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ARP 2500 - Terza parte

Continuiamo il nostro viaggio attorno al prestigioso, e per parecchi versi ancestrale, modulare ARP. Questa volta ci occupiamo in profondità dei moduli realizzati per lo strumento, quelli da sempre disponibili e quelli sono ipotizzati.

Da notare che, tra le realizzazioni puramente annunciate, troviamo idee che verranno messe in pratica solo nei modelli successivi e, a volte, neanche nei modelli ARP… come dire: le buone idee circolano liberamente nell’aria e prima o poi qualcuno le acchiappa.

I moduli disponibili
Come al solito, la potenza di un modulare si valuta in base alla quantità, qualità e varietà dei moduli resi disponibili dal fabbricante; nel caso dell’ARP 2500, ci sono parecchie coserelle interessanti (non tutte quelle che ci si aspetterebbe seguendo i canoni moderni) e alcuni elementi assolutamente sorprendenti.

Sorgenti Audio
Diversi moduli, con variazioni a volte sottili nella dotazione di controlli. L’oscillatore più basico è quello fornito dal modulo 1004 Oscillator, con cinque diverse forme d’onda simultaneamente disponibili alle uscite di matrice inferiore (sine, triangle, square, saw, variable pulse). La frequenza, che risponde ovviamente allo standard 1V/Oct, agisce in un range pari a .03 – 16.000 Hz, divisi in due ambiti low/high alternabili mediante apposito selettore (low = .03-32 Hz; high = 31 – 16.000 Hz); due controlli Coarse e Fine permettono di accordare l’oscillatore a discrezione del musicista, il circuito prevede, sulla matrice superiore, tre ingressi di modulazione non attenuati; nel caso si desideri governare la quantità di modulazione, bisogna ricorrere ai due ingressi sulla matrice inferiore, ciascuno dotato di proprio regolatore di ingresso indipendente. La simmetria dell’onda quadra, o meglio dell’impulsiva (visto che la quadra è sempre disponibile al 50% di duty cycle su una propria uscita indipendente) è regolabile manualmente con apposito panel control e può essere gestita a distanza da CV eventualmente collegato all’ingresso sulla matrice inferiore. Da notare che, a richiesta dell’utente, l’oscillatore poteva venir fornito (invece degli standard submoduli 4001 Negative Exponential Function Module o 4002 Positive Exponential Function Module) del 4003 Linear Function Module per il controllo Hz/Volt.
A questa dotazione di base, è possibile aggiungere sei potenziometri di volume per le cinque forme d’onda indipendenti – più un sesto di global output – nel modulo 1004p Oscillator (p = potentiometer, ma anche proportional mixing), o cinque interruttori bistabili on/off sulle forme d’onda indipendenti, nel modulo 1004r Oscillator (r = rocker switch). Ma è anche disponibile la versione 1004t Oscillator, in cui ciascuna delle cinque forme d’onda sfrutta un micro interruttore a due posizioni (t = toggle switch) che fornisce la versione normale o in polarità invertita della forma d’onda.
Ma lo spazio sul pannello potrebbe diventare un problema… Meglio ricorrere al 1023 Dual Voltage Controlled Oscillator, che offre nello stesso package due oscillatori indipendenti, ciascuno dotato di regolazione concentrica frequency coarse/fine, selettore di range low/high, selettore di forma d’onda off/sine/triangle/square/saw/pulse, posizionamento del duty cycle per l’impulsiva, tre ingressi fm non attenuati, due ingressi fm attenuabili. Rinunciate alla Pulse Width Modulation, ma guadagnate in densità di sistema.
E la sincronia? Non c’è, punto e basta; per quella dovrete aspettare l’ARP Odyssey…

Se quello che vi interessa è il rumore, allora il modulo 1016 Dual Noise/Random Voltage è quello che fa per voi. Due sorgenti indipendenti di noise, con selettore a tre posizioni white/off/pink, (il rumore bianco è pesato tra i due estremi 5-20kHz), regolazione indipendente di volume e indicatore di selezione; dalla doppia sorgente di noise, con successivi filtraggi, vengono estratti una coppia di slow random (1-10 Hz) utili per conferire casualità ed instabilità ai segnali audio; anche in questo caso sono disponibili, per ciascun elemento, selettore on off e regolazione di ampiezza.

Da notare la presenza di due minijack “di servizio” che permettono l’accesso diretto alle posizioni 1 e 10 della matrice inferiore e, nella quasi totalità dei casi, consentono di utilizzare il modulo installandolo nella prima posizione a sinistra, quella che non è servita dalle matrici: i due jacks danno accesso ai segnali noise e random che, con una semplice coppia di cavi, sono trasferiti in matrice per tutti gli altri moduli.

