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Music Italy Show - Audio - Primo giorno

Sotto una pioggia torrenziale, Bologna inizia ad affollare la Fiera: è il primo anno, dopo tre di completa latitanza, in cui torna in Italia una manifestazione nazionale interamente dedicata al mercato della musica e degli strumenti musicali. Non tutto è a regime, c'è qualcosa da correggere, ma i segnali e le vibrazioni che si percepiscono sono di quelle buone.

 

Conferme e sorprese, dicevamo; eccovi una veloce panoramica del primo giro nel primo giorno di fiera. Allacciate le cinture di sicurezza.

 

AKAI conferma il doppio taglio per la periferica APC: versione grossa 40 e piccola 20, a seconda delle esigenze e del budget disponibile; in tutti e due i casi, l'interazione con Ableton Live è pazzesca, allo stato dell'arte.

 

CRUMAR Bassman è la nuova pedaliera MIDI/Audio prodotta interamente in Italia: due oscillatori audio digitali, un lfo, un filtro passa basso, due inviluppi ADSR a quattro stadi; un'ottava di pedali utili tanto per controllare le timbriche interne, memorizzabili, quanto la trasmissione dati MIDI. Il prezzo è una piacevole sorpresa (ampiamente inferiore alla soglia psicologica dei 1000 euro).

 

DLQ KeyBDuo: forte dell'expertise di Defrancesco, Tagliavini, Marsico, Elvio Previati continua la sua marcia trionfale nel settore degli hammond clones. Lo strumento suona tanto, pesa poco, costa il giusto.

 

FATAR NUMA Organ: lo stesso motore del DLQ sopra citato, packaging studiato da Axel Hartmann (con tanto di ottava addizionale dei preset), prezzo - ancora una volta - irresistibile.

 

HAMMOND: pochi sanno che Laurens Hammond ha iniziato come produttore di orologie elettrici; in aggiunta - tra un brevetto e l'altro - Laurens ha trovato il tempo di inventare il tavolo automatico da bridge (in grado di distribuire automaticamente le carte ai quattro giocatori)... sullo stand Organ Studio, oltre ad una pletora di B3, A100, C3 e portatili customizzati allo stato dell'arte, faceva bella mostra di se il Model A Serial Number 19, il diciannovesimo Hammond mai costruito! Uno strumento che è nato nel 1936 e, sottoposto ad un restauro amoroso, è oggi disponibile per la gioia di pochi fortunati (e facoltosi) musicisti.

 

KORG Wavedrum: il primo strumento era arricchito da una lussuosa cassa in legno pregiato; questa volta, il packaging privilegia la performance e la portatilità, ma la potenza dei modelli fisici e l'interazione con la drum head è totale. Un sintetizzatore per percussioni o un tamburo virtuale?

 

ROLAND Gaia: tre canali di voce completamente indipendenti, in modellazione fisica per la riproduzione dell'analog sound made in Roland; sezione effetti assolutamente ridondante per qualità e disponibilità simultanea; prezzo più che irresistibile, alimentazione a batteria.  Non è l'unico punto di forza Roland, che continua con il V-Piano a mantenere aperta la querelle sul pianoforte virtuale: è meglio il software puro o l'hardware ottimizzato attorno ad una struttura di sintesi appositamente congegnata? La decisione è veramente difficile; se a questo si aggiunge un'eccellente tastiera e un'interfaccia utente irresistibile, il fattore attrattivo raggiunge quote stellari.

 

YAMAHA CP1: costoso come merita un grande strumento, ammantato di tutta l'autorevolezza che il marchio con i tre diapason richiede, il CP1 è il virtual piano destinato a contrastare l'ammiraglia Roland. Tecnica di sintesi macro-granulare, con possibilità di configurare aspetti più che significativi del funzionamento. Tastiera in legno pesata e sensibilissima. Un sogno per pochi, fortunati, tastieristi.

 

Bene, abbandoniamo la calma (non è vero: qui è un casino di gente che si accanisce con i portatili...) della sala stampa Accordo per tornare nella bolgia sottostante. 

A presto!!!

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