Esaurito, nella parte precedente, il primo approccio con lo strumento, è il caso di approfondire la dotazione di connessioni - cioè le porte analogiche nei confronti del mondo esterno - e le strutture operative del canale input e master. Come è noto, qualsiasi struttura di mixaggio, per quanto complessa ed enorme possa apparire al primo incontro, è di fatto scomponibile in soli tre blocchi “concettuali” che devono essere espugnati dall’utente volenteroso: le connessioni disponibili, la struttura del canale d’ingresso e la configurazione del modulo master. Una volta capite le tre cose in questione, il gioco è fatto…

Connessioni
Il parco connessioni è ottimo e abbonante (come il rancio): i sedici canali hanno altrettanti ingressi XLR microfonici, con preamplificatori Onyx di provata affidabilità, ingresso di linea TRS ¼” (compatibili TS) e, sui primi due canali, switchabili ad alta impedenza per “comportamento D.I.” con cui trattare chitarra e basso elettrico. Ogni canale in ingresso è dotato del consueto connettore TRS per la gestione del channel insert (utile per processare un solo segnale con apparecchi esterni tipo compressori et similia). Le uscite dirette analogiche, canale per canale, sono concentrate su due multiconnettori DB25 che rispecchiano lo standard di piedinatura Tascam DTRS (attenzione: lo standard analogico, non quello dei cavi TDIF…); in questo modo, due soli multiconnettori 25 possono ospitare le due “fruste” da 8+8 cavi bilanciati con cui estrarre i sedici segnali diretti eventualmente necessari per impegnare altrettante piste del multitraccia analogico; se non siete interessati all’articolo, semplicemente, potete ignorare i due connettori DB25.
Le sei mandate Aux sfruttano altrettante connessioni TRS, regolarmente numerate; allo stesso modo, sono disponibili le quattro uscite Sub Group; i ritorni stereo sono solo quattro, per le Aux 1-4; come avremo modo di vedere, per le Aux 5 e 6 si prevede un comportamento tipicamente da monitor.
Il buss stereo Left-Right è sdoppiato nella componente Control Room (dotata di volume indipendente) e Main Out (disponibile tanto in versione TRS che XLR); quest’ultima porta stereo è dotata di Insert dedicato (nel caso fosse necessario comprimere analogicamente l’intero mixaggio). Non manca la conversione Mono del segnale in uscita, con connettore jack e trimmer di volume dedicato. L’ingresso XLR per l’eventuale microfono Talkback esterno completa la dotazione.
Nella fascia più bassa, occhieggiano minacciose le due porte FireWire 400 con cui collegare hard disk e computer, eh eh eh…

Il canale di input
È bello denso, come tradizione Mackie; dall’alto verso il basso compaiono diversi blocchi di controlli:

- Ottimizzazione del segnale in ingresso: eventuale alimentazione Phantom +48 V (proibita con i microfoni ribbon!); commutazione Hi-Z (solo sui primi due canali) per ottimizzare l’impedenza del circuito con il segnale diretto di chitarra e basso elettrico, senza D.I. quindi; filtro low cut 18 dB/Oct (per sgonfiare i rombi sulle basse).
- Selezione del segnale in ingresso: analogico Mic/Line o digitale direttamente ricevuto dall’interfaccia FireWire.
Facciamo un esempio
Durante l’acquisizione di segnali analogici, cioè quando stiamo registrando strumenti provenienti dal mondo esterno, inviandoli al computer, la selezione d’ingresso privilegia l’ingresso Mic/Line, ma già al momento della prima sovrincisione, con il selettore FireWire presente su ciascun canale, si può ricevere il playback di sedici possibili tracce diverse collegate ad altrettante porte out supportate dall’interfaccia. Da dentro al programma DAW, basterà sintonizzarela traccia sulla porta out 1-16 e, sul canale hardware corrispondente, premere il tastino FireWire. Il gioco è fatto. Al momento del mixaggio, tutti e sedici i canali hardware del Mackie possono gestire altrettanti segnali/tracce ricevuti dal programma DAW.

