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Ma serve tutta 'sta roba?

Faccio parte (come penso molti Accordiani) di un gruppo di dilettanti. Per essere chiari, facciamo altri mestieri per campare e il suonare insieme è il gratificante divertimento settimanale nella scalcagnata saletta che è il nostro ritrovo. Suoniamo con piccoli ampli, la voce nel mixer ecc. ecc. insomma le solite cose che tutti sanno. Il nostro orecchio si è col tempo abituato ad un certo livello sonoro (assai moderato, un po' per il genere musicale un po' jazzy-blues che pratichiamo e un po' per l'ambiente abbastanza insonorizzato ma piccolino).


Quando capita l'esibizione in pubblico, in genere l'organizzatore provvede anche al noleggio del "service". E qui cominciano i dolori.
Arrivano con delle camionate di roba, spie, subwoofer e mille diavolerie. Il palco è invaso da cavi, prolunghe. Ma soprattutto il livello sonoro è tremendamente alto. Hai voglia a dirgli abbassa, abbaaassaaa! Si vede che sono abituati così... Certamente noi manifestiamo una certa inadeguatezza. Per di più, gli ambienti non sono quasi mai acusticamente, non dico perfetti, ma appena appena predisposti e raramente i pur volenterosi fonici che abbiamo incontrato (e che forse sono dei dilettanti come noi anche se talvolta forniti di attrezzature professionali) sono in grado di equalizzare l'amplificazione sulle frequenze ambientali in gioco.
Insomma, per farla breve, un gran casino. Ci va un intero pomeriggio per fare il "check sound" un tamburo alla volta. Uno strazio.
La serata live, in questo bailame di cavi, monitors, spie e microfoni, da rilassata festa (quale vorremmo che fosse), diventa un aggressivo magma sonoro nel quale si fa una fatica del diavolo a ritrovarsi e soprattutto a divertirsi.
Stiamo arrivando alla convinzione che, tutto sommato, la semplicità sia la soluzione migliore: basta con la centralizzazione dei suoni, ognuno col suo ampli dietro alla schiena, il mic del cantante nell'impiantino insieme alla chitarra acustica, niente microfoni alla batteria.
Una volta si suonava così e ogni singolo musicista del gruppo, acquisiva una particolare sensibilità all'equilibrio generale dei vari strumenti e anche alla risposta acustica della sala. Senza tante balle e senza essere "murato" dietro lo strabordante volume delle casse del cosiddetto P.A.
Onestamente non so se ci riusciremo, ma se così avverrà, sarà la riconquista del nostro modo di fare musica e degli spazi fisici che ci staranno di fronte.
Ignoro se anche altri Accordiani hanno provato questa sgradevole e soffocante sensazione di essere sopraffatti da tanta eccessiva tecnologia: ma io ho suonato per anni nei locali (è passato a onor del vero tanto tempo), e non mi ricordo di tutte queste complicazioni che dobbiamo affrontare oggi. Che sia arrivato il momento di dire basta? Un saluto a tutti.
Pone

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38 commenti

Non è un problema!

