Per prima cosa il nome di questo strumento: Lucina è il nickname amichevole, ma la sigla vera e propria è AX-09 e chiunque abbia avuto a che fare con la produzione Roland degli ultimi decenni, proverà un brivido di nostalgia nel ricordare come il prefisso AX indichi, nel catalogo del marchio nipponico, le strap-on remote keyboard, quelle che gli inglesi chiamano azzeccatamete keytar ovvero le apparecchiature nate in piena epoca MIDI per permettere al tastierista il controllo a distanza di rack expander ordinatamente impilati a bordo palco. Solo che, questa volta, Lucina/AX-09 i suoni, oltre a controllarli via MIDI, li produce anche autonomamente e, cosa ancora più interessante, può leggere file audio direttamente dalla porta USB di cui è dotata.

Armi in spalla…
Prima della AX-09, c’è stato l’AX-Synth, un apparecchio dalla linea particolarmente aggressiva, che già riuniva capacità di sintesi autonome, controllo D-Beam, Ribbon e connessioni USB. Ma prima ancora, c’era stata la “semplice” AX-7, un controller MIDI privo di capacità di sintesi, ma dotato di 45 note (a partire dal Mi basso…), con ribbon e modulation switch, in grado di trasmettere 128 program change a discrezione del musicista. E ancora prima prima, c’era stata la AX-1, in un tripudio di forme aggressive, funzionalità MIDI e strap locks di sicurezza. Insomma, la tradizione di famiglia non è stata cosa da poco per la nuova Lucina…
Caratteristiche in breve
Lucina è un keytar a 37 note, cioè tre ottave, sensibili alla sola dinamica, con generatore di suoni incorporato a 128 note, utili a dare voce alle 144 timbriche “normali” e 6 timbriche “speciali”. Non è prevista alcuna forma di multitimbricità, del resto lo strumento è naturalmente candidato al ruolo mono funzionale, sia esso ritmico, da basso o da solista. Può leggere file audio dalla porta USB incorporata, purchè in formato MPEG-1 o wav/aiff, con SR 44.1 kHz e bitrate compresa tra 8 e 24 bit. Oltre alle tre ottave di tastiera, è possibile sfruttare il D-Beam agli infrarossi ruotabile su tre parametri (due fissi, pitch e filter, ed il terzo assegnabile), il ribbon controller e la modulation bar.
L’alimentazione dello strumento avviene o tramite power pack in dotazione o con otto batterie AA, possibilmente di tipo ricaricabile, con almeno 600 mA di portata. Il tutto pesa 3,7 chilogrammi e può essere agevolmente indossato con la tracolla personalizzata Roland fornita in dotazione.

Connessioni
Lucina esce in stereo Left/Right, con possibilità di connessione Mono; è previsto l’ascolto in cuffia e l’ingresso di un audio bus stereo per segnali addizionali su connettore mini jack da 1/8”. Tramite porta MIDI, si possono controllare apparecchiature timbriche esterne o, come consuetudine Roland, pilotare unità video V-Link compatibili. Sacrificando un minimo di mobilità, si può collegare un foot pedal indirizzabile, tanto in comportamento switch quanto come controllo continuo.

I suoni residenti
Dopo aver acceso Lucina e aver provveduto al collegamento audio (mono o stereo, a seconda delle disponibilità), siamo pronti per selezionare un suono con cui scorrazzare lungo le tre ottave di tastiera. L’apparecchio possiede 150 suoni interni, liberamente riconfigurabili in dodici apposite locazioni Favorite, di più immediato accesso per l’esibizione live. Torniamo ai suoni; il patrimonio timbrico è organizzato in sei famiglie: Synth/Pad, Piano/Keyboard, Organ/Accordion, Strings/Choir, Brass/Woodwinds, Guitar/Bass. Nel caso d’invincibile pigrizia, si può velocizzare la scelta del suono sfruttando la funzione Preview, che accoppia un corto playback MIDI adeguato per ogni tipo di timbrica; come per molti strumenti Roland, dopo aver selezionato la famiglia timbrica, si possono passare in rassegna le diverse Variation, fino ad atterrare su quella più adatta alle esigenze del momento. Oltre alle sonorità di base, ci sono sei timbriche speciali, poste in evidenza (Synth1, Synth2, SynthBass, Violin, Trombone, JazzScat) e particolarmente curate per favorire l’espressività offerta da Lucina.

