I nuovi tools per il recording ed il mixing: Flextime. Dopo le meraviglie della quantizzazione Audio e MIDI, ecco il Flextime, ovvero la possibilità di comprimere o dilatare in tempo reale le durate di qualsiasi segmento audio agendo direttamente sugli appositi Flex Markers.I nuovi tools per il recording ed il mixing: Flextime
Dopo le meraviglie della quantizzazione Audio e MIDI, ecco il Flextime, ovvero la possibilità di comprimere o dilatare in tempo reale le durate di qualsiasi segmento audio agendo direttamente sugli appositi Flex Markers. In pratica, Logic 9 fornisce un potente motore di analisi spettrale (seriamente imparentato con il Phase Vocoder diffuso in ambiente accademico) che è in grado di estrarre tutte le informazioni di transiente proprie dei singoli file audio, per poi utilizzarle nelle successive operazioni di stretch/compress. Sono disponibili diversi algoritmi di trattamento Flex, variati per tecnica adottata e risultato timbrico ottenibili: Slicing, fornisce la separazione per transienti dell’audio, permettendo il rallentamento o l’accelerazione progressiva dei diversi spezzoni (in maniera assai simile a quanto precedentemente implementato su Korg Triton e Propellerhead Reason); Rhythmic, Monophonic e Polyphonic sono tre metodi ottimizzati per il trattamento dei segnali ad alto tasso di transienti, o con andamento monofonico/polifonico; in tutti e tre i casi, il segnale viene “elasticizzato” ed, agendo direttamente sui Flex Markers, si può stringere, riallineare, spostare la cadenza temporale originale dell’audio fino a raggiungere l’allineamento desiderato (senza intervenire sull’intonazione). Tempophone riproduce il grossolano, ma timbricamente affascinante, funzionamento degli antichi meccanismi analogici Springer (di concreta memoria), con i quali era possibile variare artificialmente la durata di una registrazione su nastro senza toccarne l’intonazione. Il risultato, con tutti gli evidenti artefatti sonori, non è da sottovalutare. Speed, infine, sacrifica l’elasticità tempo/intonazione per riprodurre il normale comportamento analogico varispeed: accelerando la registrazione, salirà anche l’intonazione percepita. Perchè utilizzare Flextime? Tanto per motivi squisitamente pratici (riallineare un’esecuzione non perfettamente a picco sulla cassa), quanto per sperimentare nuove intenzioni esecutive (ad esempio agendo sulla traccia lead vocal) o, ancora, per sgranare l’audio in lunghissimi congelamenti temporali.
Drum Replacement/Track Convert
Supponiamo di aver registrato una traccia di batteria, meglio se su piste separate, i cui suoni d’origine non ci convincono: è possibile convertire automaticamente l’esecuzione dei singoli strumenti in altrettante tracce di note MIDI (selezionabili dall’utente o automatizzate) con cui pilotare un’apposita traccia di sampler EXS24, opportunamente caricato con campionamenti percussivi. Il trattamento è molto più automatico di quanto non si possa pensare, e permette di definire, oltre alla nota di destinazione, la soglia minima in dB superata la quale si innesca la sostituzione, il rimpiazzo totale o il raddoppio in coerenza di fase, il perfetto allineamento (oppure l’anticipo/posticipo) della nuova timbrica rispetto alla vecchia. Una volta realizzato il raddoppio automatico, non rimane che intervenire, come di consueto, sui valori di MIDI Key Velocity per ottimizzare la resa esecutiva.
Non è tutto: in un colpo solo, grazie a Convert to Sampler Track, si può trasformare una traccia audio in una traccia Sampler EXS24, con tutte le note MIDI corrispondenti e le mappature audio indispensabili.

