Moog Music Moogerfooger CP-251 Control Processor
: Modularità pret-à-porter. La serie dei pedali Moogerfooger offre prestazioni di altissimo livello per strumenti di linea, chitarre e bassi elettrici, coniugando sempre controlli efficaci e notevoli capacità di interfacciamento. La natura modulare del sistema Moogerfooger è ulteriormente enfatizzata dal piccolo CP-251 Control Processor, che riunisce in un unico ingombro una serie di funzioni adatte al controllo simultaneo di più destinazioni circuitali.
La versatilità del CP-251 è tale da poterne garantire l’integrazione sia all’interno di un parco pedali Moogerfooger che in accoppiata con un qualsiasi sintetizzatore analogico purchè dotato di connessioni CV/Gate (ovviamente, il Voyager ed il vecchio Minimoog si candidano naturalmente per questo compito, ma, a cercare bene, di cose applicabili al CP-251 se ne possono trovare parecchie…)
L’oggetto
La costruzione è quella tipica Moog Music: fianchi in legno di buona qualità, scatola in lamierino metallico, alimentazione esterna –un brutto power pack con connettori a lama statunitensi che deve inevitabilmente essere sostituito per poter accendere l’apparecchio in Europa- collegabile tanto sul pannello posteriore quanto sul fondo dell’apparecchio. Perché questa duplice scelta? Ovvio, perché CP-251 può essere utilizzato tanto in modalità table top (con alimentazione sul rear panel) o installato, mediante appositi adattatori, in tre unità di ingombro rack, ed in questo caso l’alimentazione deve essere collegata al fondo dell’apparecchio; è suggestivo ricordare che, in questo caso, al CP-251 può essere affiancato in maniera del tutto indolore l’expansion box previsto per il Minimoog Voyager… come dire: un modulare rack mount pronto all’uso. Preparate una manciata di cavetti jack e teneteli a portata di mano.
I moduli presenti
CP-251 è bello zeppo di comandi e connessioni; da sinistra verso destra sono disponibili: un mixer Audio/CV a quattro ingressi, un generatore Lag, un LFO, una coppia di attenuatori, un multiplo a quattro connessioni, un generatore noise, un modulo Sample & Hold con uscita smooth/stepped. Andiamo con ordine.
Four-Input Mixer
Il mixer offre quattro ingressi, i primi due hanno l’attenuatore per governare la quantità di segnale passante, gli ingressi 3 e 4 non sono attenuati ed entrano “a tutta manetta” nel circuito di mixaggio; la presenza di due ingressi non attenuati potrebbe sembrare strana, ma se considerate la natura di controllo del modulo, le cose diventano immediatamente più chiare: supponiamo di dover sommare al normale voltaggio di tastiera (keyboard CV) un vibrato prodotto da un LFO, ecco che inevitabilmente il segnale della tastiera non dovrà essere attenuato in alcun modo, altrimenti gli oscillatori risulteranno non più in traccia lineare con il temperamento equabile. A questo punto, tanto vale togliere del tutto l’attenuatore inutilizzato e prevedere per almeno due degli ingressi l’ingresso full level. Non è tutto: un ulteriore controllo di Offset permette di sommare o sottrarre una costante variabile tra (+5 e -5V) al segnale elaborato in mixaggio garantendo, in questo modo, la sempre migliore applicabilità ad esempio di modulazioni cicliche in banda sub audio. Il Master Level Out completa la dotazione di controlli; il mixer è dotato di due uscite, una con polarità positiva e l’altra con polarità invertita.
Lag Generator
Nella sua triste vita, il Lag Processor si occupa solo di un compito: smussare addolcendoli i bruschi cambiamenti di voltaggio presentati all’ingresso del suo circuito. Inevitabilmente, la sua dotazione di controlli è ridotta al minino –ma non troppo, in questo caso- con un doppio gestore di Rise Time e Fall Time con cui dosare indipendentemente il tempo di inerzia impostato per i salti di voltaggio ascendenti e discendenti. Sono ovviamente presenti ingresso ed uscita. Che succede se infiliamo un’onda quadra in banda sub audio all’interno del Lag? Semplice: otteniamo una trapezoidale o, esagerando con i tempi di transizione/ritardo, possiamo arrivare molto vicini ad una triangolare. E se ci schiaffiamo un segnale audio? Otteniamo qualcosa di molto simile al comportamento audio del normale filtro passa basso…
LFO
Basico nelle sue prestazioni, ma non per questo meno gradito, l’oscillatore a bassa frequenza offre un range pari a 0.03 – 100 Hz, sufficienti per vibrati e modulazioni abbastanza corpose; un led rosso visualizza la frequenza impostata. Due uscite indipendenti per onda triangolare ed onda quadra con ampiezza pari a +/- 2.5 V (ovvero 5V di ampiezza totale).
