La convoluzione è un processo che consente di modellare il comportamento di dispositivi lineari. La linearità è però una semplificazione della realtà e non sempre i modelli che ne derivano portano a risultati accettabili. Spesso poi il comportamento eufonico e musicale dei processori è dovuto proprio ai componenti che introducono non linearità (trasformatori, induttanze, tubi elettronici, transistor). Per questa ragione si parla spesso di riverberi a convoluzione ma lo stesso concetto è meno diffuso quando si parla di amplificatori o compressori per i quali la non linearità è la caratteristica principale.La corretta modellazione rende poi possibile cogliere anche il contributo alla musicalità che componenti teoricamente lineari (quali ad, esempio, gli equalizzatori) portano al segnale musicale per effetto della particolare progettazione e realizzazione dei circuiti elettrici.

Da qualche anno la Focusrite, in collaborazione con Sintefex, ha sviluppato una tecnologia, denominata convoluzione dinamica, che rende applicabile il procedimento anche a dispositivi non lineari. Le applicazioni sono di vario tipo, sono emulati preamplificatori, compressori ed equalizzatori sotto forma di vari dispositivi: Liquid Channel, Liquid Mix e, da poco, gli input delle schede audio e plugin per Pro Tools HD.
La quantità di calcoli è elevata e quindi è necessario l'uso di processori dedicati che vengono forniti insieme al software che costituisce il cuore del sistema. Il componente più economico (360 Euro, street price) è il Liquid Mix 16 oggetto della prova di oggi.
Il Liquid Mix 16 è in grado elaborare fino a 16 tracce a 44,1 o 48KHz. Il numero di canali disponibili diminuisce col crescere della frequenza di campionamento che, al massimo può essere di 96KHz. E' disponibile una scheda di espansione (che porta il numero massimo di canali a 24).
La parte hardware, che funziona anche da controller, si connette al computer su porta Firewire 400 per la quale è opportuno riservare un bus dedicato per limitare le interazioni con la scheda audio. Il software rende le emulazioni disponibili sotto forma di plugin in formato VST, AU, RTAS.
La latenza dei plugin è elevata e non è perciò possibile usare il Liquid Mix per il tracking (solo mix).
Le emulazioni disponibili sono le stesse dei “fratelli più grandi”, ci sono 40 compressori e 20 equalizzatori. I modelli sono per tutti i gusti e rappresentano quanto di meglio la tecnica ha messo a disposizione degli studi di registrazione dagli albori al giorno d'oggi. Solo per fare qualche esempio: Fairchild 670 program limiter, SSL G384 bus compressor, Teletronix LA2A limiter, UREI 1176LN compressor, Manley passive equalizer, Pultec EQP1, Neve 1073 eq e così via … solo l'imbarazzo della scelta.
In ogni istanza si può usare contemporaneamente un compressore ed un equalizzatore. E' anche possibile costruisri un equalizzatore a 7 bande in cui ogni banda deriva da quelle disponibili nelle varie emulazioni (wow!!).
Il software ha una modalità standard che riproduce le funzionalità ed i parametri degli originali, in modalità free, invece, è possibile accedere a tutti i parametri. Esiste poi un sidechain con filtro configurabile per compressioni dipendenti dalla frequenza (de-esser e simili).
I preset sono belli, ben suonanti e divisi per categorie, un ottimo punto di partenza per miglioramenti notevoli delle tracce appena registrate. Io sto seriamente pensando di remixare tutta la mia produzione recente. Nel video potrete ascoltare alcuni esempi su (strumenti e voci) ed un confronto tra una delle emulazioni disponibili (l'equalizzatore del Focusrite VoiceMaster Pro) ed il componente hardware che ho nel mio studio.
Il Liquid Mix funziona proprio bene! Non ho mai avuto modo di sentire tutti i processori in versione reale ma, indipendentemente da questo, le possibilità che offre il piccolo controller sono estremamente elevate. C'è solo l'imbarazzo della scelta e tutti i caratteri sono disponibili, si va da elaborazioni dettagliate e chirurgiche che preservano il suono originale a interventi pesanti che introducono personalità e musicalità. I suoni ed i mix assumono rapidamente quel “non so che” tipico delle buone produzioni professionali e, devo dire, anche quando il suono di partenza non è registrato al meglio si può fare qualcosa.
L'unità esterna poi è molto comoda perché consente di stare lontano dal mouse e lavorare sulle manopole. L'interfaccia del plugin, anche se non riproduce quella delle unità emulate, è comunque ben disegnata e ricca di informazioni. La distanza tra home studio e studi pro si riduce sempre di più.

9 commenti
è proprio un bell'a
chissà se il softwa
Re: chissà se il software
Re: chissà se il software
Re: chissà se il software
Re: chissà se il software
Re: chissà se il software
Ma senti differenza tra 44.1 e 192KHz?
Re: chissà se il software
Re: chissà se il software
Oppure lavorare a 44.1/48KHz ...
Ciao, Emiliano
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