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Roland Lucina AX-09 Il ritorno della strap-on keyboard

Erano gli Anni ’80: i più grandicelli andavano in giro con il capello phonato e i colpi di sole, le giacche avevano le spalline e alla radio imperava l’italo pop. Dai Righeira a Sandy Marton, le serate del Festivalbar erano un tripudio di tastieristi che, con lo strumento a tracolla, rubavano la scena ai geetaristi old style. Roland Lucina potrebbe riportare l’orologio indietro di trent’anni. Leggere per credere…

 

Per prima cosa il nome di questo strumento: Lucina è il nickname amichevole, ma la sigla vera e propria è AX-09 e chiunque abbia avuto a che fare con la produzione Roland degli ultimi decenni, proverà un brivido di nostalgia nel ricordare come il prefisso AX indichi, nel catalogo del marchio nipponico, le strap-on remote keyboard, quelle che gli inglesi chiamano azzeccatamete keytar ovvero le apparecchiature nate in piena epoca MIDI per permettere al tastierista il controllo a distanza di rack expander ordinatamente impilati a bordo palco. Solo che, questa volta, Lucina/AX-09 i suoni, oltre a controllarli via MIDI, li produce anche autonomamente e, cosa ancora più interessante, può leggere file audio direttamente dalla porta USB di cui è dotata.

Armi in spalla…

Prima della AX-09, c’è stato l’AX-Synth, un apparecchio dalla linea particolarmente aggressiva, che già riuniva capacità di sintesi autonome, controllo D-Beam, Ribbon e connessioni USB. Ma prima ancora, c’era stata la “semplice” AX-7, un controller MIDI privo di capacità di sintesi, ma dotato di 45 note (a partire dal Mi basso…), con ribbon e modulation switch, in grado di trasmettere 128 program change a discrezione del musicista. E ancora prima prima, c’era stata la AX-1, in un tripudio di forme aggressive, funzionalità MIDI e strap locks di sicurezza.  Insomma, la tradizione di famiglia non è stata cosa da poco per la nuova Lucina…

Caratteristiche in breve

Lucina è un keytar a 37 note, cioè tre ottave, sensibili alla sola dinamica, con generatore di suoni incorporato a 128 note, utili a dare voce alle 144 timbriche “normali” e 6 timbriche “speciali”. Non è prevista alcuna forma di multitimbricità, del resto lo strumento è naturalmente candidato al ruolo mono funzionale, sia esso ritmico, da basso o da solista. Può leggere file audio dalla porta USB incorporata, purchè in formato MPEG-1 o wav/aiff, con SR 44.1 kHz e bitrate compresa tra 8 e 24 bit. Oltre alle tre ottave di tastiera, è possibile sfruttare il D-Beam agli infrarossi ruotabile su tre parametri (due fissi, pitch e filter, ed il terzo assegnabile), il ribbon controller e la modulation bar.

L’alimentazione dello strumento avviene o tramite power pack in dotazione o con otto batterie AA, possibilmente di tipo ricaricabile, con almeno 600 mA di portata. Il tutto pesa 3,7 chilogrammi e può essere agevolmente indossato con la tracolla personalizzata Roland fornita in dotazione.

Connessioni

Lucina esce in stereo Left/Right, con possibilità di connessione Mono; è previsto l’ascolto in cuffia e l’ingresso di un audio bus stereo per segnali addizionali su connettore mini jack da 1/8”. Tramite porta MIDI, si possono controllare apparecchiature timbriche esterne o, come consuetudine Roland, pilotare unità video V-Link compatibili. Sacrificando un minimo di mobilità, si può collegare un foot pedal indirizzabile, tanto in comportamento switch quanto come controllo continuo.