Trattamenti Audio
Particolarmente ghiotto, e per certi versi ineguagliato ancora oggi, il modulo 1005 ModAmp fornisce nello stesso box un balanced modulator (versione raffinata del più comune ring modulator) ed un voltage controlled amplifier. Il balanced modulator (che offre una reiezione dei segnali originali pari a 60dB, inferiore da questo punto di vista al classico ring modulator del EMS AKS…) accetta in ingresso (dalla matrice inferiore) due segnali A e B di range possibile DC-20 kHz, con frequenze denominabili f1 e f2; all’uscita del circuito verranno emessi solo i risultati dell’operazione (f1+f2), (f1-f2). Chiaramente, come in ogni ring che si rispetti, verranno eliminate le frequenze originali f1 e f2 dall’uscita audio e – attenzione- l’operazione verrà ripetuta per ciascuna armonica presente nei due segnali in ingresso. Per facilitare le cose, il modulo 1005 fornisce due control voltage A e B che possono essere inviati agli oscillatori (esterni) eventualmente agganciati al balanced modulator; in questo modo la Ratio (Va-Vb) ed il Tuning (Va-Vb)/2 gestiscono le frequenze dei due circuiti esterni. Il funzionamento del balanced modulator può essere attivato mediante i due tastoni illuminati UnMod (off) e Mod (on). Può far sorridere pensare che ci sia un tasto per accendere e un tasto per spegnere il circuito… il sorriso vi si spegnerà sulle labbra quando scoprirete che, a circuito spento, solo il segnale A viene fatto passare all’uscita del modulo e che, nel caso, si può controllare a distanza lo stato Mod/UnMod mediante una tensione di Gate opportunamente indirizzata all’ingresso Mod Gate o mediante due tensioni latching individualmente inviate agli ingressi Mod e UnMod. Bene: posso controllare a distanza l’inserimento di questo super ring modulator, e poi? Se non vi basta, ricordatevi che in cascata al modulo c’è anche un VCA con tutte le carte in regola per poter essere controllato a distanza da tre possibili ingressi di modulazione non attenuati o da due ingressi attenuabili, con selettore di funzionamento lineare/esponenziale e, ovviamente, con Gain regolabile da pannello. Soddisfatti o rimborsati…

L’accoppiata con il VCA addizionale è presente anche nel modulo 1006 FiltAmp che, come è facile indovinare, fornisce un filtro passa basso 24db/Oct e un VCA. A differenza di altri filtri disponibili all’epoca (ma la cosa potrebbe essere presa in considerazione anche per parecchie unità contemporanee), il filtro è dotato di un ricco mixer audio a quattro ingressi indipendenti, con un ingresso non attenuato e tre ingressi attenuati. Oltre alla regolazione di cutoff, è chiaramente possibile sfruttare il controllo di resonance per mandare in auto oscillazione il circuito; la cutoff frequency è modulabile mediante due ingressi di voltaggio attenuabili (matrice inferiore) o tre ingressi non attenuati (matrice superiore); non è possibile controllare in voltaggio la quantità della Resonance. La sezione VCA riceve direttamente il segnale in uscita al filtro e, dopo aver impostato il comportamento lineare/esponenziale, può gestire tre ingressi di modulazione non attenuati o due attenuabili sulla matrice inferiore; la dinamica ottenibile è superiore ai 100 dB.

Il modulo 1047 Multimode Filter/Resonator è capace di fornire il comportamento passa basso, passa banda, passa alto e respingi banda, tutti con cutoff e resonance regolabiili dal musicista. A differenza del filtro 1006, in questo caso la resonance può essere sottoposta al trattamento normal o limited, con il quale il picco risonante viene forzato alla unity gain in corrispondenza della frequenza di taglio. Quest’ultimo modo è utile per lavorare con segnali dotati di una forte fondamentale, ma comporta un drastico abbassamento del livello quando si “tira” la resonance.
Il modulo è dotato di un external input, con volume indipendente, che può essere miscelato insieme agli altri due ingressi attenuabili ed ai due fixed volume; la cutoff frequency è regolabile tramite due ingressi FM attenuabiili e due full band; a differenza dell’altro modello 1006, la resonance è modulabile esternamente. La centratura della banda respinta in modalità notch è controllabile mediante la regolazione Notch Frequency; il selettore di Keyboard Percussion consente di utilizzare trigger e gate della tastiera per far risuonare percussivamente il filtro, un effetto presente anche sul Serge Modular di grandi capacità espressive. Il range audio trattato è pari a 16-16.000 Hz, il comportamento band pass è a 6 dB/Oct single pole, il comportamento low pass e high pass è a 12 dB/Oct dual pole; la profondità del notch respingi banda può essere tirata fino a –40dB.

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