Il programmer. Originariamente previsto come costoso optional, il modulo Programmer consente la memorizzazione - per sommi capi - dei parametri più significativi nel circuito di sintesi. A differenza di quanto accadrà immediatamente nei modelli successivi; in questo stadio dell'evoluzione tecnologica, si preferisce affiancare controlli memorizzabili a quelli fisicamente esistenti sul pannello di manovra: invece che ricordare il valore impostato per i singoli oscillatori, il Programmer offre all'utente una precisa quantità di generatori di voltaggio quantizzati e memorizzabili, indirizzati alla gestione della frequenza indipendente dei due oscillatori, al cutoff e modulation amount del filtro, ai valori di A, D/R e S per i due inviluppi, alla velocità ed ampliezza del LFO.
Il musicista, una volta impostata una situazione standard, simil-default sui quattro pannelli indipendenti, provvede a creare il proprio timbro agendo sui controlli del programmer: sono questi infatti ad essere memorizzati, sommandone il valore alle impostazioni dei quattro pannelli. Ci sono sedici memorie a disposizione il cui contenuto può essere trasferito su nastro magnetico per lo storaggio dati; due banchi da otto raggiungibili con corposi selettori retroilluminati, con commutazione individuale Manual / Memory.
Che succede se, una volta memorizzato un timbro, si altera il posizionamento dei parametri individuali di pannello? Semplicemente un gran casino, nel senso che i controlli sono sempre tutti attivi e quindi i valori memorizzati vengono sommati alle regolazioni impostate su pannello; per sintonizzare il filtro dei moduli S.E.M. sull'azione memorizzatrice, è necessario che il selettore di modulazione sia bloccato sulla posizione EXT; in questo modo saranno gli inviluppi del programmer ad essere presi in considerazione durante l'esecuzione.
Un sistema macchinoso, non privo di difetti, costoso e complesso… la tecnologia dell'epoca non permetteva di ottenere niente di meglio (per arrivare alla completa gestione quantizzata del pannello bisognerà aspettare il Prophet 5), che verrà riproposto, in tempi non sospetti, nel Sequential Programmer Model 700.

Le connessioni addizionali
L'esemplare cortesemente messoci a disposizione per questo survey, è stato a suo tempo modificato per estrarre, modulo per modulo, le connessioni cv - gate necessarie al pilotaggio autonomo delle quattro linee di polifonia. Di base, l'apparecchio permetteva di gestire solo la quarta voce mediante un sequencer esterno; un multi connettore molex forniva gli attacchi necessari alla cassette interface e, opzionalmente, era possibile installare un secondo molex per la gestione simultanea delle quattro voci extra di polifonia.

In uso
L'elefante bianco è insostituibile nella sua spropositata complessità operativa: fare un giro sul Four Voice e ringraziare dal più profondo del cuore i successivi sviluppi della sintesi polifonica è tuttuno… Questo non significa che lo strumento debba essere eliminato a cuor leggero: i quattro monofonici indipendenti per timbrica e generazione, una gestione di tastiera e di programmazione (per l'epoca) allo stato dell'arte, hanno permesso la nascita di veri capolavori timbrici, ancora oggi epocali per la loro valenza espressiva (basti ricordare la versione originale di Birdland, con i brassoni zawinuliani emessi gioiosamente dal S.E.M. multiplo, o, in tempi più recenti, le diverse pagine soft pad create da Lyle Mays…).

Di valutazione economicamente discontinua, il Four Voice è un testimone fondamentale della tortuosa e complessa evoluzione che la "macchina sintetizzatore" ha seguito negli ultimi quarant'anni; come tale merita il rispetto di tutti i musicisti elettronici di ieri, di oggi e di domani.



Per inviare commenti devi registrarti oppure fare login