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Microfonazione perfetta

Ciao a tutti, l'ultima volta vi ho ammorbato con un articoletto relativo all'equalizzazione e non potevo esimermi dal trattare un argomento altrettanto importante, semisconosciuto a molti chitarristi e purtroppo anche a molti fonici: ovvero il corretto posizionamento del microfono davanti al cono. Come per il precedente articolo, non pretendo di scrivere verità assolute ma mi piacerebbe scambiere le idee.

Partiamo dalla situazione classica: il fonico sale sul palco e piazza grossolanamente i microfoni davanti agli amplificatori.
Poi inizia il sound check e voi vi accorgete che il suono che esce dalla spia è solo un lontano parente di quello che sentite uscire dall’amplificatore.
Magari è più acido e fuzzoso, soprattutto se l’essere umano che ha portato l’impianto voce (in questo caso non mi va di chiamarlo fonico) ha messo il microfono al centro e perpendicolare al cono.

Le mie elucubrazioni per trovare una soluzione al problema sono iniziate con l’osservazione che anche l’equalizzazione del suono che percepiamo direttamente in uscita dalla cassa dell’amplificatore, dipende dalla nostra posizione.
Così ho provato a fare diverse registrazioni di un bicordo distorto (quanto di più immediato ci sia per capire se un suono è bello o no).

Inizialmente ho lasciato il microfono perpendicolare e ho sperimentato diverse distanze dal centro, il suono migliore che potevo ottenere era con un posizionamento circa a metà tra il bordo e il centro (ovvero a un quarto del diametro del cono, come in figura).

Poi ho provato a inclinare il microfono (immaginando che il perno di rotazione non sia l’estremità del microfono ma il punto sul cono su cui era direzionato il microfono quando era perpendicolare), e il suono più bello lo ottenevo con un’inclinazione di poco meno di 45 gradi (rotazione come da figura).

Consiglio a tutti di fare gli stessi esperimenti, personalmente credo che la prossima volta che suonerò microfonato, darò un’aggiustatina alla posizione del microfono prima di iniziare il sound check.

47 commenti

Equalizzatore naturale.

Ho sempre pensato che il tipo e il posizionamento del microfono davanti ad uno speaker, sia il piu' potente e "modellante" equalizzatore che esista.
raw

Anche nelle registra

Anche nelle registrazioni "caserecce" si sente perfettamente l'effetto del posizionamento del microfono, e le prime volte si rimane davvero stupiti di QUANTO cambi il suono spostandosi di pochissimi centimetri o ruotando di pochi gradi.
Un vero e proprio equalizzatore, oltretutto potentissimo.
-Oliver-
http://f24rockblues.altervista.org
C'è un solo modo per vedere realizzati i propri sogni: svegliarsi.

Re: Anche nelle registra

Quest'estate ho passato giornate a spostare il microfono e registrare i risulati...la posizione migliore per il mio cono (un celestion v30) secondo me è appena spostato dal centro, in asse!

Da tecnico

Da tecnico del suono, posso dire che effettivamente è inutile posizionare il mic sempre perpendicolare e al centro del cono. Le variabili sono molte, e il soundcheck andrebbe fatto con molto tempo a disposizione. Purtroppo, nella maggior parte delle situazioni, non c'è esattamente tutto questo tempo, e ancora peggio se si tratta di un concerto con più gruppi (sto parlando di situazione "medio locale".
Personalmente, registro e amplifico la MIA chitarra con un classico 57 perpendicolare, ma spostato per circa metà raggio del cono verso l'angolo della cassa. Questo mi consente di avere una maggiore quantità di bassi, che uniti alla chiarezza e intellegibilità del 57 fanno uscire il suono per come lo voglio io. è chiaro che questa regolazione va poi modificata leggermente a seconda delle casse dell'impianto e del mixer, che purtroppo hanno un'equalizzazione propria distinta da modello a modello. Ci sono 2000 variabili.
L'unica cosa davvero importante, quindi, secondo me, è avere la pazienza ma soprattutto il tempo di sperimentare.

Re: Da tecnico

Faccio lo stesso, soprattutto quando il tempo è poco. Con un po' più di tempo (ed instudio) aggiungo al 57 un Audiotechnica AT4040 oppure un AKG Solidtube a distanza di circa 80cm. Col 4040 quando cerco i dettagli e col Solidtube quando cerco il corpo

Re: Da tecnico

Faccio lo stesso anch'io in studio (per praticità, ma a volte sperimento altre situazioni) e sempre da vivo. La posizione inclinata spesso induce rientri di altri strumenti e un difficile controllo da parte dei fonici, se non hanno adeguata esperienza. Diciamo che la soluzione presentata dal primo post è la migliore, definita dagli inglesi bread and butter. Ovviamente sm57.
Di solito cerco di sistemare i microfoni dal vivo al meglio possibile, spesso non facendomi vedere dal fonico di turno. Tante volte mi è capitato ragazzini che sistemavano i mic a caso e che si offendono pure se gli dici qualcosa. Ad un concerto, ho passato 3 ore di spostamenti durante il soundcheck, io sposto, lui risposta e così via. Ho vinto io alla fine, ma durante il concerto...

Dite bene: un equalizzatore potentissimo!

Proprio così! anzi mi piace di più immaginarlo come una potentissima manopola “TONE”!

