C'è dunque qualche tecnica/accorgimento per separare suoni diversi per ottenere maggior chiarezza? Gli strumenti presenti sono: batteria, basso, chitarre acustiche (accordi e arpeggio), chitarre elettriche (ritmica e solista), pianoforte, tastiere. Le voci sono: solista femminile, solista maschile, coro maschile, seconde voci femminili. La canzone è in stile pop/rock.

Risponde Enrico Cosimi: Ehhh, è un discorso potenzialmente infinito.
Nello specifico, posso consigliarti questi semplici accorgimenti "della nonna":
a) controllare IN SEDE DI ARRANGIAMENTO che non ci siano troppe sovrapposizioni strumentali e vocali; checché ne dica phil spector, il wall of sound non è mai una buona soluzione, a meno che uno non abbia mesi di tempo in sala;
b) fare in modo che le equalizzazioni (naturali o indotte sul mixaggio) non collidano: se c'è una chitarra mangiamedie, le tastiere devono lasciare spazio sulle medie; se il basso uccide la cassa, è inutile ammassare le basse frequenze...
c) verificare che tutto, ma proprio tutto sia perfettamente in sync - specialmente sulle voci armonizzate
d) essere sicuri di avere un ascolto decente su cui mixare: che scenda giù almeno a 50 Hz e che non tolga o non regali troppe acute; quando si mixa, fare pause ogni 45 minuti, per evitare la sindrome da orecchie lesse.
e) se proprio non si riesce a far stare tutto nel mixaggio, vuol dire che c'è troppa roba E SI TENGONO CHIUSE LE PISTE

11 commenti
Secondo me un buon utilizzo dei panpottamenti ...
Inoltre l'uso più o meno accentuato di riverberi aiuta a posizionare il mixaggio in un piano tridimensionale, con profondità quindi.
Partirei sempre col mixare la batteria, aggiungere basso (mixato separatamente e successivamente aggiungo sopra alla batteria).
Poi tastiere e chitarre in modo che non si scontrino a livello di frequenze.
Alla fine voci principali in modo che si sentano nitide (compressori ed eq, leggeri riverberi) e alla fine di tutto i cori.
Con volumi e panpottamenti si fa il più grosso, poi si lavora di fino sull'eq.
Relive Band - coverband 360°
Libera Uscita - Tributo a Ligabue
se i mari fosse de toccio...la li la la...
Re: Secondo me un buon utilizzo dei panpottamenti ...
L. Pavarotti
Re: Secondo me un buon utilizzo dei panpottamenti ...
Le voci sono la parte più importante (solitamente) in un arrangiamento, quindi aggiungerle alla fine e cercare di cacciarle a pedate in un mix non mi sembra la cosa più saggia...
io partirei da batteria, basso e voce, cercando di far suonare quest'ultima più "a fuoco" possibile e POI aggiungendo gli altri strumenti limando con l'EQ dove ruba spazio alla voce...
...comunque, se sei del tutto digiuno di missaggio, mettiti già nell'ottica che ci metterai molto tempo :-) e usa un po' di riferimenti per "avvicinarti" al suono che vuoi...
avere ben chiaro in testa cosa si deve sentire ...
Il basso ad esempio non è mai troppo definito nei dischi... a volte non ci accorgiamo che c'è ma ci accorgeremmo se non ci fosse. Funky e drum&bass esclusi ovviamente...
"Io sono nato pronto."
Jack Burton
Questo può capitare anche a causa di un uso ...
you glorify the past when the future dries up
i heard a singer on the radio late last night
says he's gonna kick the darkness 'till it bleeds daylight
God part II - U2
Re: Questo può capitare anche a causa di un uso ...