La storia della musica rock è evidentemente posta su un livello sonoro che oggi sembra essere normale. Parliamo di 10000 Watt o moririamo o peggio, sprofondiamo nella vergogna! Siamo ben consci che a volte un wattaggio più alto porti benefici timbrici di natura più difficile a bassi volumi. Spesso il problema non sono neppure i decibel da "sfondare" ma semplicemente è celato dietro il modo nel quale spremiamo i nostri amplificatori. In un mondo musicale amplificato non è sufficiente porre la nostra "dinamica interna" a favore di ciò che suoniamo. Dobbiamo fare i conti anche nei confronti di ciò che esce dall'amplificatore e porre quindi dei limiti relativi a noi o a ciò che ci circonda. Penso che la vera domanda sia semplicemente quanto vogliamo che arrivi al pubblico ed in quale contesto dobbiamo suonare. Sarà un pubblico silenzioso e attento o caotico e menefrghista? Sarà formato da ragazzi che vogliono una sberla sonora per sentirsi vivi o da anziani che vorrebbero essere svegliati possibilmente dopo l'esecuzione?
In tale contesto però è quindi necessario analizzare il fatto che i primi a dover beneficiare di qualsiasi cambiamento all'atto pratico sul palco siano i musicisti. E' importante che i nostri riferimenti non cambino o se cambiano, essere certi che il risultato sarà quello conosciuto. Tutto ciò che è esterno alla nostra "bolla sonora" (che prima è la nostra sala per le prove, la nostra cantina o il nostro studio di registrazione e poi il palco o il locale in cui suoniamo) non ci deve interessare. Per questo ci sono persone addette a fare ascoltare il meglio a chi è laggiù, in fondo alla sala.
Nel caso invece nella vostra "bolla sonora" vorrete il pubblico, in quanto non farete uso di sistemi esterni come l'amplificazione dei coni con microfono, allora bisognerà tener conto (e qui è un esperienza da vivere!) del fatto che man mano ci sarà più gente nel locale l'acustica dello stesso si modificherà, rispondendo diversamente rispetto a quando il locale era vuoto.
Concludendo la mia opnione. Ben venga la vostra ormai prossima scelta di evitare supporti. Batteria pura (che bellezza!) e più o meno come in sala. Mi piace l'idea di un sound più intimo, come ascoltatore resterei sedotto dalla purezza della vostra relazione con il pubblico e ascolterei volentieri i vostri timbri. Se il locale è molto piccolo (e se il pubblico lo permette) potreste addirittura mettere il pubblico al centro e circondarlo, se siete in 4 o più musicisti. Tutte le possibilità sono aperte e devono rispettare unicamente la vostra voglia di divertirvi e di dare. Non siamo macchine, siamo artisti e decidiamo secondo il nostro gusto critico ciò che è meglio per noi. Alle persone le nostre scelte arrivano sempre!

Re: Non è un problema!

Il tuo commento merita davvero una lode. Hai fatto un'analisi trasversale che tiene conto più o meno di tutti i parametri che il musicista si trova ad affrontare.
Davvero grande.
Se posso contribuire con la mia piccola esperienza avrei da dire un paio di cose.
Sala prove: 4 metri per 4, o giù di lì; suonare con i tappi non mi piace, trovo svilente passare ore ed ore a cercare il proprio suono per poi non goderne a pieno, tagliando frequenze su frequenze con dei pezzi di poliuretano nelle orecchie. la soluzione è contenere i volumi. Già, ma il batterista picchia ed è megalomane con i suoi fusti che hanno le dimensioni dei televisori di ultima generazione. Si cerca il compromesso, e con un po' di fatica si trova. questo è sicuro.
Live: non so voi, ma a me capita sia di suonare in piccoli locale che a qualche festival all'aperto, in radure enormi dove se ci sono duecento persone sembra di essere tanto soli. Beh, in queste ultime occasioni l'impianto professionale, il service, microfoni, scatolette D.I. etc etc sono indispensabili, ahimè.
Ma nei piccoli locali col mio gruppo abbiamo adottato questa soluzione. Ci disponiamo innanzitutto a mezzaluna, con la batteria a destra (vista dal pubblico) e messa di tre quarti rispetto agli astanti. Chitarra e basso (perlomeno gli ampli) perfettamente in centro, diretti in fronte al pubblico. Cantante (che suona anche il sax) a sinistra, rivolto di tre quarti, che riesca a vederci tutti mentre canta/suona. Se non c'è l'impianto portiamo solo il nostro mixerino, due microfoni per la voce, un clip per il sax, e due monitor, uno per chitarra e cantante e uno per basso e batteria. di casse ne portiamo due, molto piccole. Se c'è l'impianto magari si microfona la cassa della batteria, ma mai il basso o la chitarra, non conosco nessun fonico che riproduca alla perfezione il suono che esce dalla mia cassa. Io credo che sia una buona soluzione, si ricrea un po' il "cerchio" che si ha in sala prove, il pubblico non trova troppa differenza spostandosi da una parte all'altra del palco, e soprattutto esce con la sensazione di aver sentito i testi, di averli capiti, cosa che si perde tremendamente mano a mano che si alzano i volumi degli ampli e dei fusti microfonati.
Viva la semplicità, che per quel che fa l'80 per cento di noi, è la via migliore.

un saluto

concordo

concordo con quello che hai scritto.
Ho vissuto la stessa esperienza due giorni fa in un locale con grande soddisfazione.
Solo gli ampli per chitarra e basso, voce nelle due casse e batteria non amplificata.
Certo in altri contesti le cose cambiano, però per queste situazioni va bene così.