Vi anticipo cha devo fare ancora qualche altro esperimento (da quando ho iniziato a costruire le casse non mi fermo più!) e se tutto va bene invierò la terza puntata, che dopo l’equalizzazione e e la microfonazione riguarderà...... ;-)
"Sei pronto?"
"Io sono nato pronto."
Jack Burton

la visuale delle imm

la visuale delle immagini è dall'alto,vero?

Re: la visuale delle imm

Si, l'intenzione era quella di una vista dall'alto con il cono in sezione.
Anche se non dovrebbe cambiare molto se pensi che sia visto da destra o da sinistra... il cono è circolare, al massimo cambia un po' per la riflessione delle basse sul pavimento, non ho provato ma dovrebbe essere una differenza minima
"Sei pronto?"
"Io sono nato pronto."
Jack Burton

Re: la visuale delle imm

Prova prova, poi mi sai dire... ;)

Re: la visuale delle imm

ma cerrrrto che provo! 8-)
"Sei pronto?"
"Io sono nato pronto."
Jack Burton

Re: la visuale delle imm

Pensa che per misurare le prestazioni dei coni si usano o camere anecoidiche di dimensioni sufficienti, oppure la microfonazione a pavimento.

ok,grazie

ok,grazie

ma perchè tu non fai il chitarrista ed io il fonico?

senza polemica, sono sia fonico da 10 anni che chitarrista da 15.. il 57 lo piazzo perpendicolare al centro del cono, se lo metto fuori asse mi perdo gli alti. punto. e gli alti in una chitarra sono importantissimi affinchè la chitarra sia intelleggibile in un mix.
capita e secondo me è assolutamente normale che dalle spie la chitarra risulti inacidita.. è semplicemente perchè all interno di un mix la chitarra acida cosi acida non sembra (ho reso concetto?)
con una 4x12 poi il chitarrista spesso non si accorge che dai coni esce una quantità di rumore a bassa frequenza (rumble) che probabilmente a lui da sensazione di "potenza" ma in un mix sporca e basta. "whooooomp whooomp" incontrollati tanto per rendere l idea.
infine principio fondamentale: se il segnale che mi arriva dal 57 ha "tanti alti" con l eq del banco li posso diminuire ma se non li ha non li posso incrementare.
se qualcuno sposta il microfono che io ho posizionato.. quel qualcuno si fa tutto il concerto con l eq del banco flat.. semplicemente perchè posizionamento del mic ed equalizzazione dal banco sono due processi strettamente correlati, se uno pensa che il suo suono sia con lo shure posizionato diversamente da come lo posiziono io, quel qualcuno mi sta indirettamente dicendo che il suo suono è quello ed io non lo devo influenzare.. pertanto non equalizzo neanche.. ( e ti assicuro che il risultato è discutibile)
Pensiero personale: la 4x12 non è un mezzo di diffusione ideale per una ripresa del suono ( molto piu controllabile e fedelmente riproducibile una 1x12). passo e chiudo

Re: ma perchè tu non fai il chitarrista ed io il fonico?

Ciao e grazie del contributo.
Sul fatto che un suono acido all’interno del mix può funzionare sono d’accordo, mi è capitato più volte di dover tagliare i bassi dall’eqalizzatore dell’amplificatore in situazioni in cui non ero microfonato.
Devo dire però che molti tuoi colleghi mettono il microfono nella stessa posizione in cui lo metto io, anche se perpendicolare.
Anni fa, quando durante uno dei miei primi concerti chiesi il perchè, il fonico mi rispose che in questo modo il suono era più corposo.
Evidentemente anche per i fonici, così come per i chitarristi, va a gusto.

Fare il chitarrista e lasciare al fonico il suo mestiere.... è giustissimo, però sai, su questo sito c’è gente che va in paranoia per un cavo da 80 euro che trasmette meglio il segnale, un pickup che non è avvolto a mano e quindi deve fare per forza schifo, un condensatore carta e olio..... tutti articoli che ricevono centinaia di commenti..... a me invece sembrano molto più importanti altre cose, come preoccuparsi che il pubblico senta un bel suono.
"Sei pronto?"
"Io sono nato pronto."
Jack Burton

Re: ma perchè tu non fai il chitarrista ed io il fonico?

forse uno dei migliori "scambi di opinione" degli ultimi 150 anni su Accordo. informazioni chiare e posizioni aperte al confronto. complimenti ad entrambi.

Re: ma perchè tu non fai il chitarrista ed io il fonico?

Concordo sulla opportunità di una certa dose di "acidità" per uscire bene nel mix.
Il problema è che spesso molti chitarristi sono abituati a farsi i suoni in cameretta, senza una grande attenzione ad incastrare il loro sound nel gruppo.
E' vero, comunque, che l'incuria e l'ignoranza su come si fa un buon mix è statisticamente ripartita quasi equamente tra fonici e chitarristi, purtroppo...

L.

Rev. Cleophus James - parrocchia di Triple Rock, Illinois - www.leandrodiana.tk - www.myspace.com/leandrodiana

Re: ma perchè tu non fai il chitarrista ed io il fonico?

