Perché Serge? Per tutta una serie di buoni motivi: 1) Serge Modular è uno dei relativamente pochi produttori di sintetizzatori modulari ancora attivi: questo significa che un vecchio modular system recuperato sul mercato dell'usato può essere rifornito di nuovi moduli, espanso, controllato e sottoposto a revisioni dagli stessi fabbricanti dell'epoca. Scusate se è poco.
2) Perché il valore commerciale degli apparecchi marcati Serge è sempre rimasto sensibilmente stabile -vuoi per gli spaventosi prezzi iniziali- e quindi un investimento in tal direzione è destinato, cinicamente, a mantenere la propria quotazione negli anni a venire. Di questi tempi non si può mai sapere.
3) Dal punto di vista strutturale, perché ci sono più di sessanta moduli disponibili, ovvero c'è la possibilità di espandere il proprio sistema nella direzione desiderata - sintesi del suono, trattamento di sorgenti sonore esterne, creazione di eventi quadrifonici, sound sculpting eccetera. Di questi 65 moduli, una gran quantità svolge funzioni esclusive del sistema Serge, compiti che non possono essere realizzati con altre apparecchiature hardware. Ciò non toglie che, nel catalogo Serge, ci siano precise "latitanze" mai risolte, che rendono caratteristica la filosofia funzionale dell'apparecchio; ad esempio manca un filtro low pass 24 dB/Oct in stile Moog (…molti utenti Serge affermano di non sentirne affatto la mancanza).
4) A differenza di altri modulari, il sistema Serge ha un rapporto dimensioni/prestazioni assolutamente favorevole, Questo significa che in un singolo pannello rack possono essere stivati tali e tanti di quei possibili compiti funzionali che, in un altro modulare, prenderebbero uno spazio molto più esteso. Di conseguenza, un modulare Serge è potente e complesso da utilizzare, ma è anche complesso da decifrare a livello "topografico": il suo pannello è gremito di potenziometri e prese per i collegamenti.
5) Per effettuare i collegamenti tra modulo e modulo, ed anche all'interno dello stesso modulo, non ci sono jack 1/4" in stile Moog o mini jack 1/8" in stile ARP/Doepfer: si usano invece i tradizionali banana plugs, connettori non schermati che permettono l'inserimento sovrapposto senza limiti meccanici. La conseguenza diretta è che…
6) In un sistema Serge non si spreca spazio per i multipli, cioè per le unità di smistamento segnali. Qualsiasi segnale in uscita a qualsiasi modulo può essere prelevato per tutte le direzioni desiderate, basta semplicemente infilare una nell'altra le banana plug necessarie, mandandole poi alle destinazioni richieste.
7) Altro punto di riferimento: tutti gli ingressi di controllo, e buona parte di quelli audio, nei moduli Serge sono di tipo processato, comprendono cioè una sezione che permette, direttamente con lo stesso comando, di governare l'intensità e la polarità del segnale in ingresso. Se il potenziometro è allineato ad "ore 12", il segnale risulta completamente attenuato; se si ruota verso destra il controllo, il segnale verrà incrementato in ampiezza con polarità positiva, basta ruotare verso sinistra e l'ampiezza del segnale verrà incrementata con polarità negativa.
8) Infine, molti moduli possono svolgere più di una funzione, dipende da come vengono configurati al loro interno, cioè da come vengono patchati per svolgere un determinato compito. Questo significa, ancora una volta, che tre unità di Dual Universal Slope Generator possono lavorare su almeno otto funzioni diverse selezionabili dall'utente. Eh eh eh…

…Serge chi?
Il Serge in questione è Serge Tcherepnin, parente del musicista russo Ivan Tcherepnin; per anni Serge T. ha insegnato composizione elettronica al California Institute of the Arts e, narra la leggenda, insieme agli allievi migliori del corso, passava il tempo a progettare, saldare e costruire i singoli moduli che venivano "partoriti" a seconda delle necessità. Interessante notare che gli allievi interessati ad entrare in possesso di un proprio Serge Modular System, potevano pagarsi lo strumento saldando e saldando e saldando moduli per altri clienti… c'è qualcuno che vuole andare a a lavorare per Dieter Doepfer, Bob Williams o Bob Moog?
L'influenza di Morton Subotnik, da sempre "fedele" a Don Buchla ed ai suoi strumenti e la collaborazione con Macom Cecil e Robert Margouleff (a.k.a. TONTO) comportò lo sviluppo di numerosi moduli originali; da notare che, sull'analisi diretta di quanto sviluppato per il mega sistema TONTO (The Original New Timbral Orchestral), Tom Oberheim con i suoi sistemi polifonici e la Yamaha con il mastodontico GX-1, lucrarono remunerative applicazioni commerciali. Nel 1992, Serge Thcerepnin si trasferisce in Francia, lasciando tutto nelle mani di Rex Probe, il pluriblasonato tecnico che nel corso degli anni aveva costruito i remote keyboard controllers utilizzati con profitto da Ian Hammer e Roger Powell.
Così come Moog ha influenzato le realizzazioni A.R.P. e Polyfusion, c'è nella filosofia Serge una certa quantità di concetti precedentemente sperimentati da Don Buchla; non bisogna comunque dimenticare i contributi assolutamente originali di Serge T.: l'interazione concessa tra segnali audio, controlli, trigger e modulazioni, l'utilizzo spietato di banana plug (con tutte le conseguenze sulla realizzazione hardware del sistema e sulla sua ottimizzazione funzionale), l'adozione incondizionata degli ingressi processati.

Il valore dello strumento
Se riuscite a mettere le mani su un Serge Modular usato, non fatevelo scappare! Tenete presente che il suo valore commerciale è molto alto: un oscillatore NTO, di listino, costa più di 500 dollari, e gli altri moduli costano in conseguenza; il sequencer TKB costa la folle somma di 1850 dollari…
Insomma, se vi offrono un four panel a duemila euro, non esistate a staccare l'assegno.

Il suono dello strumento
Serge Modular può suonare in modi molto diversi da qualsiasi altro strumento elettronico: la presenza di moduli dedicati ed unici nel panorama mondiale permette di ottenere timbriche particolarmente articolare, complesse dal punto di vista armonico e ricche di variazioni. La progettazione e l'esecuzione di eventi sonori legati a numerosi parametri esterni è sempre stata facilitata dalla complessa interazione prevista tra segnali audio, controlli e trigger; non è un caso che, in ambiente accademico e tra gli sperimentatori analogici più puri , Serge sia il marchio più popolare.
La mancanza di un filtro 24 dB/Oct ed il disinteresse pressochè totale per il normale funzionamento melodico 1V/Oct rendono il Serge Modular poco adatto a tutte le applicazioni di sintesi più tradizionali: niente bassoni poderosi, niente melodie o costruzioni basate sul temperamento equabile; per tutto il resto - ma proprio per tutto tutto tutto - Serge è imbattibile.
Lo strumento può suonare molto acustico o molto elettronico, dipende da come viene programmato; in ogni caso, come con tutti i modulari, ma ancora di più in questa occasione, il divertimento è assicurato.



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