Giochiamo con i cubi. Di solito, il problema con le interfacce audio è che non si sa mai quanti canali servano effettivamente… fino a quando non si è tornati a casa con il pacchetto ancora imballato ed i soldi irrimediabilmente spesi.La famiglia Cube Series, prodotta dall’aggressivo marchio Icon (che, in pratica, copre con il suo catalogo quasi tutte le necessità del musicista elettronico on demand), si estende su quattro modelli, accomunati dal funzionamento su standard USB 2.0 e differenziati per prestazioni. A parte il piccolissimo Cube Mini, che manca in questa rassegna, questa volta abbiamo a disposizione i tre modelli “grandi”. Piccola parentesi: per “grandi”, intendiamo un ingombro esattamente identico (per i due modelli di punta) a quello del MiniMac… anzi, sembra proprio che uno sopra all’altra, i due apparecchi siano fatti per intendersi alla perfezione.

Tre cubetti
Il modello più potente è il Cube Pro, dotato di quattro ingressi ed altrettante uscite sbilanciate, in formato Jack ¼”, con due regolazioni su pannello frontale per il Master Volume e per l’ascolto in cuffia. Tutte le regolazioni addizionali sono raggiungibili da dentro il Cube Control Panel (MacIntel e Windows7-Vista-XP) fornito in dotazione.
Ad un livello intermedio, il modello Cube “semplice” è dotato di due ingressi e due uscite di linea, sempre sbilanciate; ancora una volta, i controlli di pannello si limitano al Master Volume ed al Headphone Volume.
Infine, ma per certi versi è più complessa della precedente, c’è la Cube G, ovvero la versione ottimizzata per chitarra elettrica; in questo caso, i due ingressi sul pannello frontale sono differenziati per impedenza (microfono e chitarra) e sfruttano due regolazioni di guadagno indipendente; in aggiunta troviamo i consueti regolatori di Master e Headphone Volume. Sul pannello posteriore, eh eh, abbiamo una coppia d’ingressi linea sbilanciati ¼”, una corrispondente coppia d’uscite - stesso formato - ed una coppia di prese S/DPIF per il trattamento bidirezionale dell’audio in formato digitale. Tutto qui? No, no: su un fianco, ci sono anche le prese MIDI In e MIDI Out, pronte per la gestione dei sedici canali.
Insomma, se non vi servono quattro ingressi e quattro uscite simultanee, e se non potete fare a meno del MIDI, il modello Cube G è sicuramente preferibile, se non altro per la ricca varietà di connessioni in ingresso; se invece nel vostro futuro si spalanca l’universo delle installazioni quadrifoniche, niente di meglio del Cube Pro; se infine avete bisogno di un 2In/2Out set-and-forget, a patto di non lavorare con i vecchi processori pre-MacIntel, potete appoggiarvi tranquillante alla Cube standard.

Installazione
In tutti e tre i casi, non dovrete fare altro che installare il driver fornito in dotazione (a proposito, nella confezione della Cube Pro trovate anche un bundle cn Magix Samplitude SE) e, successivamente, far partire il Cube Control Panel. Ricordiamo, ancora una volta, che il programma di controllo è operativo solo con Windows nei suoi tre gusti principali (niente NT) a 32 bit e MacIntel. Per le macchine più vecchie non c’è niente da fare.
Software Mac e Software PC
C’è una certa differenza nei driver Mac e PC, perlomeno nell’organizzazione dei parametri; la cosa non depone a favore di un’intellegibilità stellare, ma con un poco di pazienza, si riesce a sopravvivere. Nel driver Mac, per ciò che riguarda la Cube Pro, è prevista una doppai matrice 4x4 di gestione Playback Mixer e Monitor Mixer (Output ed Input); tutti i quattro percorsi possono ricevere altrettanti mixaggi indipendenti per le quattro sorgenti.
Nel driver PC, le cose sembrano più chiare, con una più classica impaginazione per i quattro livelli d’ingresso, altrettanti livelli in uscita, commutazione mute e una matrice di selezione per i collegamenti tra le quattro entrate e le quattro uscite.

In uso
Silenziose ed acusticamente trasparenti, le tre interfacce Cube lavorano veloci, sfruttando fino in fondo la transfer rate offerta dal protocollo USB 2.0. Una volta completata l’installazione, con il Control Panel si possono regolare i volumi dei quattro o due canali in transito e godere del comportamento full duplex. Cosa significa? Che si può registrare una traccia, riascoltarla su un’uscita e contemporaneamente registrare su un altro ingresso, senza timore di accavallare le cose o di essere vincolati al format stereo; ciascuno dei quattro canali è un’entità separata ed indipendente… peccato per lo sbilanciamento, ma (a questi prezzi) non si può avere tutto.
I driver standalone non brillano per immediatezza, ma una volta realizzata la configurazione (ad esempio - in Mac - dentro a Preferenze di Sistema/Configurazione AudioMIDI), non abbiamo riscontrato problemi con i vari programmi DAW o con diversi plug-in.
Se avete un MiniMac, la scelta potrebbe essere stilisticamente obbligata.
Ulteriori informazioni su: www.icon-global.com e www.ekomusicgroup.com

6 commenti
Molto interessante
PS. Ti sei scordato di dire che lavora a 24bit e 192 kHz, e non mi sembra un dettaglio trascurabile!
eh si!
tra l'altro, mentre le provavo ci avevo anche fatto caso che costano poco e lavorano 192/24.
fortuna che te ne sei ricordato tu! :-)))
a presto
enr
linux
scusate l'ignoranza.............
beh...
Facciamo due conti:
a) Batteria: mic cassa + mic rullante + mic overhead L + mic overhead R. tutti e quattro i microfoni premixati SU DUE CANALI 1 e 2
c) Basso: uscita diretta dell'amplificatore o microfono, SU CANALE 3
d) Chitarra: microfono davanti all'amplificatore, SU CANALE 4
registri i primi quattro segnali, poi, riascoltando il rough mix delle quattro piste, sovrapponi le altre chitarre, le tastiere, le voci, i cori, gli assoli...
la cosa più complicata - e ti garantisco che E' complicata - è il mixare bene da subito la batteria su due uscite.
in bocca al lupo
enr
ma è in grado di registrare 4 tracce contemporaneamente
spero di non dire stupidaggini, ma con questa interfaccia audio, è possibile registrare 4 tracce separate contemporaneamente? so che sono rare le int audio USB con registrazione multitraccia
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