Senza polemica anche da parte mia, ma ok, io faccio il chitarrista e tu fai il fonico, ma il tuo lavoro di fonico non consiste nell'inventarti il mio suono a tuo piacimento, ma di restituire nel miglior modo possibile per glia ascoltatori quello che IO ho deciso essere il mio suono. Capisco che e' un lavoro difficile, ma bisognerebe provare a calarsi nella sonorita' della band e tentare di restituirla il piu fedele possibile. Poi se magari ci sono degli aspetti che "a tuo giudizio" non sono ottimali per un correttoa scolto, bisognerebbe distinguere da quelli che sono variabili esterne (non volute) e quelle che sono scelte ARTISTICHE. Magari c'e' qualcuno che vuole il suono della chitarra scuro e poco dfinito per dare una certa impronta alla sonorita' generale...perche' mai tu dovresti dirgli, no guarda, fai il tuo lavoro che io faccio il mio e te la schiarisco?? E' come pretendere di cambiare i colori a caravaggio perche' i quadri sono troppo scuri...

ps: poi chiaramente se si tratta con gente che non sa'neppure da che parte e' girati e' tutta un altra storia....
Modificato da Puma il 12 febbraio 2010, 14:14

Re: ma perchè tu non fai il chitarrista ed io il fonico?

===il tuo lavoro di fonico non consiste nell'inventarti il mio suono a tuo piacimento, ma di restituire nel miglior modo possibile per glia ascoltatori quello che IO ho deciso essere il mio suono===

c'e' un'altra faccenda.. ovvero.. dovresti essere tu ad attrezzarti e a regolarti in modo che sia possibile con facilita' ottenere nel live il suono che tu vuoi offrire al pubblico. Se vogliamo uscire dalla sala prove col nostro suono, il lavoro non puo' limitarsi ad ottenerlo li' dentro...

specialmente se non siamo i Rolling Stones con uno stuolo di fonici a nostra disposizione per mesi, bisogna equipaggiarsi in modo da poter mettere semplicemente un mic a mezza distanza fra centro e bordo di un cono dell'ampli e risolvere al 99%..


oltre a questo il fonico ha anche responsabilita' nell'ottenimento di un suono complessivo equilibrato... e anche cio' non si ottiene semplicemente arrivandoci in sala prove..

nel senso che ci sono troppe variabili fuori del nostro controllo per "costringere" il fonico ad un ruolo completamente passivo..

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http://www.trekearth.com/members/yasoda-nandana/photos

Re: ma perchè tu non fai il chitarrista ed io il fonico?

Esattamente, il tuo discorso è la diretta continuazione del mio,
ovvero in questo modo è il chitarrista che (se vuole) ha studiato come microfonare il suo amplificatore in diverse situazioni e quindi decide di microfonarlo in un certo modo. Sinceramente non la vedo poi come una cosa fuori dai gangheri, c'è chi ha fatto prove su prove. Nel mio caso ad esempio un giorno ho avuto mezzo pomeriggio di tempo per il souncheck di un concerto alla sera, il fonico era un mio amico e abbiamo passato un paio di ore almeno su e giu dal palco a fare prove (su tutti i componenti).

Ora se su un palco un chitarrista si prende la briga di riposizionare il mic, penso che lo faccia con cognizione di causa, altrimenti se non ha le minime competenze, e non è interessato a quell'aspetto semplicemente non si preoccupa neppure di avere un microfono davanti all'amplificatore.
Il fatto è che la reazione media del fonico è un rigurgito arrogante misto ad orgoglio che per ripicca ti fa i suoni male per tutto il concerto perchè offeso nel profondo..

(una volto uno mi aveva posizionato il mic in una 2x12, pensando fosse una 1x12 esattamente tra i due coni...io l'ho gentilmante spostato sul cono di destra e questo se l'è pure presa male)

Chiaramente poi ci sono centinaia di aspetti che sono di competenza esclusivamente sua sul quale io non metto becco..

q

====Esattamente, il tuo discorso è la diretta continuazione del mio,
ovvero in questo modo è il chitarrista che (se vuole) ha studiato come microfonare il suo amplificatore in diverse situazioni e quindi decide di microfonarlo in un certo modo====

io dicevo una cosa differente (evidentemente non mi sono ben spiegato..e mi scuso...)..

dicevo che il nostro suono deve uscire fuori, a mio parere, e senza tante regolazioni, da una microfonazione standard.. ovvero SM57 (o simili) a meno di 5 cm dal cono, puntato all'incirca a mezza strada tra centro e bordo.
Se non funziona, siamo noi che dovremmo attrezzarci e/o regolarci in modo differente.. non richiedere al fonico (specialmente se non facciamo tournees con uno staff che ci segue continuativamente..) prestazioni particolari...
Anche i vip, per ottenere il suono che vogliono, si attrezzano spesso in modo differente, anche talvolta "opposto", in live e in studio...


se poi, come racconti sotto, si ha qualche volta a che fare con incompetenti, un motivo in piu' per arrivare sul palco "pronti"...

forse un sistema e' provare a registrarsi mettendo il mic come nel live.. poi uno si riascolta e si rende conto della differenza fra il suono di se che sente in sala prove, e quello che percepira' il pubblico .. poi si regola e/o si attrezza...

(e' per questo motivo che al momento, sono in un sentimento di totale smitizzazione dell'amplificatore.. perche' riascoltati dopo essere stati ripresi in quel modo, i rapporti prezzo/qualita' cambiano e talvolta si ribaltano.)

il tutto a mio parere e per il mio orecchio

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Re: ma perchè tu non fai il chitarrista ed io il fonico?

