Ciao visitatore, accedi o registrati
| 33132 utenti registrati - 16042 articoli

Roland V-Combo VR-700 - Prima parte

Su questa tastiera potrebbero scrivere “kit di sopravvivenza per le emergenze on stage”; tutto quello che può servire al tastierista medio, a parte i campionamenti, è compreso in un unico strumento che, dall’alto dei suoi 76 tasti e 16 Kg, si mantiene entro standard di più che tollerabile portatilità.

L’apparecchio perfeziona un know how accumulato in diversi modelli precedenti: l’accoppiamento tra clone dell’organo elettrofonico e stage piano è stato inagurato da Roland con una storica stage keyboard, per l’occasione commercializzata sotto il marchio Rhodes, e poi confermata periodicamente con i vari modelli Combo. Mai come questa volta, il focus dell’operazione è stato concentrato sulle funzionalità timbriche e operative dalla parte di organo, accoppiate al ricco - come di consueto - bagatlio di timbriche ausiliarie Ensemble che, lo accennavamo in apertura, coprono il 95% delle normali esigenze tastieristiche. Se a questo aggiungete la presenza fisica dei tonebars, con cui è possibile scolpire in tempo reale il suono della clonazione elettrofonica, ecco che VR-700 diventa improvisamente un oggetto molto interessante, una tastiera da prendere in seria considerazione per risolvere in un colpo solo diversi problemi della vita on the road. Come al solito, i compromessi non mancano e, specialmente nei confronti dell’adozione del tasto waterfall, di chiaro profilo organistico, parecchi pianisti “puri” potranno trovare qualcosa da ridire; tuttavia, anche alla luce dei numerosi suoni Ensemble, il tasto waterfall rappresenta un tollerabile compromesso per avere solidità, velocità nel fraseggio e controllo sulla dinamica MIDI. Se proprio avete bisogno di uno stage piano puro, sicuramente troverete decine di modelli sul mercato…

In breve

VR-700 è uno e trino: contiene un clone elettrofonico, un sintetizzatore ROMpler con numerose timbriche a vasto raggio  e un pianoforte acustico/elettrico di notevole valenza dinamica. La sezione Organ è a polifonia totale, con nove harmonic tonebars (la terminologia Roland per indicare i drawbars), chorus/vibrato, percussione, simulazione di rotary e amplificazione. La sezione Ensemble ha una polifonia pari a 128 voci simultanee e, come già introdotto in diversi modelli Stage Piano Roland, comprende le famiglie timbriche di Piano, Electric Piano, Strings, Choir/Scat, Brass, Synth Lead, Synth Pad, Guitar, Bass, Others (quest’ultima è una specie di cornucopia da cui scaturiscono numerose sonoritù di utilizzo pratico).

La struttura dell’apparecchio è impostata sulla massima accessibilità funzionale: a parte alcune acrobazie per la gestione dei parametri più secondari, tutto è facilmente raggiungibile su pannello e (quasi) tutto si espugna senza leggere il manuale.

VR-700 è dotato di 2 porte USB, una per la trasmissione/ricezione dei codici MIDI (ah, anche i tonebars scrivono e leggono codici MIDI sysex…) e l’altra per l’acquisizione in tempo reale dei file audio WAV, AIF, MP3, ma anche SMF di dati puri, con cui sfruttare le logiche Player.

VR-700 come clone elettrofonico

Roland ha una lunga tradizione di cloni Hammond (si era partiti nel lontano 1997 con il VK-7, a sua volta tributo ad un’ancestrale consolle elettromeccanica degli anni ’70); il know how accumulato è stato riversato paro paro nella nuova tastiera multifunzione.

Nove tonebars, per altrettante armoniche regolabili in volume; c’è un solo set di drawbar che può essere assegnato alla parte Upper, Lower o alla Pedalboard opzionale; attenzione, perché non sempre la posizione fisica dei tonebars rispecchierà il suono che ascoltate: per “sintonizzare” i tonebar sulla parte che volete editare, è necessario richiamare prima la logica di Split (a destra sul pannello comandi), poi decidere se lavorare su Upper (a destra del Do 3) o Lower (a sinistra dello stesso tasto) e finalmente configurare i tonebars come meglio credete. È ovviamente possibile spostare lo split point su un tasto che meglio si adatta alla vostra esecuzione. Purtroppo, in questo come in molti altri cloni mono tastiera, non è prevista la possibilità di invertire le timbriche Upper con Lower e Lower con Upper. A cosa ci riferiamo? Semplice: solo la sonorità Upper è abilitata alla gestione della Percussion, ma se volete suonare un classico come Eruption, vi servirà inevitabilmente la percussione sulla mano sinistra (per il riff in 10/8) e la mano destra con un blando 00 8888 000. Purtroppo, questo nel VR-700 non è possibile, a meno di non ricorrere ad un controller MIDI esterno a 5 ottave, cui assegnare la timbrica Lower.

Configurare il clone

La sonorità di base, il generatore, può essere scelto tra quattro tipi diversi: Vintage 1 e 2 (un tipico tone set anni ’60 e ‘ 70), Solid (con enfatizzazione sulle basse frequenze) e Clean (il suono del generatore privo di leakage). L'immagine qui sopra riproduce un La 440 suonato (senza chorus/vibrato, senza rotary e con il solo 8') con il generatore Vintage 2: lo si confronti con il sottostante risultato - stessa nota, stessi settaggi - ottenuto con il generatore Solid... le immagini parlano da sole.