L. Pavarotti
Come gia detto il posizionamento spaziale ...
per la chitarre: a splittare ogni traccia di chitarra in due tracce mono e pannarle una a destra ed una sinistra se vuoi creare effetti di chitarra avvolgente ma che non si posiziona sulla zona centrale dove spesso mettiamo le parti vocali
Per le tastiere: cerca di non renderle troppo presenti se fanno solo da tappeto sonoro, attraverso l'uso di effetti di ambiente
Per le voci: se le parti vocali sono composte da armonie, o da più parti diverse in generale, prova a pannare anche la voce in qualche parte della canzone per farla riuscire dal mix e per generare interesse in chi ascolta
Per il resto ti consgilio questo libro
http://www.amazon.com/Art-Mixing-Recording-Engineering-Production/dp/1931140456, un libro molto illuminato sul mondo del recording in generale ma che focalizza l'attenzione proprio sulla dimensione "spaziale" di una registrazione
eehhh purtroppo
purtroppo il sound engineer è un lavoro che abbisogna di tanta gavetta, e di un buon paio di orecchie nonchè dell'implacabilità di taglare tutto ciò che non serve, anche se è la traccia vocale in background della fidanzata!
EQ EQ EQ
Pi aggiungi una alla volta gli altri elementi della batteria a partire dal rullante.
Quanto sei più o meno soddisfatto del mix basso/batteria inizia con gli altri stumenti. Come ti hanno detto altri, la separazione su canali ds e sin delle chitarre aiuta a dare quel senso di spazialità. con le chitarre adotta lo stesso ragionamento di cassa /bass: evita di sovraporre troppo le medesime frequenze e cerca di caratterizzare il suono di ogni chitarra in modo che abbia un suo suono distinto.
Ultima cosa: usa gli automatismi. Nel corso di un brano ti puoi trovare che uno strumento, in un certo istante, "spara" troppo. Abassalo solo in quel punto. Gli automatismi sono un'ottimo metodo per "pulire" il suono dopo l'EQ ed il panning.
Limita l'use di delay e reverberi sui singoli strumenti; l'ambiente lo puoi creare in fase di mastering dove metti un reverbero generalizzato. Ciò non toglie che alcuni strumenti necessitano di un pò di effetto, ma è una questione di gusti personali.
trovo che il problema sia soprattutto ...
se ci sono troppe parti accavallate o mal combinate, in mixaggio si fa veramente poco
http://www.jalebimusic.com/home.html
http://www.trekearth.com/members/yasoda-nandana/photos
Sidechain compression
Di recente ho lavorato su un progettino di musica acustica molto divertente; come puoi immaginare in un disco acustico la dinamica è fondamentale! Uno dei brani è il famosissimo "If Love Is a Red Dress (Hang Me In Rags)", brano che la cantante esegue in maniera magistrale, con delle dinamiche amplissime e sfruttando molte sfumature della voce. Pensate che incubo il dover mixare un brano del genere!
Il mio obiettivo infatti non era solamente quello di dare risalto alla voce (ovviamente) ma volevo dare il giusto spazio alla chitarra slide, che ho suonato cercando di sostenere il canto, completando gli "spazi vuoti"; purtroppo non sono Sonny Landreth e non sempre riesco a essere così preciso e "cesellato come vorrei"!
Ecco allora che mi è venuto in aiuto la sidechain compression :)
Ho mixato al meglio il brano, cercando l'equilibrio migliore per quanto possibile; a questo stadio i problemi erano:
- slide troppo bassa, per non coprire la voce nei passaggi a basso volume;
- voce troppo bassa o troppo alta, a seconda dell'intensità.
Ho quindi applicato la sidechain compression alla traccia di slide (in aggiunta agli effetti già applicati) in questo modo:
- input: chitarra;
- canale di controllo: voce;
- intervento della modulazione: threshold (soglia) e rapporto di compressione.
In pratica avviene una specie di "ducking", l'effetto che usano i DJ o i... giostrai :) però applicato in maniera molto più "soft" e non lineare. Quando la voce è presente, la threshold si abbassa, e quando la voce si fa più potente viene pure aumentato il rapporto di compressione.
In questo modo ho potuto alzare il livello generale della chitarra, mantenendo inalterata la voce.
Trova la registrazione qui:
http://www.adivinha.net/mp3
www.megadix.it
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