Come fonico compagno di sventure sottoscrivo (e "pollicio" in su), in effetti spesso le chitarre in spia sono orrendamente secche, mentre nel mix sono al posto giusto, e dato che normalmente nei contesti in cui mi capita di lavorare non esiste un mixer dedicato alle spie, e spesso non è neanche possibile equalizzarle, capita di dover quasi litigare per far capire che è necessario un compromesso. Oltretutto il problema dei palchi piccoli è che la parte del pubblico al centro e vicina ai musicisti si trova quasi dietro la linea che unisce le casse dell'impianto, per cui se gli amplificatori sono troppo alti o anche solo equalizzati "da cameretta" sovrastano la voce e soprattutto sovrastano completamente tastiere, percussioni e qualsiasi altra cosa viaggi su frequenze simili.



OT
C'è un aspetto della "fonica" che secondo me sfugge ai più, ossia che il suono migliore spesso non è il più opportuno per il contesto, mi spiego meglio: da pischello, fresco di HI-FI e digiuno di fonica reale, per dare la sensazione di "loud" invece che tenere compressino, mediosetto e gracchiantino, come si usa spesso alle fiere e nei locali (non bellissimo, ma per lo meno si sentono le parole e a venti metri la bolla di bordello si estingue) facevo tenere gli ampli lontani ma ad alto volume, basso incluso, poi, avendo a disposizione anche solo un migliaio di watt praticamente da usare solo per voce e batteria, equalizzavo in maniera il più naturale possibile, con la massima dinamica possibile e con una bella botta sulla cassa, magari senza puntare le casse dell'impianto direttamante sul pubblico ma tenendole un po' defilate o addirittura divergenti; il risultato sono stati spesso i complimenti di musicisti e pubblico, ma sgradevoli conseguenze con il resto del mondo, alcuni esempi: rivoluzione in cucina e in birreria alla festa di Librazione perché la cassa aperta 4x10 del bassista di Cesare Basile sfogava tutta la sua emissione posteriore verso un corridoio, senza sgradevoli e incontrollabili riflessioni ma rimbombando orribilmente venti metri dietro il palco, rendendo impossibile la comunicazione fra i volontari; chitarrista acustico con bella mano-chitarra-ampli ecc..., entra nell'impianto via DI con la massima dinamica possibile con un bel suono corposo, il check è sonnacchioso ma il concerto energico, il volume è troppo alto, sono costretto ad abbassare e tutti gli arpeggi e le finezze si perdono...

il risultato è che vivendo la cosa come hobby e non professionalmente adesso faccio solo robina acustica a volume basso, mi diverto di più, riesco ad avere i suoni che voglio e non mi incazzo più...

Fermo restando che io trovo affascinante e molto rock'n'roll il concetto di "Everything Louder Than Everyone Else".
Modificato da riot75 il 12 febbraio 2010, 14:41

bella discussione

molto interessante questa discussione. Si sentono tante idee su come si microfona un ampli.Concordo sul fatto che sia piu' importante microfonare bene un ampli sia dal vivo che in studio piuttosto che correre a comprare attrezzatura molto costosa che poi non si è in grado di gestire. Ho letto in giro che Frank Zappa ha registrato alcune delle sue chitarre con un Pignoose, questo dovrebbe far riflettere

Io resto fedele all'

Io resto fedele all'insegnamento Variniano.
Mic davanti al cono per prendere tutte le frequenze.
Inclinato a piacere solo nelle situazioni live, per andare incontro al fonico e ottimizzare i tempi di regolazione delle spie :D

Ps: ultimamente per registrare uso sempre 2 microfoni, SM57 e AKG c12a.
Modificato da francescoRELIVE il 12 febbraio 2010, 11:02

Alti definiti e medi corposi - secondo me -

Anzitutto spero si parli del classico SM57.

Puntandolo esattamente perpendicolare al centro è vero, si hanno tanti alti, e un po' di acidita' serve in un mix, mentre puntandolo perpendicolare a meta' (prima figura) si prende un po' troppo "rumble rumble" come qualcuno diceva sopra.

Bisogna tener presente pero' che Il suono non esce direttamente dalla cupola sopra il magnete del cono, ma inizia a trasmettersi dal cartone dello speaker. Essendo l'SM57 un dinamico molto sensibile, prende al meglio quello che ha "direttamente di fronte", escludere il cartone significa comunque perdere un po di corpo che inginocchiandosi davanti alla cassa si sente.

La soluzione secondo me che da il meglio di entrambi i mondi (alti dritti e definiti con presenza, e ciccia al suono) è inclinato come in figura, ma che punta piu verso il centro, precisamente nell'attacco tra cupola e cartone, praticamente da dove inizia a propagarsi il suono.

Poi c'è l'effetto prossimita', io cerco di stare a circa 2 cm dalla griglia, oltre la sensibilita' del mic perde, piu' vicino boosta un po troppo i bassi rendendo confuso.

Io di solito ne faccio mettere due (se il service è 'competente' ;) )

Uno davanti come spiegato da peeter77 ed un'altro a terra, inclinato bal basso verso l'alto, al centro del cono.
Se il service non me li dà invece faccio mettere solo quello a terra, inclinato bal basso verso l'alto ma leggermente più in alto (poco !)
Solitamente abbiamo sempre un "nostro tecnico" che gestisce il mixer percui le regolazioni e 'miscelazioni' dei due suoni vengone "gestite" bene ed il risultato è molto buono.