saluti

tutto giusto... ma

tutto giusto... ma in questo caso il tuo target di pubblico non puo' superare la cinquantina di persone e in un ambiente piccolo..

e il suono sarebbe diverso.. ovvero... senza amplificazione centralizzata e multimicrofonazione, ritornano le ambientazioni sonore degli anni 50... ovvero voce avanti e altissima, il resto dietro, la batteria nell'oltretomba immersa nel riverbero..

il panorama sonoro odierno nel quale tutto e' potenzialmente presente, asciutto, secco e avanti, ce lo dimentichiamo..

o meglio... ritorna la dofferenza netta e inesorabile tra strumenti d'accompagnamento e strumenti o suoni solisti

http://www.jalebimusic.com/home.html
http://www.trekearth.com/members/yasoda-nandana/photos

Questione di... studio

Non ci sono più musicisti completi, questo è il discorso.
Se uno sa come funzionano strumentazioni e quant'altro non avrà problemi. Se invece uno si limita ad avere un suono bello che esce dal suo ampli non si va da nessuna parte.
Per questo penso che ci voglia un minimo di "formazione musicale": frequenze, potenza e "così va bene perchè il fattore X influenza in questo modo".
Troppe volte ci limitiamo al nostro, deleghiamo al fonico di turno, al compagno di gruppo o alla strumentazione personale inadatta la scarsa capacità di regolare tutto in modo rapido e preciso.
Son fortunato, ho sempre (o quasi) trovato musicisti e fonici preparati.
Tutto è utile, nulla è indispensabile! LA qualità non sta tanto nella strumentazione a disposizione (a livello di palco) ma il livello che si raggiunge nell'usarla.
E se vuoi dar piacere a chi ti ascolta non basta che ti senti bene sopra il palco con il tuo gruppo, bensì che tutti si amalgami bene sulle casse dell'impianto (con o senza fonico)...

Il tuo articolo sfon

Il tuo articolo sfonda una porta aperta. Ci sono degli appunti secondo me doverosi da fare. yasodanandana e francescoRELIVE hanno per gran parte individuato il problema.

Le incognite nel presentare uno spettacolo musicale sono certamente il contesto, l'impianto.
Sono d'accordo con Francesco quando dice che bisogna essere musicisti completi, non solo in qualità di tecnici della propria strumentazione, ma anche preparati su quella dei propri compagni anche nel risolvere ed individuare problemi. Questo porta tutto il gruppo a crescere e a godere ancora di più della propria musica.
Quanto detto in altri interventi è altrettanto vero, ci sono contesti nei quali è necessaria una amplificazione, immaginate un concerto all'aperto, o in un grande spazio. Mi riallaccio a quanto detto però in altri interventi nei diari, ad esempio DIUMAFE' o altri utenti parlavano della necessità d un fonico.
Io ritengo che ogni gruppo dovrebbe avere un proprio fonico, che segue le prove del gruppo e conosce i musicisti . Così da evitare stress o distrazioni per i musicisti che potrebbero compromettere lo spettacolo. Se si fa tanta fatica per avere uno spettacolo e un certo suono ( del gruppo) è giusto non lasciarlo in mano al caso o alla fortuna...
A livello amatoriale tento di insistere non solo nei progetti in cui suono, ma anche nei gruppi di amici di far entrare nei gruppi la figura del fonico "stabile". L'unica resistenza che si incontra è la solita: pochi concerti, pochi locali in cui suonare, e ancora meno soldi da dividere. Se a questo si somma la scarsa socialità dei musicisti a far entrare nei gruppi qualche nuovo elemento e la pigrizia nell'affrontare le "evoluzioni" si ha un quadro abbastanza chiaro della situazione.

