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Yamaha CS-80 Prima parte

Polifonico analogico per pesi massimi. Nel 1976 la sintesi analogica era principalmente monofonica: pesi, prezzi e capacità tecniche non permettevano di sviluppare strumenti che fossero convenientemente economici e performanti secondo i criteri odiernamente accettati.

I primi esperimenti con la polifonia vertevano principalmente sull’adozione degli oscillatori a divisione di frequenza: una generazione timbrica polifonica che veniva fatta ruotare in un unico modulo di filtraggio, come ad esempio nel ARP Omni o, per certi versi, nel Moog Polymoog.

Diverso, più muscolare e costoso, l’approccio seguito da Tom Oberheim con il suo S.E.M. Polyphonic Synthesizer, che vedeva l’applicazione in parallelo di diverse unità monofoniche sotto controllo di un’unica tastiera.

 

Il passaggio successivo, ma non quello definitivo, è rappresentato dall’approccio –altrettanto muscolare- fornito da Yamaha con la serie CS: un nutrito gruppo di componenti analogici, organizzati in schede di voce, ciascuna in grado di emettere una voce timbrica completa, poste tutto sotto il controllo di un unico pannello comandi.

Chiaramente, utilizzare questo tipo di tecnologia comporta spese, ingombri e complessità realizzative che ricorrono periodicamente lungo tutto l’arco degli anni ’80, fino all’avvento del microprocessore.

La famiglia CS
Fino a quel momento, Yamaha non aveva brillato per acume realizzativo, proponendo una serie di unità nonofoniche e tastiere polifoniche assolutamente prive di storia; l’avvento dei tre modelli CS cambia drasticamente il futuro del colosso nipponico che, da quel momento, entrerà prepotentemente nel mercato professionale (fino al culmine del best seller DX-7.
Il modello base è il minimo CS-50, ovvero Combo Synthesizer-50, polifonico a quattro voci, con tastiera a quattro ottave sensibile alla poly pressure e dotazione di tredici timbriche presettate (più una quattordicesima corrispondente al pannello in “live mode”); ad un livello immediatamente superiore, il modello CS-60 ad otto voci di polifoniaera già dotato di tastiera a cinque ottave, sensibile alla dinamica ed alla poly pressure, con dodici suoni presettati (uno in meno), e con l’esaltante possibilità di memorizzare una tredicesima timbrica elaborata agendo su minislider di pannello.
E poi c’è lui, l’oggetto della nostra discussione, il peso massimo dei sintetizzatori, il modello CS-80.

Il CS-80
Lo Yamaha CS-80 è un sintetizzatore polifonico ad otto voci che sfrutta una doppia circuitazione di sintesi, in pratica per ciascuna voce dello strumento sono impiegati due sistemi completi CS-60, tradizionalmente indicati con channel I e channel II; ciascun canale è dotato di 11 suoni preselezionati più due locazioni programmabili liberamente, il tutto sotto controllo di una tastiera a cinque ottave, sensibile alla dinamica ed al poly aftertouch che, per certi versi, rimane ancora oggi ineguagliata nella storia della sintesi analogica.
Da notare che l’impostazione a doppio canale di sintesi (ciascun canale con oscillatore, filtro, amplificatore, lfo ed inviluppi dedicati) rimane una costante in parecchi altri strumenti prodotti nel corso degli anni –basti pensare alla struttura a Tones implementata ormai più di dieci anni orsono da Roland…- e comporta, oltra al vantaggio di una più flessibile sovrapposizione timbrica, lo svantaggio di dover raddoppiare tutte le operazioni di editaggio nel caso si voglia semplicemente schiaffare una coppia di rampe dentro un bel passa basso.
E, una coppia di rampe, magari in lieve detune, dentro ad un passa basso non si rifiuta a nessuno…
Di costruzione imponente, il CS-80 è un apparecchio alloggiato all’interno di una robusta custodia, leggio in perspex trasparente, con possibilità di installare nella custodia quattro ruote per il trasporto in verticale (che manda a pallino l’accordatura dello strumento…), installabile su zampe cromate e dotato di due pedali sustain/expression per l’utilizzo dinamico. Una volta montato e pronto all’esecuzione, il CS-80 risulta importante, massiccio, invitante e soprattutto eccitante per la quantità di controlli – tutti colorati!- che si stendono sulla larga plancia di controllo.

