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Roland GAIA Synthesizer SH-01 - Prima Parte

Lo snello SH-01 (o, se preferite, la snella GAIA) è uno strumento che concentra al suo interno parecchie funzionalità calibrate con la consueta abilità targata Roland. Come dire che, analizzando la scheda tecnica del prodotto, più e più volte vi troverete a pensare “…però!” fino a cadere in preda alla più inarrestabile compulsione all’acquisto.

Non è la prima volta che Roland porta a termine un risultato di questo tipo e, come nei casi precedenti, è il risultato di una buona miscela tra prestazioni, impostazione generale di accesso ai parametri, portatilità, facilità d’uso, scelta dei suoni e, come dire, fun factor. Non è poco.

GAIA SH-01 in breve

È un sintetizzatore polifonico virtual analog a 64 voci, con tastiera dinamica 37 note (tre ottave, non sensibili all’aftertouch), che riprende nella sua architettura di suono due noti concetti Roland: l’organizzazione per toni(tre canali di sintesi indipendenti e sovrapponibili) e l’articolazione virtual analog brillantemente messa su strada dall’epoca dell’indimenticato JP-8000. Ciascun canale di voce è, nel suo piccolo, un sintetizzatore completo oscillatore-filtro-amplificatore, con un buon corredo di modulazioni e controlli; in aggiunta, i segnali delle tre sezioni timbriche raggiungono un blocco generale di effetti che comprende distorsione, flanger, delay, riverbero e low boost.

Tutto lo strumento è poi gestibile sotto controllo dell’arpeggiatore e del Phrase Recorder (con cui si possono memorizzare flussi di control change e modifiche apportate alle regolazioni i pannello).

Ciliegina sulla torta: GAIA SH-01 funziona come sintetizzatore stand alone, come interfaccia MIDI to USB e come interfaccia Audio to USB. Seconda ciliegina sulla torta: un apposito ingresso audio minijack può sfruttare un complesso algoritmo residente di center canceling, con cui uccidere i segnali protagonisti del mixaggio (quelli tradizionalmente messi al centro tra le due casse left - right); voce, strumenti solisti, eccetera possono così essere eliminati dal mixaggio originale, lasciando spazio per assoli e fraseggi realizzati sullo strumento Roland.

L’apparecchio è alimentabile con un nutrito set di batterie ricaricabili o, in maniera più stabile, attraverso power pack fornito in dotazione.

Pannello frontale

La fascia superiore è occupata dal nutrito blocco di controlli relativi al motore di sintesi; sulla sinistra, dopo aver dribblato l’immancabile D-Beam, è possibile scegliere uno dei tre canali di voce paralleli (abilitandolo all’esecuzione o sintonizzando il pannello comandi per le operazioni di editing); immediatamente dopo, si stendono i quattro blocchi di controlli della Modulation, Oscillator, Filter ed Amplifier. All’estrema destra, trovano posto i moduli Effects e External Input.

Una lunga striscia orizzontale, posizionata tra comandi e tastiera, alloggia i selettori necessari al recall/memorize delle patches interne e alla gestione dei comportamenti globali (trasposizione, key hold, tap tempo, eccetera).  A sinistra della tastiera a tre ottave, trova posto l’ormai classico controller integrato Roland che unifica il comportamento di pitch bend bidirezionale (sull’asse X) e modulation (sull’asse verticale). Il volume finale dello strumento è localizzato in fondo a destra.

Struttura generale

Il suono prodotto dai tre canali di sintesi paralleli, i Tones 1, 2 e 3, confluisce nell’unica sezione Effect ed è gestito, senza privilegi, simultaneamente dalla tastiera, dall’arpeggiatore e dal Phrase Recorder. Non è possibile avere copie dello stesso effetto diversificate per ciascun tono (ricordiamo che, contrariamente a quanto indicato sul manuale, nel vecchio JP-8000, le due parti Upper e Lower potevano, per dire, lavorare con  Arpeggiator differenti simultaneamente).

