Faccio parte (come penso molti Accordiani) di un gruppo di dilettanti. Per essere chiari, facciamo altri mestieri per campare e il suonare insieme è il gratificante divertimento settimanale nella scalcagnata saletta che è il nostro ritrovo. Suoniamo con piccoli ampli, la voce nel mixer ecc. ecc. insomma le solite cose che tutti sanno. Il nostro orecchio si è col tempo abituato ad un certo livello sonoro (assai moderato, un po' per il genere musicale un po' jazzy-blues che pratichiamo e un po' per l'ambiente abbastanza insonorizzato ma piccolino).
Quando capita l'esibizione in pubblico, in genere l'organizzatore provvede anche al noleggio del "service". E qui cominciano i dolori.
Arrivano con delle camionate di roba, spie, subwoofer e mille diavolerie. Il palco è invaso da cavi, prolunghe. Ma soprattutto il livello sonoro è tremendamente alto. Hai voglia a dirgli abbassa, abbaaassaaa! Si vede che sono abituati così... Certamente noi manifestiamo una certa inadeguatezza. Per di più, gli ambienti non sono quasi mai acusticamente, non dico perfetti, ma appena appena predisposti e raramente i pur volenterosi fonici che abbiamo incontrato (e che forse sono dei dilettanti come noi anche se talvolta forniti di attrezzature professionali) sono in grado di equalizzare l'amplificazione sulle frequenze ambientali in gioco.
Insomma, per farla breve, un gran casino. Ci va un intero pomeriggio per fare il "check sound" un tamburo alla volta. Uno strazio.
La serata live, in questo bailame di cavi, monitors, spie e microfoni, da rilassata festa (quale vorremmo che fosse), diventa un aggressivo magma sonoro nel quale si fa una fatica del diavolo a ritrovarsi e soprattutto a divertirsi.
Stiamo arrivando alla convinzione che, tutto sommato, la semplicità sia la soluzione migliore: basta con la centralizzazione dei suoni, ognuno col suo ampli dietro alla schiena, il mic del cantante nell'impiantino insieme alla chitarra acustica, niente microfoni alla batteria.
Una volta si suonava così e ogni singolo musicista del gruppo, acquisiva una particolare sensibilità all'equilibrio generale dei vari strumenti e anche alla risposta acustica della sala. Senza tante balle e senza essere "murato" dietro lo strabordante volume delle casse del cosiddetto P.A.
Onestamente non so se ci riusciremo, ma se così avverrà, sarà la riconquista del nostro modo di fare musica e degli spazi fisici che ci staranno di fronte.
Ignoro se anche altri Accordiani hanno provato questa sgradevole e soffocante sensazione di essere sopraffatti da tanta eccessiva tecnologia: ma io ho suonato per anni nei locali (è passato a onor del vero tanto tempo), e non mi ricordo di tutte queste complicazioni che dobbiamo affrontare oggi. Che sia arrivato il momento di dire basta? Un saluto a tutti.
Pone

38 commenti
Non è un problema!
In tale contesto però è quindi necessario analizzare il fatto che i primi a dover beneficiare di qualsiasi cambiamento all'atto pratico sul palco siano i musicisti. E' importante che i nostri riferimenti non cambino o se cambiano, essere certi che il risultato sarà quello conosciuto. Tutto ciò che è esterno alla nostra "bolla sonora" (che prima è la nostra sala per le prove, la nostra cantina o il nostro studio di registrazione e poi il palco o il locale in cui suoniamo) non ci deve interessare. Per questo ci sono persone addette a fare ascoltare il meglio a chi è laggiù, in fondo alla sala.
Nel caso invece nella vostra "bolla sonora" vorrete il pubblico, in quanto non farete uso di sistemi esterni come l'amplificazione dei coni con microfono, allora bisognerà tener conto (e qui è un esperienza da vivere!) del fatto che man mano ci sarà più gente nel locale l'acustica dello stesso si modificherà, rispondendo diversamente rispetto a quando il locale era vuoto.
Concludendo la mia opnione. Ben venga la vostra ormai prossima scelta di evitare supporti. Batteria pura (che bellezza!) e più o meno come in sala. Mi piace l'idea di un sound più intimo, come ascoltatore resterei sedotto dalla purezza della vostra relazione con il pubblico e ascolterei volentieri i vostri timbri. Se il locale è molto piccolo (e se il pubblico lo permette) potreste addirittura mettere il pubblico al centro e circondarlo, se siete in 4 o più musicisti. Tutte le possibilità sono aperte e devono rispettare unicamente la vostra voglia di divertirvi e di dare. Non siamo macchine, siamo artisti e decidiamo secondo il nostro gusto critico ciò che è meglio per noi. Alle persone le nostre scelte arrivano sempre!
Re: Non è un problema!
