Proseguiamo con la (porno)panoramica dei moduli disponibili all'interno del potente sistema ARP 2500. Il modulo 1050 MixSequencer permette di sfruttare, in duplice circuitazione, il serial switching per alternare quattro possibili sorgenti su una singola uscita; all’interno del 1050 ci sono quindi due blocchi da quattro sorgenti/input, ciascuno collegato ad una uscita globale; ovviamente, è possibiile collegare in cascata le due metà del modulo per ottenere un singolo mixer seriale ad otto ingressi.
Ciascuna sorgente sfrutta una regolazione di ingresso, un tasto retroilluminato che ne alterna l’on/off ed un interruttore momentaneo Exclusive On che fornisce il “solo mode” sull’ingresso selezionato. Una volta collegate le quattro + quattro (o le otto sorgenti) al mixsequencer, si può ricorrere al generatore di impulsi interni per alternare – in sequenza, appunto – le sorgenti sonore collegate; il generator di impulsi è dotato di start/stop, di controllo per la velocità e, soprattutto, di contaposizioni per definire quanti step debbano essere effettuati prima di riprendere il ciclo; in questo modo diventa possibile alternare due, tre, quattro o più sorgenti sonore (ma anche voltaggi differenti) indirizzandole alla stessa uscita. Il contatore interno può essere disinserito per utilizzare, al suo posto, una sorgenti di impulsi esterna – ad esempio quella del sequencer a dieci passi.

Sorgenti di Voltaggio
Il modulo 1003 Dual Envelope Generator fornisce un doppio inviluppo ADSR con segmenti esponenziali; i quattro parametri di ciascun inviluppo sono raggiungibili sul pannello mediante controlli dedicati (nominati Attack Time, Initial Decay Time, Sustain Level, Final Decay Time) cui si appoggia un Manual Gate button –lo stesso tipo di controllo che verrà poi ripreso nell’inviluppo ADSR del modello ARP 2600- ed un selettore di Trigger Mode per la gestione Single/Multiple. Lo stato di ciascun inviluppo è visualizzato da una lampada rossa di segnalazione.
Ciascun inviluppo è dotato di due ingressi Gate e Trigger, per l’innesco della curva ed il reinnesco nella modalità Multiple – i due ingressi sono ripetuti tanto sul fronte superiore che inferiore del modulo, consentendo così l’accesso diretto da due matrici di interconnessione. Chiaramente, nel modo single trigger, verrà utilizzato solamente la tensione di Gate ricevuta all’ingresso corrispondente; se invece il selettore di modo viene spostato a Multiple, anche l’impulso di Trigger sarà preso in considerazione per innescare la partenza della curva di inviluppo; tutti e due i segnali (Gate + Trigger) sono necessari per far partire l’inviluppo, ogni volta che viene ricevuto un nuovo Trigger, anche a corsa iniziata, si farà ripartire l’inviluppo dal segmento di attacco, ma non dal livello zero: la curva verrà ripresa dal punto in cui era stata lasciata. Sul retro del modulo è prevista una connessione per un sustain pedal che può sostituirsi al gate di tastiera; l’inviluppo è disponibile nella doppia versione con polarità normale ed invertita. Tempi massimi? Non esaltanti in lunghezza, come è corretto aspettarsi da una costruzione full analog (nel più puro stile ARP): tempi di attacco, decadimento e final decay variabili tra .001 msec e 2 sec, sustain level variabile tra 0 e 10 volt.
La sensibilità di Gate è differenziata: 1.8 volt sulla matrice inferiore, 9.6 volt su quella superiore.

Il modulo 1033 Dual Envelope Generator si differenzia dal precedente per la presenza di uno stadio iniziale di delay; in questo modo, ciascuno dei due inviluppi offre Gate Delay – Attack Time – Initial Decay Time – Sustain Level – Final Decay Time. Il segmento iniziale di delay può variare tra .003 msec e 3 secondi; tutti gli altri tempi rimangono invariati.
Ancora più denso, il modulo 1046 Quad Env Generator offre quattro inviluppi indipendenti nello stesso package, per meglio giustificare il posizionamento scalato dei potenziometri – l’unico modo per consentire l’accesso alle dita del musicista…- due inviluppi sono a quattro stadi ADSR e due sono dotati di initial delay.

Quando Alan Robert Pearlman decise di utilizzare componenti decade counter (cioè a base decadica invece che ottale), si trovò naturalmente indirizzato alla costruzione di un sequencer con 10 step invece dei più comuni e “musicali” otto o sedici… era nato il modulo 1027 Sequencer. Il primo sequencer ARP è uno scatolone dotato di tre colonne indipendenti A, B e C, ciascuna con 10 step individualmente regolabili dall’utente; una fila di dieci lampade visualizza la posizione raggiunta dal contatore interno, ovvero il Pulse Repetition Unit, dotato di regolazione di frequenza utilizzabili su due range low/high (da venti a quattrocento impulsi al minuto). Due tastoni retro illuminati permettono di mettere in start e stop l’apparecchio, con possibilità di duplicazione funzionale mediante tensioni di gate collegate agli ingressi corrispondenti; lo start è impostabile su gate/trigger, per la massima flessibilità d’utilizzo. Ogni volta che il sequencer avanza di uno step, viene emessa una tensione di gate pari a 10 volts la cui durata può essere fatta variare mediante il controllo di width sul pannello e controllata a distanza con un CV corrispondente. Due tasti sul pannello comandi permettono, a clock fermo, di resettare la posizione sul primo step e di avanzare passo passo a discrezione dell’utente (per facilitare la laboriosa accordatura del sistema); anche in questo caso, una coppia di tensioni eventualmente collegate agli ingressi corrispondenti permettono di automatizzare i comandi. Da notare che ciascuno step è dotato di una sua uscita di gate indipendente, denominata position gate, particolarità costruttiva che in seguito (nel modello hardware ARP Sequencer 1610) verrà abbandonata in favore della più flessibile matrice di buss gate. I dieci position gate servono anche a definire la lunghezza della sequenza: collegando, ad esempio, il position gate 9 all’ingresso di reset, si ottiene una sequenza ciclica di otto step; nel caso ci si colleghi all’ingresso skip, lo step corrispondente verrà saltato dall’esecuzione.
Sul pannello posteriore del modulo erano previste connessioni addizionali per un 1028 Sequencer Slave Module, 1026 Preset Voltage Module di cui si è persa memoria (teoricamente, otto regolazioni di voltaggio indirizzabili su una qualsiasi delle uscite matrix mediante doppia fila di potenziometri), o per i blocchi 1050 Sequential Mixer. Anche il sequencer è disponibile con sub moduli di conversione lineare / esponenziale per il pilotaggio degli oscillatori.



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