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Access - Virus TI V 4.0

Ogni volta una buona notizia… Ce ne fossero di sistemi hardware/software come quello messo in pista dalla germanica Access!! Ormai da anni, il virtual analog Virus si è conquistato un posto di rilievo nel cuore di ampie fasce d’utenza: timbriche estremamente lavorabili, potenza operativa, una tenuta di valore nel mercato second hand esemplare, e la notevole diffusione trasversale hanno reso, ad oggi, lo strumento uno dei “must-have” del settore. Se a questo aggiungiamo, dopo una falsa partenza, il potenziale rivoluzionario della versione TI-Total Integration, ecco che si delinea l’aspetto di un vero e proprio instant classic.

Anche questa volta, l’instant classic si rinnova nel software, aggiungendo notevoli funzionalità comprese nella Beta Version 4.0 (da questa settimana disponibile per il download su: www.access-music.de) che rendono versatile, stuzzicante e creativo il rapporto con l’apparecchio. Attenzione! La V 4.0 è una Public Beta, cioè una versione software che funziona “quasi” tutta, ma che potrebbe essere velocemente sorpassata da eventuali aggiustamenti in corso d’opera. In tutti i casi, se non dovete consegnare un lavoro importante domani mattina, potete effettuare il download e sollazzarvi con le nuove scoperte; se invece incombe una consegna importante e tassativa, meglio lasciare in pace il TI sulla “vecchia” V 3.4 e poi, a cliente soddisfatto, sperimentare in tutta sicurezza.

Public Beta 4
Due i fronti su cui si è lavorato: da una parte il potenziamento significativo delle capacità di arpeggio (non siamo ancora alla perfezione, ma il balzo c’è stato) e, dall’altra, l’arricchimento degli effetti applicabili alla Patch. Andiamo per ordine.

Migliorie nella struttura di arpeggiatore
È possibile sottoporre a randomizzazione i valori di Step On/Off, Key Velocity e Lenght/Duration. In aggiunta, sono stati creati due selettori di Pattern Shift Left e Right con i quali è possibile traslare l’intero contenuto del pattern arpeggiato di una posizione a sinistra o a destra (inutile dire che è possibile ripetere l’operazione tante volte quanto si ritiene necessario). Per maggior comodità, le nuove opzioni sono state raccolte in un menu contestuale che è raggiungibile cliccando con il tasto destro in un qualsiasi punto della griglia grafica che fa da sfondo allo USER preset pattern. Le voci in menu comprendono: Shift Sequence to Right/to Left, Randomize Pattern/Velocity/Note Lenght, Fill Up Pattern (copia tutti gli step attivi, in blocco, aggiungendoli in coda al pattern; può essere utile per raddoppiare, triplicare o quadruplicare una minima sezione di pattern precedentemente programmat), Reset Pattern (riporta tutti i valori del pattern alla loro posizione di defaul - o a quella precedentemente salvata).

Arpeggiatore come sorgente di modulazione
Fino alla V 3.4, l’arpeggiatore del Virus TI generava codici di Nota On/Off (con relativa Key Velocity) che venivano indirizzati al controllo degli oscillatori ed all’articolazione degli inviluppi. Con la Public Beta V 4, è possibile usare il contenuto dei pattern (di tutti i 64 i pattern, anche se conviene iniziare a sperimentare dal 3 in poi…) come sorgente di modulazione applicabile ad una qualsiasi delle destinazioni previste nella Modulation Matrix. A questo proposito, nella lista delle SORGENTI, è stata aggiunta la voce Arp Input: collegandola al parametro desiderato, ed aumentando la quantità di modulazione, si potrà sfruttare il contenuto ritmicamente variato dell’arpeggio in relazione alla destinazione.
È necessario chiarire alcune cose: per usare l’arpeggiatore come sorgente di modulazione extra, cioè senza che vengano controllati anche l’intonazione degli oscillatori, bisogna selezionare nel menu ARP/Mode la posizione Arp>Matrix.
Ma se, per qualche motivo, dopo aver creato la struttura sorgente-amount-destinazione all’interno della Modulation Matrix, l’utente lascia l’arpeggiatore nel suo “normale” funzionamento in uno dei modi Up, Down, Random, Up&Down, eccetera, Virus TI lavorerà sdoppiando l’arpeggiatore: da una parte gli inviluppi e gli oscillatori eseguono il contenuto del pattern intonando ed articolando il fraseggio richiesto, dall’altra il parametro destinazione selezionato nella matrice riceve copia conforme del pattern. Due piccioni con una fava…

Cosa manca ancora? Sinceramente, sarebbe ora di poter “vedere” in edit anche il contenuto dei sessantatre factory-programmed pattern. Perché tanta segretezza? Perché limitare l’editing e la conferma visiva alla sola posizione di User Pattern? Uffa, uffa.

Gli interventi nella pagina FX1
Nuovi algoritmi per i filtraggi d’equalizzazione/distorsione e per il modulo di Frequency Shifter. Ecco tutti i particolari.