- Equalizzazione: Onyx 1640i, come tradizione Mackie, spreme fino in fondo l’equalizzazione Perkins ed offre quattro tagli d’intervento concentrati su bassi shelving, medio basse semi parametriche, medio acute semi parametriche, acute shelving. L’equalizzazione, che può essere disinserita a discrezione, taglia a 80 Hz, 100-2000 Hz, 400-8000 Hz, 12000 Hz con incremento cut/boost pari a +/-15 dB.
- Selezione FireWire Pre/Post EQ: stiamo registrando e utilizziamo Onyx per convertire i dati come da contratto… vogliamo che il segnale analogico appena convertito sia prelevato a monte o a valle dell’equalizzazione? Domanda astrusa, direte voi… Mica tanto! Immaginate di trovarvi dal vivo, mixando il gruppo dei vostri amici che si esibisce nel pub e contemporaneamenteregistrare il tutto su sedici tracce digitali nel vostro Mac/PC: con questo selettore, potete usare l’equalizzazione del Mackie per “fare il suono” che il pubblico ascolta in sala, ma non per influenzare i segnali che registrate. Su questi, lavorerete in seguito…

- Mandate ausiliarie: è uno dei veri punti di forza del modello 1640i; ci sono sei mandate ausiliarie indipendenti, che spingono il segnale fino a +15 dB (utilissimi quindi per assordare il batterista più bradipeggiante) e che possono essere sintonizzate individualmente in modalità Pre/Post Fader. Se lavorate con processori esterni, il comportamento di default è in Post Fader (abbassando il fader del canale, diminuite anche la quantità di segnale mandata all’effetto); se invece lavorate con linee di monitor palco, il comportamento di default è in Pre Fader (abbassando il fader di canale, non alteretete il volume di monitor del segnale). Anticipiamo, ma avremo modo di parlarne più avanti, che i sei percorsi di segnale delle ausiliarie possono essere convogliati su altrettanti percorsi di audio digitale FireWire.

- Smistamento del segnale: come di consueto, Panpot constant loudness, Mute, Fader lineare, Solo, assegnazione sul buss stereo Left/Right (per andare “sulle casse”) e sui quattro subgruppi 1-2, 3-4 per facilitare il submix di batteria, cori, tastiere, eccetera.
Il modulo Master
Cosa ascoltare in regia? Cosa inviare ai musicisti in sala? Spostiamoci nel pub: cosa far ascoltare ai musicisti sul palco e come differenziarlo da quello che ascolta (auspicabilmente con piacere) il pubblico mentre tracanna birra? Tutti questi interrogativi trovano risposta nella sezione Master del 1640i.
Il blocco è, grossolanamente divisibile in tre sezioni indipendenti: nella parte superiore si decide cosa si ascolta in Control Room; nella parte mediana si gestiscono le ausiliarie; nella parte bassa sono ospitati i fader dei quattro subgruppi e del buss stereo. Andiamo per ordine.

Ascolto in Control Room
È possibile ascoltare i segnali provenienti dal Main Mix (cioè il programma stereofonico Left-Righ inviato “alle casse” o “al registratore master” o “al pubblico in sala”), dal ritorno master Tape (delizioso arcaismo per indicare il 2 tracce che riceve il mixaggio del brano musicale), dai subgruppi 1-2 e/o 3-4 (per controllare il bilanciamento dei sei canali microfonici impegnati dalla batteria, o per verificare il corretto submix delle tastiere). In aggiunta, si può prelevare il mixaggio stereo ricevuto sul connettore FireWire ruotandolo automaticamente ai canali hardware 1 e 2 del mixer. Le quattro possibilità di ascolto sono cumulabili e, attenzione, possono essere ruotate sul Main Mix (cioè rese “pubbliche” in ascolto) o limitate all’ascolto in Control Room/cuffia per il fonico.