GAIA SH-01 è dotata di 64 Patches e 64 Pattern di arpeggio alloggiati in ROM non cancellabile; i soli dati relativi alle Patches possono essere comunque modificati e trasferiti, al paro delle altre programmazioni originali, all’interno di 64 locazioni RAM di User’s Patches. Come nelle storiche macchine Roland (dal Jupiter 8 in poi), le Patches sono attrezzate in 8 banchi da 8 locazioni cadauno. Inoltre, 8 locazioni di Phrases permettono di salvare altrettante esecuzioni di controllo. In aggiunta alla RAM di bordo, si può poi sfruttare una delle due connessioni USB (disponibili in formato Type A e B) per gestire un altro banco da 64+8 locazioni.

La struttura di sintesi

Come dicevamo in precedenza, ci sono tre Tones, cioè tre percorsi di sintesi tra loro indipendenti che possono essere sommati e miscelati a discrezione dell’utente; se necessario, tutti e tre possono fare lo stesso tipo di suono - magari differenziato per lievi variazioni d’intonazione - oppure, si possono impostare le tre unità sulla produzione simultanea di timbriche volutamente diverse, complementari o contrastanti, a seconda del gusto. L’impostazione è quella tradizionale analogica, perfetta quindi per un approccio di tipo didattico e privilegia l’accesso immediato alla maggior parte dei parametri; quelli “in seconda fila” sono raggiungibili a colpi di Shift Control. I tre percorsi sono tra loro identici, ma i Tones 1 e 2 possono interagire tra loro nei comportamenti di Sync (Tono 2: Master, Tono 1: Slave) e Ring Modulation; quando si seleziona la Hard Sync, GAIA entra forzatamente in monofonia. Peccato.

Di seguito, senza (ri)fare un corso completo di Sintesi del Suono, passiamo in rassegna le funzionalità dei diversi blocchi dello strumento.

Oscillatore

Può lavorare con un corredo base di forme d’onda dente di sega, quadra, impulso a simmetria variabile, triangolare, sinusoide, noise e super saw; per ciascuna, sono disponibili tre variazioni timbriche abbastanza significative, non documentate sul manuale utente, ma riconoscibili all’udito e ben caratterizzate dal punto di vista sonoro. La frequenza è regolabile per semitoni (+/-2 ottave) e per centesimi di tono. La simmetria dell’onda impulsiva può essere governata da pannello o modulata ciclicamente mediante LFO. Un Inviluppo AD è dedicato al controllo bipolare dell’intonazione. Se il musicista innesca le logiche di Hard Sync e Ring Modulation, il Tono 2 viene automaticamente acceso ed inizia a funzionare come modulante/master. Non è possibile influenzare il Tono 3 con i due regimi di modulazione.

Filtro

Può lavorare nei tre modi tradizionali Low Pass, High Pass, Band Pass; in più, è possibile utilizzare il comportamento Peaking che, a differenza del passa banda tradizionale, enfatizza una porzione selezionabile delle frequenze senza attenuare il resto del segnale. Se necessario, ma la scelta è obbligata quando si lavora con la Hard Sync, si può bypassare completamente il filtraggio.

I comandi comprendono, ovviamente, Cutoff e Resonance, coadiuvati da Keyboard Tracking (fino al 200 %) e Slope selezionabile tra 24 e 12 dB/Oct. Un inviluppo ADSR dedicato, fornito di Envelope Depth bipolare e modulabile con la Key Velocity, completa la struttura.

Amplificatore

Il controllo di Level permette di dosare il volume finale del Tono specificato; in questo modo, si possono miscelare le tre porzioni timbriche precedentemente programmate e, grazie all’inviluppo ADSR dedicato, ne si può governare l’andamento transiente. Sul buss stereo di uscita, è possibile dosare la posizione di Pan per ciascuno dei tre Toni.

La prossima volta, vedremo nel dettaglio le funzionalità del LFO e della sezione Effetti. Con l’occasione, ci prenderemo lo sfizio di ascoltare  una carrellata di timbriche “native”, comprese cioè nella libreria sonora factory loaded all’interno dell’apparecchio.

19 commenti

interessante... anche se i suoni non mi ...

interessante... anche se i suoni non mi entusiasmano!

Re: interessante... anche se i suoni non mi ...

