Ciao visitatore, accedi o registrati
| 33132 utenti registrati - 16042 articoli

Oberheim Xpander - Quarta Parte

Xpander versus Matrix 12… Quali sono le differenze? Parecchie, certe ovvie, altre meno evidenti. Per prima cosa la tastiera: il Matrix 12 è dotato di cinque ottave sensibili alla dinamica iniziale ed alla release velocity; in un secondo momento, l’apparecchio viene dotato di retrofit per il channel aftertouch.

La polifonia dei due apparecchi è una doppia dell’altra (il Matrix ha 12 voci, l’Xpander ne ha solo 6): all’interno del Matrix ci sono due piastre di sintesi, ciascuna board contiene sei voci complete; lo spazio libero che rimane – e che oggi non si può fare a meno di notare – doveva originariamente essere riempito da altre due schede… Si, perché in origine il Matrix avrebbe dovuto essere una belva a 24 voci di polifonia!
CV & Gate: questa logica di interfacciamento voce per voce è disponibile solo sull’Xpander; nel Matrix 12, anche se la sound board è la stessa (e quindi, a livello di circuito c’è la predisposizione per il CV-Gate), non ci sono le prese e, soprattutto, non ci sono i riferimenti adeguati nel software di controllo.
Zone di controllo: nell’Xpander sono solo 3, più che sufficiente vista la polifonia a sei note; nel Matrix 12, le zone raddoppiano –diventano 6- linearmente con il raddoppio delle voci di polifonia.
Modulation Routings: è una pagina importantissima, presente solo nel Matrix 12. In questa pagina vengono elencate tutte le modulazioni create nella matrix, con preciso riferimento sorgente, intensità/polarità e destinazione di modulazione. A colpo d’occhio, l’utente un minino esperto può capire chi sta modulando cosa. Nel vecchio Xpander, l’unica maniera per avere lo stesso tipo di controllo consiste nel farsi il giro di tutte le modulation pages e controllare ogni cosa pignolamente.
Uscite separate: le sei voci dell’Xpander escono, oltre che dall’uscita mono e dalla coppia stereo left/right, anche su sei uscite indipendenti numerate da 1 a 6; nel Matrix 12 prima versione, oltre al kit per l’aftertouch, mancano anche le uscite separate (i cui segnali, attenzione, sono già predisposti a livello di sound board); un successivo kit di modifica prevede la sostituzione del fianchetto sinistro in legno con uno nuovo che porta tutte e dodici le uscite audio necessarie. Per l’installazione della modifica è necessario saldare due multiconnettori 1-6, 9-12 sui due circuiti stampati dello strumento.

Quale scegliere?
Potendo (e trovandoli…) tutti e due: l’accoppiata Matrix 12 + Xpander permette di ottenere risultati sonori assolutamente eccellenti; il collegamento MIDI tra i due apparecchi, una volta abilitato il sistema esclusivo, viene gestito a livello di singolo parametro, con la divertente caratteristica che i sei encoder di pannello agiscono sulle posizioni numeriche di parametro corrispondente in maniera indipedente dalla pagina software… Questo significa che, ruotando la frequenza del primo oscillatore, sulla pagina VCF dello strumento collegato in midi, si incrementerà la resonance….

MIDI a parte, il Matrix 12 di base è un polifonico di grande respiro (e di grosso ingombro), la cui tastiera può essere utilizzata con profitto come master keyboard synth-feeling; la dotazione di lever bend e modulation, la possibilità di attaccare un sustain e due foot controller candidano il Matrix 12 a naturale centro del vostro vintage setup; la Modulation Routings Page, infine, vi fornirà quella marcia in più che sull’Xpander vi viene irrevocabilmente negata.
Ma l’Xpander ha, di base, le uscite audio separate e soprattutto la capacità di essere controllato indipendentemente, voce per voce, mediante un qualsiasi sequencer o tastiera o controller CV-Gate: se avete qualche apparecchiatura vintage real analog, sia essa tastiera CV4 Roland o ARP Sequencer 1610, potrete immediatamente collegarlo all’Xpander e giocare fino al prossimo Capodanno… Pur non essendo compatto come un qualsiasi apparecchio rack mount, l’Xpander è sensibilmente più piccolo di un Matrix 12 e può trovare facilmente posto nella regia più affollata: nei casi estremi, basta una piccola mensola in legno e lo si può anche attaccare al muro in verticale…
Le valutazioni dei due apparecchi sono estremamente variabili sul mercato del vintage: nella nostra Italietta, è relativamente comune imbattersi in apparecchi che toccano i 3000 / 4000 € (rispettivamente per Xpander e Matrix 12) se in ottime condizioni, mentre all’estero le quotazioni sono sensibilmente più elevate; ma –come al solito- non mancano i veri affari: ad esempio Matrix 12 inopinatamente offerti a 2000 o 2500 €… Come resistere?
Degno di nota, infine, il Matrix 12 fantasma che, mesi orsono, venne proditoriamente offerto su E-Bay tedesca ad un prezzo-truffa di 800 €… il tutto all’insaputa del legittimo proprietario.

Ah, tanto per lasciarvi con un piacevole "retrogusto": Ryle e gli altri sviluppatori che avevano progettato l'Xpander Oberheim sono gli stessi che, in epoche più recenti, hanno realizzato l'Alesis A6 Andromeda.
Scusate se è poco...

Per inviare commenti devi registrarti oppure fare login