Single Patch Mode. In Single Mode, tutte e sei le voci – o quante ne sono state rese disponibili nella Master Page (magari per ovviare ad una scordatura grave o per far fronte ad un fail improvviso) - fanno riferimento alla stessa timbrica; le diverse soft page governano il funzionamento del canale di voce e permettono l’accesso selettivo alle singole unità di sintesi.
VCO 1 & VCO 2
I due oscillatori sono controllabili in frequenza coarse/fine (rispettivamente +24 semitoni e +/- 1 semitono, pulse width e volume di uscita; i tre parametri sono modulabili a discrezione dell’utente specialmente il controllo di volume permette di ottenere suggestive alternanze timbriche all’interno della stessa nota. Ogni oscillatore può generare rampa, quadra a simmetria variabile e triangolare simultaneamente; il secondo VCO fornisce anche il white noise. Ciascun oscillatore è sottoposto di default al controllo del Keyboard CV oppure del Lag Generator; allo stesso modo, sono disponibili modulazioni dirette dal Lever 1 (pitch bend) e dal global Vibrato/LFO; il secondo VCO, infine, può essere sincronizzato alla frequenza del primo, ma, dal momento che la triangle wave del secondo VCO viene prelevata forzosamente per creare FM lineare sul primo VCO, si possono ottenere con poca fatica dei verie propri loop di instabilità modulante che sembrano fatti apposta per gli sperimentatori più cattivelli…

VCF / VCA
Ed eccoci al piatto forte dell’Xpander: l’integrato CEM 3372 che svolge simultanea funzione di filtro e VCA viene spremuto in tutti i modi possibili ed immaginabili, fino a fornire quindici diversi tipi di filtraggio ottenuti combinando in diverse maniere le uscite dei singoli stadi di trattamento. I quindi filtri dell’Xpander sono: low pass a 1, 2, 3 e 4 poli; hi pass a 1, 2, 3 poli; band pass a 2 e 4 poli; notch a 2 poli; phase shift a 3 poli; high pass a 2 e 3 poli più low pass a 1 polo; notch a 2 poli più low pass a 1 polo; phase shift a 3 poli più low pass a 1 polo.
In uscita al modulo di filtraggio, auto oscillante, ci sono due VCA in cascata. Il doppio amplificatore permette da un lato la corretta gestione della dinamica e, simultaneamente, grazie al doppio initial gain, consente di ottenere drones insuperabili per un certo tipo di musica isolazionista che ha nei vari Roach, Baghiri ed altri epigoni, gli alfieri più conosciuti.
Oltre al livello dei due VCA, gli altri parametri modulabili comprendono ovviamente frequency e resonance; non è modulabile il modo di filtraggio (per questa caratteristica, dovrete fare riferimento all’apposito modulo offerto in tempi recenti da Doepfer e, più lontano nel tempo, da Serge). Anche in questo caso, i parametri di modulazione hardwired permettono di controllare la cutoff frequency con il Keyboard CV, il Lag, il pitch bend o il vibrato global.
Da notare che, nel circuito di voce dell’Xpander, ci sono novanta VCA modulabili, ma di questi, solo diciotto esistono fisicamente, tutti gli altri –strategicamente posizionati per permettere il controllo sull’emissione di audio e tensioni, sono ottenuti numericamente.

