Eh sì… nell’era dell’informatizzazione, sarà meglio abituarsi a parlare e a ragionare direttamente in Inglese oppure in Americano, visto che quest’ultimo risulta di gran lunga il più comunicativo, e a giudicare dagli slang, il più adottato in rete. Comunque sia i nostri strumenti parlano, seppur con differenti accenti di provenienza e di formazione, l’universale lingua dei suoni. E a proposito appunto di questa multietnica ma unica lingua, è da un po’ che ci stuzzica la voglia di provare a suonare con altri chitarristi, bassisti, tastieristi, batteristi ecc. distanti da noi anche diverse migliaia di chilometri.
L’idea di realizzare un possibile brano, anche se non sempre di ottima qualità ma di long playing, nel senso di distanza, ci stuzzica parecchio. Si, è proprio questa stimolante e, in un tempo non molto lontano, irraggiungibile meta, che forse ci affascina di più. Vi ricordate quel film intitolato “The Rocker” ma assurdamente tradotto in Italia in “Il Batterista Nudo” solo per via di una sequenza di pochi frames in cui si vede il simpatico protagonista del film l’attore Rainn Wilson intento a suonare la sua batteria di schiena seduto nudo sul seggiolino?

E’ un film simpatico uscito a Settembre dell’anno scorso ma che credo quasi la totalità di noi avrà visto e si sarà fatta un sacco di risate. In quel film si realizzava un brano trasmesso in rete su You Tube con componenti di una band non virtuale ma virtualmente riuniti in un brano attraverso le loro webcams ed un avanzatissimo programma in grado di sincronizzare la performance di tutti i componenti in tempo reale.
Girando in rete abbiamo trovato un brano che pensiamo sia stato realizzato con una tecnica simile o magari anche solamente mixata e montata a posteriori, quindi in post produzione, con programmi di grafica professionale come il ben noto Flash o il più semplice Pinnacle.
Dobbiamo dire che il video ha una bellissima introduzione che riconosciamo essere frutto di qualche buon professionista di art direction e non di meno di una brillante regia, che lentamente ci introduce nella giusta atmosfera di realizzazione.
Oppure, sempre lo stesso autore anche qui con le bellissime musiche degli intramontabili Led Zeppelin ha realizzato altre interessanti cover in ambito virtuale:
A questo punto ci sorge spontaneo chiederci se queste collaborazioni anche senza la pretesa di montaggi così ben fatti e suoni così puliti siano fattibili dalla maggior parte di noi in tempo reale. Tutto questo scusate ma a certi livelli appunto come i video allegati ci pare molto difficile. Ammettiamo che dei musicisti come noi si conoscano in rete, condividano dei gusti musicali e vuoi per curiosità oppure per più probabile desiderio di cercare di realizzare l’impossibile, vogliano renderlo appunto possibile. Non so a voi ma a noi come a molte persone la difficoltà può risultare un enorme stimolo. Attenzione non stiamo parlando di masochismo… sappiamo benissimo che a molte cose corrispondono dei limiti, ma non è forse il cercare di spingere i paletti dei limiti più avanti che favorisce la creatività e forse anche tutte le invenzioni che sono state fino ad oggi realizzate?
Ma ritorniamo appunto al primo impulso, quello di misurarsi a migliaia di chilometri. Attenzione, misurarsi ma non duellare, ma misurarsi per realizzare in comune un progetto, ne più ne meno di quello che una band che si ritenga tale voglia fare.