Anche io preferisco utilizzare la 1x12" da 'microfonare' anche se ultimamente ho una 2x12" che il service, l'ultima volta che ho suonato live, aveva microfonao con due microfoni (DX e SX) - è stata la PRIMA volta che ho visto un tecnico del suono così "scaltro" ;P (forse perchè anche suona ?!?!?)

Se il service è scarso ...... di partenza sò già che fuori il suono sarà un fetecchiata ;)))))

Comunque avete ragione , si vede SUBITO !! , da come posizionano i microfoni, se i "tecnici del P.A". sono validi o meno !!!

EDIT ON:
Recentemente in pub al ceck-sound, con la 2x12", avevo posizionato la cassa alta, sopra un panchetto - il suono era a dir poco TERRIBILEEEEEEEEEE ;P , dopo qualche secondo, due tre note ed un accordo, l'ho messo A TERRA, e la differenza è ***A*B*I*S*S*A*L*E***
EDIT OFF

SaluToneS
Antonello
www.antonellocatanese.net
www.myspace.com/virutrio
Modificato da Kata_ts il 12 febbraio 2010, 12:14

Re: Io di solito ne faccio mettere due (se il service è 'competente' ;) )

non e' questione di competenza quanto di una certa difficolta' per la messa in "fase" dei due microfoni.. decisamente qualcosa di complicato e rischioso da fare su un palco..

(ammesso che il piazzamento sia fatto a regola d'arte, basta un piccolo spostamento fortuito per fare un suono orribile...)

fra l'altro potrebbe essere un accorgimento utile (se i mic sono "pannati" molto distanti) per produrre un suono "largo", "modulato" da tappeto, accompagnamento.. ma difficile da usare per "uscire", "bucare".. a meno che il "secondo" microfono non sia tenuto realmente basso.. ma allora, specialmente per il live, e' piu' facile regolarsi con l'eq dal banco...



il tutto per la mia esperienza e a mio parere....

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Re: Io di solito ne faccio mettere due (se il service è 'competente' ;) )

La questione della fase mi era nota, il problema è analogo a quello di microfonare uno strumento acustico con più micorfoni, basta un minimo spostamento per avere oscillazioni incontrollabili di equalizzazione e volume...

Oltretutto sono davvero pochi i contesti in cui è possibile rifasare "live" dei i microfoni, per assenza di strumenti o anche solo di tempo.

Bella l'idea del "pannare" larghi i microfoni, grazie...

Re: Io di solito ne faccio mettere due (se il service è 'competente' ;) )

***ammesso che il piazzamento sia fatto a regola d'arte, basta un piccolo spostamento fortuito per fare un suono orribile...) ***
;) CONFERMO !

Ad un concerto, il primo che facevamo utilizzando appunto questo 'set', uno dei due si è 'cappottato' verso il basso (quello diretto al centro ! ) e solo perchè abbiamo appunto il 'nostro tecnico', che ha velocemente modificato freq e livelli di miscelazione tra i due microfoni, il suono si è 'ripreso' ;)))

Invece in studio, nel 2ndo CD, per ottenere l'effetto 'largo modulato' e 'spaziale' abbiamo utilizzato un terzo mic posto ad 1,20 dalla cassa. Cavolo : FUNZIONA ihihihihi



SaluToneS
Antonello
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Re: Io di solito ne faccio mettere due (se il service è 'competente' ;) )

===e solo perchè abbiamo appunto il 'nostro tecnico', che ha velocemente modificato freq e livelli di miscelazione tra i due microfoni, il suono si è 'ripreso' ;)))====

cioe' ne ha abbassato uno completamente :-) ... nel senso che la discordanza di fase non la compensi da mixer, bisogna spostare fisicamente il mic.. ed e' del tutto impossibile rimettere due mic in fase mentre un live e' in corso...

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Re: Io di solito ne faccio mettere due (se il service è 'competente' ;) )

***cioe' ne ha abbassato uno completamente :-) ***

Oh Yessss !!

Ha lavorato solo quello "a terra" ;))) però ho notato che nella registrazione DAL mixer, per quel mezzo pezzo che non si era accorto del cappottamento, non era poi tanto male il suono. Si era sì "ovattato" ma .... tutto sommato era buonino ;P
Antonello
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Acidità

