Doepfer Dark Energy. La classe non è acqua… Progettare un monofonico singolo oscillatore analogico è un compito solo apparentemente facile: da una parte, si rischia di cadere nell’inevitabile limitazione funzionale, dall’altra si finisce per ricalcare apparecchiature vintage desuete e - per certi versi - irritanti.
Dieter Doepfer è riuscito ad eludere i due pericoli, realizzando il piccolo Dark Energy, una specie di “mattonella sonora” che racchiude l’indispensabile, ma offre inaspettate sorprese piacevolmente funzionali.
Iniziamo elencando alla rinfusa quello che è disponibile nel Dark Energy; la sua struttura interamente analogica comprende: un oscillatore audio multiforma d’onda, un filtro passa basso a quattro poli, un amplificatore, due oscillatori a bassa frequenza ed un generatore d’inviluppo. Una discreta dotazione di connettori 1/8” permette l’interfacciamento diretto con apparecchiature analogiche esterne. A questo materiale, deve essere aggiunta l’interfaccia MIDI incorporata che, in parallelo con la porta USB e le connessioni analogiche CV/Gate, triplica le possibilità di controllo esterno dell’apparecchio. Come per tutte le mini interfacce MIDI/CV prodotte da Doepfer, il settaggio è un pochino laborioso, ma il concentrato di funzioni e la botta sonora lasciano il segno. L’apparecchio è predisposto per il montaggio in struttura a quattro esemplari, concatenati in quadrifonia e uniformati in ricezione MIDI.

Oscillatore
L’oscillatore audio (che non è l’unica sorgente sonora: c’è anche un ingresso per segnali esterni) produce simultaneamente onda quadra a simmetria variabile e onda dente di sega oppure triangolare; la doppia generazione, con l’indipendenza della modulazione di pulse width, garantisce una turbolenza armonica che può risultare utile nella produzione di lead synth a spiccata vocazione solistica; se invece quello che vi interessa sono i bassi gommosi in stile elettronico “classico”, meglio lavorare con una forma d’onda per volta. Come si disinserisce l’onda quadra? Semplice: si imposta il PW sul minimo rapporto di simmetria, ed il gioco è fatto. Brutale, ma efficace. I comandi a disposizione comprendono: Tune, per la regolazione generale d’intonazione (un jumper interno permette di scegliere il range +/- 7 semitoni o +/- 2 ottave); FM, l’indice di modulazione di frequenza esponenziale (le possibili sorgenti comprendono LFO 1, Off, ADSR); PW, la regolazione nominale di Pulse Width; PWM, l’indice di modulazione sulla simmetria dell’onda quadra (le sorgenti possibili comrenodno LFO 2, Off, ADSR). Una coppia di selettori a tre posizioni permette di definire l’ottava (Up, Mid, Down) e la forma d’onda aggiunta all’impulsiva variabile (Saw, Off, Triangle). Un avvertimento: posizionato in alto a sinistra, il controllo di Tune è molto esposto agli urti involontari. Attenti a non spostare l’intonazione dell’apparecchio! Le connessioni analogiche prevedono il controllo a distanza sull’intonazione e sulla simmetria dell’onda quadra.

Filtro
È un low pass 24 dB/Oct (quindi, quattro poli) che depaupera progressivamente il segnale passante delle sue armoniche più acute. I controlli disponibili comprendono: Frequency, per la regolazione del valore nominale della frequenza di taglio; XFM, cioè l’indice di modulazione esponenziale sul cutoff - il normale “envelope amount”, solo che in questo caso è possibile selezionare più di una sorgente di controllo; LFM, l’indice di modulazione per la FM lineare applicata al filtro (questa caratteristica permette di utilizzare Dark Energy come un sofisticato sintetizzatore FM a due operatori o, in alternativa, come succedaneo per il più raro A-111 Hi End Oscillator); Res, la quantità di segnale filtrato messo in ricircolo. Quando il feedback è al massimo, il filtro entra in auto oscillazione, producendo una sinusoide che è pronta per la FM lineare…
Due selettori a tre posizioni permettono di definire la sorgente di modulazione esponenziale (LFO 2, Off, ADSR) e la quantità di Keyboard Tracking sulla frequenza di taglio (Half, Off, Full). Il filtro è dotato di un ingresso di controllo analogico: qualsiasi tensione applicata a questo ingresso - che è privo di attenuazione - piloterà il filtro seguendo il rapporto 1V/Oct. L’eventuale segnale audio da filtrare può essere collegato alla porta analogica Ext Audio In.

Amplificatore
Come è ovvio, l’amplificatore si occupa di moltiplicare il livello del segnale audio elaborato dal filtro per il valore di un segnale di controllo specificato dall’utente. Nel caso del Dark Energy, questo segnale di controllo può essere molteplice: tralasciando i canali di controllo USB/MIDI, è infatti possibile specificare una possibile sorgente di controllo interna, sotto indice di modulazione variabile, un controllo analogico esterno o un comportamento statico, sotto controllo di costante initial gain. Non a caso, i controlli disponibili comprendono: Amplitude, la quantità di initial gain con cui tenere costantemente aperto l’amplificatore con o senza modulazione transiente (l’Amplitude diventa pressochè indispensabile quando si vuole filtrare un segnale esterno… ne parleremo tra poco); AM, la quantità di modulazione, dosabile dall’utente, espressa nei confronti delle sorgenti di controllo interne all’apparecchio; Source, il selettore a tre posizioni (LFO 1, Off, ADSR) con cui decidere chi controlla l’amplificatore. Le connessioni prevedono l’uscita audio generale dello strumento (l’amplificatore è sempre l’ultimo stadio di una struttura di sintesi integrata) ed un ingresso di controllo VCA A(mplitude). A differenza dei casi precedenti, l’eventuale segnale applicato a questa porta interrompe la normalizzazione sulla selezione di sorgente AM; in questo modo, il segnale esterno può essere dosato in ampiezza mediante controllo AM.

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