Davvero grande.
Se posso contribuire con la mia piccola esperienza avrei da dire un paio di cose.
Sala prove: 4 metri per 4, o giù di lì; suonare con i tappi non mi piace, trovo svilente passare ore ed ore a cercare il proprio suono per poi non goderne a pieno, tagliando frequenze su frequenze con dei pezzi di poliuretano nelle orecchie. la soluzione è contenere i volumi. Già, ma il batterista picchia ed è megalomane con i suoi fusti che hanno le dimensioni dei televisori di ultima generazione. Si cerca il compromesso, e con un po' di fatica si trova. questo è sicuro.
Live: non so voi, ma a me capita sia di suonare in piccoli locale che a qualche festival all'aperto, in radure enormi dove se ci sono duecento persone sembra di essere tanto soli. Beh, in queste ultime occasioni l'impianto professionale, il service, microfoni, scatolette D.I. etc etc sono indispensabili, ahimè.
Ma nei piccoli locali col mio gruppo abbiamo adottato questa soluzione. Ci disponiamo innanzitutto a mezzaluna, con la batteria a destra (vista dal pubblico) e messa di tre quarti rispetto agli astanti. Chitarra e basso (perlomeno gli ampli) perfettamente in centro, diretti in fronte al pubblico. Cantante (che suona anche il sax) a sinistra, rivolto di tre quarti, che riesca a vederci tutti mentre canta/suona. Se non c'è l'impianto portiamo solo il nostro mixerino, due microfoni per la voce, un clip per il sax, e due monitor, uno per chitarra e cantante e uno per basso e batteria. di casse ne portiamo due, molto piccole. Se c'è l'impianto magari si microfona la cassa della batteria, ma mai il basso o la chitarra, non conosco nessun fonico che riproduca alla perfezione il suono che esce dalla mia cassa. Io credo che sia una buona soluzione, si ricrea un po' il "cerchio" che si ha in sala prove, il pubblico non trova troppa differenza spostandosi da una parte all'altra del palco, e soprattutto esce con la sensazione di aver sentito i testi, di averli capiti, cosa che si perde tremendamente mano a mano che si alzano i volumi degli ampli e dei fusti microfonati.
Viva la semplicità, che per quel che fa l'80 per cento di noi, è la via migliore.
un saluto
concordo
Ho vissuto la stessa esperienza due giorni fa in un locale con grande soddisfazione.
Solo gli ampli per chitarra e basso, voce nelle due casse e batteria non amplificata.
Certo in altri contesti le cose cambiano, però per queste situazioni va bene così.
saluti
tutto giusto... ma
e il suono sarebbe diverso.. ovvero... senza amplificazione centralizzata e multimicrofonazione, ritornano le ambientazioni sonore degli anni 50... ovvero voce avanti e altissima, il resto dietro, la batteria nell'oltretomba immersa nel riverbero..
il panorama sonoro odierno nel quale tutto e' potenzialmente presente, asciutto, secco e avanti, ce lo dimentichiamo..
o meglio... ritorna la dofferenza netta e inesorabile tra strumenti d'accompagnamento e strumenti o suoni solisti
http://www.jalebimusic.com/home.html
http://www.trekearth.com/members/yasoda-nandana/photos
Questione di... studio
Se uno sa come funzionano strumentazioni e quant'altro non avrà problemi. Se invece uno si limita ad avere un suono bello che esce dal suo ampli non si va da nessuna parte.
Per questo penso che ci voglia un minimo di "formazione musicale": frequenze, potenza e "così va bene perchè il fattore X influenza in questo modo".
Troppe volte ci limitiamo al nostro, deleghiamo al fonico di turno, al compagno di gruppo o alla strumentazione personale inadatta la scarsa capacità di regolare tutto in modo rapido e preciso.
Son fortunato, ho sempre (o quasi) trovato musicisti e fonici preparati.
Tutto è utile, nulla è indispensabile! LA qualità non sta tanto nella strumentazione a disposizione (a livello di palco) ma il livello che si raggiunge nell'usarla.
E se vuoi dar piacere a chi ti ascolta non basta che ti senti bene sopra il palco con il tuo gruppo, bensì che tutti si amalgami bene sulle casse dell'impianto (con o senza fonico)...
Relive Band - coverband 360°
Libera Uscita - Tributo a Ligabue
se i mari fosse de toccio...la li la la...
Il tuo articolo sfon
Le incognite nel presentare uno spettacolo musicale sono certamente il contesto, l'impianto.
Sono d'accordo con Francesco quando dice che bisogna essere musicisti completi, non solo in qualità di tecnici della propria strumentazione, ma anche preparati su quella dei propri compagni anche nel risolvere ed individuare problemi. Questo porta tutto il gruppo a crescere e a godere ancora di più della propria musica.