Io non sono per niente d'accordo con il fattore "acidita" come parametro per far uscire a pieno dal mix la chitarra elettrica e non sono neanche d'accordo sul fatto che il fonico, essendo del mestiere, sà sempre e comunque come un mic va piazzato davanti al cono dell'amplificatore di un chitarrista.
Cosa significa "acidità" per voi ?
Per me significa nient'altro che eccesso di frequenze acute, dovute ad un altrettanto eccessivo scalino fra queste ultime e le medio-alte, il tutto magari aggravato da una certa assenza di basse.
Un timbro di chitarra elettrica con un buco sulle medio-alte (e non alte) per me sarà sempre poco incisivo nel mix perchè, secondo me, le freqs piu' importanti per questo scopo restano le medio-alte (1600Hz-3200Hz circa) e piazzare un SM57 di fronte, perpendicolarmente ed al centro di un cono, significa tendenzialmente andare a cercare un timbro acido ed eccesivamente ricco di armoniche superiori.
Resto sempre molto perplesso quando i fonici pretendono di saper sempre e comunque dove sia il punto giusto per piazzare il mic davanti all'amplificatore altrui, anche quando il chitarrista ha già delle sue preferenze, magari dettate da riscontri suoi oggettivi.
Un pò come pretendere di sostituirsi al chitarrista stesso per la regolazione di bassi-medi-acuti sul proprio amplificatore.
Quello che ho spessissimo notato è che, ancor prima di piazzare l'astina, i fonici non vanno mai ad ascoltare da vicino il suono puro del chitarrista, per poi cercare di modellarlo in maniera similare dalla console, ma spesso pretendono di plasmarlo a loro gusto e piacimento dalla console e dalla fonte stessa.
E' vero che molti chitarristi in erba e con poca attività ed esperienza alle spalle non esibiscono spesso un buon suono ma fa parte delle cose naturali. Si può sempre correggerlo con un buon uso di un parametrico in console, per attenuare i picchi insopportabili ; non si può pretendere di cambiare all'improvviso un intero timbro ad una ragazzo che è abituato a suonare con quel suono solo perchè non rientra nei gusti del fonico del momento, per me sarebbe troppo pretenzioso e pericoloso per l'esibizione del chitarrista stesso.
Chiudo pensando che la soluzione migliore a tutto questo resta sempre la costruttiva collaborazione fra chitarrista e fonico, semplicemente facendo ognuno ... il proprio mestiere.
raw
Modificato da raw il 12 febbraio 2010, 12:41

Re: Acidità

sono pienamente daccordo!!!!
1 non esiste "acidità" cioè davvero chiuque puo' interpretarlo a proprio piacimento... come anche spessore....o ciccia ecc..
2 anche io sono fonico e ho lavorato e collaborato con vari service alcuni con attrezzature davvero molto ma molto costose.
Detto questo io sono dell'opinione che una cosa davvero essenziale è non avere regole....sperimentare di continuo, non si può parlare di posizionamento di un microfono e di gradi in maniera generica (magari in grandi linee si....ma poi a che mi serve se quando vado a microfonare non ottengo il risultato che voglio?) faccio un esempio... dovevo registrare la mia parte di chitarra con il gruppo nel quale suono... tante sono state le prove per riuscire a ottenere un suono che a me piaceva alla fine ho optato per sostituire il microfono col mio orecchio...vale a dire ho prima ascoltato avvicinando l'orecchio al cono e spostandomi e quando ho capito il punto che mi poteva soddisfare ho piazzato il microfono e ho approfondito la questione.
Altro punto essenziale che mette tutto in discussione è: che cassa stiamo usando? in quest'anno con la mia band abbiamo fatto quasi 30 live in giro per l'italia ovviamente non ho portato la mia cassa e di consaguenza ho potuto sperimantare molte casse, quindi non si puo' dire metto il microfono perpendicolare al centro e non si discute (parlo anche da fonico)...ti risponderei " spero per te che non ti capiti mai una mesa 2x12" :) ....questo per dire che si delle regole generali ci sono ma non è detto che tutto è stato scritto o sperimantato, forse quello che de-personalizza oggi la musica è proprio attaccarsi a degli standard e non cercare qualcosa di più personale.
Per esempio stavo pensando se era giusto o meno creare un box o comunque costruire dei pannelli con del fonoassorbente per inscatolare l'ampli o la cassa qualcuno ha mai provato???

P.S. se ho scritto cazzate o sono passato da un discorso a l'altro scusate...è l'orario :)
la maledizione del benessere

Tipo di cono

Generalmente io posiziono il microfono (sm57, o sempre uno shure unidyne degli anni 70) perpendicolare al cono e decentrato, qua trovo il miglior equilibrio tra pulito, distorto e le varie frequenze.
Bisogna però tener presente anche il tipo di cono.
Per esempio, per esperienza personale, posso assicurare che un Greenback va microfonato un pochetto più vicino al centro, mentre un vintage 30 un po più verso l'esterno.
Questo per la natura stessa dei coni: greenback con bassi un po più impastati e meno spinta sui medio alti, vintage 30 con bassi più definiti ma anche dei medi molto pronunciati.
Quindi pensate per esempio anche agli ampli fender che montano eminence o jensen...anche loro avranno le loro risposte in frequenza e quindi il loro soggettivo miglior posizionamento del microfono.
Per quanto riguarda l'acidità del suono, non sono proprio d'accordo.
Nel senso che: se hai tanti acuti alla base e un suono distorto che quindi sarà zanzaroso, dal mixer mica puoi fare tanto, nel senso che togli gli acuti ma la zanzarosità, la mancanza di un suono lead tipo santana per dire non la potrai mai compensare.
Se hai un po di carenza, puoi fare molto di più.
Poi ovviamente son gusti personali, ma questo è quello che ho potuto osservare io nelle mie esperienze.

Inclinato verso il centro

Io preferisco quando il microfono e' posizionato a meta' fra il centro del cono ed il bordo, ed inclinato verso l'attacco fra cupola e cartone. Cosi' ho trovato il mix che mi piace fra definizione del suono e corposita'.
Solitamente interferisco il meno possibile col service, ma se il microfono e' molto distante dalla mia posizione ideale...cerco di avvicinarlo a questa.

Per quanto riguarda la posizione della cassa sul palco, se siamo microfonati, secondo me quella va scelta esclusivamente per sentirci bene sul palco e farci sentire dgli altri membri della band (se le spie sono poche).

