Scrive jimi1986: salve a tutti! Come molti di noi hanno forse già fatto vorrei sistemare la strumentazione del mio home studio visto che sto cambiando casa, ed avrò un pò più di spazio. Sin'ora ho utilizzato un 2.1 della logitech, che per i volumi a cui potevo farli andare suonavano ottimamente. Però avendo il sub davano sempre un impressione sbagliata dei bassi, e quando poi andavo ad ascoltare su un impianto diverso, i bassi sparivano. Ora vorrei comprare due monitor veri per la registrazione e il missaggio, però sono completamente digiuno riuguardo quelle che sono le caratteristiche da ricercare.Quello che so è che li voglio attivi e non eccessivamente ingobranti. Avevo adocchiato le m-audio av40 ma mi hanno detto che non sono buone perchè poco potenti e perchè l'elettronica sta tutta in una cassa. Insomma vorrei qualche indicazione su un wattaggio giusto per un home studio, e consigli per prendere qualcosa di qualità rimanendo in un budget che non superi i 200 euro.
Grazie mille

Risponde Gabriele BIanco:
Le caratteristiche da ricercare per identificare una buona coppia di Monitor Nearfield sono sostanzialmente tre nell'ambito dell'home recording e semi-pro recording: il wattaggio (come da te indicato), l'S.P.L. massimo (Sound Pressure Level) e la risposta in frequenza. I tre valori sono indicati con la rispettiva simbologia W, dB ed Hz-kHz inteso come intervallo di frequenze.
La combinazione dei primi due valori indica chiaramente fino a quale volume possono arrivare i monitor sempre mantenendo la purezza nella diffusione del suono senza cadere nello spiacevole inconveniente della distorsione. I valori ideali di entrambi questi parametri dipendono da un altro dettaglio che è rappresentato dalla dimensione della stanza e dalla distanza dal punto di ascolto nel quale si intendono installare. Più è grande la stanza e/o più è distante il punto di ascolto e più i valori precedentemente indicati devono essere alti.
Il terzo parametro preso in considerazione indica invece il range di frequenze che il monitor ha la capacità di gestire in modo lineare evitando quindi attenuazioni od enfatizzazioni del segnale. Poniamo il caso di avere una risposta in frequenza di 60Hz-20kHz +/-3dB. Basandoci su quanto detto, il monitor in questione riuscirà a riprodurre tutte le frequenze comprese tra i 60Hz ed i 20kHz con variazioni di 3dB negativi o positivi.
Dopo queste doverose premesse, dobbiamo anche tenere conto della cifra da te indicata che purtroppo limita, e non di poco, la scelta.
Tra i modelli disponibili sul mercato cito:
- Fostex PM0.4 - 36w, 75 dB, bi-amplificate, circa € 170
- ESI nEar 04 - 20w, 100 dB, bi-amplificate, circa € 200
- Mackie MR5 - 55W basse frequenze / 30W alte frequenze,113dB, bi-amplificate, circa € 180 il singolo monitor. Puoi trovare alla stessa cifra la coppia usata.
- Tascam VL A-4 - 35W + 35W, bi-amplificate, circa € 160
Non ti inganni il termine "bi-amplificate" che in questo tipo di casistica indica la presenza di due amplificatori di potenza destinati all'amplificazione distinta delle frequenze medio-alte e di quelle basse.
L'alta fedeltà, purtroppo, costa ed in alcuni casi ci si deve accontentare di ciò che ci si può permettere. Questo non significa che non si possano otterere dei buoni risultati di ascolto, ma che non si possono ottenere degli ottimi risultati di ascolto.

21 commenti
te ne consiglio uno
Io ho preso gli Edirol MA-15D.
Mi ci trovo benissimo.
http://www.musik-service.de/edirol-ma-15-prx395753073it.aspx
http://www.twenga.it/prezzi-MA-15D-EDIROL-Casse-Hi-Fi-137660-0
http://www.myspace.com/francesco_faraone
Re: te ne consiglio uno
Re: te ne consiglio uno
Almeno per me,si tratta di home recording alla fine.