Come suona?
Inutile a dirsi, il corredo dei timbri residenti è principalmente focalizzato sulla performance da solista: quale che sia il suono scelto, si presuppone che - vista la posizione a tracolla - il musicista fraseggerà con la mano destra, lavorando principalmente con note singole e più raramente con pochi accordi; in difficili casi la mano sinistra abbandonerà la combinazione mod button più ribbon per raggiungere la tastiera… anche perché, quando tutte e due le mani sono sulla tastiera, lo strumento tenuto a tracolla tende a scivolare giù dalla spalla, con risultati disastrosi.
Torniamo ai timbri: i suoni escono belli sparati tanto se passati su un normale impianto quanto se, barando, li si convoglia su di un amplificatore vero e proprio; ci sono suoni che ormai fanno parte del patrimonio Roland tradizionale (basterebbe citare lo Scat Choir), altri che strizzano l’occhio alle velleità di protagonismo (una caterva di chitarre elettriche distorte, distortissime, fuzz, crunch, metal, brutal…) e altre che risultano oggettivamente curiose: avete mai provato a suonare un grand piano in verticale? In tutti i casi, la pasta sonora è quella classica Roland, una garanzia.

Editing?
Uhmm, il target cui si rivolge lo strumento, probabilmente, non è interessato a editing e microediting capillari sulle timbriche di bordo. Comunque, Lucina prevede un corredo, seppure minimo, di parametri con cui modificare le sonorità normali (le sei timbriche specialinon sono alterabili); si può intervenire su: portamento on/off e time, volume, riverbero, release time e attack time, cutoff, resonance. Un vero peccato non aver previsto la commutazione mono/poly: parecchi suoni dal grande impatto dinamico (ad esempio i synth bass) potrebbero essere usati con profitto prendendo accordi di due, tre o quattro note, ma la loro impostazione monofonica non può essere modificata dall’utente. Sob.
Funzioni accessorie
Una volta selezionata la timbrica giusta, si può sfruttare la trasposizione d’ottava e di semitono; in aggiunta, durante l’esecuzione, si può inflettere l’intonazione con il ribbon controller (a range variabile) e impartire vibrato o altre modulazioni significative, preconfigurate suono per suono, mediante la modulation bar. A proposito di quest’ultima: se ne può ruotare il funzionamento sulla modulazione, sul sustain delle note o sull’azione combinata dei due.
Il D-Beam made in Roland è ruotabile su Pitch, su Filter o su un parametro assegnabile. Il corredo delle possibili destinazioni coincide con la lista dei parametri di editing (la stessa lista di destinazioni è utilizzabile per l’eventuale modulation pedal collegato all’apparecchio); in aggiunta, se si seleziona aftertouchcome destinazione, il D-Beam cambierà comportamento in base al suono selezionato, scegliendo caso per caso il trattamento più adeguato. Niente male.
Per evitare traumatici cambiamenti, si può mettere in Lock il pannello comandi; l’ipotesi è meno remota di quanto possa sembrare: la vicinanza tra tasti e selettori è talmente ridotta che un dito può sempre scappare…

Sentirsi meno soli
È possibile collegare una penna USB a Lucina e leggere eventuali file audio (in formato compresso o lineare) per accompagnarsi durante l’esecuzione o lo studio. Le funzionalità di bordo permettono di variare il volume del file audio riprodotto, l’esecuzione one shot o la lettura in sequenza di tutti i file audio eventualmente presenti sulla penna USB. Purtroppo, non è prevista la ripetizione incondizionata in loop: avrebbe potuto far comodo per studiare su groove di due sole battute.
In alternativa alla lettura di file digitali, Lucina prevede la possibilità di convogliare sull’uscita audio stereo un qualsiasi segnale ausiliario che possa viaggiare sul minijack da 1/8”. Dall’iPod in giù (e in su), ogni soluzione è bene accetta. In tutti e due i casi, tanto per lo studio quanto per la performance, l’idea non è male. Chi vuole cimentarsi per primo nel keytar piano bar?