In aggiunta, si può arricchire la timbrica con i tre diversi gradi di Chorus o Vibrato, definire la quantità di leakage (la diafonia che si crea tra ruote foniche contigue), la presenza del key click on e off (ovvero, il transiente che si crea alla chiusura e alla riapertura dei nove buss bars sotto ai tasti). La Percussion è governata con quattro switch on/off che permettono di scegliere la seconda o la terza armonica, il comportamento soft/normal e il decadimento slow/fast. Come nella macchina vera, quando si innesca la percussione, il livello della parte Upper si attenua in maniera percettibile e il drawbar 1’ smette di funzionare.  Tuti i parametri di livello, tempo, recharge time e attenuazione delle tonebars sono regolabili a discrezione dell’utente. Tanto per capirci, se suonare rock con una certa decisione, è probabile che manderete a quel paese il valore di attenuazione delle tonebars ed inneschiate al massimo i key click on e off…

Amplificazione virtuale

Il Rotary incorporato può essere controllato, da pannello, nell’inserimento globale, nel cambio di velocità chorale/tremolo (ovvero, slow/fast) e nella frenata brake. In Function Mode, è possibile personalizzare i valori di Speaker Volume (priorità al woofer o al tweeter), Woofer/Tweeter Rise/Fall Time (i tempi di accelerazione e decelerazione indipendenti per i due trasduttori), Woofer/Tweeter Spread (chiusura o allargamento del panorama stereo virtuale), Woofer/Tweeter Slow/Fast Speed (regolazioni di velocità lenta e svelta indipendente per i due trasduttori), Rotary Mic Distance, Speed Randomize. Se non avete coraggio di addentrarvi nella selva di parametri, potete stare tranquilli, perché le regolazioni di base sono già eccellenti.

In aggiunta al Rotary, sono disponibili altri quattro tipi di amplificazione virtuale, con Amp Enhancer e Gain Control, che permettono di alterare sensibilmente la risposta timbrica dell’apparecchio; si può scegliere tra: rotary speaker jazz, rock stack, rotary speaker rock, rotary with gain dependent distortion, rotary without gain dependent distortion.

In aggiunta…

La parte Clone, come la successiva parte Ensemble, può essere arricchita dal Reverb on board e, in esecuzione, può essere resa più espressiva grazie all’accoppiata Bend/Modulation & D-Beam.

Nel primo caso, il controller integrato Bend/Modulation serve per variare la velocità del Rotary Speaker (movimento bend longitudinale) e per innescare la scordatura di Wheel Brake (movimento modulation trasversale).

Il D-Beam è assegnato a tre parametri della sezione Organ e tre per la sezione Ensemble; concentriamoci sulla prima triade: Wheel Brake, Ring Mod e Spring Shock sono pronti per la manipolazione. Cosa significa Wheel Brake? Specialmente negli elettrofonici spinetta (i modelli della serie L e M), è possibile ottenere un effetto di macro pitch bend (una sorta di diving bomb chitarristico) spegnendo e riaccendendo in sequenza l’organo durante l’esecuzione. Ascoltate l’inizio di Rondònella versione dei The Nice per un preciso riferimento sonoro. Il Ring Mod è il nostro vecchio amico modulatore ad anello, portato alla ribalta organistica da Jon Lord negli storici concerti con i Deep Purple MkII. Lo spring shock, infine, è il caratteristico rumore ottenibile dando “un calcione” a qualsiasi ampli che contenga al suo interno un riverbero a molle. Provare per credere. Anche in questo caso, l’ascolto di riferimento è inevitabilmente emersoniano, ad esempio le versioni live di Americaincise con The Nice.

In uso

Beh, c’è poco da dire: usato come clone elettrofonico, VR-700 suona, suona, suona. A parte le scomodità dovute al singolo manuale, superabili ricorrendo al collegamento MIDI con un secondo keyboard controller e/o un pedal controller, la presenza dei nove tonebars fisici e il tocco aggiuntivo del D-Beam rendono particolarmente facile scolpire le proprie esecuzioni organistiche. La tastiera di tipo waterfall è perfetta per fare le corse  con i chitarristi.

La prossima volta, parleremo delle capacità timbriche pianistiche ed ensemble.

Stay tuned on Audio/Accordo radio station!

6 commenti

Splendido apparecchio e splendido Cosimi "il ...

Splendido apparecchio e splendido Cosimi "il Maestro"!
La mia band: Spex Trio
https://www.facebook.com/spextrio

Ritorno al Futuro ?

Mi piace questo apparecchio...
Sembra studiato per essere l'ancora di salvataggio di situazioni soprattutto live dove ti serve un pacchetto suoni decisamente sia vintage che moderni e soprattutto con la possibilità di lavorarci sopra a piacimento!
Scelta azzeccata della Roland a mio parere...
Ciaooooooooo

si si

è veramente una macchina ingegnosa...
ciaoooooo

Enrico Cosimi?

Scriveva secoli fa su "Fare Musica" recensendo tastiere?
Un mito della mia gioventù...

Re: Enrico Cosimi?

proprio lui....
:-))))))

ottimo

ottimo articolo, grazie Enrico!

Per inviare commenti devi registrarti oppure fare login