Ciao, Valerio.

sm57 "dritto" puntat

sm57 "dritto" puntato a mezza strada fra centro e bordo del cono...

(gli unici ampli che (tra i fender, marshall, vox, brunetti, soldano, hiwatt, danelectro, grs, orange, H&K, Roland, mesa ecc. ecc.) da me provati), microfonati, suonano, mi sembra, esattamente come si sentono "dal vero", sono alcuni combo mesa boogie...)

(concordo con chi sopra sostiene che i suoni carichi di bassi servono a godersela da soli in cameretta e un po' meno dal vivo)

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in effetti

::::::per trovare una soluzione al problema sono iniziate con l’osservazione che anche l’equalizzazione del suono che percepiamo direttamente in uscita dalla cassa dell’amplificatore:::::

Questo é un ottimo approccio ad esempio. I parametri da considerare sono molti, ma principalmente l' asse rispetto al diametro e la distanza rispetto al centro del cono. Ad esempio quando registro uso posizionarlo come nella tua seconda figura soltanto all' incontrario, in modo che la membrana del dinamico (a questo tipo di microfono mi riferisco) risulti parallela a quella del cono. Per la botta morbida. Andando verso il centro del cono, al contrario, si riescono a salvare un po' di alte frequenze. Si possono fare dei giochini molto divertenti. Secondo me comunque non esiste una regola, ma va tutto in funzione della sonorità che si vuole scolpire.
Go vegan.


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Trucco magico

Ecco un trucco all'apparenza banale che ho letto in un articolo di un famoso sound engineer del quale ora non ricordo il nome. Praticamente il trucco si basa sul fatto di piazzare il microfono nel punto dove le tue orecchie sentono il suono che preferiscono, cioè proprio spostarsi in lungo ed in largo, trovare il punto giusto e piazzare il microfono. Questa persona utilizzava questa pratica con microfoni di alta qualità ovviamente, sia per riprendere amplificatori per chitarra da distanza ravvicinata sia per la parte "a distanza" dei suoni di batteria, ma credo sia adattabile un po' a tutto .
Non è sicuramente una delle soluzioni più "scientifiche" però vi assicuro che è da provare perchè da dei risultati davvero inaspettati che ti fanno pensare: "cavolo perchè non ci ho pensato prima e perchè continuavo a calcolare la posizione del microfono con righello e goniometro?"

Re: Trucco magico

Steve Albini

Re: Trucco magico

Ah potrebbe essere lui, solo che mi ricordavo fosse più avanti con l'eta, il tipo di cui parlo io sarà del 1940 tipo

Re: Trucco magico

Ciao.
Ignoro chi l' abbia inventata , ma questa tecnica viene di solito indicata con il nome di "sweet spot". Bisogna stare attenti perchè lo "sweet spot" (cioe' il punto dove le nostre orecchie percepiscono il suono migliore) noi lo percepiamo con 2 "microfoni" (le nostre orecchie) che percepiscono sempre con un lieve sfasamento temporale l' uno rispetto all' altro. Se catturiamo il suono con 2 microfoni, dinamici o meno che siano, bisogna sempre di regola stare attenti alle eventuali cancellazioni di fase che possono risultare da un riascolto in mono. Inoltre le nostre orecchie percepiscono con una curva di enfasi sulle frequenze medie. E un trucco elaborato dal' evoluzione umana per percepire meglio le voci e i suoni che possono essere utili alla sopravvivenza. Quindi microfoni e orecchie non percepiscono nello stesso modo. Pero' il punto di piu' nitida trasmissione dovrebbe essere il medesimo.
Considerando questi fattori è una tecnica ottima sopratutto per la ripresa di strumenti acustici , e in ogni situazione dove non possiamo basarci su tecniche e sunti teorici per la ripresa.
Go vegan.


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Modificato da simonec78 il 22 febbraio 2010, 16:31

Comunque, dopo infin

Comunque, dopo infinite prove in infinite occasioni, la ripresa microfonica di uno speaker per chitarra con un classico SM57 e similia, per me è in asse ed a metà strada fra bordo e centro cono. Ciò non mi preclude per nulla un taglio di alte e medio alte frequenze perchè il mio suono, per come esso è naturalmente, non ha tagli in quelle zone, come spesso sento da molti che vogliono mantenere un suono con presenza di molte basse.
raw

Ehm.. Io però con

Ehm..
Io però continuo a non capire come mai tutti facciamo ricerche esoteriche di ampli, addirittura valvole particolari, cerchiamo i pickups che ci danno più rotondità o più attacco, più o meno spinta sui mediobassi o sui medioalti etc..
E ancora, il mogano è più medioso dell'ontano, la tastiera in acero schiarisce il suono..
E poi davanti al cono (altro dei numerosissimi elementi che scegliamo con cura) c'è sempre il solito sm57 !