Quanto detto in altri interventi è altrettanto vero, ci sono contesti nei quali è necessaria una amplificazione, immaginate un concerto all'aperto, o in un grande spazio. Mi riallaccio a quanto detto però in altri interventi nei diari, ad esempio DIUMAFE' o altri utenti parlavano della necessità d un fonico.
Io ritengo che ogni gruppo dovrebbe avere un proprio fonico, che segue le prove del gruppo e conosce i musicisti . Così da evitare stress o distrazioni per i musicisti che potrebbero compromettere lo spettacolo. Se si fa tanta fatica per avere uno spettacolo e un certo suono ( del gruppo) è giusto non lasciarlo in mano al caso o alla fortuna...
A livello amatoriale tento di insistere non solo nei progetti in cui suono, ma anche nei gruppi di amici di far entrare nei gruppi la figura del fonico "stabile". L'unica resistenza che si incontra è la solita: pochi concerti, pochi locali in cui suonare, e ancora meno soldi da dividere. Se a questo si somma la scarsa socialità dei musicisti a far entrare nei gruppi qualche nuovo elemento e la pigrizia nell'affrontare le "evoluzioni" si ha un quadro abbastanza chiaro della situazione.
Quindi io anche se il locale è piccolo e la nostra amplificazione è minima (solo per alcuni strumenti), un fonico per individuare e risolvere per tempo possibili problemi è un aiuto indispensabile.
credo che sia un pro
Secondo me occorre f
www.ambrosi-amps.com
Provocazione?
Re: Provocazione?
Re: Provocazione?
Re: Provocazione?
Re: Provocazione?
Questo commento è stato giudicato non pertinente dagli utenti. Leggi.
scusate l'off topoi,
avendo intenzione di comprare un fat-booster sia x aumentare il volume che la saturazione della distorsione dell'ampli,il suddetto avrebbe effetto se regolo gain e volume del canale distorto dell'ampli al massimo?aumenta solo la saturazione o il volume,oppure nessuno dei due,visto che sono già al massimo e non hanno più margine di aumento?grazie e scusate acnora
La cosa migliore (pe
Re: La cosa migliore (pe
questo per dire che prima di tutto ci vuole orecchio per percepire cosa nn va,anche se nel mio caso la cosa è talmente evidente da non aver bisogno di essere musicisti x capire che i volumi facevano pena.
avevi voglia di rimproverare e/o abituare tutti a settaggi ortodossi
Re: La cosa migliore (pe
Mi viene il dubbio che forse non suoniamo negli stessi locali e non abbiamo le stesse esigenze.
Re: La cosa migliore (pe
Re: La cosa migliore (pe
Re: La cosa migliore (pe
Sono assolutamente d'accordo con Pone!!!
Basta spie, che si sentono solo se sono di una potenza adeguata ma se sono troppo potenti influiscono sul suono. Basta con impianti mega-galattici che non servono ad altro che a far casino. Basta con questa assurda ricerca di qualità totale del suono: al pubblico basta molto meno, non vuole sentire il muschio che cresce all'interno del vano pick-up delle chitarre.
Nei pub non si deve microfonare niente....
Re: Nei pub non si deve microfonare niente....
Re: Nei pub non si deve microfonare niente....
Re: Nei pub non si deve microfonare niente....
Re: Nei pub non si deve microfonare niente....
Lavoro anche con un service (piccolo, con un mio amico) per andare in giro d'estate a far concerti all'aperto o in palazzetti. Ebbene, la microfonazione è d'obbligo, la batteria in una piazza con 100 persone non sarebbe minimamente presente, ma solo una presenza di sfondo senza corpo.
Per concludere, dipende dalle situazioni, non si può ragionare per assoluti. Ovvio, serve un fonico COMPETENTE e soprattutto che conosca l'attrezzatura che utilizza.
Fra
Re: Nei pub non si deve microfonare niente....
Concordo su alcune c
d'accordo sul fatto che microfonare tutto e tutti non sempre dà buoni risultati, specie in locali piccoli (piccoli pub claustrofobici, per esempio!);
in locali medio grandi ed anche in contesti all'aperto è verissimo che non servono 10000W, tant è che a me piacciono i valvolari da 5W tirati e microfonati che escono dalle casse. Missare tutto con il mixer facilita tutto e con pazienza e parsimonia la musica che ne esce fuori è di ottima qualità (se di qualità è l'impianto e la strumentazione...insieme ai musicisti, ovviamente!). La batteria va microfonata, secondo me, solo in contesti in cui viene coperta dal resto. Dove la batteria,senza microfoni, va bene, basta solo alzare il volume dell'impianto fino a che esso sia a livello della batteria.
