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AKAI RPM8 - Reference Production Monitor

AKAI RPM8 Reference Production Monitor Limited Edition. Un monitor biamplificato è, a colpo sicuro, una bella svolta per tutti i tradizionali problemi di accoppiamento tra segnale in ingresso, amplificazione, crossover, ottimizzazione dei componenti…

Tutti incubi che, per fortuna, appartengono ad un passato ormai remoto e che - si spera - non tornerà mai più a turbare i sogni dei musicisti, elettronici o meno. Per questo motivo, quando AKAI ha presentato i suoi reference monitor RPM8, ora disponibili in versione limitata, l’interesse di parecchi addetti ai lavori è stato palpabile

Il monitor biamplificato, per sua natura, è un oggetto che deve riuscire nel duplice compito di sparare fuori una bella pressione sonora, di piacevole ascolto, e contemporaneamente, di non influenzare - in un modo o nell’altro - la percezione del mixaggio, senza colorare quindi (abbellendo o imbruttendo il segnale) la qualità del prodotto audio stesso. Da questo punto di vista, RPM8 centrano il bersaglio.

RPM8
La cassa è realizzata in denso truciolato MDF, laminato in resina nera, che offre la necessaria densità con cui combattere vibrazioni spurie e risonanze indesiderate; ovviamente, tutto questo si paga con un discreto peso che, quando posizionerete la cassa, si farà sentire. Meglio così: no pain, no gain. Il frontale è realizzato in elegante laccatura nera, su cui spicca la flangia rossa del woofer da 8”; alloggiato dentro un’apposita svasatura a guida d’onda, il driver in seta da 1” garantisce un eccellente allineamento nell’emissione delle frequenze. Il cabinet è strutturato per lavorare in modalità bass reflex: due tagli verticali sfogano l’energia “retrostante” e arricchiscono sensibilmente la produzione di basse frequenze.
A proposito di energia, RPM8 è in grado di erogare 80 Watt sulle basse e 40 Watt sulle acute; possono sembrare poche, ma vi garantiamo che, in configurazione regolamentare near field (con le casse messe ai vertici del triangolo equilatore con la testa dell’ascoltatore) sono più che sufficienti per spettinarvi durante le fasi di mixaggio. La minima frequenza dichiarata in riproduzione è pari a 45 Hz, anche se a -3 dB, c’è ancora energia sui 39 Hz (insomma, la vostra bass drum suonerà bella gonfia in maniera naturale, senza eccessivi artifici di mixaggio); sul fronte acuto, si arriva ad una resa teorica pari a 20.000 Hz; anche in questo caso, a meno che non siate pipistrelli, godrete solo “di riflesso” dell’estensione sulle acute: le fondamentali utili sono molto più in basso, ma avrete un buon margine per le armoniche superiore senza incorrere in squadrature o perdite di dettaglio.

Pannello posteriore
Semplice, essenziale, al limite dello spartano e, proprio per questo, completamente a prova di idiota: un connettore combinato XLR/TRS, che accetta indifferentemente la presa cannon o il normale jack da ¼”, permette di collegare il segnale in ingresso; il volume del medesimo è regolato con un piccolo potenziometro a scala graduata; l’interruttore d’accensione e la vaschetta per il collegamento del cavo d’alimentazione completano il tutto. Manca, e questo, nei casi di alloggiamenti più o meno laboriosi potrebbe essere un problema, la possibilità di accendere dal frontale la cassa o, meglio ancora, di mantenerla in standby durante i periodi di pausa. Insomma, o vi assicurate l’accesso al retro della cassa, magari contorcendo polso e avambraccio, o demandate - con un minimo di rischio - l’accensione dell’intero sistema ad una ciabatta dotata di power breaker.

In uso
Suono tondo e bilanciato, potenza sufficiente per le più comuni applicazioni di pre/post produzione e per la normale “vita di studio”. Le casse AKAI sembrano a loro agio tanto con il linguaggio elettronico ritmico, quanto con le tessiture della musica classica più ricche di variazioni dinamiche; allo stesso modo, mixare un quartetto jazz di pura impostazione acustica non crea grossi problemi - e, other side, neanche rendersi conto degli eventuali difetti nel posizionamento dei microfoni. Senza essere clinicamente gelide come altre casse dai nomi più che blasonati, le RMP8 forniscono una performance affidabile e priva di eccessivi coinvolgimenti/sbilanciamenti timbrici. In una coppia di monitor di riferimento, è la caratteristica più importante.

Ulteriori informazioni su: www.eko.it

5 commenti

AKAI RPM8 e computer

Complimenti, bell’articolo, ho da porti alcune domande.
Io posseggo un sistema audio composto da ampli “CYRUS II” con “PSX”, coppia di casse “SONUS FABER MINUETTO” e come sorgente un lettore CD “ADCOM GCD-575” l’intero sistema, chiaramente, lo adopero soltanto per la riproduzione sonora.
Ora, utilizzando spesso il computer per suonare la chitarra con software come Guitar Rig e/o Amplitube, ho provato a collegare l’uscita della scheda audio all’ingresso aux del Cyrus II, ma il risultato non è soddisfacente.
Quindi, ho pensato di utilizzare due monitor audio amplificati collegati all’uscita della scheda audio.
Il quesito che voglio porti è appunto questo. Le AKAI RPM8 sono adatte per questo utilizzo e che budget di spesa hanno?
Ti ringrazio anticipatamente, cordiali saluti

in effetti...

...sprecare le Sonus Faber per suonarci con la chitarra è un mezzo sacrilegio :-)))
oltre al fatto che sicuramente non rendono...

io andrei tranquillo con queste akai, mi sembra che siano attorno a 300/400 euro, dipende da dove le prendi e come le compri - come al solito.

in alternativa, puoi vedere anche le omnipresenti behringer truth biamplificate

a presto
enr

Paragone

Ciao Enrico, domanda:
qualitativamente come pensi che le Yamaha HS50M vadano tanto peggio delle AKAI? Per il rapporto qualità/prezzo, considera un prezzo alla coppia di 280 Euro circa per le Yamaha e sui 400 CADAUNO delle AKAI.
Grazie.

Re: Paragone

scusa il ritardo nella risposta...

secondo me, per capirci qualcosa, bisognerebbe provarle A/B una contro l'altra; fatti un giro in un negozio fornito - tipo Bandiera a Roma e vedi se riesci ad organizzare un confronto diretto.
superata una certa soglia, entrano in ballo i gusti personali, oltre al fatto che mettere a confronto due casse che costano cifre così differenti può essere difficile...

Re: Paragone

Hai ragione, grazie. Dubito che però riuscirò a fare un confronto diretto visto che in zona Ancona non ci sono negozi abbastanza forniti per il recording, e arrivare a Roma per provarle per me non è sensatissimo.
Penso che mi butterò direttamente sulle YA visto che come budget sono più vicine alla linea del mio "studio".
Comunque grazie mille per la risposta e per l'articolo veramente completo e illuminante.
Alla prossima.

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