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Serge Modular System - Prima Parte

L'aristocrazia del modulare. Pressochè sconosciuto ai più, il Serge Modular è uno strumento costoso, prestigioso e di enormi possibilità operative che, nel corso degli ultimi 30 anni si è conquistato un solido seguito di affezionati utenti.

Temporaneamente sparito dalle scene commerciali, da qualche anno a questa parte, grazie agli sforzi di Rex Probe e della sua Sound Transform System, Serge è di nuovo tra noi, per la gioia degli smanettoni di tutte le nazionalità.

Recuperare un Serge Modular sul mercato dell'usato è sempre un bel colpo, anche se la peculiarità costruttiva del pannello "congelato" comporta spesso che il nuovo acquirente eredita l'impostazione costruttiva del precedente possessore.

Le caratteristiche fisiche
Il Serge Modular è un sintetizzatore che i puristi definirebbero semi-modulare, alla stessa stregua, per dire, del A.R.P. 2600. Il suo pannello comandi è infatti unico per tutta la struttura ed i diversi moduli non sono fisicamente indipendenti tra loro.
I singoli circuiti sono alloggiati su piastre indipendenti che vengono collegate a mano ai controlli di pannello; quest'ultimo è perforato seguendo uno standard preciso che permette di suddividere concettualmente la larghezza "rack mountable" in sedici unità verticali di spazio. I moduli più stretti, ad esempio il crossfader XFAD, sono larghi una singola unità, ci sono moduli da due, tre, quattro unità eccetera. Il musicista, una volta che si è chiarito le idee sulle proprie necessità, non deve fare altro che disegnare su un foglio di carta i moduli nella posizione desiderata e passare i disegni a Rex Probe… Dopo aver pagato il corrispondente in valuta pregiata, avrà il suo sistema modulare pronto per essere alternativamente installato in un rack tradizionale o alloggiato in un case di alluminio che ne protegge l'elettronica interna. Da notare che, l'adozione dei banana plug non schermati rende il Serge Modular particolarmente sensibile a determinate condizioni elettriche: per evitare ground loops ed altre piacevolezze, bisogna collegare con appositi spezzoni di cavo elettrico le masse delle singole scocche metalliche.
La costruzione mono-pannello da una parte offre una sensibile robustezza operativa, ma dall'altra impedisce qualsiasi tipo di ripensamento: una volta che il pannello è stato configurato e fabbricato in quel modo, non c'è modo di sostituire il singolo modulo,.Ancora: se qualcosa non funziona, poniamo un filtro, tutto il pannello deve essere portato in assistenza, bloccando -di fatto- le operazioni del musicista.
Non ultimo, un fattore prettamente economico: Serge System non è il modulare più economico che si trovi in commercio, anzi; il fatto di dover ordinare e pagare un intero pannello rack alla volta, significa che -a differenza di altri sistemi veramente modulari- l'investimento minimo cui si troverà esposto il musicista può essere decisamente sensibile. E, certe volte, possono essere dolori…

Convenzioni operative
Il pannello del Serge è letteralmente costellato di prese banana; la loro funzione -perlomeno la funzione principale- è indicata seguendo un preciso codice colore: red = ingressi abilitati a ricevere segnali di trigger, blue = connettori che trattano DC coupled signals, black = AC coupled signals, purple = sync signals.

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