Attenuator 1 & 2
I due attenuatori, identici tra loro, sono ovviamente dotati di ingresso, uscita e controllo di attenuazione. In questo, come in tutti gli altri casi presenti nel CP-251, i connettori di ingresso sono realizzati con jack in plastica rossa. Attenzione! Non è l’unica caratteristica dei connettori rossi: questi sono gli unici cui è possibile connettere un eventuale pedale TRS tipo FC7 Yamaha, con cui modulare a distanza il comportamento di altri circuiti.
Four Way Multiple
Immaginate una ciabatta di spine ed avrete l’esempio perfetto di multiplo: entra un segnale qualsiasi (collegato all’ingresso rosso) e ne vengono immediatamente fornite triplici copie in tutto identiche all’originale, pronte ad essere inviate a diversi punti del circuito. Qualche esempio? Potete utilizzare l’unico LFO presente per modulare tre diverse destinazioni nello stesso strumento: basta collegare l’uscita del LFO all’ingresso del multiplo e poi sparare i tre segnali clonati verso altrettanti ingressi di modulazione. Volete differenziare tra loro l’ampiezza dei segnali clonati nel multiplo? Nulla di più facile: due dei rami che escono dal multiplo li infilerete in altrettanti moduli di Attenuator e, con questi, provvederete a comprimere quanto basta il segnale passante.
…Iniziate a realizzare la flessibilità del CP-251?
Noise Generator
Plain and simple, il noise generator emette rumore pesato 500-3500 Hz, utile come sorgente sonora audio e come serbatoio di tensioni casuali eventualmente trattabili con l’adiacente modulo di Sample & Hold.
Sample & Hold
L’ingresso del circuito è normalizzato con il segnale in uscita al noise generator; l’ingresso di trig/clock è a sua volta normalizzato all’uscita square wave del LFO. Nessuno vi impedisce di collegare quello che volete alle due prese per realizzare circuitazioni più sofisticate. Il Sample & Hold offre due uscite, una è la classica Stepped, ovvero con tensioni casuali non modificate, l’altra è la Smoothed sottoposta ad un lagging interno che ne addolcisce i bruschi cambiamenti.
In uso
Diciamo subito che da solo il CP-251 non serve proprio a niente! Ovviamente, se non avete uno o due pedali Moogerfooger, o Boss o Electro Harmonix… insomma qualche pedale che preveda ingressi di controllo per tensioni esterne, non potrete sfruttare le capacità offerte dal piccolo apparecchio. Le cose vanno motlo meglio se, oltre a qualche pedalozzo, avete anche a tiro un sintetizzatore adeguato tipo Voyager o Minimoog vecchia serie –anche se, in questo caso, la differenza tra Switch Trigger e Gate Trigger potrebbe giocarvi dei brutti tiri…- l’accoppiata CP-251/unità analogica risulta vincente per potenziare significativamente il comportamento sonoro dell’apparecchio che avete scelto. I moduli contenuti nel piccolo sistema funzionano in maniera notevole, sono affidabili e, nonostante l’oggettiva densità di pannello, permettono di compiere giri anche particolarmente complicati.
Con cosa abbiamo provato l’apparecchio? Con tutto quello che ci è capitato a tiro, di analogico e digitale: un enorme modulare Synthesizers.com (in perfetta compatibilità di livelli), un modulare Doepfer, un Minimoog vecchia serie, un nuovo Voyager… ma anche un Prophet 5 (si si!), una carrettata di dual pedal Boss eccetera. In tutti i casi, avendo tempo e cavetti da spendere, i risultati si fanno apprezzare parecchio. Se poi siete già possessori di almeno un Moogerfooger, l’acquisto del CP-251 diventa quantomeno obbligatorio.
Distribuito in Italia da MidiWare.



2 commenti
Posso collegarci qualsiasi strumento?
Avrei una domanda, posseggo già 3 pedali moog bassmurf/ lowpass filter e delay...come potrei integrare il CP251 considerando che non entrerei con un sintetizzatore ma con un piano elettrico o contrabbasso o theremin?
Se non ho capito male, inserendo nella catena di effetti il CP251 potrei modulare ulteriormente il suono che arriva dai pedali o è obbligatorio utilizzare uno strumento CV?
scusate la domanda credo per molti blasfema, ma sto affrontando da poco questo discorso..
Grazie 1000
Re: Posso collegarci qualsiasi strumento?
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