Quindi io anche se il locale è piccolo e la nostra amplificazione è minima (solo per alcuni strumenti), un fonico per individuare e risolvere per tempo possibili problemi è un aiuto indispensabile.

credo che sia un pro

credo che sia un problema di regolazione dei volumi(cosa che la maggior parte dei musicisti ignora spudoratamente) e del posizionamento delle casse,spie,monitor e bla bla bla...ma anche se fai jazz in una serata all'aperto devi microfonare la batteria,il compromesso è d'obbligo...altrimenti a chi fai sentire la musica?tanto vale rimanere in saletta con le vostre comodità

Secondo me occorre f

Secondo me occorre fare molta distinzione tra il suonare all'aperto per centinaia se non migliaia di persone e suonare in un locale anche di dimensioni non proprio minuscole. E' comprensiibile che all'aperto occorra dirigere il suono dei vari strumenti in una sola direzione per non sprecare i preziosi watt ed occorrano potenze ben più elevate in assoluto. In un locale è invece possibile anche sfruttare eventuali riflessioni dell'ambiente per ricreare una pressione acustica adeguata anche con un piccolo impianto. Casomai è l'equalizzazione in un piccolo locale che deve essere particolarmente curata per evitare rimbombi o vibrazioni di vari elementi che potrebbero rovinare uno spettacolo e il divertimento del pubblico e dei musicisti. Vorrei riportare la testimonianza di mio padre che suonava la chitarra ritmica con un orchestra negli anni '50-'60, ricorda (anche perché lui si occupava dell'audio) che avevano un impianto Semprini da 30 watt (forse il miglior marchio in Italia di quegl'anni) più eco Binson sufficiente perchè dotato di diverse casse a sonorizzare le sale dell'epoca. Però la batteria non si amplificava e spesso si usavano le spazzole, si suonava il contrabbasso, mentre le chitarre le collegavano a dei Pro Reverb e Twin Reverb, poi c'era la sezione fiati. In definitiva l'impianto era più per le voci che altro. Nella mia esperienza invece degli anni '80-'90 avevamo iniziato con un mixer Yamaha da 120 watt per canale senza amplificare né la chitarra né il basso, ma oltre le voci ci piazzavamo la batteria, le tastiere e un'acustica, fino ad arrivare nell'ultimo periodo di piano-bar ad un finale di 250 watt per canale per la base midi, voce, basso e piano. Nelle occasioni estive di suonare all'aperto, con il gruppo, i services portavano spesso anche impianti piuttosto potenti ma venivano fuori sempre tante rogne. Per i motivi d'equalizzazione espressi prima sto evitando da parecchi anni di andare ai concerti nei palazzetti perchè l'acustica in genere è penosa e il rumore di fondo è insopportabile. Ciao e ancora Buon Anno.
Tidal Race
www.ambrosi-amps.com

Provocazione?

Ma si suoniamo tutti senza PA System. Invitiamo direttamente il pubblico (3 alla volta) in sala prove. Il problema è che non basta sapersi fare i suoni in saletta, ma si dovrebbe riuscire ad essere bravi anche dal vivo con i suoni. Ora datemi contro, come al solito, però buon anno a tutti...

Re: Provocazione?

e invece mi associo

Re: Provocazione?

Voglio associarmi anch' io, anche se troppo spesso ho avuto a che fare o semplicemente visto, tecnici del suono del tutto impreparati , persone che del tecnico del suono non avevano nulla se non un camice bianco con su scritto appunto : TECNICO DEL SUONO. Semplici manovali in grado si di scaricare camion e montare e smontare grandi impianti su grandi palchi, ma poi in difficolta' al primo microfono che fischia , e assolutamete non in grado di percepire se magari la batteria copre il cantante o se comunque i livelli non sono adeguatamente bilanciati, se manca o se c'e' troppo riverbero, e non sto' certo parlando dello spettacolino dell' oratorio ma di Veri Concerti con Artisti conosciuti a livello nazionale. Forse non si e' capito che per essere Tecnico Del Suono bisogna essere in primis MUSICISTA meglio ancora se al seguito di questo o quell' Artista. Noi comuni mortali possiamo pure accontentarci di molto meno , pero', pretendere un sound check degno di questo nome , ogniqualvolta si offre l' opportunita' di suonare con un P.A. System sarebbe il minimo, seno' tantovale suonare col nostro impianto , magari della mutua regolandocelo da noi 5 minuti prima di iniziare, i risultati sarebbero certamente migliori.
danilo

Re: Provocazione?

comunque tutta quella roba serve, c'è poco da fare. Smettiamola di fare quelli ai quali non serve niente per suonare dal vivo, smettiamola di dire che l'abito non fa il monaco e che con tanta tecnica si fa qualsiasi cosa. L'innocenza l'abbiamo persa da un bel po' e adesso sappiamo che non è vero.

