Terminiamo la panoramica dei moduli disponibili nel sistema ARP 2500. Trattamenti di Voltaggio. Il modulo 1036 Dual Sample & Hold/Random Voltage fornisce, in un unico box, due circuiti di sample & hold, due random noise generator e due generatori di impulsi controllabili in voltaggio. Inutile perdere tempo a spiegare il funzionamento teorico del circuito sample & hold (… ci sono parecchie amene letture, in italiano, a tal proposito, eh eh eh…).
Diciamo subito che ciascuna metà del modulo trovano posto un generatore di impulsi, controllabile in frequenza mediante CV esterno, che fa avanzare il circuito di sample & hold; quest’ultimo analizza qualsiasi segnale venga applicato al suo ingresso e, in assenza di segnali esterni, si riferisce al generatore random (con controllo di livello indipendente) contenuto nel modulo. In tutti i casi, è possibile impostare (in due range low/high) la velocità con cui si vuole far lavorare il circuito, si possono accoppiare in velocità i due circuiti paralleli, è possibile far avanzare manualmente la lettura del segnale in ingresso. Fenomenale il comportamento assegnabile mediante selettore trig/gate: nel primo caso, il S&H si comporta normalmente, con lettura-sample del segnale in ingresso che viene analizzato per 10 microsecondi e poi, al successivo impulso, sostituito dalla lettura successiva; quando si imposta il selettore su gate, durante la fase positva della tensione, il circuito lascia passare il segnale originale, e quando la tensione di gate discende, mantiene in memoria il valore campionato in quel momento… il risultato è un profilo in uscita che alterna andamento originale e valori casuali su base molto particolare.

Moduli integrati
Per sistemi in cui la massima densità deve essere ottenuta nel minor spazio possibili, ad esempio per le auxiliary wings di espansione, è possibile utilizzare il modulo 1045 Voltage Controlled Voice, che racchiude un’intero sintetizzatore monofonico – ovviamente spartano – nell’ingombro standard di un singolo modulo. Il 1045 comprende un oscillatore (cinque forme d’onda selezionabili, accordature coarse/fine, pw manuale, tre ingressi FM full scale e due ingressi attenuabili) il cui segnale viene fatto confluire in un filtro passa basso 24 dB/Oct con inviluppo ADSR dedicato e, da questo, in un VCA dotato di secondo inviluppo ADSR dedicato.
Il filtro accetta un ingresso FM attenuabile – matrice inferiore – la tensione di controllo diretta dall’inviluppo dedicato. Il VCA lavora in modalità esponenziale/lineare selezionabile, ha il suo ADSR dedicato o, in aggiunta, può ricevere tensioni esterne di controllo sia attenuate (matrice inferiore), che full scale. I due inviluppi sono dotati di ingressi indipendenti gate e trigger, ma – tramite appositi ingressi common – è possibile innescare contemporaneamente i due circuiti.
I tempi sono quelli standard ARP.
Le tastiere
Il 2500 è controllabile con diversi modelli di tastiera, più o meno disponibili – in realtà, vista la ridotta quantità degli esemplari prodotti, si dovrebbe parlare di tastiere possibili – che comprendono le opzioni: 3001 cinque ottave monofonica, 3002 cinque ottave bifonica, 3212 cinque ottave in due sezioni (due ottave bifoniche a colori invertiti + tre ottave bifoniche a colori standard), 3222 cinque ottave in due sezioni (due ottave bifoniche a colori invertiti + tre ottave monofoniche a colori standard), 3604 quattro ottave monofoniche (è la stessa tastiera che si utilizza con l’ARP 2600 black & white…). Ciascuna sezione delle due tastiere emette impulsi di trigger, tensioni di gate e tensioni CV rispettive all’informazione di nota – o alla nota aux per le versioni bifoniche; i segnali emessi vengono trasportati ai cabinet con appositi cavi dedicati e, una volta collegati sul retro dello strumento, sono immediatamente disponibili sulle matrici di smistamento. Non c’è pitch bend (l’unico modo per ottenere un effetto vagamente simile è l’intervento diretto sul potenziometro di tuning, peraltro privo di center detent meccanico…).
A che servono due sezioni separate di tastiera? A tante cose: la più ovvia è il controllo diretto di due diverse linee di sintesi, un basso ed un lead, per dire; ma, più specificamente, si possono utilizzare le due ottave a colori invertiti per pilotare la transposizione real time del sequencer e suonare linee melodiche sulle tre ottave superiori. Un’apposita realizzazione hardware consente l’impiego sovrapposto di due tastiere indipendenti, per un totale complessivo di quattro possibili fronti di controllo, tutti virtualmente bifonici. Chiaramente, servono otto oscillatori nel sintetizzatore…