Ma esiste solo questo microfono?
Non ci sono microfoni che hanno una risposta un po' diversa, così da potere adattare la risposta del microfono alle eventuali carenze dell'impianto o del suono stesso?
Tutto rigorosamente, esclusivamente IMHO
Modificato da E! il 13 febbraio 2010, 17:59

buona osservazione

Buona osservazione. Il fatto è che suoi microfoni c'è molto meno da essere esoterici, i microfoni non sono fatti di legno (tranne quelli da audiofili incalliti), la qualità dei microfoni è molto più dettata dal prezzo che da qualità "intangibili" quindi è facilemente applicabile la filosofia "più paghi meglio è" senza fare troppo prove , di microfoni poi non ne esistono tantissime tipologie quindi quando ne emerge uno che performa bene esso diventa rapidamente uno standard.
Poi c'è da dire che per fare considerazioni e sperimentazioni senza andare a tentoni si devono avere conoscenze di acustica abbastanza approfondite, non è come una chitarra dove spesso basta un'occhiata per capire di che pasta è fatta, un microfono è uno strumento piuttosto complicato, e si deve anche avere accesso a molta strumentazione per fare prove quindi spesso molti chitarristi tralasciano il microfono perchè rienuto "roba da fonici".
L'sm 57 è diventato uno standard perchè funziona bene in ogni occasione fondamentalmente,costa poco, è quasi indistruttibile e suona anche bene messo davanti ad un cono per chitarra.
Riguardo a quello che dici sulla risposta dei microfoni, come ho gia detto se parliamo di stessa fascia di prezzo e di stesso tipo di microfono, le differenze sulla risposta spesso non sono rilevanti se si parla di una situazione live, cioè non è nulla che non si può correggere con un equalizzatore, altro discorso se si parla di registrazione professionale in studio.
Poi comunque basta guardare i diagrammi di risposta in frequenza per farsi un'idea.
Io dal canto mio ho provato vari microfoni sulla stessa fascia di prezzo, sia dinamici che a condensatore, e devo dire che sono sempre tornato all' sm 57 proprio perchè mi riusciva più facile ottenerci il suono desiderato, anche se devo ammettere che altri microfoni dinamici di altre marche sulla stessa fascia di prezzo mi hanno dato gli stessi risultati, anzi spesso le capsule, cioè la parte che effettivamente è il cuore del microfono, di molti microfoni dal prezzo simile è quasi uguale, infatti per esempio lo Shure sm 58 è niente altro che un sm 57 con il filtro anti pop davanti. Poi l'sm 57 è usati davanti ai coni molto spesso in situazioni live ma non altrettanto spesso in studio, dove c'è necessità di un altro livello di qualità, live invece ci sono così tante variabili che non puoi controllare che sarebbe uno spreco utilizzare microfoni da 5000 euro ognuno. Ma questo è un discorso più ampio.
Concordo con te sul fatto che spesso ci facciamo troppi problemi su ampli e chitarre.... e poi andiamo a suonare nello scantinato del bar dello zio Tobia!

E concludo col dire che il microfono si è una parte importante del setup, ma spesso non è controllabile nel senso che ci si deve arrangiare con quello che offre la casa, e secondo me non influisce più di tanto sul suono, ciò che influisce sul suono è avere un buon fonico e suonare bene. E non avere un microfono del canta tu da 5 euro ovviamente.

studio vs. live

In studio si fanno miracoli: non si usa mai un solo mic, ma almeno uno davanti alla casa (dinamico, SM58) e un condensatore a diaframma largo per l'ambiente (e qui c'è da sbizzarirsi, sia sul posizionamento che sulla spesa!). Poi si usa anche doppiare le tracce, suonandole due volte, non copiando la stessa take. Poi ci sarebbe da fare un trattato, ma non è il caso.

Con un SM57 dal vivo si può avere il proprio suono stando attenti soprattutto alla posizione, ma anche all'acustica del posto in cui ci troviamo, particolare molto importante perchè ogni ambiente ha il proprio suono che influisce, e non poco, sul suono del proprio strumento. Un trucco che da ottimi risultati è montare una loop station nella pedaliera, suonare una parte da mandare in loop e spostare il mic per trovare il proprio suono: credetemi, c'è da divertirsi!

Abbiamo 2 microfoni incredibili che sono le nostre orecchie, e dobbiamo imparare ad usarli al meglio.
play loud!!!
www.myspace.com/tonyamante
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la cosa più divertente...

...che mi sia toccato fare in sala è stato registrare l'album di esordio dei Sailor Free - gran bel gruppo rock del circuito capitolino. Le chitarre elettriche, suonate da Steve The Hook Barelli vennero fatte con un Marshallone 4x12 e testatona valvolare messa a 112 di volume.

ma la cosa più simpatica è stato il microfonaggio dell'ampli:

- un primo 57 messo in asse col cono, in posizione classica
- un secondo microfono (mi sembra fosse un 441 sennheiser, ma sono passati venti anni e i ricordi se ne vanno assieme alle pere cotte, la coperta sulle ginocchia, le pantofole in feltro e paolo limiti in televisione...) messo a una metrata scarsa
- UN TERZO microfono Neumann U-87 messo quasi a contatto con il vetro che separava la sala dalla regia.

quest'ultimo suono, opportunamente aperto e miscelato con quello principale, ha dato a certe chitarre una spazializzazione incredibile, grazie al risuonatore naturale composto dalla lastra di cristallo...

bacio le mani
enr

secondo me è tutto moooolto soggettivo.....le ...

secondo me è tutto moooolto soggettivo.....le cose dette sono tutte riscontrabili però io ho visto con i miei occhi al concerto dei children of bodom un 57 posizionato SPUDORATAMENTE in centro perpendicolare al cono....e ti dirò...aveva un suono che sembrava una legnata sui denti per quanto era compatto e cattivo! è tutto estremamente variabile.....ciao! Bell articolo!

http://www.myspace.com/crazybarbeque
Metal

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