Comporre, registrare, editare, mixare, esibirsi… La versione 2009 del potente pacchetto Logic Studio offre oggi capacità estremamente potenziate e ha approfondito funzionalità specificamente dedicate al mondo dei musicisti a quattro e sei corde. In aggiunta, molte caratteristiche operative sono state rinforzate, con significative aggiunte in punti strategici del percorso. Di seguito, un vassoio di antipasti, tanto per stuzzicarvi un poco.
Logic Studio è una suite di programmi appositamente sviluppati da Apple Computer per il sistema operativo Mac OsX 10.5.7 o successivo; al suo interno, trovano posto il programma di recording Audio/MIDI vero e proprio ed altri applicativi di corredo; nello specifico, i nove DVD dell’installazione contengono: Logic Pro 9, il recorder Audio/MIDI; Mainstage 2, per l’automazione live di strumenti, effetti, tracce di playback e interfaccia utente; Soundtrack Pro 2, per il montaggio Audio su Video professionale (con estese capacità di de-clicker/de-noiser); Compressor, per l’ottimizzazione delle risorse di playback applicate a documenti di dimensioni impegnative; WaveBurner 1.6, per la masterizzazione; Impulse Response Utility, per creare i propri IR da utilizzare nei riverberi a convoluzione. A questi, devono poi essere aggiunti più di 80 plug-in di effetti, 40 strumenti virtuali, una sound library composta da più di 1700 timbri multisampled e più di 20.000 Apple Loops direttamente compatibili con Garage Band. Un esaustivo help in linea vi permetterà di risolvere, a breve, tutti i dubbi contingenti, mentre una enorme quantità di manuali in formato pdf è disponibile sul sito web Apple. Realisticamente, se il vostro Mac è abbastanza veloce, dopo aver installato Logic Studio, potreste non avere bisogno di altro per molti anni. Dimenticavamo: dopo una sagace joint venture, Apple garantisce ora la totale compatibilità ed integrazione con tutti gli hardware audio Apogee, compresa la nuova pedaliera GIO, appositamente disegnata per i chitarristi “informatici”. Scusate se è poco.
Ghiottonerie per chitarristi
Nella versione precedente, Logic aveva introdotto il Guitar Amp Pro, una struttura all’interno della quale era possibile configurare il proprio amplificatore per chitarra elettrica, accoppiando ampli, cabinet e tipo di microfono; oggi, Logic Pro 9 ha spremuto fino in fondo le cose affiancando al precedente Guitar Amp Pro il nuovo Amp Designer, con il quale si può configurare ancora più in profondità la propria amplificazione virtuale.

Amp Designer
Il musicista può realizzare il proprio model, accoppiando ventisei testate di amplifiazione con altrettanti modelli diversi di cabinet; successivamente, si può scegliere tra tre diversi microfoni (condensatore, dinamico o a nastro) liberamente posizionabili nello spazio vicino/lontano e nella centratura in asse/fuori asse rispetto al cono (ricordiamo che, nella precedente versione, mancava il microfono a nastro e le localizzazioni erano limitate al solo in asse/fuori asse, senza posizioni intermedie). Gli amplificatori virtuali comprendono tutto quello che un chitarrista può desiderare: in maniera diplomatica, facciamo riferimento a Tweed Combos, Classic American Combos, British Stacks, British Combos, British Alternatives, Metal Stack e Additional Combos. Senza troppe ipocrisie, i modelli si rifanno a Fender, Marshall, Vox, Mesa, Matchless, Orange, Supro, HiFi… con numerose variazioni sul tema. Ogni testata è dotata di doppio guadagno input/master, equalizzazione a tre tagli (che viene configurata in base al modello selezionato, scegliendo tra 5 versioni disponibili), presenza, riverbero (configurabile con diciassette variazioni spring/digital) e tremolo/vibrato inseribili individualmente. I cabinet sono configurati per marche, configurazioni open/close e taglio/quantità degli speakers; citiamo alla rinfusa: 1x12, 1x10, 4x10, 2x12, 1x15, 1x8, 4x12, direct. Gli accoppiamenti più impensabili possono portare a risultati interessanti. La modellazione è realizzata con estrema cura, le differenze timbriche sono evidenti già su monitoraggio di bassa qualità e fiorisce quando il Mac è collegato ad un sistema in grado di coniugare sufficiente pressione con un ampio fronte sonoro. Hotter than hell, come dicevano quei quattro con la faccia truccata…
Il posizionamento del microfono può essere deciso dal musicista agendo all’interno di uno spazio virtuale bidimensionale che è liberamente esplorabile: tutte le posizioni intermedie tra on e off axis sono selezionabili; allo stesso modo, si può portare la capsula a contanto con la griglia o allontanarla quel tanto che serve a conferire ambiente al suono della chitarra.
Appena trovata la configurazione giusta, la si può salvare nella libreria di Amp Designer, affiancandola alle centinaia già esistenti. A proposito: quasi tutti gli ampli sono proposti per generare timbriche clean, crunch, distorted, vibrato, tremolo e reverb; in aggiunta, sono fornite numerose condizioni di funzionamento ibrido, facilmente personalizzabili. Applausi a scena aperta per la possibilità di selezione basata sul timbro e non solo sul modello utilizzato: in questo modo, è facile isolare il suono crunch desiderato a prescindere dal metodo utilizzato per la sua realizzazione.
