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KORG MS-20 Terza Parte

La patchbay. La circuitazione del MS-20 può essere arricchita con collegamenti estemporanei realizzati utilizzando la patchbay sul lato destro del pannello comandi; con i due cavetti originariamente forniti in dotazione (…che lusso!) o con una più cospicua quantità di connettori, si possono collegare insieme i moduli desiderati. Il layout grafico della patchbay non è dei più chiari: le sezioni sono ammucchiate alla rinfusa, occupando praticamente ogni centimetro quadrato disponibile e rendendo spesso complicata la decifrazione dei singoli componenti.

Sulla fascia più alta della patchbay trovano posto gli ingressi alla modulazione Total per i due oscillatori + filtro passa alto e passa basso; un eventuale segnale esterno può essere inserito direttamente nel mixer audio e da questo nel doppio filtro; l'initial gain del VCA (come detto in precedenza) può essere modulato a distanza. Le sorgenti di modulazione, cicliche e transienti, sono rappresentate dal blocco MG/LFO, con uscita differenziata per le onde triangolari a pendenza variabile e quadre a simmetria variabile; il primo generatore di inviluppo è agganciato alla frequenza degli oscillatori, ma controlla anche l'ampiezza di un secondo VCA disponibile per patchare segnali di controllo (ad esempio per creare delayed vibrato, modulation wheel control eccetera); il secondo generatore di inviluppo offre su pannello anche un'uscita con polarità invertita. I due controlli di tastiera, CV e Gate (che secondo la terminologia KORG è indicato pilatescamente come trig) sono disponibili su altrettante uscite separate: se volete collegare insieme un MS-20 con un MS-10, questa è la via giusta…
La frequenza degli oscillatori può essere controllata esternamente - ad esempio grazie al sequencer step SQ-10 - inserendo il voltaggio a monte della tastiera interna o a valle della medesima; nel primo caso la tensione esterna non verrà influenzata dalle note eventualmente premute sulla tastiera dello strumento; nel secondo caso sarà possibile transporre con le tre ottave di tastiera le intonazioni ricevute dall'esterno (ad esempio un riff programmato nello step sequencer).

Sulla sinistra delle tre ottave di tastiera trovano posto uno switch momentaneo ed una wheel con blocco in posizione centrale (priva di ritorno a molla); come nel più grosso PS-3100, anche in questo caso è possibile prelevare la tensione emessa dai due controllers e collegarla tramite patchbay alla destinazione desiderata. Le connessioni più banali sono ovviamente quelle indirizzate alla frequenza degli oscillatori (dove la mancanza di ritorno a molla rende complesso il controllo del pitch bend) o all'apertura del filtro, o ancora alla gestione dell'initial gain - utile per creare dei drones infiniti.

Il suono ed il valore dello strumento
Il KORG MS-20 è stato per molti musicisti il primo sintetizzatore analogico veramente serio su cui fosse possibile mettere le mani senza diventare improvvisamente poveri: è chiaro che un primato del genere si paga in termini di compromessi operativi, filtro a 12 dB/Oct, scomodi vincoli nella gestione degli inviluppi, assenza di PWM e sync tra gli oscillatori, implementazione fin troppo spartana dei performance controller. Per contro, lo strumento ha offerto - e produce ancora oggi - un timbro penetrante, potente, ricco di armoniche (cortesia del filtro 12dB/Oct che, tagliando il segnale in maniera meno drastica del classico passa basso Moog, mantiene una maggiore componente sonora), adatto tanto alla realizzazione di bassi potenti quanto di sonorità lead acide al punto giusto. L'accoppiata tra i due filtri passa alto e passa basso consente di estrarre suoni difficilmente ottenibili anche su macchine più blasonate.

La possibilità di interfacciare lo strumento con apparecchiature esterne - nei limiti strutturali del sistema lineare Hertz/Oct pervicacemente scelto per gli oscillatori - ha, da sempre, dato una marcia in più al MS-20, rendendolo un concentrato di prestazioni, timbriche ed operazionali, da cui molti musicisti hanno saputo estrarre ampi motivi di ispirazione.
…e questo, scusate se è poco, è un risultato di cui la piccola macchinetta giapponese può essere più che orgogliosa.

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