Si ma, e le sessioni di prove? A questo punto, pensiamo che il progetto comune debba partire appunto da scambi di video musicali con personali interpretazioni dei possibili brani, siano essi cover o vere e proprie creazioni musicali. Vedete bene che un progetto che può sembrare slegato nasce ne più ne meno come un qualsiasi brano esaminato e sviluppato in sala prove. A questo punto pensiamo debba iniziare la fase di pre-produzione, ovvero tutto quello che può servire per concatenare la musica, sia solo, scusate se è poco, l’uso di apparecchiature audio-video in grado di essere uniformi all’interno di tutti i componenti di questa “virtual band”. Sempre a rigor di logica seguiranno le estenuanti sessioni di prove. Attenzione però abbiamo detto appunto estenuanti con l’intento però di stimolare la ricerca della personale e collettiva perfezione di esibizione con il non facile set-up che solo quei “poveracci della produzione” (che saranno figure a cavallo fra dei tecnici audio-video e dei bravi conoscitori delle risorse che l’informatica ci offre, risorse quindi sempre ovviamente…ai massimi livelli) sapranno realizzare perché sempre attenti e “creativi” nello sfruttarle per ottenere il meglio soggettivo.
Si, avete capito bene, soggettivo appunto perché l’oggettivo “è ancora da venire”.
A questo punto è richiesta una figura di audio-video regista, in grado di montare in questa post produzione, i risultati delle innumerevoli sessions secondo la ricerca musicale che la “virtual band” intendeva appunto realizzare.
No c’è che dire… una mission davvero impegnativa e comunque altamente stimolante.
Scusate se saket si è lasciato trasportare… ma tutto questo lo vedo come una realizzazione di uno spot, che in fin dei conti come in questo caso, altro non è che un mini film girato in interni.
Ma è proprio così, anche qui ci sono le locations, appunto nella ricerca di una situazione di registrazione che, se non è possibile realizzare in studio, deve almeno essere il più neutra possibile da agenti influenti esterni.
Oh, saket, basta! Non esagerare, mi dice Ema, lei è lo spirito giovane e forse meno turbato dalle problematiche che intercorrerebbero. Ma dai, l’importante è, dove si possa presentare l’occasione, provarci senza menarsela troppo. Si perché non tutte le ciambelle riusciranno con il buco perfetto, però… saranno ciambelle! E quindi quello che conta è lo spirito di volersi cimentare in questa nuova strada senza per forza avere alle spalle attrezzature impossibili alla maggior parte di noi. Che importa, scommettiamo che c’è già chi ci sta provando anche con metodi approssimativi magari suonando in simultanea ma con la voglia di farlo..Ma come cavolo si fa a suonare in simultanea? Probabilmente ci vorranno dei programmi particolari. C’è qualcuno che ce lo può spiegare?
Perché chissà quanta gente ha voglia di provare, i primi risultati potrebbero essere dei simpatici “cazzeggi” a cento come a migliaia di chilometri di distanza, ma state certi che gli stessi coraggiosi musicisti con tanta voglia e non tantissimi mezzi, riusciranno prima o poi a creare anche in questa branchia un qualche cosa di nuovo e genuino. C’è spazio per tutti! L’importante, mai come ora è : esserci!

18 commenti
Difatto caro Saket m
Ed il tutto è molto 'semplice' alla base. Basta un file audio (MP3 o WAV) di partenza "sincronizzato ", percui l'ideale sarebbe avere la base di batteria FINITA dalla quale partire con gli altri strumenti, tastiere, basso, chitarre, voce. Percui come ben vedi con pochi 'passaggi' si può realizzare il brano completo bello e finito, con qualità audio pù che accettabile.
Per il video effettivamente i problemi possono essere più complessi ma tutto sommato una volta realizzato l'audio il video lo si può pure far fare da qualcuno che sà maneggiare bene i montaggi VIdeo sul quale verrà 'suonato' il brano eseguito
SaluToneS
www.antonellocatanese.net
www.myspace.com/virutrio
Re: Difatto caro Saket m
difatto realizzare i due video prodotti da "virtual Zeppelin" richiede un procedimento su base file audio MP3 o WAVE o . WMA ( Windows Media Audio) come quello che appunto citi giustamente.
E' però un procedimento molto elaborato se richiede appunto la versione video. Qui inizia a sorgere un problemino, come appunto facevi notare, se non si è realizzato il tutto su base video.
Ma il vero nocciolo della questione è realizzare un prodotto video tipo quello realizzato nel film : "The Rocker".
