Lo step sequencer può essere "suonato" dal musicista alterando il valore parametrico immagazzinato in ciascuno step, variando la durata della sequenza, modificando il comportamento dei singoli step (normal, skip, stop, reset...), fino a raggiungere un risultato che soddisfi le esigenze dell'esecuzione. Come è ovvio, la variazione può essere il risultato, cioè non è necessario "arrivare da qualche parte" durante le procedure di modifica, ma sono le stesse procedure di modifica che possono divenire parte integrante della composizione/performance elettronica.
Interi album sono stati scritti modificando in tempo reale il comportamento degli step sequencer e interi generi musicali (basterebbe pensare a Phaedra dei TaDream...) si basano sul potenziale ritmico/ipnotico evocato dallo step sequencer in full function.

In questo video, qualche semplice suggerimento applicabile alla quasi totalità dei sequencer analogici attualmente in commercio.
Buona visione.



6 commenti
Ciao Enrico, non so se ringraziarti o ...
Questi video sono così belli che ormai, da chitarrista rock, mi sono appassionato tantissimo alla musica elettronica e ai synth (ormai sono un fan dei Tangerine Dream!) e soprattutto sto iniziando a capire come funzionano queste macchine diaboliche piene di comandi.
Questo tipo di passione è, ovviamente, pericolosissima per il portafoglio!
Saluti.
lo confessi Cosimi che si è divertito come ...
beh...
;-)
ma quante probabilità ci sono che...
Grazie Enrico.....
senza parole..
Beh... Il Sequencer è come le "candeline ...
a proposito di puntate io non ho potuto fare a meno e le sto collezionando, chiedevo : le numerazioni progressive tipo dalla 41 alla 50 o dalla 54 alla 59 che mi mancano sono volutamente fatte saltare?... Grazie.
iFaber
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