Scrive cydonshred: ciao a tutti, tra poco mi cimenterò nella registrazione casalinga di un EP promozionale con la mia band. Facciamo metal in bilico tra thrash, swedish, prog e heavy. Molto spesso chi ha esperienza minima di regsitrazioni e produzioni byself ha avuto perplessità sul risultato della ripresa del basso. E si comincia a riflettere: perché questo basso non ha groove? Perchè non spinge? E' impastato e le note non le distinguo, lo volevo più brillante... Qual'è la migliore procedura, almeno per chi si muove in ambito rock-metal e ha bisogno di un suono non troppo rotondo e scuro ma con il necessario attacco e di definizione anche sui medio-alti?Io vorrei fare così, volendo ottenere un compromesso fra ampli e presa diretta.
Con una D.I. splitto l'uscita del basso in due uscite di cui:
- una la mando all'ampli microfonato con un dinamico a diaframma largo (quello per la cassa della batteria, ovviamente) davanti al cono mantenendo l'eq che il mio bassista usa abitualmente.Il flat lo eviterei perchè se determinate frequenze sono mancanti (vedi gli acuti) in fase di mix non le recuperi più e si finisce a litigare con eq vari senza cavarci nulla...meglio partire da un buon suono da non dover correggere troppo in fase di mixing.
- un'altra la vorrei invIare al mixer direttamente ma mantenendo l'eq sul canale in flat (o no?). Molta gente usa registrare in diretta il basso.Io ci ho provato qualche volta ma il suono mi è sempre sembrato poco dinamico,distante e freddo.
Il mio intento è quello di ottenere due tracce da miscelare tra loro. Quella ripresa dall'ampli per ottenere il punch e il corpo del suono e quella in presa diretta per aggiungere definizione e presenza se necessario.
Cosa ne pensate? Io ritengo che potrebbe funzionare.
Altro dubbio: è meglio registrare con un compressore o comprimere solo in fase di mix e quindi successivamente?
Vi ringrazio per la pazienza!
Che il metallo sia sempre con voi!

Risponde Enrico Cosimi:
La tecnica di splittare il segnale del basso elettrico (metà in diretta e metà in amplificatore microfonato) è ben nota e ha illustri utilizzatori (tra i tantissimi, Geddy Lee...).
Riassumendo, ti conviene seguire queste linee:
a) colleghi il basso alla consolle di mixaggio, poi prendi un'uscita diretta e la mandi nell'amplificatore regolarmente posizionato nella sala di ripresa
b) l'amplificatore per basso deve suonare "bene", cioè devi preoccuparti che le regolazioni di input/output gain e l'equalizzazione abbiano un senso più che decente;
c) prima di posizionare il microfono - corretta la scelta del dinamico capsula larga, se ce l'hai un D112 AKG è quello che ci vuole - fatti un giro con le orecchie bene aperte attorno al cabinet e vedi qual'è il punto in cui il suono del basso ti sembra più "a fuoco"... in quel punto monterai asta e microfono. Comunque, hai due opzioni, e nessuno ti impedisce di usarle tutte e due:
c1) metti solo il dinamico a contatto con il cono - più stai sul bordo, più hai attacco e armoniche frizzantine, più ti avvicini verso il centro del cono e più avrai pancia e rotondità di segnale;
c2) in alternativa, o in aggiunta, al microfono diretto, ne metti un altro a diciamo tre metri dall'amplificatore, in modo da riprendere anche l'ambiente. Attenzione! quest'ultimo microfono lo devi controllare con una certa cautela, in base alla velocità del fraseggio ed alla densità della parte che esegue il basso. Tieni presente che più ambiente metti, più il basso prende "rombo" e, esagerando, può andare fuori fuoco; comunque, una prova non costa niente
d) il canale pulito, il basso collegato al mixer insomma, può essere rinforzato con una D.I., cioè può essere preamplificato in modo da non suonare proprio schifoso schifoso. Tieni presente che se l'uscita diretta del canale è A VALLE del percorso di preamplificazione, corri il rischio di alterare anche il segnale che mandi all'ampli... e questo non è buono. Nel caso, devi procurarti uno splitter box, o alla peggio ti costruisci uno sdoppiatore con tre jack ed il saldatore...
e) sul canale pulito puoi giocare di equalizzazione, facendo uscire il frizzantino delle acute e la cattiveria delle basse, SCAVANDO le medie; attento a non esagerare, se ne togli troppe, il basso non morde più, se ne metti troppe, finisci con le trombette alla Greg Lake... per capirci, il suono tellurico di John Entwistle, a parte la percussione delle dita sulle corde, è dato dall'equalizzazione "a V". prova e segnati le regolazioni che ti piacciono.
f) se puoi, registra i due canali (diretto ed amplificato) su due piste indipendenti, in modo da poterli dosare a discrezione.
Ovviamente, il basso deve essere accordato, eh eh, non deve friggere e non deve fare rumoracci di massa; eventualmente, collega un filo elettrico spellato tra il bridge dello strumento (con un coccodrilletto) ad un punto di terra - può essere anche LA PANCIA del bassista... provare per credere.
Compressore? perchè no... dipende dal tipo di risultato che vuoi avere: fai tutte le prove prima, ma se hai dei dubbi, rimanda gli esperimenti in fase di mixaggio. Inutile ricordare che il miglior compressore che il bassista possa utilizzare è IL SUO TOCCO. eh eh eh.
In bocca al lupo e cacciate via quel jazzista li in fondo!

4 commenti
Ottime delucidazioni!
Inizierò a fare delle prove di registrazione e a vedere che ne viene fuori!.
Ovviamente farò due tracce diverse.Magari avessimo un AKG D112...abbiamo un Takstar che però proprio schifo non fa ma ci accontentiamo.Escludo a priori un microfono a distanza perchè nella nostra saletta che spaziosa non è per usare un eufemismo non avrebbe senso.
Alla fine siamo consci che a casa senza attrezzature adeguate (vedi soprattutto ottimi pre microfonici) più di tanto non si può fare:ci accontenteremo di fare un prodotto dignitoso al massimo delle nostre capacità!
Sono d'accordo con te sul fatto che il miglior compressore è il tocco.
In più occasioni per limitare picchi e differenze eccessive a livello dinamico ho provato a mettere in serie un compressore e un limiter.Che ne pensi di questa scelta?
ma......................ci sono sempre dei ma
per evitare mascheramenti della cassa, che nel metal è di vitale importanza, da parte del basso usare un passa alto o HPF a 80-120 Hz sul basso, che tanto le frequenze basse basse, 40-80 Hz le fa la cassa.
il limiter si dovrebbe usare per la batteria ed il compressore per il basso, ma non tutti e due assieme, non ha senso. ed inoltre lo usi in fase di registrazione per evitare il clipping, che nel dominio digitale è pari ad uno tsunami
Re: ma......................ci sono sempre dei ma
Re: ma......................ci sono sempre dei ma
per la batteria si dovrebbe usare il limkiter per non perdere l'attacco, sugli altri strumenti il compressore va benissimo con attack veloce, tipo 10 msec o meno e release medio, dipende poi dalla velocità delle note.
perchè il limiter è come un tetto molto piatto ed insuperabile per il segnale, il compressore invece spinge su il pianissimo e mette un tetto più morbido se lo vogliamo al segnale fortissimo, comprimendo quindi contenendo la dinamica
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