Re: Provocazione?

D'accordissimo....la bravura, imho, è saper sfruttare adeguatamente le risorse di cui si dispone (però bisogna averle ste risorse) senza esagerare nè in un senso (troppo) nè nell'altro (troppo poco)

La cosa migliore (pe

La cosa migliore (per la mia esperienza) è avere un impianto di proprietà del gruppo. Così prima di tutto ognuno comincia a capire come utilizzare un mixer, come amplificare il proprio strumento, come collegare le spie ecc... Poi se il locale ha già un impianto è sembre bene chiedere informazioni quando si prende la serata e poi si cerca di mettere in pratica l'esperienza accumulata in saletta (con il proprio impianto). Se non c'è il fonico, avendo preso info sul mixer in precedenza, il più esperto del gruppo sistema i suoni nella sala. Per la chitarra, personalmente nei pub o in locali piccoli, esco direttamente con l'ampli senza passare dal mixer. Nei posti un pochino più grossi microfono l'ampli con il mio mic (che so che suono mi dà) e uso l'ampli come spia. Le poche volte che mi sono trovato su un palco veramente figo, ampli, mio microfono, e spia personale (che fornisce il service). In linea di massima è comunque sempre bene avere almeno un'infarinatura generale di come amplificare gli altri strumenti e come collegare ill tutto all'impianto, anche per supportare il fonico nel caso ce ne fosse bisogno. Ciao Fab
Fab http://www.myspace.com/fabrizioprevidi

Re: La cosa migliore (pe

purtroppo per esperienza personale,in sala nostra avevamo tutta strumentazione nostra:mixer,mic,casse,monitor,ampli,spie...nonostante ciò,colpa di qualche membro con manie di portagonismo,il volume sia in sala prove sia nei pub o all'aperto risultava sbilanciato al massimo;
questo per dire che prima di tutto ci vuole orecchio per percepire cosa nn va,anche se nel mio caso la cosa è talmente evidente da non aver bisogno di essere musicisti x capire che i volumi facevano pena.
avevi voglia di rimproverare e/o abituare tutti a settaggi ortodossi

Re: La cosa migliore (pe

Impianto di proprietà? Un PA system per suonare in quali spazi? Locali piccoli, pub, bar, feste di paese, locali da 100 persone, 1000 o 10.000? E' una bella idea da anni sessanta.

Mi viene il dubbio che forse non suoniamo negli stessi locali e non abbiamo le stesse esigenze.

Re: La cosa migliore (pe

Dubito che molti di noi si trovino a suonare di fronte a mille o diecimila persone...e chi può farlo penso che allora guadagni anche i soldi per comprarsi un impianto adeguato

Re: La cosa migliore (pe

Può darsi... noi abbiamo 2 casse da 400W ciascuna, due spie e un mixer con 24 ingressi (mi sembra)... e' capitato di proporsi in pub o piccoli locali che non avevano impianto voce e abbiamo utilizzato il nostro. E' capitato che ci abbiano offerto di suonare a feste private (agriturismi o locali) e abbiamo utilizzato il nostro impianto. In posti chiusi non molto grandi a noi è servito. Le volte che abbiamo suonato davanti a tanta gente e in posti grandi, c'era il service con un fonico serio e un impianto serio. Ciao Fab
Fab http://www.myspace.com/fabrizioprevidi
Modificato da fa il 3 gennaio 2010, 17:40

Re: La cosa migliore (pe

Precisamente...noi abbiamo lo stesso materiale..

Sono assolutamente d'accordo con Pone!!!

Sono assolutamente d'accordo con Pone!!! Ho suonato all'aperto con il mio gruppo davanti ad un pubblico che, nel momento di massima affluenza, non raggiungeva le 50 persone. Si trattava di una festa comunale ed il Comune pagava il service, che è arrivato con un impianto da 4000 watt solo di casse di diffusione. Altri 1000 watt di potenza uscivano dai vari ampli (2 per chitarra, 1 per il basso e le varie spie). 5000 watt per 50 persone.

Basta spie, che si sentono solo se sono di una potenza adeguata ma se sono troppo potenti influiscono sul suono. Basta con impianti mega-galattici che non servono ad altro che a far casino. Basta con questa assurda ricerca di qualità totale del suono: al pubblico basta molto meno, non vuole sentire il muschio che cresce all'interno del vano pick-up delle chitarre.