Andare dal vivo con Logic Studio
Anche l’applicazione MainStage è stata significativamente potenziata; la nuova unità Instrument Playback è un lettore di file audio (mono o stereo) che può essere proficuamente integrata nei concerts di Mainstage. Ogni modulo Playback instanziato nel concert contiene un singolo file audio che può essere fatto partire, bloccato, gestito in fade in e fade out in base alle necessità del musicista. L’interfaccia utente, oltre ad offrire la visualizzazione in scorrimento della forma d’onda, fornisce i controlli di trascinamento (Play, Loop, Return to Zero) e le possibilità di inserire un metronomo costante, un count in o la rimodellazione in fade out del volume d’uscita. Il display delle informazioni visualizza durata, posizione del playback, tempo, timebase, pitch variation e fade time (a patto che il file sia stato formattato con le debite informazioni di timing embedded)
Se il file audio è stato preparato a dovere, con l’abilitazione del Flex Mode e con tutte le tempo information necessario (come per preparare un Apple Loop), sarà possibile sincronizzare la velocità d’esecuzione al timebase generale e spostarsi con sicurezza nel playback da un marcatore all’altro. Tutte operazioni che, specialmente dal vivo, possono salvare più di una vita. Non vi basta un solo Playback? Basta instanziarne di più, magari organizzandoli in 26 gruppi differenziati, richiamandoli con lettere differenziate da A a Z. L’esecuzione può partire al momento del patch load o su specifica decisione del musicista che clicca sul tastone Start.

In alternativa, si può instanziare il modulo Loopback, che fornisce interessanti funzionalità di looper, cioè di registratore ciclico sincronizzabile al beat o ad altra divisione ritmica. Tutto il flusso audio che viene ricevuto all’ingresso di Loopback è immagazzinato in un file previsto per essere progressivamente arricchito dalle successive sovrapposizioni. Mancano parecchie funzionalità dei looper dedicati (ad esempio, non è possibile raddoppiare o dimezzare la velocità di riproduzione durante il flusso esecutivo), ma è possibile almeno alternare il forward/reverse e sganciare uno o più layer mediante undo.
Conclusioni
Prima di trovare stretti i confini imposti da Logic Studio possono passare parecchi anni di utilizzo intenso e differenziato: la nona incarnazione del potente sistema riunisce in un unico blocco funzionalità micidiali per tutto quello che riguarda registrazione, trattamento, editaggio ed ottimizzazione dell’audio o del MIDI. In aggiunta, le capacità native di sintesi e trattamento del suono possono dare parecchi punti a diversi programmi standalone commerciali. Ovviamente, è sempre possibile elencare software di terze parti che approfondiscono in maniera verticale i diversi comportamenti, ma il rapporto prezzo/prestazioni di Apple Logic Studio sembra destinato, ancora una volta, a rimanere insuperato.



3 commenti
Rispetto a Protools 8...
Mi piacerebbe capire se il gap è stato o meno colmato, fermo restando che Protools credo rimarrà ancora lo standard degli studi di registrazione per via delle sue possibilità anche hardware con la versione HD.
Ciao!
concordo
sul flextime di logic, sinceramente mi sono messo paura, nel senso che la facilità d'impiego è spaventosa: prendi il marker, lo sposti, tiri di qua, tiri di la ed il risultato arriva subito, in tempo reale. la cosa importante, da tenere presente, è che Logic in realtà è un pacchetto di TANTI programmi, ciascuno dedicato ad un tipo di intervento ben preciso: quando li sai usare tutti (mainstage, sountrack, apple loop, IR....) hai in mano una potenza di fuoco superiore a ProTools - calcola che "combatto" (you know what I mean) con PT dalla versione 6.7 - basterebbe pensare all'interazione nativa con il video e la stupefacente gestione delle risorse CPU. Se paragoni Logic a PT LE, il primo vince a mani basse...
in questi giorni, la mia impressione è che, per lavorare professionalmente, uno PT ce lo deve avere (magari un LE) per garantire compatibilità alla clientela, ma con Logic ha veramente tutto quello che ti serve... pagando poco poco poco.
con tanti saluti a windows :-))))))))))
Help: Quantize!
Sono stato colpito da questo articolo molto interessante! Proprio in questi giorni sto usando Logic 9, ma non riesco ad utilizzare la funzione quantize. Ho una traccia di batteria e vorrei metterla perfettamente a tempo, mi spieghereste passo passo cosa devo fare?
Thanksssss!!!!
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