I suoni residenti

Dopo aver acceso Lucina e aver provveduto al collegamento audio (mono o stereo, a seconda delle disponibilità), siamo pronti per selezionare un suono con cui scorrazzare lungo le tre ottave di tastiera. L’apparecchio possiede 150 suoni interni, liberamente riconfigurabili in dodici apposite locazioni Favorite, di più immediato accesso per l’esibizione live. Torniamo ai suoni; il patrimonio timbrico è organizzato in sei famiglie: Synth/Pad, Piano/Keyboard, Organ/Accordion, Strings/Choir, Brass/Woodwinds, Guitar/Bass. Nel caso d’invincibile pigrizia, si può velocizzare la scelta del suono sfruttando la funzione Preview, che accoppia un corto playback MIDI adeguato per ogni tipo di timbrica; come per molti strumenti Roland, dopo aver selezionato la famiglia timbrica, si possono passare in rassegna le diverse Variation, fino ad atterrare su quella più adatta alle esigenze del momento. Oltre alle sonorità di base, ci sono sei timbriche speciali, poste in evidenza (Synth1, Synth2, SynthBass, Violin, Trombone, JazzScat) e particolarmente curate per favorire l’espressività offerta da Lucina.

Come suona?

Inutile a dirsi, il corredo dei timbri residenti è principalmente focalizzato sulla performance da solista: quale che sia il suono scelto, si presuppone che - vista la posizione a tracolla - il musicista fraseggerà con la mano destra, lavorando principalmente con note singole e più raramente con pochi accordi; in difficili casi la mano sinistra abbandonerà la combinazione mod button più ribbon per raggiungere la tastiera… anche perché, quando tutte e due le mani sono sulla tastiera, lo strumento tenuto a tracolla tende a scivolare giù dalla spalla, con risultati disastrosi.

Torniamo ai timbri: i suoni escono belli sparati tanto se passati su un normale impianto quanto se, barando, li si convoglia su di un amplificatore vero e proprio; ci sono suoni che ormai fanno parte del patrimonio Roland tradizionale (basterebbe citare lo Scat Choir), altri che strizzano l’occhio alle velleità di protagonismo (una caterva di chitarre elettriche distorte, distortissime, fuzz, crunch, metal, brutal…) e altre che risultano oggettivamente curiose: avete mai provato a suonare un grand piano in verticale? In tutti i casi, la pasta sonora è quella classica Roland, una garanzia.

Editing?

Uhmm, il target cui si rivolge lo strumento, probabilmente, non è interessato a editing e microediting capillari sulle timbriche di bordo. Comunque, Lucina prevede un corredo, seppure minimo, di parametri con cui modificare le sonorità normali (le sei timbriche specialinon sono alterabili); si può intervenire su: portamento on/off e time, volume, riverbero, release time e attack time, cutoff, resonance. Un vero peccato non aver previsto la commutazione mono/poly: parecchi suoni dal grande impatto dinamico (ad esempio i synth bass) potrebbero essere usati con profitto prendendo accordi di due, tre o quattro note, ma la loro impostazione monofonica non può essere modificata dall’utente. Sob.

 

Funzioni accessorie

Una volta selezionata la timbrica giusta, si può sfruttare la trasposizione d’ottava e di semitono; in aggiunta, durante l’esecuzione, si può inflettere l’intonazione con il ribbon controller (a range variabile) e impartire vibrato o altre modulazioni significative, preconfigurate suono per suono, mediante la modulation bar. A proposito di quest’ultima: se ne può ruotare il funzionamento sulla modulazione, sul sustain delle note o sull’azione combinata dei due.

Il D-Beam made in Roland è ruotabile su Pitch, su Filter o su un parametro assegnabile. Il corredo delle possibili destinazioni coincide con la lista dei parametri di editing (la stessa lista di destinazioni è utilizzabile per l’eventuale modulation pedal collegato all’apparecchio); in aggiunta, se si seleziona aftertouchcome destinazione, il D-Beam cambierà comportamento in base al suono selezionato, scegliendo caso per caso il trattamento più adeguato. Niente male.

Per evitare traumatici cambiamenti, si può mettere in Lock il pannello comandi; l’ipotesi è meno remota di quanto possa sembrare: la vicinanza tra tasti e selettori è talmente ridotta che un dito può sempre scappare…

Sentirsi meno soli

È possibile collegare una penna USB a Lucina e leggere eventuali file audio (in formato compresso o lineare) per accompagnarsi durante l’esecuzione o lo studio. Le funzionalità di bordo permettono di variare il volume del file audio riprodotto, l’esecuzione one shot o la lettura in sequenza di tutti i file audio eventualmente presenti sulla penna USB. Purtroppo, non è prevista la ripetizione incondizionata in loop: avrebbe potuto far comodo per studiare su groove di due sole battute.