Nei pub non si deve microfonare niente....

Ragazzi scusate ma si microfona solo nelle arene, nei teatri, all'aperto o in pub mooooolto grandi (anche se non ho mai visto locali così grandi da meritare di microfonare tutto). Nei pub piccoli ma anche medio grandi ci vogliono 2 casse di qualità, un mixer e basta. Le spie servono solo al cantante e per altro arriveranno anche al batterista. Non scherziamo. Certo il service arriva e deve giustificare in qualche modo tutti i soldi che prende però così facendo è addirittura contro producente...

Re: Nei pub non si deve microfonare niente....

sono pienamente daccordo con te..oltretuto la questione dei volumi esagerati è inutile, io stesso ho suonato dal vivo, in alcuni pub sulla spiaggia, praticamente ero all'aperto con una tettoia molto alta, e suonavamo benissimo con la batteria non microfonata, amplificatore da 180W per il basso 1x15, e due ampi per chitarra da 100W e 2x12.. i volumi si sentivano tutti e bene, solo la cassa per la voce aveva problemi, ma le casse PA si sa ke raramente riescono a tirare fuori qlcs sotto i 200W visti i pochi db/W prodotti.. per il resto andava tutto benissimo, e gli altri ampli erano poco dopo la metà dei volumi.. ke poi la cosa ke odio di + è la poca ottimizzazione, la gente (e i service) preferisce avere 10mila watt nominali, ke poi producono solo confusione, quando basterebbero ampli da 100W + relativa cassa passiva per la chitarra, ed un buon ampli per basso dai 180W in su, + una cassa buona per la voce, e con 1000W o poco + si avrebbero volumi adatti anche alle piazze..anche perchè le casse passive vanno + che bene, ogni cono aggiunge 3db di volume, quindi avere un finale da 1000W collegato a 4 casse passive, da lo stesso volume di 4 casse amplificate da 1000W..cosa che porterebbe solo spreco di energia e tante..troppe prese e cavi da collegare

Re: Nei pub non si deve microfonare niente....

infatti non si parla di pub...sarebbe veramente esagerato microfonare anche solo la grancassa,ma di suonare all'aperto

Re: Nei pub non si deve microfonare niente....

Mi pare di aver capito che l'articolo parla di suonare al chiuso...se no ovviamente all'aperto la microfonazione di tutti gli strumenti è d'obbligo...

Re: Nei pub non si deve microfonare niente....

perdonatemi, suono la chitarra da molti anni e sono fonico in un piccolo locale, che se riempito contiene 150 persone. Ebbene, gli amplificatori sono sullo sfondo, dietro ai musicisti. Il mio scopo è far sentire al pubblico il concerto ai giusti volumi, e sul palco quello che vuole il musicista. Se non microfono niente e tutto il suono viene dagli ampli, può capitare innanzitutto che il suono non sia omogeneo all'interno del locale, e che i volumi sul palco siano eccessivi. Inoltre ogni componente dovrebbe poter sentire tutti gli altri strumentisti, e se gli piazzo un monitor davanti ma non microfono niente, che faccio, gli faccio sentire solo il cantante? e il batterista, che è sulla linea degli ampli, non poterbbe sentire niente senza monitor. Insomma, dipende dalle situazioni.
Lavoro anche con un service (piccolo, con un mio amico) per andare in giro d'estate a far concerti all'aperto o in palazzetti. Ebbene, la microfonazione è d'obbligo, la batteria in una piazza con 100 persone non sarebbe minimamente presente, ma solo una presenza di sfondo senza corpo.
Per concludere, dipende dalle situazioni, non si può ragionare per assoluti. Ovvio, serve un fonico COMPETENTE e soprattutto che conosca l'attrezzatura che utilizza.

Fra

Re: Nei pub non si deve microfonare niente....

Allora sul microfonare all'aperto sono d'accordo, nei pub quasi sempre no...anzi se l'acustica dell'ambiente è buona anche in un grosso pub bastano gli ampli mixer e casse...

