Il modulare di Keith Emerson. Probabilmente il sintetizzatore più famoso del mondo, scaturito dal genio di Robert Moog e collaudato sui palchi di tutto il mondo, il modulare di Emerson è un vero pezzo di storia della musica elettronica.
Il Moog di Keith Emerson è il risultato di successive evoluzioni ed aggiunte strutturali; nella sua forma attuale, risulta composto da un cabinet 35 inclinato, sotto al quale è montato un cabinet 22 dritto –negli anni scorsi, quest’ultimo conteneva solo moduli di facciata non funzionanti, Sopra al 35, sorgono in tutta la loro maestà altri tre cabinet 22 zeppi di elettronica.

Un pezzo alla volta In origine, lo strumento era composto unicamente dal cabinet 35 angolato, e così è rimasto per tutto il periodo dal primo album fino al “bootleg ufficiale” di Pictures at an Exhibition; in seguito, Emerson ha aggiunto un primo cabinet 22 all’epoca di Trilogy e, successivamente, il Sequential Complement in occasione della registrazione di Brain Salad Surgery. Da notare che, contrariamente a quanto si crede di solito, i primi esperimenti con il Moog dal vivo risalgono al periodo finale dei Nice, anche se non ci sono documentazioni discografiche corrispondente. Andiamo per ordine e partiamo dall’alto.

Cabinet 22 superiore
I moduli contenuti sono alimentati, ma non sono connessi in audio; da sinistra verso destra abbiamo: un modulo misterioso con 8 led rossi alimentati, una coppia di amplificatori ed un generatore di inviluppo, una coppia di fixed filter bank intervallati da un filtro passa alto, un filtro passa basso e l’ormai storico video monitor. Quest’ultimo, per tutta la durata del concerto, non visualizza proprio niente, e rimane fisso con un bel pixel rosso inchiodato, nonostante sia collegato all’oscillator output di uno dei due sequencer 960.

Cabinet 22 mediano
La configurazione è quella ormai blindata del dual sequencer complement: entrato nell’arsenale di Keith Emerson all’epoca di Brain Salad Surgery, il sistema comprende due sequencer 960 a tre file da 8 step, due sequential switches 962 –che servono a convertire il funzionamento 8 x 3 in 24 x 1… ovverosia servono a generare la lunga sequenza finale di Karn Evil 9; al centro del pannello, trova posto la larga 961 interface –che converte gli switch trigger Moog in V-trig richiesti dai due sequencer; un multiplo completa la dotazione.
Come vengono utilizzati i due sequencer? Semplice: il primo a sinistra produce la sequenza di 24 note (3x8 eventi), affidando all’adiacente 962 la scansione delle righe orizzontali; il sequencer di destra –sempre in configurazione 3x8- provvede una lunga sequenza di tensioni progressivamente ascendenti con cui viene modulato il clock del primo sequencer. In questo modo, una volta fatta partire la sequenza, lo strumento esegue ogni ripetizione ad una velocità sempre più elevata, fino a che l’oscillatore/clock del primo sequence raggiunge la piena banda audio. Quando il secondo sequencer, quello delle accelerazioni, arriva allo step 24, viene emessa un impulso di trigger che mette in stop il primo sequencer.
Macchina per il fumo a discrezione…

Cabinet 22 inferiore
E qui le cose iniziano a farsi più complicate; da sinistra abbiamo: un modulo di attenuatori (storicamente latitanti nella struttura originale Moog), un oscillatore a bassa frequenza, il filtro passa basso 904A, il selettore di inviluppi, la coppia di inviluppi intervallata da un amplificatore. Dopo un secondo multiplo, ci sono il dual trigger delay, due inviluppi ad esso collegati, tre amplificatori, envelope follower, noise generator, due moduli che non riconosciamo (sono coperti dal groviglio dei cavi) ed il sample and hold custom. Quest’ultimo, a differenza del S&H in catalogo, è largo due unità ed è “intestato” a Keith Emerson con un’enorme serigrafia.