Sulla sinistra del pannello, sotto uno sportellino mobile, sono disponibili quattro righe di mini slider con cui si può programmare, in modo molto analogico, il contenuto di altrettante memorizzazioni libere: in pratica, il musicista che non vuole utilizzare (ed a ragione!) le 11 + 11 memorie interne preset, può (ri) creare il proprio suono sulle quattro linee di mini slider – due channel I e due channel II – e fare diretto riferimento a quelle durante l’esecuzione. Chiaramente, se accidentalmente viene alterato il posizionamento dei mini slider, la “memorizzazione” originale va perduta per sempre. Sopra alle cinque ottave di tastiera, un fenomenale ribbon controller in velluto nero è pronto per le più micidiali sweepate; alla sinistra della tastiera c’è un blocco di controlli che permettono di gestire portamento e glissando (continuo o quantizzato in semitoni), chorus/tremolo eccetera. Sul pannello comandi, la prima fila di controlli è destinata alla performance, non ha valori “memorizzabili” ed agisce indifferentemente sui due canali di sintesi; le due strisce superiori di slider sono quelle dedicate alla programmazione del channel II e channel II: identiche e corrispondenti, offrono una notevole quantità di parametri organizzati secondo un preciso codice colore ed evidenziati da una terminologia oggi assolutamente oscura. Per la cronaca, il termine “slider” è poco adatto, parlando di CS-80: sotto al pannello comandi, ci sono infatti dei veri e propri potenziometri, montati sul fianco,,, i controlli di pannello si muovono tracciando un arco di cerchio e non seguendo l’andamento lineare dei “veri” potenziometri a slitta.
Pronti per la partenza? Allacciate le cinture di sicurezza ed aspettiamo i tradizionali 30 minuti di warmup necessario agli oscillatori per stabilizzarsi in temperatura…

7 commenti

Vangelis ci ha fatto

Vangelis ci ha fatto la sua carriera con sto "coso" :D Fantastico!

ennò? :-))

ennò? :-))

bladerunner!

vangelis l'ha usato massicciamente in "bladerunner" e anche nella title track del "ammutinamento del bounty", é uno strumento che fa paura... !!!!

giusto per completezza linko un esempio:

http://www.youtube.com/watch?v=5SJVP4YAybs
pace e bellezza

http://www.myspace.com/cybillsheperd
"Nelle valli della stupidità per i filosofi cresce pur sempre più erba che sulle nude alture dell’intelligenza"

http://www.youtube.c

http://www.youtube.com/watch?v=Fne0oIEv-WI&feature=related

Fatto su una Yamaha CS70, che credo sia molto simile alla CS80!

http://www.youtube.com/watch?v=zoEkyBX7qsg&feature=related

In quest'altro video è proprio lui!
Modificato da sony il 24 giugno 2009, 13:28

non solo vangelis...

... ma anche il grande stevie wonder dovrebbe aver usato massicciamente un prototipo del cs80 per tutti gli archi di songs in the key of live del 76

Qualcuno ha detto «CS-80»?

Ciao a tutti!

Gli esempi più smaglianti di utilizzo del CS80 sono senz'altro di Vangelis, ma posso anche consigliare per gli appassionati

-U.K. omonimo, Eddie Jobson trasforma il pachiderma in una micidiale arma da assolo!
-Klaus Schulze, Dune , insolito capitolo ricco di tessiture armoniche
-Cluster & Eno, omonimo, minimali e eterei contrappunti del pachidermone giapponese cortesia di H.J. Roedelius
-Cat Stevens, Izitso, insospettabile capitolo pop rock con bei contributi di CS80
-Kate Bush in Babooshka, The Dreaming e Running Up that Hill
-Aphex Twin, Selected Ambient Works II, appena riconoscibile, ma chi ha l'orecchio allenato lo becca!

Più altri che non ricordo ma cito volentieri Paul McCartney periodo Wings (Coming up, ricordate?), Pete Townshend solista (Scoop), Baffo Banfi (Ma, Dolce Vita), Banco e altri

Volete sentire un bell'esercizio fatto solo con il CS80? http://www.heathfinnie.com/Bartesho.html

PS : per doremi, il disco che citi è suonato con il GX1, cioè il papà del CS80 (ovviamente conosci Village Ghetto Land e Pastime Paradise, sì?)

Disposto in futuro a una disamina "modulo per modulo" del mio tastierone preferito!

Salutoni!

il CS70 era una bell

il CS70 era una bella porcheria!

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