Io con questi mi sto trovando davvero bene.
http://www.myspace.com/francesco_faraone
Re: te ne consiglio uno
Re: te ne consiglio uno
Io li ho molto vicini al punto d'ascolto e 15W così sono davvero tanti,avanzano.
http://www.myspace.com/francesco_faraone
Re: te ne consiglio uno
Infatti le Edirol per via delle piccole dimensioni monta una chip che enfatizza le basse frequenze,ma spesso e volentieri la risposta dei bassi non è ottimale.
Noi registriamo con le Edirol e purtroppo non siamo un granchè soddisfatti!
saluti
www.myspace.com/3rabbit
Re: te ne consiglio uno
Non so perchè ma eapena prese ho agito così.
Cmq io quando registro faccio un qualcosa di simile a quello che ha scritto Vibravoce più sotto:
-mix con le Edirol
-metto su cd e ascolto subito su un impianto che ho nella stessa stanza
-fatti i due ascolti tiro le mie conclusioni e decido cosa cambiare.
Rimane cmq sempre il fatto che,come mi è più volte successo,ascoltando lo stesso brano in vari impianti vengano fuori delle differenze.
Mi è successo di ascoltare proprio di recente un mio pezzo a casa di un amico e la batteria per esempio sembrava sparita.
http://www.myspace.com/francesco_faraone
Re: te ne consiglio uno
Grazie mille :-D
Re: te ne consiglio uno
Fare esperienza
se posso ti offro un consiglio.
Anche a livelli qualitativi molto alti è raro che un sound engineer faccia produzione basandosi su una sola coppia di monitor: perché nessuna marca o modello ha "il suono neutro" (?). Vengono fatte di solito più prove d'ascolto, su diffusori di tipo svariato: perché il fine è di far suonare bene il proprio mix anche dalle radioline, dall'iPod come dall'impianto di 20.000€.
In genere un engineer, oltre ad avere una buona sensibilità di ascolto (che nasce dal talento e si afffina con l'esperienza ed il piacere di ascoltare e lavorare ancora), ha uno o due paia di monitor "favoriti", che ha imparato a conoscere "a memoria" e con i quali quasi sempre indovina alla perfezione come suonerà il mix su un altro impianto; poi le prove incrociate confermano, o suggeriscono eventuali correzioni.
Fermo restando che nei monitor seve una certa qualità, analilticità, pressione sonora indistorta ecc, il punto non è quindi propriamente trovarne un paio che suonino "giusto", ma imparare a conoscere il proprio modello di riferimento e, con l'esperienza, arrivare a prevedere con una certa approssimazione come il mix suonerà su un sistema diverso. Te ne rendi conto facilmente se frequenti diversi professionisti, o se anche solo leggi i forum professionali americani, ad esempio; uno dice di usare il modello X della marca Y, e subito altri tre criticano quel modello perché "non suona bene" (acuti troppo aspri, medioacuti troppo morbidi, bassi non abbastanza frenati e chi più ne ha più ne metta) e ne suggeriscono almeno altri due differenti... La verità è che noi come individui abbiamo facoltà e sensibilità acustiche secondo me molto più differenziate dei possibii tipi di monitor: le tue facoltà uditive fanno sì che ti servano più acuti o meno medioalte, e quello che è eufonico per uno può essere volgare per altri. Poi però, magicamente, con gli ascolti incrociati e l'eperienza, tutti i bravi S.E. sanno far suonare "bene" (?) un disco.
Quindi direi: fai tanta produzione, prova i tuoi CD ovunque tu possa (almeno dalle casse di un computer, dall'iPod e dall'autoradio), e col tempo capirai "come deve suonare" un pezzo dai tuoi monitor per suonare bene ovunque.