" In quel film si realizzava un brano trasmesso in rete su You Tube con componenti di una band non virtuale ma virtualmente riuniti in un brano attraverso le loro webcams ed un avanzatissimo programma in grado di sincronizzare la performance di tutti i componenti in tempo reale."
In sintesi la soluzione del vero dilemma è la "video-simultanea" .
Questo per la maggior parte di strumentisti con molta voglia di provare.:))
"Che importa, scommettiamo che c’è già chi ci sta provando anche con metodi approssimativi magari suonando in simultanea ma con la voglia di farlo..Ma come cavolo si fa a suonare in simultanea? Probabilmente ci vorranno dei programmi particolari. C’è qualcuno che ce lo può spiegare?"
Re: Difatto caro Saket m
Io lavoro nel campo delel telecomunicazioni e posso garantirti che oggi come oggi, a meno che i DUE-TRE PC non siano in planet, che è una RETE LOCALE di solito tra uffici attigui !;(, è .......... *** impossibile *** ;P
Mi spiace me i tempi di latenza dati dal processo di elaborazione e trasferimento delle immagini sono così elevati che è impossibile sincronizzarli in 'tempo reale".
Pensa tu che in teleconferenza, e cioè solo UNA TELECAMERA che riprende da una parte ed UNA telecamera che riprende dall'altra, tra città come Milano-Roma ha dei tempi di letnza per i quali, se muovi la mano vedi nel video la mano 'rallentata' che saluta ;)) figurati suonare a TEMPO !!!!!!!!!
Mi spiace ;))
Ciaooooooooo
SaluTOneS
www.antonellocatanese.net
www.myspace.com/virutrio
Re: Difatto caro Saket m
Re: Difatto caro Saket m
Se non si fa una cover, converrà partire da un metronomo che sarà più neutro e col quale si potrà sviluppare poi la stessa batteria, una volta studiato l'andamento del brano stesso,non dimentichiamo che i musicisti non possono suonare in simultanea, quindi è tutto più lungo per decidere il brano stesso.
Però il vero problema era la " VIDEO SIMULTANEA" e come avrai letto, per questo, sarà ancora un sogno, tu cosa ne pensi?
Re: Difatto caro Saket m
Alla fine in italia c'è ancora chi non ha un pc..ne tantomeno una linea veloce..figuriamoci la tecnologia utile a suonare con trasmissione video tutto in simultanea..
Tornando al discorso di prima, si, effettivamente meglio l'uso del metronomo..anche se in realtà anche se non si suona una cover ma si ha cmq un pezzo già ben delineato e solo da registrare..forse per molti sarebbe più facile e intuitivo fare una base ritmica e sovrainciderci volta per volta le varie traccie degli strumenti..
Ciao saket, hai tocc
In linea teorica le onde viaggiano alla velocità della luce, nel vuoto, ma nella realtà i ritardi ci sono eccome, anche se vogliamo supporre di avere un computer ed una rete abbastanza veloci da non dover bufferizzare nulla ed inviare le informazioni così come le coglie la webcam. Diverse volte ho provato a jammare con amici per telefono, e già lì si sente quel po' di fuori sincrono che rende impossibile la cosa, figuriamoci via webcam, dove già c'è un ritardo per la registrazione, poi per inviare le informazioni, per farle viaggiare ed ancora per farle ricevere dall'altro computer. Forse a breve si troverà qualche sistema, anzi, non escluderei che qualche genio abbia già escogitato qualcosa per rendere l'esperienza non troppo frustrante, diversi film riprendono il tema di musica via web trattandolo come se fosse una cosa normale tra i musicisti, ma dubito che con l'arsenale informatico casalingo si possa fare una cosa del genere, purtroppo, forse anche per colpa delle nostre connessioni internet, tra le più lente al mondo!