Cabinet 35
In origine, all’epoca di Pictures at an Exhibition, questo era tutto il modulare di Emerson: originariamente costruito per la serie di concerti Jazz in the Garden, lo strumento venne venduto a Keith dopo una laboriosa trattativa tra Walter Sear, che curava parte degli interessi Moog, e Tony Stratton Smith, all’epoca manager degli ELP. Per la cronaca, Stratton Smith è il gentleman ricordato nell’omaggio postumo di Love Beach.
Cosa contiene questo cabinet? Tre oscillatori audio 921B (uhmmm, devono essere stati sostituiti in un secondo momento…), ciascuno dotato di driver 921A individuale, un lfo, un modulo di normalizzazione, il riverbero a molle, un filtro, un noise filter, un ulteriore filtro, due vca e quattro generatori di inviluppo. La parte bassa del cabinet –quella non configurabile dall’utente- contiene la consueta dotazione di triplo voltage selector + triplo mixer, l’interfaccia per il frequency counter, l’interfaccia CV-Trig per la tastiera, il selettore dei multiples e l’alimentazione,

Cabinet 22 “finto”
I moduli alloggiati in questo cabinet non sono collegati e servono solamente per fare scena: sulla sinistra del cabinet trova posto la serie dei moduli di “preset analogici” sviluppati da Moog per facilitare le operazioni dal vivo con il modulare; ciascun modulo richiama mediante un sistema di switches, valori impostati in precedenza per ottenere una certa timbrica. Ogni modulo fornisce quindi i voltaggi necessari al controllo della struttura di voce in precedenza cablata nel modulare; il sistema non è il massimo della comodità, ma rappresenta(va) l’unico sistema per passare con relativa velocità da un suono all’altro. I moduli di memoria presenti sono quelli relativi a Tarkus 1 (Eruption), Mass, Aquatarkus e Welcome Back.
Completano la dotazione un filtro passa basso, tre amplificatori, tre generatori di inviluppo ed un trigger delay.

Ci sembra che basti, vero?



12 commenti
Sei incredibile...
Anzi no, mi sai dire per favore che cos'è quella bacchetta che genera un segnale usata da Emerson nel fim di "Pictures at an exhibition"? Credo che la usi nel brano "the old castle".
Ciao
Interessantissimo!
adesso cerco qualche video sul tubo.
Sbaglio o aveva qualcosa di simile anche Rudess nel tributo ai Pink Floyd di The dark side of the moon?
Relive Band - coverband 360°
Libera Uscita - Tributo a Ligabue
se i mari fosse de toccio...la li la la...
Re: Interessantissimo!
Comunque si vede abbastanza bene sul brano Octavarium al minuto 5.38: http://www.youtube.com/watch?v=Lk-le4OfrXk
Tommaso Di Pietro YouTube
dunque, vado per ord
a) quell'aggeggio rettangolare, lungo e stretto, che Emo utilizza in Pictures at an Exhibition è un Ribbon Controller, in pratica è un potenziometro lineare che produce una tensione di controllo proporzionale al punto in cui chiudi il contatto con il pollice (...o con altre parti del corpo, come è evidente guardando il filmato). Durante quel concerto ripreso nel film, Emo prima usa il Ribbon per controllare la frequenza degli oscillatori, poi lo usa per aprire il filtro (appena prima che Palmer entri con il pattern ritmico)
b) l'armadio a muro di jordan rudess è una cosa simile, ma non è un modulare moog, è un synthesizers.com system 88, strumento attualmente in produzione - trovi tutti i dati su www.synthesizers.com - tra l'altro, rudess si è fatto costruire un cabinet particolare per semplificare le operazioni di montaggio e smontaggio sul palco. beato lui...
bacio le mani
enr cos
Re: dunque, vado per ord
3 oscillatori?
Ciao,
gae
Grazie per l'articol
p.s. nei credits di Trilogy tra gli strumenti di Emerson è citato Zoukra Moog Synthesizer III, poi in un'intervista successiva Emo ha definito Zoukra "an Arabic reed instrument that nearly blew my brains out". Sapresti dirmi qualcos'altro a proposito o chiedo troppo?
Grazie e ciao
il zukra è un flaut
a presto
enr
thanks!
ottimo articolo enrico, grazie e ciao
...eeee se giro quella manopolina là che ...
Re: ...eeee se giro quella manopolina là che ...
:-)))))
Video monitor???
Video (vai al min. 40.10) ----- http://video.google.com/videoplay?docid=-3176489295033647939#
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