Ah, un'ultima cosa: mixa a basso volume, e non fare più di un pezzo per volta: la fatica d'ascolto cambia la sensibilità alle frequenze, e quando poi vai a riascoltare il mattino dopo ti accorgi magari che devi buttare tutto...
Buon lavoro!
Gianfranco Di Mare
www.musas.org
www.performanceengineering.org
Re: Fare esperienza
Più che altro la mia voleva è indecisione dal punto di vista qualitativo, nel senso di casse che non distorcano, che non abbiano difetti già in partenza nella loro costruzione, in quanto da questo punto di vista sono totalmente a digiuno..
ESI nEAR 06
Le più piccoline secondo me soffrono troppo sui bassi. Queste 06 hanno una risposta lineare, e sono le migliori che io abbia provato nella loro fascia di prezzo. Acquistate dalla Germania a 230 euro l'una (mi pare da Synthiecenter.de)
Ci ho mixato di tutto: dal pop al rock al metal alla classica: grandi.
Occhio a spulciare bene i prezzi, però: in Italia COSTAVANO IL DOPPIO !!!!!!!!!!!
il monitor è relativo
Infine la mia esperienza mi dice che se si sente bene in auto, si sente bene ovunque... fatto il mixing e prima di fare il mastering, ascolto il mixdown in auto. Una volat soddisfatto parto con il mastering e nuovamente ascolto in macchina per fare il fine tuning.
Tutto questo a prescidere dall'impianto che hai in auto... so che sembra tutto poco professionale e infatti lo è, anche se ho letto che molti professionisti sono giunti ben prima di me alla stessa conclusione.
è dura
io mi trovo bene con le KRK RP6, e mi dicono che per la verità non sono sufficientemente neutre.
Se posso dire due parole veloci....
Non finisce qui la storia in quanto c'è pure una discreta collezione di "grammofoni da una, due, tre vie e dieci bulloni", proprio perchè tutto questo insieme farà capire ciò che dovremo fare poi nel post-produzione, a quali limiti, lo stesso dovremo vincolare, cosicchè il 78 giri che verrà prodotto avrà un'accettabilità sonora media, "valore standard".
Negli anni '80 fecero capolino le famose NS 10 M-PRO Yamaha e standarizzarono il discorso qualità media del mix finale, come impatto intendasi, dei 33 giri ed in seguito dei cd, perchè dal 1965 fino alla fine degli anni '70 succedeva, che certe etichette avevano come monitor casse della Thorens a due-tre vie con filatura in oro 24k (Decca-Polydor-Deusche Grammophone-Philips) e altre etichette che ottenevano risultati di mix ,ad es. con violini primi e contrabbassi, che a confronto un bisturi ed una sega circolare da falegname erano pezzi di plastica, sentendo i risultati, con prove dell'epoca alla mano, questo perchè come caase monitor utilizzavano quelle dell'acqua, quindi figuriamoci le povere orecchie degli ascoltatori.
La buona radio Rai dell'epoca specialmente su Radio 3, appena nata negli anni '70, dove veniva trasmessa musica classica, lirica, come pure programmi di musica sperimentale contemporanea, preferiva ed otteneva sempre dalle case discografiche la "Pizza a domicilio" .
Tutto questo naturalmente detto proprio per le difficoltà che i poveri cristi di fonici avevano con i vari 33 giri o 45 giri dove "simpaticamente" ognuno di loro andava per i fatti suoi.
Concludendo direi che se possibile piuttosto aspettare e comprare monitor standard, poi avere anche una serie di cassette della frutta, low cost, perchè vengono sempre "a taglio" e uniformizzano il risultato della registrazione-mixaggio sonoro, in quanto i volumi del mixaggio quindi del cd prodotto, sono uguali per tutti ovvero da "- a 00", ma bisogna sempre fare il conto con diverse speci animali e fenomeni meccanici che potrebbero essere presenti andando dalle "cornacchie, ai barbagianni, seghe circolari, tappeti di bisturi, sciami di zanzare, calabroni, vespe ecc..." perchè il problema oggi giorno(visto che col digitale l'escursione del volume di rec sonora è dentro limiti obbligatori sia bassi che alti) è solo quello a livello delle equalizzazioni di media che fanno suonare bene il brano su ogni impianto.