In alternativa alla lettura di file digitali, Lucina prevede la possibilità di convogliare sull’uscita audio stereo un qualsiasi segnale ausiliario che possa viaggiare sul minijack da 1/8”. Dall’iPod in giù (e in su), ogni soluzione è bene accetta. In tutti e due i casi, tanto per lo studio quanto per la performance, l’idea non è male. Chi vuole cimentarsi per primo nel keytar piano bar?

In uso

Suonare con Lucina AX-09 senza fare una figura da broccoloè abbastanza impegnativo: la posizione obliqua o quasi verticale della tastiera, che per certi versi ricorda la fisarmonica, richiede una relativa scioltezza nel fraseggio: bisogna essere in grado di suonare senza guardare dove va la mano destra, altrimenti si finisce per rimanere sempre con la testa bassa, nello sforzo di controllare quello che sta succedendo. Poco bello, per un keytar hero

Una volta pagato il giusto tributo all’apprendistato, Lucina si rivela divertente e oltraggiosa al punto giusto: risolto il problema del trasferimento audio (almeno un cavo che penzola ci sarà sempre), ci si può muovere liberamente durante l’esecuzione, piede sul monitor alla Steve Harris o (a scelta) penzolando giù dal muro come Thomas Dolby, con la sicurezza di avere tre ottave dinamiche a disposizione, un buon parco suoni e un peso sufficientemente contenuto per il trasporto a tracolla. Un investimento consigliato: procuratevi otto batterie ricaricabili, meglio sedici per avere due lotti intercambiabili; il tempo passato a suonare scorre più veloce.

Dal nostro catalogo online

20 commenti

Alla faccia della simulazione! Non vado pazzo ...

Alla faccia della simulazione! Non vado pazzo per le tastiere che tentano di emulare gli strumenti a corda, ma devo dire che questa qui si difende bene, certi distorti li vorrei sulla mia chitarra! Poi a circa 4:11 nel video c'è una notina in bending che mi ha fatto messo in testa il dubbio che Fury dei Muse sia stata suonata con una tastiera!
http://www.myspace.com/rozzoaristocratico

Re: Alla faccia della simulazione! Non vado pazzo ...

a livello di tecnica tastieristica, il gioco è abbastanza facile:

metti un range esagerato per il pitch bend, diciamo almeno +/- un'ottava, poi tieni in hold la nota, cioè la fai suonare anche quando lasci il tasto, e sul pitch bend cerchi di centrare le note che ti servono, come quando fai il tapping a due mani sul manico...

ciaooooo

p.s. sui muse, non ci giurerei, ma sono convinto che siano mooolto più tastieristici di quanto non vogliano far credere; calcola che i tre hanno una collezione di sinth vintage da mettere paura!!! roba da centinaia di migliaia di eurozzi...

Re: Alla faccia della simulazione! Non vado pazzo ...

Tra queste recensioni, l'utilità del midi e il corso di pianoforte che sto per affrontare (fa parte del corso di studi, sigh) mi sta venendo davvero voglia di mettere le mani su una cosina del genere...
E riguardo i Muse, effettivamente il cantante-chitarrista nasce pianista!
http://www.myspace.com/rozzoaristocratico

Re: Alla faccia della simulazione! Non vado pazzo ...

su su, vedrai che meraviglia fare il compimento inferiore di pianoforte! scoprirai finalmente a che servono i pollici...

:-))))))))))

Per quanto mi riguarda nessuno si avvicina a ...

Per quanto mi riguarda nessuno si avvicina a te nella bravura a spiegare come funziona uno strumento, pur essendo io un chitarrista attratto specialmente da organi, rhodes e un'pò anche synth quando c'è una tua recensione la guardo sempre e mi incantano le tue spiegazioni limpidissime.
Ciao.

Re: Per quanto mi riguarda nessuno si avvicina a ...

sono commosso :-))))))

Che dire? Mi piace!

Che dire? Mi piace!