Le cose che ci siamo persi per strada
Nel 1970, prima di abbandonare definitavemente l’elefantiaco 2500 in favore del più snello 2600, gli ingegneri ARP pensavano di affiancare al corredo di moduli normalmente in produzione i seguenti esemplari:
- 1013 Octave Fixed Filter Bank: un equalizzatore grafico accordato per ottave;
- 1015 Half Octave Fixed Filter Bank: 19 filtri passa banda a frequenza fissa disegnati per ottenere trattamenti sonori con il minimo shiftamento di fase;
- 1019 Oscilloscope: un piccolo oscilloscopio specialmente disegnato per osservare le forme d’onda audio generate dal sintetizzatore. Da notare che, a parte il finto schermo televisivo di Emerson (che non è un oscilloscopio!), l’unico altro strumento ad avere un lusso simile è il mastodontico EMS Synthy 100 o, su base squisitamente più modulare e “privata” il Doepfer A-100. Ma, in quest’ultimo caso si tratta di una realizzazione custom per scopi fieristici…
- 1024 Minisequencer: un sequencer compatto a 8 posizioni, più economico e contenuto in un unico alloggiamento da 3 pollici. Ricordiamo che il sequencer normale, il 1027 occupa 6 pollici, cioè due spazi modulo;
- 1025 Dual Reverberation Module: sistema di riverberazione a molle appositamente disegnato per il sintetizzatore ARP (…con tutto quello spazio sprecato all’interno del cabinet…);
- 1028 Slave Module: modulo di espansione per il sequencer, con tre uscite di voltaggio addizionale per ciascuno step. La costruzione avrebbe dovuto prevedere potenziometri su schede facilmente estraibili, in grado di poter essere estratti e reinseriti a discrezione dell’utente. Una sorta di memoria analogica ante litteram (confrontare con i moduli Moog Custom per Keith Emerson e con il minipannello del CS-80 Yamaha)…
- 1029 Frequency Shifter: “un nuovo circuito radicale che permette spostamenti di frequenza con qualità da laboratorio a prezzi drammaticamente ridotti”. Il frequency shifter era stato in precedenza sperimentato da Harald Bode e la sua realizzazione, da parte di Bob Moog, non era mai stata particolarmente economica. Ancora oggi, basta paragonare i prezzi dei frequency shifter prodotti da Doepfer, da Serge o da Williams per rendersene conto…
- 1031 Dual MultiPurpose Filter: una combinazione di high-pass, low-pass, band-pass, notch, e peaking filter con controllo di voltaggio per cutoff e resonance:
- 1032 Mixer / Distributor: otto VCA gestibili in differenti catente 8 In – 1 Out / 1 In – 8 out;
- 1035 Triple Modulator: tre balanced modulators come quello presente nel potente 1005 ModAmp, il tutto in un unico package;
- 1038 Dual Preset Envelope Generator: doppio generatore di inviluppo dotato di otto possibili curve di inviluppo preselezionabili;
- 1042 Triple Voltage Controlled Amplifier; tre VCA in un unico modulo.
Conclusioni
Se per caso, spulciando in qualche mercatino, vi capitasse di trovare un ARP 2500 abbandonato, non fermatevi al fatto che è sporco e sembra mal tenuto: acquistatelo senza perdere tempo!
Scherzi a parte: lo strumento è stato prodotto in quantità numericamente molto limitate, a prezzi da capogiro ed ha avuto una conseguente diffusione minima e consapevole: a differenza di quanto, paradossalmente, può ancora accadere con i System 15 o 35 Moog, sospettiamo che oggi sia veramente impossibile imbattersi per caso nell’ARP 2500, a meno che non vogliate iscrivervi al corso di Musica Elettronica di qualche Conservatorio di Stato (e la cosa sicuramente non è da sottovalutare) o, in alternativa, fare un pellegrinaggio presso qualche storica università americana.
Molto più praticamente: se proprio non potete fare a meno del suono ARP e della costruzione modulare, cercate di farvi bastare un 2600, magari affiancandogli il Sequencer 1016; non sottovalutate invece la possibilità di farvi costruire un sistema equivalente da qualche guru della electronic restoration.
Buona caccia…



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