Gestione delle ausiliarie
Ciascuna delle sei linee Aux è regolabile in Main Level, in configurazione Pre/Post Fader (vedi sopra), in Solo Mode e in trasferimento digitale sulle linee FireWire 9-14.
Nello stesso blocco di pannello comandi, sono raggiungibili le quattro regolazione di volume per altrettanti Stereo Return 1-4. La domanda sorge spontanea: perché sei mandate e solo quattro ritorni? Per un discorso di puro calcolo delle probabilità: possibile che tutte e sei le mandate siano impegnate per altrettanti processori esterni di segnale? Molto probabilmente, almeno due mandate saranno impegnate per gestire monitoraggi et similia, rendendo quindi inutili i ritorni 5 e 6. A questo proposito, è il caso di segnalare che - come di consueto nei mixer Mackie di questa fascia - è possibile ruotare l’Aux 1 sulla Aux 5 e la Aux 2 sulla Aux 6, cioè mandare su due possibili linee monitor collegate a 5 e 6 i riverberi e/o i delay gestiti dalle Aux 1 e 2. Un grosso sorriso dovrebbe sbocciare sul volto del cantante…
E se, per dire, volessimo ruotare il ritorno stereo dell’Aux 3 su due dei quattro subgruppi; magari per registrare il ritorno dell’effetto stereo inglobandolo definitivamente nella traccia? Niente di più facile: basterà agire sullo switch Send To, strategicamente posizionato vicino al potenziometro Aux 3 Return e poi decidere su quale coppia di sub gruppi “ritornare” tramite selettore Subs 1-2/3-4. Facile, no?

Gruppi, subgruppi e master
Una volta deciso come smistare il segnale dei diversi canali, è necessario regolare i volumi relativi dei subgruppi 1-4 e del Main Mix Left-Right. Ancora una volta, è possibile trasferire i flussi di audio analogico ruotandoli sull’interfaccia FireWire: una serie di selettori strategiamente posizionati permette di inviare il buss stereo Main Mix L-R sui canali FireWire 15-16 Out e i subgruppi 1-4 sui canali FireWire 5-8.
Rimaniamo nel dominio analogico: i quattro subgruppi possono essere assegnati, d’ufficio, alle uscite Left e/o Right del mixer. Se per dire avete impegnato i sub 1 e 2 per gestire gli otto canali della batteria, probabilmente vorrete mantenere l’immagine stereo che è stata creata con i panpot degli otto canali input (cassa e rullante al centro, tom aperti, overhead aperti, hihat appena sulla destra…); in questo caso, non vi rimane che premere lo switch Left per il Sub 1 e Right per il Sub 2… gli otto canali compresi nei sub sono ora correttamente ruotati al buss stereo di uscita.

Talkback
Come sputare tutto il vostro disprezzo nei confronti del cantante che stona o del chitarrista che, incurante dei vostri gestacci, continua a fare casino mentre voi cercate di regolare gli ascolti? Semplice: utilizzando il microfono Talkback previsto nella struttura del mixer Onyx 1640i. Il segnale viene ruotato, a discrezione, sull’ascolto cufia o sulle ausiliarie 1-6. Sempre a discrezione dell’utente, è possibile decidere di usare un microfono esterno (collegato ad un apposito ingresso presente sul pannello posteriore) o affidarsi alla capsula installata appena sotto la superficie di controllo.
Nella prossima (e ultima) parte, parleremo di FireWire e tireremo le somme.
Nel frattempo, come al solito, buona lettura.



6 commenti
che bell'articolo, completo ed esauriente. ...
eh eh
:-)))
domandina da 'gnorante
Cosa vuol dire? Collegare al computer penso voglia dire mandare i segnali che entrano nel mixer ad un DAW tipo cubase? e collegare hard disk?
Re: domandina da 'gnorante
tanto per non lasciarti a bocca asciutta fino alla prossima volta, le due porte firewire permettono di trasferire audio digitale dal mixer al computer e viceversa; in più, con la seconda porta, puoi collegare un hard disk su cui registrare, perchè - anche se pochi rispettano questa regola - NON si dovrebbe registrare audio digitale sullo stesso hard disk che contiene sistema operativo e programma DAW....
bacio le mani
enr
Re: domandina da 'gnorante
grazie mille per l'attenzione
beh...
comunque calcola alcune cose:
a) oltre al 1640, ci sono altri TRE modelli ONYX Mackie che costano molto meno e che, se non ti pesa come limite, hanno la firewire solo 16 su 2
b) esistono comunque delle alternative di mercato: c'è un modello yamaha molto più economico, ma dotato sempre di firewire, e poi c'è un modello presonus che costa molto di più, ma che è veramente digitale anche nella channel strip, con tanto di effetti incorporati.
vedi tu, comunque questi giorni con il 1640i a casa è una goduria: attacchi e funziona tuttoooooooo!!!!!
a presto
enr
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