FM / LAG
La pagina raccoglie i controlli relativi alla Linear Frequency Modulation ottenibile con la triangle wave estratta dal VCO 2 a monte del controllo di volume; questo significa che – fermo restano l’identica intonazione – il segnale dedicato al controllo FM potrà avere diverso valore funzionale rispetto al valore sonoro dell’oscillatore inviato al filtro.
La destinazione di FM può essere selezionata alternativamente tra VCO 1 e Cutoff Frequency del VCF; nel primo caso si otterrà una progressiva turbolenza timbrica che, vista la natura prettamente lineare della modulazione, manterrà il suo contenuto armonico grosso modo costante lungo tutta l’estensione di tastiera (ovviamente solo quando – e per quanto – gli oscillatori analogici riusciranno a resistere all’inevitabile deriva); indirizzando la FM verso il filtro, il suono risulterà più ricco, fino a diventare aspro, modulato, complesso e acido. La quantità di FM può essere modulata a discrezione dell’utente.
Diverso il discorso per il modulo di LAG che, nella vita di tutti i giorni, dovrebbe essere dedicato alla produzione del portamento, ma nel Xpander può essere utilizzato come meglio crede il musicista, sfruttano le sue capacità di addolcimento come quelle di un rudimentale filtro passa basso. Rimanendo con i piedi per terra, e controllando il voltaggio di tastiera dentro al LAG, è possibile ottenere il portamento equali time o equal speed, con eventuale quantizzazione al semitono (ed in tal caso si parlerebbe di glissando), con la non disprezzabile capacità di modulare il tempo di LAG mediante qualsiasi sorgente presentata nella matrice di modulazione.
Envelope
I cinque inviluppi –cinque per ciascuna voce, scusate se è poco…- sono la croce e delizia dello strumento: sufficientemente flessibili nella loro struttura DADSR commutbile in DADR, hanno però la limitazione ai soli segmenti lineari, senza possibilità di scelta esponenziale per le curve; questo rende impossibile, a livello pratico, realizzare timbriche di andamento più che percussivo.
Comunque; ciascuno dei cinque inviluppi è modulabile nei tempi di delay, attack, decay e release; in più anche l’ampiezza di uscita è modulabile a discrezione. Che durate si possono ottenere? Delay massimo pari a 2,5 secondi, attack massimo pari a 16 secondi – un bel passo in avanti, se paragonato allo stitico 2 secondi del vecchio ARP 2600 all-analog envelope… - release max pari a 90 secondi.
Fino a qui tutto bene, anzi sopra la media; le cose diventano più stellari quando si accede a PAGE 2, dove è possibile commutare le logiche reset (l’inviluppo riparte da zero), freerun (l’inviluppo rispetta solo il trigger, ma non è più vincolato alla tensione di gate – quindi una volta innescato continua fino alla fine della sua curva) e DADR (con l’eliminazione del segmento di sustain).
Per rendere le cose ancora più complesse, si può specificare il triggeraggio singolo o multiplo ed innescare il medesimo in rapporto al ciclo di un qualsiasi LFO (dei cinque interni alla macchina) o del master Vibrato LFO o ancora dell’eventuale treno di impulsi ricevuto alla porta External Trigger Input. In tutti questi casi, la sincronizzazione può essere Gated / Ungated, cioè può essere rispettata solo quando il musicista preme le note sulla tastiera.
Volete un inviluppo lungo 90 minuti? Semplice: mettete tutti i tempi a 63, modulate ciascun segmento con un Tracking Generator messo al massimo (sempre 63), impostate Freerun & DADR e limitatevi a suonare un qualsiasi accordo sulla tastiera.

LFO
Cinque generatori di modulazione ciclica, ciascuno dei quali dotato di regolazione della forma d’onda (triangolare, quadra, rampa positiva o negativa, random, noise e sample), con possibilità di intervento diretto sulla velocità di rotazione, sul punto di retrig (partenza del ciclo forzata in passo con un eventuale trig esterno), ampiezza modulabile.
Che differenza c’è tra random e sample? Nel primo caso, ogni ciclo del LFO produrrà un diverso valore in uscita, nel secondo – come in un qualsiasi modulo S&H analogico – bisogna scegliere una sorgente da analizzare e, in base alla velocità di clock, il circuito provvederà a campionare il valore ricevuto, rendendolo disponibile come tensione di modulazione.
Ovviamente, avendo cinque inviluppi a disposizione, la cosa più facile che si può fare è demandarne due al controllo delle PW, uno al filtro, uno all’amplificatore ed uno per il vibrato…
Tracking Generator
Tre generatori in grado di “tracciare” qualsiasi tensione passante, con cinque punti di intervento che, come in un equalizzatore grafico, permettono di alterare anche drasticamente la linearità o comunque il profilo originale del segnale: supponiamo di trattare il voltaggio di tastiera: i cinque punti di intervento corrisponderanno, grosso modo, all’intonazione di ciascuna delle cinque ottave: Oppure, processando una triangolare del LFO, si può ottenere una forma d’onda più smussata, meglio assimilabile alla “costosa” sinusoide; nel mondo analogico, i generatori di tracking sono esclusivo retaggio del Xpander / Matrix 12 e, in epoche molto più vicine a noi, del Alesis Andromeda A6; nel mondo digitale, si può trovare qualcosa di altrettanto efficace all’interno della sintesi VAST implementata nei vari Kurwzeil K 2500, 2600 eccetera.
Ramp Generator
Sono quattro generatori di inviluppo monostadio, che producono un solo cambiamento di tensione assimilabile – per l’appunto – ad una rampa di direzione variabile. Se dovesse servire un’apertura di filtro, una variazione monodirezionale nella simmetria dell’onda quadra, niente di meglio che ricorrere al ramp generator senza sprecare uno dei cinque inviluppi tradizionali.
Dal momento che, comunque, di inviluppi si tratta, anche i generatori di rampa sono controllabili con tutte le modalitià di triggeraggio singolo o multiplo, interno o esterno, previste per gli EG tradizionali.



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