Speaker Cabinet
Innestato direttamente nella sezione Characters, l’emulazione di Speaker Cabinet permette di colorare il segnale passante applicando un comportamento riconducibile alla risposta delle normali casse da chitarra elettrica. Detto così, più di un chitarrista salterà sulla sedia: come “normale cassa da chitarra elettrica”? Open back? Sealed? Coni Celestion? Configurazione 4x12” o 2x12”? Sarà meglio frenare gli ardori: Virus TI è un sintetizzatore, non un plug-in di virtual reamping, quindi la sua offerta di Speaker Cabinet è quanto di più generico si possa immaginare; è comunque possibile alterarne il comportamento regolando l’intensità del trattamento (concentrando il peso sulle basse, sulle medie o sulle acute) e l’accordature Tune (per la centratura della banda media) dell’algoritmo. Inutile ricordare che nessuno vuole fare concorrenza a Guitar Rig o ad Amp Designer…

Vintage Distortion
Sei nuovi tipi di distorsione, modellati su classici comportamenti vintage; come al solito, quando si realizza una modellazione virtuale, lo sforzo maggiore è evitare di citare i marchi originali… Nel nostro caso, i sei algoritmi sono: Mint (valvole incandescenti), Curry (lievemente più estrema), Saffron (distorsione aspra, color zafferano eh eh), Onion (un fuzz vero e proprio), Pepper (adatta a far emergere le tracce soliste nel mixaggio), Chili (un altro fuzzbox classico).

Nell’immagine che correda il testo, da sinistra verso destra e dall’alto in basso, sono visibili una sinusoide di riferimento - ovvero il segnale usato in tutti i successivi trattamenti - ed i risultati ottenibili con i sei distorsori; gli ultimi due trattamenti, Pepper e Chili, sono visivamente identici e, per comodità d’impaginazione, sono stati inglobati in un'unica icona.
I controlli di pannello permettono di regolare mixaggio clean/distorted, drive, high cut, tone.

Vowel Filter
Il filtro “vocalico”, questa la miglior traduzione italiana per Vowel Filter, è realizzato collegando in parallelo tre passa banda particolarmente selettivi (o, in alternativa, tre peak filters) che vengono accordati sulle precise formanti caratteristiche di ciascuna vocale o dittongo. Dai primi esperimenti anni ’50, ad opera di Pierce, Mathews e Guttman, fino ad oggi, si è capito che un conto è simulare il tratto vocalico, passando da “a” ad “e” - magari incrociando “i” - altro discorso è arrivare alla Speech Synthesis vera e propria… Comunque, la Public Beta 4 mette a disposizione un bel filtro vocalico, con cui processare tutte le patches che vi vengono in mente (o, magari, i segnali audio che fate transitare nel vostro Virus TI dall’esterno…). Dopo aver aperto la Modulation Matrix, controllando il parametro Freq Shifter Freq, guadagnerete la possibilità di scegliere ed automatizzare l’esecuzione delle vocali. La coerenza di fase tra elaborazione sui canali left e right può essere alterata a discrezione del musicista; allo stesso modo, si può caricare selvaggiamente la Resonance, rendendo più selettivi - quasi risonanti - i tre filtri incorporati nell’algoritmo Vowel.

Comb Filter
Un filtro a pettine è, in realtà, una semplice linea di ritardo che, accorciata o allungata in base al keyboard control voltage, lavora riciclando una eprcentuale variabile di segnale in feedback: se la delay line è eccitata da una veloce “scintilla” di rumore bianco e se il feedback è sufficientemente elevato, il sistema realizza alla perfezione i requisiti dell’algoritmo di Karplus-Strong (dai cognomi dei due ricercatori che lo idearono all’inizio degli anni ’70) e diventa particolarmente adatto alla riproduzione di corde pizzicate. Senza scendere troppo nei particolari, la lunghezza della corda è direttamente proporzionale all’intonazione della linea di ritardo, il decay del segnale pizzicato è direttamente proporzionale alla quantità di feedback rimesso in circolazione; infine, lunghezza e contenuto armonico del segnale eccitante avranno ampie conseguenze sulla qualità timbrica del prodotto finale. Che succede se, invece di una scintilla di noise, si sagoma un inviluppo dotato di un minimo coefficiente di attacco? Dal suono di corda pizzicata, si raggiunge un comportamento comunque assimilabile ai cordofoni, ma con andamento suggestivamente strascicato. Da provare. A proposito: se scaricate il Clavia Nord Modular G2 Demo Editor, potete trafficare con lo String Oscillator e verificare tutte le possibilità di Karplus-Strong…
Come si fa per “suonare” il Comb Filter? Semplice: si realizza prima una scintilla di segnale eccitatore (Oscillatore o Noise Generator dentro VCA, con inviluppo stretto stretto stretto), poi si innesca il Comb Filter e, a questo punto, è necessario pilotarne l’intonazione con il voltaggio di tastiera. Nella Matrix Modulation, si seleziona la sorgente Key Follow (cioè il voltaggio di tastiera), la destinazione Freq Shifter Freq (la denominazione è generica… in realtà il Frequency Shifter sta lavorando con l’algoritmo Comb Filter) e si imposta il Modulation Amount a +32. In questo modo, il Comb Filter rispetterà il temperamento equabile, divididendo l’ottava in 12 semitoni. Se si porta l’amount a +63, il Comb Filter si muoverà per toni interni, cioè ogni ottava di tastiera corrisponderà a due ottave di intervallo. Un’ultima raccomandazione: il parametro Freq nel pannello comandi del Comb Filter definisce l’intonazione nominale del sistema Karplus-Strong, cioè la nota dalla quale si partirà con le successive emissioni timbriche… meglio regolarla su C4 o su C3, per essere sicuri di suonare “in tonalità”. Ancora una volta, la regola da seguire è: provare per credere.

Conclusioni
Ce ne fossero di strumenti (e di softwaristi) così! Sicuramente, un investimento ben protetto…

Ulteriori informazioni su: www.soundwave.it

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