Re: Ciao saket, hai tocc
"In linea teorica le onde viaggiano alla velocità della luce, nel vuoto"
No, nel vuoto non ci sono onde sonore (credo ti riferissi a queste), semplicemente perchè non c'è niente da "ondeggiare". Nell'aria il suono viaggia alla velocità del suono, che è mooooooolto inferiore a quella della luce.
Per il resto, il problema della sincronizzazione è difficile da risolvere ma non insormontabile: già oggi in applicazioni che richiedono una sincronia al limite dello zero-delay (i videogame online, per esempio, in special modo quelli frenetici dove ci si spara addosso continuamente) l'abilità dei programmatori di net code ha portato a buoni risultati. Certo un conto è passare pochi byte di dati per un gioco e un altro conto è uno streaming audio-video accettabile (vedere i musicisti con cui si suona è fondamentale almeno quanto sentirli), ma mi sembra che ci siano già progetti di software studiati appositamente per fare questo, anche se attualmente "lavorano" bene solo da un punto di vista teorico e su reti locali. Ma chissà, forse un giorno la banda disponibile sarà molto più ampia e le comunicazioni molto più veloci, per cui mai dire mai.
Re: Ciao saket, hai tocc
"ma mi sembra che ci siano già progetti di software studiati appositamente per fare questo, anche se attualmente "lavorano" bene solo da un punto di vista teorico e su reti locali."
Può essere già un inizio, ma ti risulta che siano software allo studio oppure sia già possibile trovarli in commercio?
Comunque per reti locali intendi distanze dell'ordine di centinaia di chilometri, oppure in grado di soddisfare realtà cittadine nell'ambito della propria cerchia?
Re: Ciao saket, hai tocc
Re: Ciao saket, hai tocc
Re: Ciao saket, hai tocc
ma che ci azzeccano scusa?
Re: Ciao saket, hai tocc
Re: Ciao saket, hai tocc
Re: Ciao saket, hai tocc
Ma chissà, mai dire mai!
Re: Ciao saket, hai tocc
il vero problema è proprio quello del buffering!
Eh si, il problema del sincro è proprio il più importante da risolvere, fino ad allora, sarà solo una bella utopia.
Però, come ne stiamo parlando noi, lo staranno facendo altre migliaia di persone nel Globo.
Sicuramente il problema sarà all'ordine del giorno nelle strategie di comunicazione dei "volponi" di mezzo Mondo, visto i grandi interessi che alletteranno senza dubbio le case produttrici di software, nonchè quelle attive nelle comunicazioni satellitari...vedrai se non si troverà presto il modo! :))
adesso mi hai fatto
tecnicamente non è impossibile... come dite voi, bisognerebbe sincronizzare tutte le partiture, partendo da una base di batteria, registrare un file audio in concomitanza ad un file video per ciascun componente, mettere insieme il tutto con un programma video...io, ora, non sono un grande esperto e può darsi che sia più difficile di quanto sembri, ma di sicuro è un grande stimolo a suonare, a migliorarsi e a registare i progressi sel singolo e del gruppo in un unico video!
rimane il fatto che suonare nel classico contesto "garage/sala prove LIVE" è mooolto più vivo e coinvolgente (IMHO), ma comunque questo surrogato virtuale mi attira parecchio!
Re: adesso mi hai fatto
E' vero per caricarlo su Accordo basterebbe fare come dici un file audio e inserirgli su le immagini ( 2 o3) di quello di noi che suona. Il problema sarebbe assemblare il tutto. Potrebbe venir fuori un video a scacchiera con immagini che si susseguono ogniuna all'interno del proprio scacco. L'insieme potrebbe essere un po' caotico....ma simpatico!!
Ci vorrebbe che uno di noi Accordiani montasse il tutto con il video diviso in 4-6 parti ogniuna corrispondente alle immagini di ogni musicista!
Ohhhooooooo?
C'è qualcuno capace di usare un programma in grado di farlo? Non so se con Pinnacle si possa fare.
Sicuramente invece penso con Flash! :))
Il problema pratico di montaggio da risolvere è : la divisione all'interno del video a scacchiera.
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