Dove non mi trovo d'accordo è sul punto: "Arrivano con delle camionate di roba, spie, subwoofer e mille diavolerie. Il palco è invaso da cavi, prolunghe. Ma soprattutto il livello sonoro è tremendamente alto."
Non sono diavolerie! lo diventano se usate male o dove anche se usate bene non servono (in ultimo caso usarle bene significa non usarle proprio! XD). Un palco munito di tutto, dalle spie ai woofer, dai monitor e quant altro dà solo fastidio se il contesto non lo richiede. Un pò come quando suonando in casa a bassi volumi sento il suono acustico della mia elettrica sopra il crunch dell'ampli! XD XD
Buon anno a tutti!
Il problema è che a
Il volume si può abbassare, e le spie possono anche non essere usate, se non servono. Anche la batteria può essere microfonata con pochi microfoni "panoramici" anziché con uno per ogni pezzo.
Tutto dipende dal suono che il gruppo vuole portare al pubblico, e dalla capacità di saper usare TUTTI gli strumenti a nostra disposizione.
L.
Rev. Cleophus James - parrocchia di Triple Rock, Illinois - www.leandrodiana.tk - www.myspace.com/leandrodiana
Caro Pone !
In pub hai ragione tu, in un live in Piazza beh ! senza PA la vedo dura ;))))
Comunque guarda che se trovi sulla tua strada il tecnino incompetente ... non c'è nulla da fare ;( loro hanno il PA dalla parte dei potenziometri LOL
L'unica tua "arma" è ..... occhio !! NON SUONARE, rifiutarti di suonare se l'audio è veramente pietoso.
Ho ascoltato proprio questa estate un gruppo validissimo, che suona veramente molto bene e sono professionali con un PA regolato alla caxxo di cane - e .. beh ! che dire .. "orribile" è poco ;(( percui, da ascoltatore, ti assicuro che se i tecnici al PA NON sanno fare il loro mestiere uno di fuori NON gode la musica del gruppo che suona.
Anzi, se ne và pure deluso ed incazzato ;))))
SaluToneS
www.antonellocatanese.net
www.myspace.com/virutrio
Ho letto di tutto, ma...
Quali guadagni?
Re: Ho letto di tutto, ma...
***
fonico "stabile". L'unica resistenza che si incontra è la solita: pochi concerti, pochi locali in cui suonare, e ancora meno soldi da dividere.
***
Io penso che se si deve proporre uno spettacolo bisogna proporlo come si deve, lo si deve fare con tutte le cose fondamentali (fonico incluso). Per me, il fonico non è un valore aggiunto ma un vettore essenziale, senza il quale la musica sul palco resta sul palco e non arriva al pubblico.
SI MA
*** finding beauty in the dissonance ***
dipende
il "gruppo" e non semplicemente sapere suonare il proprio strumento. Per fare questo bisogna, come ho gia' visto, saper "suonare" l'impianto PA, cioè capire quali sono gli elementi da conoscere (principalmente mixer/mic/monitor) e sapere cosa fare per creare l'amalgama sonora che si ha in testa.
Nell'articolo non ho trovato chiaramente se si parla di suonare all'aperto o nei pub, nel primo caso senza microfonazione si sente
discretamente solo davanti al gruppo ad un tot metri, nel secondo caso addirittura non serve microfonare tutto (almeno nella
maggior parte dei casi in cui ho suonato io).
Se poi il senso dell'articolo e' nel fatto che i Service fanno gli sboroni, installando l'inverosimile sul palco eppoi magari
non sanno neanche usare questa strumentazione, posso essere d'accordo in alcuni casi, mi sono capitati, a parita' di "impiantone",
dei tecnici che in mezza giornata non cavavano un ragno dal buco e gente che 5 minuti prima di suonare ti fanno un super sound check e in concerto ti forniscono un suono che neanche Stef Burns....:)
Izzy
Quakeroom - AC DC Tribute Band
fonico
Quakeroom - AC DC Tribute Band
IMHO
Come già puntualizzato da altri utenti, il PA è assolutamente necessario in locali più grandi di un piccolo pub, così come il microfonare la batteria o almeno la grancassa che scomparirebbe in un locale anche solo superiore ai 100 mq.
E' chiaro che se voi o l'organizzatore vi appoggiate ad un service (beati voi), il service applica delle procedure più o meno standard che soddisfano la maggior parte dei gruppi. Dovreste essere voi ad imporvi e a rifiutare ad esempio la microfonazione della batteria oppure a volere la voce nell'ampli dell'acustica. Però a questo punto il service stesso sarebbe inutile giusto ? Tanto vale che parliate con l'organizzatore spiegandogli che vorreste occuparvi voi della questione sound, il che significherebbe oltretutto un grosso risparmio per lui.
Io con il mio gruppo faccio sia date in locali ...
Per inviare commenti devi registrarti oppure fare login