Certo che, visto che c'erano, un bel sistema ...

Certo che, visto che c'erano, un bel sistema wireless integrato... Complimenti ad Enrico che mette proprio voglia di comprarsene una...
i don't belive in the 60's in the golden age of pop
you glorify the past when the future dries up
i heard a singer on the radio late last night
says he's gonna kick the darkness 'till it bleeds daylight

God part II - U2

Re: Certo che, visto che c'erano, un bel sistema ...

non vorrei sbagliare, ma mi sembra che il wireless midi sia prodotto da un marchio cinese, forse ICON... e forse anche M-Audio ha in catalogo qualcosa del genere.

alla fine, quello che risparmi in cavi, lo spendi in batterie :-)))))))

grazie per i complimenti!!!
enr

Quelli della Roland...

Quelli della roland sono molto bravi a far luccicare gli occhi dei chitarristi con questi strumenti maladettamente divertenti!!!

Gran bell'articolo Enrico!!!!!!!!!!!

Re: Quelli della Roland...

eh si, Roland è fenomenale. Se ci pensi, sono decenni e decenni che - puntualmente - ti arrivano con l'apparecchietto che ti fa girare la testa. Secondo me, chiusi in cantina, hanno un gruppo di personaggi che pensa non tanto a cosa costruire ma a QUANDO tirare fuori le cose...

l'ho provata.. non mi ha impressionato

l'ho provata.. non mi ha impressionato

http://www.jalebimusic.com/home.html
http://www.trekearth.com/members/yasoda-nandana/photos

Re: l'ho provata.. non mi ha impressionato

mah, bisogna tenere presente il target cui è destinato lo strumento. Già il fatto che - alla fine - quasi non ci sia editing sulle timbriche, significa che lo vogliono vendere ad "un certo tipo" di musicista; per di più, devi avere la necessità di zompettare su e giù sul palco o davanti alle telecamere, altrimenti ti prendi una cosa più statica, con tanti bei pomelloni da girare.
Sicuramente non è uno strumento per sperimentatori :-)))

Re: l'ho provata.. non mi ha impressionato

quello gia' me lo aspettavo.. non mi hanno entusiasmato le sonorita'..

http://www.jalebimusic.com/home.html
http://www.trekearth.com/members/yasoda-nandana/photos

Bello e simpatico strumento. Mi vien da dire ...

Bello e simpatico strumento. Mi vien da dire un pò troppo hi-tech. Ce lo vedrei bene in ambito rock, per creare nuovi generi, comunque senza sottomettere il chitarrismo!!

Re: Bello e simpatico strumento. Mi vien da dire ...

figuriamoci! se vai a vedere, questo genere di tastiere le usa:

a) chi suona affianco ad un "grosso" chitarrista (mi vengono in mente, Tom Coster-Santana, Jordan Rudess-Petrucci, Ian Hammer-McLaughlin, poi Schuman, Roger Powell-Rundgreen...)
b) chi deve soddisfare il look oltre che l'ascolto
c) chi deve risolvere al volo un playback festivalbaliero, senza caricarsi troppo di valigie, borse e borsoni
d) chi si vuole divertire

nessun attentato alla chitarra :-)))))
ciaoooooo

Meh

Però è sbagliato chiamarla un "sintetizzatore". Di sintetizzatore ha poco, perchè ha dei suoni in memoria ma non sono così largamente modificabili, da quello che vedo. A parte dei filtri o degli effetti applicabili, rimane soltanto una tastiera, e una tastiera non è necessariamente un sintetizzatore.

Comunque rimango sulle tastiere standard :)

Re: Meh

i suoni sono prodotti dalla sintesi dello strumento, quindi si tratta di sintetizzatore..

:-)

http://www.jalebimusic.com/home.html
http://www.trekearth.com/members/yasoda-nandana/photos

Re: Meh

Beh però le sue possibilità in termini di editing rimangono molto limitate.

E poi non mi piace l'idea della Roland di sponsorizzarlo come un prodotto per bambini (guarda i video di demo ufficiali Roland per esempio).

Re: Meh

però è divertente!
Modificato da Enrico_Cosimi il 3 dicembre 2010, 21:25

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