezione del musicista, non poteva mancare l’analisi “verticale” di uno strumento musicale elettronico tale da essere abbastanza semplice, abbastanza performante, abbastanza tipico nel suo comportamento analogico. Il monofonico ARP Axxe, appunto. Continua...

Oldies but goldies: ARP 2600 Blue Meanie

Immagine di copertina Prodotto per tutto il decennio 1971-81, il sintetizzatore semi modulare ARP 2600 ha incarnato, nelle sue tre versioni ufficiali, il concetto di facilità operativa applicata all’elettronica. La localizzazione dei controlli, logicamente disposti lungo il percorso audio - da sinistra verso destra - con le modulazioni ordinate verticalmente e l’adozione dei pontenziometri a slide lineari rendono, allora come oggi, il 2600 una macchina “nata per far imparare” facilmente la sintesi del suono in ambiente analogico. Continua...

Un ARP 2600 incustodito...

Immagine di copertina ...prima o poi fa una brutta fine! Lo strumento in questione è stato sottoposto alla prova-tortura Cosimi. Scherzi a parte, ci siamo divertiti a verificare il comportamento del filtro low pass sottoposto a modulazione in banda audio da parte della sinusoide generata dal VCO 2. Poi, siamo passati a sommare modulazioni su modulazioni per i tre oscillatori audio, verificando la tenuta del riverbero e l'insieme della struttura audio in assenza di controlli ciclici o transienti. Continua...

ARP 2500 - Quinta parte

Terminiamo la panoramica dei moduli disponibili nel sistema ARP 2500. Trattamenti di Voltaggio. Il modulo 1036 Dual Sample & Hold/Random Voltage fornisce, in un unico box, due circuiti di sample & hold, due random noise generator e due generatori di impulsi controllabili in voltaggio. Inutile perdere tempo a spiegare il funzionamento teorico del circuito sample & hold (… ci sono parecchie amene letture, in italiano, a tal proposito, eh eh eh…). Continua...

ARP 2500 - Quarta parte

Proseguiamo con la (porno)panoramica dei moduli disponibili all'interno del potente sistema ARP 2500. Il modulo 1050 MixSequencer permette di sfruttare, in duplice circuitazione, il serial switching per alternare quattro possibili sorgenti su una singola uscita; all’interno del 1050 ci sono quindi due blocchi da quattro sorgenti/input, ciascuno collegato ad una uscita globale; ovviamente, è possibiile collegare in cascata le due metà del modulo per ottenere un singolo mixer seriale ad otto ingressi. Continua...

ARP 2500 - Terza parte

Continuiamo il nostro viaggio attorno al prestigioso, e per parecchi versi ancestrale, modulare ARP. Questa volta ci occupiamo in profondità dei moduli realizzati per lo strumento, quelli da sempre disponibili e quelli sono ipotizzati. Continua...

ARP 2500 - Seconda parte

Modelli. La struttura con matrice integrata obbliga il costruttore a rispettare un certo tipo di dimensioni “imponenti”, inoltre, l’utilizzo privilegiato della tastiera a cinque ottave, disponibile tanto monofonica che bifonica, ma anche con doppia generazione su split zonale, comporta una dimensione massima di pannello che può ospitare fino a quindici “moduli”, laddove tre posizioni, le due estreme e quella centrale, vengono quasi sempre occupate dai patching points (gli accessi laterali alle matrici) e da un blank panel in posizione centrale. Continua...

ARP 2500 - Prima parte

In principio… Nel 1968, Alan Robert Pearlman, ingegnere con precedenti occupazioni alla N.A.S.A., creava la sua società “Tonus, Inc.” per la commercializzazione di piccoli moduli di sintesi adatti al mercato educazionale. Due anni dopo, nel pieno boom dei sintetizzatori modulari hi cost, veniva presentato il grosso sistema ARP 2500. Continua...