Da ricordare sempre una cosa fondamentale nella registrazione che non è assolutamente vero che ciò che suona divinamente su casse da 1 milione di euro suoni perfettamente sulle casse della cornetta del telefono e dato che la maggioranza della gente ascolta su casse di questo tipo bisogna "rapportare le equalizzazioni " su il mezzo d'ascolto di massa ovvero le cassette dell'acqua.
Quindi mixare perfettamente sulle casse da un miliardo masterizzare ed ascoltare il cd sul combo in maniera "flat" e poi dopo nella maniera come acoltate un cd standard, più ci si avvicina a quel risultato, più i vari rapporti di equalizzazione sono stati rispettati.
Se avete la possibilità di un combo che ha l'ingresso Aux collegateci i due pin dall'uscita del vostro banco regia, fate l'ascolto prima dai monitor ufficiali e poi dagli altri perchè la comparazione è alla base del buon fonico....non preoccupatevi se tirerete chissà quanti "rosari" anche questi sono da sempre alla base del buon fonico.
Come al solito volevo dire due parole ma poi me ne scappano sempre di più.
Dogat.
Re: Se posso dire due parole veloci....
Non è una traduzione di Google....
che la mancanza di tempo purtroppo provochi premura anche nello scrivere due parole è vero.
Comunque anche una certa ironia c'è nell'intervento che avevo fatto ieri sera.
I termini che ho utilizzato infatti sono ironici, perchè ci sono passato anch'io in queste fasi 30 anni fà.
Ricapitolando:
1- in uno studio di recording ci sono monitor(spie) per registrazione e monitor(spie) per il mixaggio e di regola della stessa marca più una coppia sia in rec. che in mix di monitor di altra marca, sempre al top intendasi, che servono come mezzi di comparazione.
2- Sono presenti anche varie casse low cost ( cassette della frutta, dell'acqua,quelle della mutua a basso costo sempre con ironia) per sentire come suonerà il nostro mixaggio finale che produrra alla fine il "master primario" il cd primo da dove partiranno poi tutte le altre copie (78 giri definito con ironia pensando agli anni '10-20-30-40-50 e disco 33 giri di platino pensando dagli anni '60 in poi, cd sarebbe al giorno d'oggi)
3-Esistevano un tempo ovvero dalla metà degli anni '60 in poi differenze enormi (sonore intendasi) fra le diverse etichette a livello di mixaggio finale come risultato sonoro, alcune "fabbriche di dischi"(Polydor-Decca-D.G.-Philips-ecc...) utilizzavano monitor da miliardari studiati ed appositamente fatti per cercare di creare uno standard qualitativo super-ottimo, per quei tempi, e non solo visti i risultati ascoltabili ancora oggi da quei vecchi 33 giri, tutto questo grazie alla "fabbrica Svizzera" Thorens che realizzò monitor a due e tre vie (sarebbero 3 altoparlanti 1 twiter, 1 middle e 1 bass) ognuno amplificato per i fatti suoi, quindi ogni altoparlante con un suo finale di potenza 1 finale per i bassi, 1 finale per i medi ed un finale di pontenza per gli acuti, con la circuitazione interna totalmente in oro 24K.
Altre etichette invece, ma sempre a livelli qualitativi che sarebbero stati identici, utilizzavano le "casse dell'acqua o della frutta" ovvero monitor che erano delle baracche inumane, ma come detto avevano i budget per avere la strumentazione adeguata però preferivano andare avanti con gli "altoparlanti del gallinaio del nonno"....chissà i vari budget stanziati dove sono andati a finire specialmente quando si trattava di "etichette discografiche statali".....
