Multi Patch Mode. In modo Multi, le sei voci possono essere rese indipendenti tra loro e – come ormai di abitudine nella macchine più recenti – diversificate per comportamento, assegnazione e range di tastiera eventualmente dedicato.
Da un certo punto di vista, nel vecchio Xpander ci sono sei sintetizzatori monofonici che, a seconda delle necessità, possono essere accoppiati tra loro per produrre simultaneamente diversi comportamenti sonori. Le sei voci possono essere pilotate da un qualsiasi canale MIDI, da un CV / Gate esterno, oppure essere assegnate ad una zona di tastiera che si faccia carico di smistare un canale MIDI simultaneamente a più voci.
Ciascuna voce è differenziata nei parametri relativi a: single patch recuperata in playback (cioè il suono che deve essere eseguito), volume, panpot (oltre ai 180° stereofonici c’è anche l’opzione per l’uscita separata), transpose per semitoni, detune, assegnazione ad una delle tre diverse zone di tastiera.

Cosa è una zona?
In pratica, la zona può essere assimilata ad una sorta di raggruppamento voci in cui il musicista decide di far confluire quante linee di polifonia ritiene opportune – una sorta di subgruppo all’interno dello strumento. Ciascuna zona prende le informazioni, ovvero le note da eseguire, rispettando un certo range di tastiera (delimitato dalla nota più bassa e da quella più alta) in rapporto ad un preciso canale MIDI. All’interno della zona, le voci si comporteranno in modo polifonico o monofonico, con diverse modaliltà di voice assign (rotate, reassign, reset, uni last, uni low, uni high) che permettono di sovrapporre diverse parti timbriche in totale indipendenza pur rimanendo sulle stesse cinque ottave. Split e layer non sono più un problema, allo stesso modo si possono sovrapporre accordi, raddoppi di basso e raddoppi di melodia con tre diverse timbriche.
Chiarmamente, avendo a disposizione le 12 voci (e le sei zone) del Matrix, i giochi diventano ancora più interessanti.

I difetti del Xpander
Possibile che, dietro a tutta questa potenza, non ci siano dei punti deboli? Ci sono, ci sono; tanto vale parlarne adesso, in modo da togliersi subito l’amaro in bocca. Per prima cosa, il filtro ed il VCA sono realizzati con un unico integrato Curtis, il famigerato CEM 3372 utilizzato anche nel Prophet 600 e nell’atroce Akai AX80; evidenti ragioni di budget hanno limitato l’adozione dei chip più blasonati targati CEM; il risultato sonoro è oggettivamente meno pompato che su altre macchine contemporanee (provate a paragonare un Prophet 5 ad un Xpander e ve ne renderete subito conto…).
Stesso discorso per gli oscillatori: anche in questo caso non ci sono i ben noti CEM 3340 –quelli del Prophet, del Memorymoog eccetera, bensì i più economici dual VCO CEM 3374…
Anche in questo caso, un paragone diretto OB-Xa o OB-8 contro Xpander rende immediata la differenza di pasta nei confronti della storica accoppiata CEM 3340-3320.
Il panpot: dov’è il panpot? Non c’è: l’unico modo per spostare – o meglio, per simulare lo spostamento- un suono sui 180° della stereofonia consiste nel programmare due versioni dello stesso suono e posizionarle una a sinistra e l’altra a destra; alternando i due suoni con la dinamica di tastiera o con altro controller, si riesce a simulare qualcosa di simile al panpottaggio dinamico.
Gli inviluppi hanno segmenti esclusivamente lineari; la mancanza della curva esponenziale, rende difficile, se non impossibile, ottenere tempi di attacco e decadimento veloci in maniera veramente soddisfacente; l’impressione è sempre quella che lo strumento manchi di punch.
Vero è che, con un minimo di pazienza, si può modulare il segmento di decay direttamente con l’uscita dell’inviluppo medesimo, ottenendo un andamento simil-esponenziale che può aiutare, ma il problema rimane…
Per la cronaca: se la modulazione ha segno positivo, la curva in uscita avrà andamento esponenziale, se invece la polarità è negativa, l’andamento sarà logaritmico.

Trucchi e trucchetti
Con una bestia flessibile come l’Xpander si possono fare dei giochetti che, apparentemente, sembrano esclusivo retaggio dei soli sistemi modulari; ne elenchiamo qualcuno alla rinfusa. (Inutile dire che, nella maggior parte dei casi, questi suggerimenti sono applicabili ed esportabili anche su altre macchine o synth virtuali che presentino la stessa flessibilità operativa).
Temperamento non equabile
Per ottenerlo, bassa controllare i due oscillatori non direttamente con il KBD CV, ma applicare il medesimo due o più volte mediante la matrice di modulazione: saturando i livelli di modulazione, il rapporto tra i semitoni varierà in maniera drastica. Se desiderate 24 divisioni per ottava, provate a modulare tre volte gli oscillatori con il KBD CV, assegnando i valori +63, +63, +60 direttamente nella frequency modulation page.
Stesso discorso nel caso in cui si decida di processare il KBD CV attraverso un Tracking Generator.
Ormai classico, da questo punto di vista, il settaggio 47, 39, 31, 23, 15 per invertire il CV di tastiera (previa opportuna transposizione) e fare il verso a Joe Zawinul…
Tracking Generator
Può essere usato con profitto per distorcere qualsiasi tipo di voltaggio, allontanandolo dalla sua condizione originale di linearità: anche un LFO, sottoposto ad una curva 0, 31, 63, 31, 0 raddoppierà la frequenza di uscita; utile per avere simultaneamente multipli di frequenza in passo della stessa modulazione ciclica.
Multi Mode
Le sei voci possono essere differenziate per timbro e transposizione all’interno della singola zona di attività; questo significa che ciascuna nota dell’accordo può avere il suo suono diverso (difficile da controllare, come sul vecchio sistema 4 Voice) e / o può suonare su un’ottava o semitono differente… Non dimenticate che quest’ultimo trucchetto è possibile solamente sul vecchio TX802 Yamaha.
CV-Gate & MIDI
L’Xpander Oberheim è l’ultimo polifonico analogico ad offrire, sul back panel, le prese CV-Gate Input indipendenti per ciascuna delle sei voci residenti; gli ingressi in questione sono utilizzabili per il controllo bruto delle voci: ciascuna coppia CV-Gate prende possesso di una voce ad essa assegnata nella pagina soft CV/MIDI quanto come sorgente di modulazione. Supponiamo che siate armati di una coppia di Doepfer MAQ 16/3 e che, per un motivo o per l’altro, siate allergici al MIDI… Bene, non dovete fare altro che ruotare le uscite CV-Gate dei sequencer analogici agli ingressi delle sei voci Xpander e, in maniera del tutto indipendente, controllare con essi le frequenze degli oscillatori (segnale CV) e l’innesco degli inviluppi (tensione di Gate); chiaramente, avremo sacrificato la Key Velocity e tante altre comodità del MIDI, ma… vuoi mettere l’eleganza?
Se l’ingresso CV dovesse risultare instabile, ovvero poco incline al tracking corretto, si può utilizzare il CV Debounce presente su Page 2 della Master Page/Gate +/-.
Le due prese Pedal 1 e Pedal 2 possono ospitare altrettanti voltaggi esterni, adatti al controllo continuo di filtro, amplificatore o qualsiasi altra destinazione reputata degna di tale attenzione.
Da non sottovalutare, infine, la possibilità di innescare gli inviluppi, quali che essi siano, direttamente mediante l’ingresso Trigger In, per mandare a tempo parti di accordi con un qualsiasi treno di inpulsi desunto dal mondo esterno.



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