Inviluppo. L’inviluppo disponibile è direttamente mediato da quello a suo tempo presente nel modulo A-140, quindi un canonico ADSR a quattro stadi caratterizzato da notevole escursione dei tempi e da un’ormai caratteristica pecca (non è possibile variare il Sustain Level durante il Gate On).
I controlli disponibili sono ovviamente i quattro potenziometri di Attack, Decay, Sustain e Release, cui deve essere aggiunto il selettore a tre posizioni ADSR Range (Low, Medium, High) con il quale si può scalare significativamente l’intera escursione dei tre tempi programmabili. Come nella versione modulare A-140, i tre campi d’intervento sono bene spaziati (percussivo, “glitchante” e dinamico lo stadio high, utilizzabile a tutto campo lo stato medium, letargico ed adatto ai drone lo stato Low).
Qualsiasi tensione analogica di Gate (da 0 a +12V) applicata alla porta di Gate Input innescherà l’inviluppo, la cui uscita è disponibile alla analog out omonima. L’Attack Time non brilla per lunghezza; diciamo che si posiziona attorno ai 6 secondi di analogica memoria (è lo stesso tempo documentato per l’attacco dell’A.R.P. 2600).

LFO 1 e 2
I due generatori di modulazione ciclica producono onda triangolare o quadra in tre range di frequenza ben differenziati (Low, Medium, High); nel primo caso, si possono ottenere cicli di lunghezza pari ad un minuto, il range centrale sale fino a 10 Hz e il range più acuto arriva facilmente ai 5000 Hz (in questo modo, è possibile sfruttare modulazioni in banda audio tanto la FM esponenziale su filtro e oscillatore, per la FM lineare sul filtro e per la AM sull’amplificatore). Una coppia di led bicolore visualizza la frequenza di oscillazione e la polarità positiva o negativa della tensione generata. L’uscita invertita in polarità del LFO 1 è disponibile sulle connessioni analogiche dello strumento; tramite jumper interno, è possibile sostituire questo segnale con un altro ritenuto più utile.

Interfaccia USB
Facile come bere un bicchier d’acqua! Perlomeno in ambiente Mac: si collega il cavo USB all’apparecchio e Dark Energy viene immediatamente riconosciuto come destinazione MIDI. A questo punto, non rimane che inviargli la traccia con le note che dovranno essere eseguite e poi ci si può concentrare sul pannello comandi per le modifiche “analogiche”. L’apparecchio si sveglia sul MIDI Channel 1; se questo non fosse quello desiderato, non rimane che impratichirsi con le procedure di gestione dell’interfaccia MIDI e, a colpi di MIDI Learn, raggiungere la corretta regolazione.
Interfaccia MIDI
L’elettronica è la stessa del modulo A-190-2 LowCost MIDI/CV Interface: neanche un grammo di superfluo, qualche inevitabile scomodità per la programmazione, gestione simultanea di quattro buss di conversione. Una volta premuto il tastino Learn, non bisogna fare altro che inviare (sul canale MIDI desiderato) il Do più basso della tastiera che abbiamo a disposizione; da quel momento, Dark Energy riceve sul canale desunto dal Nota On ricevuto e considera quel numero di Nota On come il valore Zero Volt di riferimento da cui calcolare tutte le successive trasposizioni di frequenza. Ricordiamo che l’interfaccia MIDI copre un range pari a 5 ottave.
Quali sono i segnali desunti dal MIDI? Presto detto: CV1, la conversione del MIDI Note On/Off number, ovvero l’informazione di Keyboard CV da inviare a oscillatori e filtro; CV2, la conversione del MIDI Pitch Bend con andamento bipolare o unipolare selezionabile internamente alla macchina; CV3, la conversione del MIDI Volume moltiplicato per la MIDI Key Velocity, da inviare alla gestione del VCA; CV4, assegnabile dall’utente. A questi, deve essere aggiunto il canale di conversione dedicato al Gate.
Come consuetudine Doepfer, ci sono numerosi parametri che possono essere configurati a colpi di Program Change per personalizzare il comportamento dell’interfaccia MIDI; tra questi: la gestione della Key Velocity, il Retrigger e la Key Priority, senza dimenticare il basico arpeggiatore con Hold, Overwrite, Latch e sincronizzazione selezionabile.

Considerazioni
Con Dark Energy si può lavorare sulle timbriche “tradizionali” da mono synth/mono oscillator (lead, bassi, effetti), si può affrontare la modulazione di frequenza lineare sul filtro (che, portato in auto oscillazione, diventa un generatore di sinusoide abbastanza controllabile), si possono filtrare sorgenti sonore esterne da sottoporre alla FM Lin o alla AM. Ogni colpo è un centro garantito. Un vero peccato per il Sustain Level non aggiornabile in tempo reale: è un problema che ci portiamo dietro dal vecchio modulo A-140. Per fortuna, la scelta dei tempi e delle curve è sapientemente configurata per fornire andamenti assai dinamici. Il suono, full analog, è roccioso oltre ogni aspettativa: la dinamica e la botta sono impressionanti, specialmente se superficialmente paragonate alle dimensioni esterne dell’apparecchio; la gestione CV/Gate o MIDI/USB è una vera passeggiata: attenzione a non sottovalutare la relativa avidità di tensione necessaria per innescare il Gate In del generatore d’inviluppo: con determinati controllers esterni, potreste rimanere sconcertati. Con un prezzo paraganabile a quello di un floor processor di medio cabotaggio, Dark Energy è un sintetizzatore compatto, versatile e mortalmente serio nelle possibilità. Non sottovalutatelo, potreste pentirvene.
Senza contare che, per il prossimo Natale, se dovete fare un regalo ad un conoscente musicista…





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