La RAI 3 specialmente, RADIO intendasi, dalle varie "fabbriche di dischi" si faceva consegnare la "Pizza a domicilio" ovvero utilizzava come supporti per mandare in onda musica non i dischi 33 giri o 45 giri ( erano supporti che sono esistiti fino agli anni '90) che venivano forniti come "promo" oppure acquistati dall'ente stesso, ma le "pizze magnetiche" che null'altro erano se non i bobinoni (copia esatta del master da cui venivano prodotti gli stessi dischi) a due tracce magnetiche che venivano posti su dei "lettori a due tracce" della Telefunken e Studer (registratori professionali)
questo perchè così il fonico responsabile della messa in onda dei brani avanzava di "smad...." per tutta la durata del programma
perchè questo?
Perchè ogni disco di musica, a seconda dell'etichetta a cui apparteneva, poteva avere una qualità sonora eccellente oppure essere un bell'insieme di bisturi taglientissimi( violini) fendi-orecchi, seghe circolari da falegnami( i contrabbassi ed i violoncelli) e gente che si inciampa nelle scale e rotola malamente giù fino al pianerottolo d'ingresso (percussioni e batterie acustiche) sciami di zanzare, calabroni, vespe, api che assalgono l'ascoltatore del disco stesso(chitarre distorte e similari)
La colpa di tutto questo bell'insieme natural-biologico di chi era e di chi sarebbe se così succedesse ancora al giorno d'oggi?
Di un bel paio di cassette della frutta o dell'acqua ovvero due monitor che fanno "ca...." e quindi danno il risultato che possono.
Ecco perchè dicevo che è meglio aspettare ed acquistare due monitor come si deve che piuttosto avere un bel alveare in casa, ma utilizzare invece delle casse low cost( meno buone) solo per fare una comparazione di risultato sonoro e spingere i mixaggi fino al punto che il risultato sia buono in tutti e due i casi, dopo comparazione avvenuta, dimodochè si sarà sicuri che il cd prodotto suonerà bene e quindi in modo accettabile su qualunque impianto, sia che esso sia di Paris Hilton come pure di un qualunque comune mortale.
Sempre con simpatia.
Dogat.
Re: Non è una traduzione di Google....
...magari...
Chi ha questi ultimi monitor, ancora oggi, se li tiene ben stretti, anche solo per fare le prove comparative utilizzando altro, vista la tecnologia totalmente digitale del giorno d'oggi, qualche cosa si può trovare di seconda mano, sempre per quel che riguarda gli Yamaha, ma i dubbi poi possono nascere, a proposito, per quello che riguardano sia i coni che i twiteer, perchè un conto se originali( quelli degli NS-10MPRO) un conto se sostituiti, perchè alla fine erano esausti, con quelli degli NS10 Normal e poi posti in vendita come seconda mano...c'è dal giorno alla notte.
Dogat.
Re: ...magari...
mi ero dimenticato...
Con le tastiere a suoni campionati, generatori di suoni, schede sonore, ecc... l'attenzione da riporre specialmente per quello che riguardano le sezioni archi e ottoni(brass) è sempre notevole perchè sennò ci si ritrova ad avere un bel tappeto dove pulirsi la suola delle scarpe coadiuvato da una serie di lamine fendi-suole rappresentate dagli ottoni.
L'unica cosa che mai deve mancare è la pazienza e ce ne vuole una marea e raffrontare sempre il proprio registrato con altre registrazioni per cercare di "limare" i difetti che possono essere presenti a livello tecnico...altra cosa mai eccedere con reverberi del tipo "cattedralici" o da stadio in quanto allontanano gli strumenti dal "campo da gioco" e non superare mai con i "delay" i 70 ms ultimo punto per non avere dei "ribattuti" che andandosi a interlacciarsi con il "cantato primario", sia esso voce umana, strumento musicale, ecc... "sporcherebbe" il tutto perchè creerebbe una "continuità sonora con ritardo udibile" perchè come detto legherebbe sia le note in esecuzione come pure quelle già eseguite.
Dogat.
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