Concordo su alcune c

Concordo su alcune cose, su altre no:
d'accordo sul fatto che microfonare tutto e tutti non sempre dà buoni risultati, specie in locali piccoli (piccoli pub claustrofobici, per esempio!);
in locali medio grandi ed anche in contesti all'aperto è verissimo che non servono 10000W, tant è che a me piacciono i valvolari da 5W tirati e microfonati che escono dalle casse. Missare tutto con il mixer facilita tutto e con pazienza e parsimonia la musica che ne esce fuori è di ottima qualità (se di qualità è l'impianto e la strumentazione...insieme ai musicisti, ovviamente!). La batteria va microfonata, secondo me, solo in contesti in cui viene coperta dal resto. Dove la batteria,senza microfoni, va bene, basta solo alzare il volume dell'impianto fino a che esso sia a livello della batteria.
Dove non mi trovo d'accordo è sul punto: "Arrivano con delle camionate di roba, spie, subwoofer e mille diavolerie. Il palco è invaso da cavi, prolunghe. Ma soprattutto il livello sonoro è tremendamente alto."
Non sono diavolerie! lo diventano se usate male o dove anche se usate bene non servono (in ultimo caso usarle bene significa non usarle proprio! XD). Un palco munito di tutto, dalle spie ai woofer, dai monitor e quant altro dà solo fastidio se il contesto non lo richiede. Un pò come quando suonando in casa a bassi volumi sento il suono acustico della mia elettrica sopra il crunch dell'ampli! XD XD
Buon anno a tutti!
AgLoRocK
Modificato da aglorock il 2 gennaio 2010, 18:38

Il problema è che a

Il problema è che anche PA, spie ed effetti sono strumenti al servizio del gruppo, e bisogna saperli usare per poter governare il suono del gruppo così come bisogna saper usare la propria chitarra o il proprio ampli per saper governare il nostro suono personale.

Il volume si può abbassare, e le spie possono anche non essere usate, se non servono. Anche la batteria può essere microfonata con pochi microfoni "panoramici" anziché con uno per ogni pezzo.

Tutto dipende dal suono che il gruppo vuole portare al pubblico, e dalla capacità di saper usare TUTTI gli strumenti a nostra disposizione.

L.

Rev. Cleophus James - parrocchia di Triple Rock, Illinois - www.leandrodiana.tk - www.myspace.com/leandrodiana

Caro Pone !

tutto . dipende da dove devi/vuoi suonare.
In pub hai ragione tu, in un live in Piazza beh ! senza PA la vedo dura ;))))

Comunque guarda che se trovi sulla tua strada il tecnino incompetente ... non c'è nulla da fare ;( loro hanno il PA dalla parte dei potenziometri LOL

L'unica tua "arma" è ..... occhio !! NON SUONARE, rifiutarti di suonare se l'audio è veramente pietoso.

Ho ascoltato proprio questa estate un gruppo validissimo, che suona veramente molto bene e sono professionali con un PA regolato alla caxxo di cane - e .. beh ! che dire .. "orribile" è poco ;(( percui, da ascoltatore, ti assicuro che se i tecnici al PA NON sanno fare il loro mestiere uno di fuori NON gode la musica del gruppo che suona.
Anzi, se ne và pure deluso ed incazzato ;))))


SaluToneS
Antonello
www.antonellocatanese.net
www.myspace.com/virutrio

Ho letto di tutto, ma...

ma non ho letto l'unica cosa sensata: avere un proprio fonico di fiducia. Una cosa normalissima nel circuito di band che conosco e nei locali dove mi esibisco. Hey, non sto parlando di Brian Eno, ma di un ragazzo che viaggia sul furgone con la band, da una mano a scaricare gli ampli ed è un fonico competente, con il quale ci si mette d'accordo dividendo i guadagni come un membro della band.

Quali guadagni?

Si va beh in teoria il discorso fila, dal lato pratico la maggior parte della gente che suona fatica a trovare date e quando le trova è costretta a suonare praticamente gratis o con un minimo rimborso spese, avere un proprio fonico "stipendiato" è impossibile...l'unica soluzione è diventare a propria volta un po' fonici così ci si setta da soli...se invece mi parli di gruppi che si guadagnano da vivere suonando allora ok...però è un discorso diverso...
Modificato da maxguitarmurphy il 3 gennaio 2010, 10:22

Re: Ho letto di tutto, ma...