Bass Amp
È rimasta la stessa della precedente versione Logic Studio 8: grafica Garage Band; accesso a nove modelli di amplificazione ben differenziati; pre-gain/output level; equalizzazione a tre tagli d’intervento con medie semiparametriche. Speriamo che nella versione 10 spremano di più anche questa sezione; nel frattempo, nessuno vi impedisce di utilizzare gli altri effetti normalmente dedicati alla chitarra elettrica. Effetti? Quali effetti? Questi…
Pedalboard
Qui le cose diventano divertenti: si possono collegare insieme fino a 10 pedali virtuali, scelti tra quelli disponibili in una nutrita libreria (dynamics, delay, distortion, filter, modulation, utilities); ci sono due percorsi paralleli di segnale effettato A/B, differenziabili tramite splitter/crossover e configurabili separatamente con i diversi trattamenti. Otto macro comandi MIDI possono essere configurati per la gestione a distanza di numerosi parametri d’intervento (ovviamente, è possibile sincronizzare il tutto al MIDI Clock di sistema); con la già menzionata pedaliera Apogee GIO, si possono inserire/disinserire individualmente cinque effetti indipendenti durante l’esecuzione.
Le regolazioni dei singoli pedali possono essere salvate e successivamente importante su base individuale (ad esempio, quel determinato flanger assassino può essere salvato e ricaricato in tutte le pedaliere ritenute necessarie…). I pedali scelti possono essere trascinati sulla pedaliera, spostati di ordine da sinistra verso destra (cioè lungo il normale flusso di segnale) ed assegnati al Buss A -default- o B tramite splitter/crossover e mixer. L’utilizzo del crossover permette di separare le frequenze medio acute, mandandole ad esempio un chorus, dalle medio basse, che possono essere compresse in maniera particolare…
Cosa abbiamo in valigia? Svariate coserelle: dieci distorsori; undici modulatori (phaser, flanger, chorus); tre delay sincronizzabili; tre filtri wah controllabili a pedale; un compressore; due utility di splitter e mixer.
Notazione
La pagina Score di Logic Pro 9 è ora arricchita da una quantità enorme di simboli grafici con cui documentare hammer-on, bend, fingering, pull-off; sono disponibili le sigle e le griglie d’ìntavolatura per più di 4000 accordi e, in aggiunta, è possibili crearne di propri.



7 commenti
Da buon fan di Apple...
Basta una serie di note. Il resto è improvvisazione.
pericolosissimi...
hai testato il suono
guarda, il trucco è
i rectifier metallari sono belli zanzaroni con i medi scooped, i crunch sono belli.. a me sembra proprio carino. Gli effetti della pedaliera sono sfiziosi anche sui sintetizzatori, è tutto automatizzabile; ancora non puoi fare tanti giri strani - hai solo due buss audio A e B per la pedaliera - ma se continuano a svilupparla, è gagliarda.
a monaco - in sede apple - ci hanno fatto fare un giro con la pedaliera Apogee GIO, il controller USB dedicato, ed è una delizia: puoi disinserire quello che ti pare separatamente, entri in rec o vai in play, riavvolgi, ti sposti, tutto con i piedi. peccato che l'ingresso sia solo mono...
il trucco? quale trucco?
Ecco, quali monitor potrebbero andar bene? Ho provato a suonare la Strato con Amplitube, passando da una scheda esterna Native AK1 collegata alle JBL Creature II del mio Mac. Il suono non è male, ma non vorrei veder sparati i coni di queste casse a un paio di metri di distanza dalla scrivania... Ho letto buone cose delle Empire 2050: costano poco e hanno (pare) un'ottima resa sotto il profilo musicale. Consigli? Grazie
Ciao Silvano, una v
una volta che il segnale del tuo computer esce A LIVELLO DI LINEA (cioè, sempre) e, come tale, è collegato ad un sistema di amplificazione, per gli speaker non c'è più pericolo di "esplosione", ovviamente entro i normali limiti di ascolto della vita condominiale.
non conosco le Empire 2050, ma in generale, la mia osservazione si riferiva alla preferenza nei confronti di monitor (auto amplificati o meno) che potessero "spostare abbastanza aria". Nel mio caso, ma è un esempio come tanti, uso una vecchia coppia di Yamaha NS10MStudio amplificate esternamente o, in alternativa, un'economicissima coppia di Behringer Truth. in tutti e due i casi, la dimensione del woofer è tale da garantirti un minimo di pompa sulle basse (meno nel caso delle NS10). Come è facile immaginare, il peso sonoro di una cassa 4x12 chiusa e suonata stoppando le corde (tu tu-tu-tu tu-tu-tu...) alla metallona non ti esce se non puoi "sfogare" con l'ascolto. comunque, fai una prova con le cinesissime Truth: per quello che costano, fanno miracoli.
ciao.
I pedali sono emulazioni?
Nella fattispecie sapete dirmi a cosa corrispondono quello giallo (vintage drive) e quello rosa (candy fuzz)?
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