Tieni sempre presente che, programmando da zero, è possibile personalizzare il suono in maniera significativa: è sempre uno strumento Roland, quindi ha una certa "aria di famiglia" che non si può ignorare, ma come struttura virtual analog è bella potente...

ciaoooo

Re: interessante... anche se i suoni non mi ...

questo è vero... per questo ho scritto che è interessante.
penso che abbia molte potenzialità!

Bello

con il mio microKorg fare le stesse cose è possibile ma si deve smanettare il quadruplo. mi vien voglia di lanciarlo dalla finestra e arraffare questo...

Re: Bello

Beh, qui l'impostazione di pannello è oggettivamente più comoda.
Prima di buttare le cose dalla finestra, conviene appostarsi dietro un cespuglio e aspettare il primo che si vende GAIA usato...
:-)))

Re: Bello

inoltre la tastiera del microkorg è proprio giocattolosa!

sbavo per queste cose... sopratutto tutte ...

sbavo per queste cose... sopratutto tutte quelle manopole, controlli...... mio dio, mi fa ivenire attacchi di GAS!!
Per fortuna mi posso sfogare un pò con Fruity Loop :)

Bellissimo articolo..... (come sempre...)

....ma fra questo e l'alesis ion... quali sono le differenze significative...?

ciao e grazie

Re: Bellissimo articolo..... (come sempre...)

da un certo punto di vista, ION è più potente: può fare quattro suoni diversi contemporaneamente, tutti e quattro con doppio oscillatore e sistema di sintesi completo, mentre GAIA ha tre suoni contemporanei, ma tutti con singolo oscillatore.

Però, GAIA in più ha gli effetti - tanti - il Phrase/Motion Recorder, il trattamento dei segnali esterni e, non vorrei sembrare esagerato, le scritte CHE SI LEGGONO. quelle di ION sono talmente piccole che serve una lente di ingrandimento.

Intendiamoci: ION suona mooolto bene, se lo trovi usato può valere la pena di farci un pensierino; ma GAIA ti funziona anche come interfaccia USB....

Ottimo trend !

Finalmente niente più display criptici per editare, ma tanti controlli in stile analog !
Questa categoria di strumenti comunque da il meglio ignorando i presets (spesso troppo dance-oriented), altrimenti che ci stanno a fare tutti quei controlli sul pannello ?

Re: Ottimo trend !

assolutamente! una macchina con tutto questo ben di Dio sul pannello comandi deve essere usata smanettando, sperimentando e programmandosi i suoni da solo...

Però l'estetica ?

Grande flessibilità di personalizzazione e grandi potenzialità racchiuse in uno scatolotto bianco, forse troppo "Bontempi".
Un design più moderno sarebbe stato sicuramente e maggiormente apprezzato .
"L'uomo che gioca con intelligenza vuol garantirsi reciprocità" - Evgenij Aleksandrovic Evtušenko
"Le parole sono una fonte di malintesi" - Antoine de Saint-Exupéry

Re: Però l'estetica ?

secondo me, se qualche esperto di comunicazione si mettesse in società con un designer per studiare il mutamento della "forma" adottata dagli strumenti elettronici di ampia diffusione, potrebbero uscir fuori delle considerazioni fenomenali!!
:-))))

Re: Però l'estetica ?

Non sono un'esperto di comunicazione ma ho sempre notato una correlazione tra l'estetica degli strumenti elettronici e gli artisti che hanno successo commerciale nello stesso periodo e data la giovane età delle popstar di questi tempi...

Re: Però l'estetica ?

;o)

Re: Però l'estetica ?

a me sembra moderno.. sembra un prodotto Apple.. :-)

http://www.jalebimusic.com/home.html
http://www.trekearth.com/members/yasoda-nandana/photos

Modificato da yasodanandana il 19 agosto 2010, 14:58

Re: Però l'estetica ?

un iSynth? un iGaia?
:-))))))))

Re: Però l'estetica ?

oppure un apparecchio ospedaliero.. una macchina per l'ecografia..

http://www.jalebimusic.com/home.html
http://www.trekearth.com/members/yasoda-nandana/photos

Re: Però l'estetica ?

uno stereofonico anni '70...

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