Ho scritto sopra, forse dilungandomi troppo questo:

***
fonico "stabile". L'unica resistenza che si incontra è la solita: pochi concerti, pochi locali in cui suonare, e ancora meno soldi da dividere.
***
Io penso che se si deve proporre uno spettacolo bisogna proporlo come si deve, lo si deve fare con tutte le cose fondamentali (fonico incluso). Per me, il fonico non è un valore aggiunto ma un vettore essenziale, senza il quale la musica sul palco resta sul palco e non arriva al pubblico.

SI MA

Al di la' dei pub minuscoli, vorrei proprio sapere come fa chi non microfona ad esempio la batteria ad ottenere un suono rock moderno..

*** finding beauty in the dissonance ***

dipende

Io sono d'accordo sul fatto che, se si vuole proporre uno spettacolo ad un pubblico, bisogna saper amplificare
il "gruppo" e non semplicemente sapere suonare il proprio strumento. Per fare questo bisogna, come ho gia' visto, saper "suonare" l'impianto PA, cioè capire quali sono gli elementi da conoscere (principalmente mixer/mic/monitor) e sapere cosa fare per creare l'amalgama sonora che si ha in testa.

Nell'articolo non ho trovato chiaramente se si parla di suonare all'aperto o nei pub, nel primo caso senza microfonazione si sente
discretamente solo davanti al gruppo ad un tot metri, nel secondo caso addirittura non serve microfonare tutto (almeno nella
maggior parte dei casi in cui ho suonato io).

Se poi il senso dell'articolo e' nel fatto che i Service fanno gli sboroni, installando l'inverosimile sul palco eppoi magari
non sanno neanche usare questa strumentazione, posso essere d'accordo in alcuni casi, mi sono capitati, a parita' di "impiantone",
dei tecnici che in mezza giornata non cavavano un ragno dal buco e gente che 5 minuti prima di suonare ti fanno un super sound check e in concerto ti forniscono un suono che neanche Stef Burns....:)

Izzy
Izzy
Quakeroom - AC DC Tribute Band

fonico

a proposito: sono d'accordissimo su chi propone il fonico del gruppo, e' utilissimo pur con tutti i limiti e le perplessita' sui soldi da dividersi, per me l'essenziale e' proporre uno spettacolo bello e che la gente si ricordi e se questo vuol dire le prime volte qualche soldo in meno pazienza
Izzy
Quakeroom - AC DC Tribute Band

IMHO

Io sinceramente non ho colto lo spunto di riflessione che proponi scrivendo questo articolo, e non sono l'unico da quanto ho potuto leggere negli altri commenti. Tu e il tuo gruppo suonate un genere di musica (jazz-bluesy non meglio specificata) piuttosto soft, Addirittura parli di diffondere le voce tramite l'amplificatore/cassa attiva della chitarra acustica, quindi penso che facciate benissimo a voler fare un "downshifting" della strumentazione data la vostra situazione, ma fare un discorso generalizzato secondo me è sbagliato.
Come già puntualizzato da altri utenti, il PA è assolutamente necessario in locali più grandi di un piccolo pub, così come il microfonare la batteria o almeno la grancassa che scomparirebbe in un locale anche solo superiore ai 100 mq.
E' chiaro che se voi o l'organizzatore vi appoggiate ad un service (beati voi), il service applica delle procedure più o meno standard che soddisfano la maggior parte dei gruppi. Dovreste essere voi ad imporvi e a rifiutare ad esempio la microfonazione della batteria oppure a volere la voce nell'ampli dell'acustica. Però a questo punto il service stesso sarebbe inutile giusto ? Tanto vale che parliate con l'organizzatore spiegandogli che vorreste occuparvi voi della questione sound, il che significherebbe oltretutto un grosso risparmio per lui.

Io con il mio gruppo faccio sia date in locali ...

Io con il mio gruppo faccio sia date in locali che all'aperto su palchi diciamo "più grandi". Spesso i fonici però fanno un pò i suoni che vogliono, non valorizzando magari le migliaia di euri di strumentazione che si ha, e sono arrivato al punto che è meglio suonare nel piccolo locale e uscire in presa diretta con il mio ampli... I volumi li fa il gruppo, tenendo conto chiaramente dell'acustica del locale, e ognuno valorizza il suo ampli e la sua attrezzatura per quello che riesce. Chiaro, come dice IMHO, la punta della cassa della batteria e magari il charlie nell'impianto, se il locale non è proprio un buco sarebbe buona cosa metterli

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