In uso
Suonare con Lucina AX-09 senza fare una figura da broccoloè abbastanza impegnativo: la posizione obliqua o quasi verticale della tastiera, che per certi versi ricorda la fisarmonica, richiede una relativa scioltezza nel fraseggio: bisogna essere in grado di suonare senza guardare dove va la mano destra, altrimenti si finisce per rimanere sempre con la testa bassa, nello sforzo di controllare quello che sta succedendo. Poco bello, per un keytar hero…
Una volta pagato il giusto tributo all’apprendistato, Lucina si rivela divertente e oltraggiosa al punto giusto: risolto il problema del trasferimento audio (almeno un cavo che penzola ci sarà sempre), ci si può muovere liberamente durante l’esecuzione, piede sul monitor alla Steve Harris o (a scelta) penzolando giù dal muro come Thomas Dolby, con la sicurezza di avere tre ottave dinamiche a disposizione, un buon parco suoni e un peso sufficientemente contenuto per il trasporto a tracolla. Un investimento consigliato: procuratevi otto batterie ricaricabili, meglio sedici per avere due lotti intercambiabili; il tempo passato a suonare scorre più veloce.



20 commenti
Alla faccia della simulazione! Non vado pazzo ...
Re: Alla faccia della simulazione! Non vado pazzo ...
metti un range esagerato per il pitch bend, diciamo almeno +/- un'ottava, poi tieni in hold la nota, cioè la fai suonare anche quando lasci il tasto, e sul pitch bend cerchi di centrare le note che ti servono, come quando fai il tapping a due mani sul manico...
ciaooooo
p.s. sui muse, non ci giurerei, ma sono convinto che siano mooolto più tastieristici di quanto non vogliano far credere; calcola che i tre hanno una collezione di sinth vintage da mettere paura!!! roba da centinaia di migliaia di eurozzi...
Re: Alla faccia della simulazione! Non vado pazzo ...
E riguardo i Muse, effettivamente il cantante-chitarrista nasce pianista!
Re: Alla faccia della simulazione! Non vado pazzo ...
:-))))))))))
Per quanto mi riguarda nessuno si avvicina a ...
Ciao.
Re: Per quanto mi riguarda nessuno si avvicina a ...
Che dire? Mi piace!
Certo che, visto che c'erano, un bel sistema ...
you glorify the past when the future dries up
i heard a singer on the radio late last night
says he's gonna kick the darkness 'till it bleeds daylight
God part II - U2
Re: Certo che, visto che c'erano, un bel sistema ...
alla fine, quello che risparmi in cavi, lo spendi in batterie :-)))))))
grazie per i complimenti!!!
enr
Quelli della Roland...
Gran bell'articolo Enrico!!!!!!!!!!!
Re: Quelli della Roland...
l'ho provata.. non mi ha impressionato
http://www.jalebimusic.com/home.html
http://www.trekearth.com/members/yasoda-nandana/photos
Re: l'ho provata.. non mi ha impressionato
Sicuramente non è uno strumento per sperimentatori :-)))
Re: l'ho provata.. non mi ha impressionato
http://www.jalebimusic.com/home.html
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Bello e simpatico strumento. Mi vien da dire ...
Re: Bello e simpatico strumento. Mi vien da dire ...
a) chi suona affianco ad un "grosso" chitarrista (mi vengono in mente, Tom Coster-Santana, Jordan Rudess-Petrucci, Ian Hammer-McLaughlin, poi Schuman, Roger Powell-Rundgreen...)
b) chi deve soddisfare il look oltre che l'ascolto
c) chi deve risolvere al volo un playback festivalbaliero, senza caricarsi troppo di valigie, borse e borsoni
d) chi si vuole divertire
nessun attentato alla chitarra :-)))))
ciaoooooo
Meh
Comunque rimango sulle tastiere standard :)
Re: Meh
:-)
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Re: Meh
E poi non mi piace l'idea della Roland di sponsorizzarlo come un prodotto per bambini (guarda i video di demo ufficiali Roland per esempio).
Re: Meh
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