Un resoconto (inevitabilmente parziale) del concerto.
Nella Sala del Podestà, per l’occasione attrezzata con un palco (basso) e quattro grossi schermi con retro proiezione, si sono avvicendati il lusitano André, gli italiani Be Maledetto Now e, finalmente, il nostro Richard Lainhart.

Andrè Gonçalves ha proiettato la distruzione in diretta di spezzoni di pellicola 8mm lasciati bruciare con una lampada pilotata da un complesso sistema di pedali effetti e sintetizzatore analogico; la tensione elaborata veniva inviata alla lampada del proiettore che alternava lampi accecanti a contrazioni di buio assoluto; un letto armonico/drone realizzato con AudioMulch forniva il giusto supporto sonoro.

Il duo Be Maledetto Now, Andrea e Marco Giotto (il secondo a.k.a. Be Invisible Now) hanno messo in piedi un aggressivo live act con un nutrito set di macchine vintage (MS-20, Prodigy, Nord Modular Mk I, chitarra elettrica pesantemente processata) con cui hanno sonorizzato ossesioni visive basate su immagini dell’allunaggio, particolari dei crateri e della crosta lunare ed altre costruzioni grafiche rigorosamente in bianco e nero.

Richard Lainhart ha improvvisato su quattro filmati realizzati con la sua computer grafica; in maniera più aggressiva di quanto precedentemente eseguito nel workshop, ha alternato lunghi drone di timbriche triangle wave ad ampie aperture con modulazioni incrociate e vere cascate armoniche con noise effettato.

L’interazione con lo strumento è stata totale (il pubblico è stato via via conquistato dalla strana visione di questo personaggio che, apparentemente “strusciando” le dita sulla Continuum Fingerboard, traeva suoni organicamente assai complessi).

Alla fine del live set, dopo quaranta minuti abbondanti di progressiva trance ipnotica, con punti di assoluto misticismo audiovisivo, la sala ha espresso rumorosamente tutta la sua approvazione.

Hanno concluso i Cluster (Roedelius e Moebius), ma la tirannica cadenza dell’orario FFSS ci ha impedito di assistere al loro live-act. Li avevamo già visti nella penultima edizione capitolina di Dissonanze e, in quell’occasione, abbiamo avuto modo di ammirare la tranquilla signorilità dei due “decani” dell’elettronica mitteleuropea; anche a Bologna, durante il soundcheck, c’è stato modo di apprezzarne la cordiale disposizione d’animo di Moebius; come al solito, chi è in pace con se stesso non ha nulla da dover dimostrare ed è di una squisita disponibilità anche con i più perfetti sconosciuti.
Scusate se è poco.
In conclusione, una grande serata all'interno di una manifestazione come ce ne vorrebbero TANTE nel nostro paese...

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