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Retrospettive - Yamaha CS6x Prima parte

Disponibile anche in versione rack mount, l'apparecchio offre l'ormai consueta struttura modulare Yamaha che permette di ospitare, a discrezione dell'utente, le diverse schede di espansione con cui potenziarne il panorama sonoro. In questo modo, CS6X, oltre alla struttura base in AWM2 può assumere di volta in volta le sonorità tipiche virtual analog, FM, virtual modeling eccetera.

In tutti i casi, l'interfaccia utente è stata calibrata per non creare problemi ai meno esperti; sul pannello frontale, solo una manciata di controlli dedicati alle funzioni più importanti, inequivocabilmente raggiungibili tanto in modo Voice che in modo Performance... insomma, è veramente difficile sbagliare. Ma lo strumento, dotato di una tastiera a cinque ottave sensibile alla dinamica ed all'aftertouch, non si limita alla sintesi sample playback, non è un caso che - oltre all'arpeggiatore, sul pannello comandi occhieggino furbamente i controlli delle sezioni Phrase Clip e Sequencer Play, due sensibilissimi incrementi al potenziale operativo.

Inutile perdere altro tempo nel rinnovellare la struttura di sintesi in AWM2: il sistema è ormai collaudato e conosciutissimo, vi basti sapere che la dotazione di campioni residenti permette di lavorare coprendo correttamente tutti i ruoli operativi tipici; come al solito, la ricca dotazione di selettori recall permette l'immediato accesso ai banchi di memoria. La polifonia di bordo è pari a 64 note, incluse quelle dedicate al Phrase Clip - la polifonia delle diverse schede di espansione varia a seconda del modello, da non dimenticare che in base alla quantità di elementi innescati in ogni voce, il numero delle note simultaneamente disponibili potrà subire drastici cambiamenti.

Come tradizione, è possibile riunire diverse timbriche Voice in più Performances orchestrali che, differenziate per canali MIDI, locazioni di tastiera e modalità di assegnazione, permettono l'utilizzo multisorgente a 20 parti... Venti perchè sedici sono quelle interne dei rispettivi canali MIDI, cui vanno sommate le due possibili Plug In Boards, il modulo Phrase Clip e l'ingresso audio A/D Input con cui - a discrezione dell'utente - sfruttare la sezione effetti interna.

I controllers comprendono, oltre alle due wheels canoniche, un ribbon indirizzabile ed una nutrita sfilza di soft pots installati nelle vicinanze del display grafico.

Se tutto questo non dovesse bastarvi, non dimenticate la possibilità di memorizzare due Scenes indipendenti, 1 e 2, con possibilità di morphing dinamico

Gli effetti
La sezione effetti è articolata nei tre blocchi Reverb, Chorus ed Insertion multi mode; quest'ultima ospita due processori con algoritmi di modulazione, delay eccetera per un totale di 92 possibili trattamenti. Come di consueto in questa fascia di apparecchiature, passando dal modo Voice a quello Performance, si eredita il blocco effetti Insertion di una delle timbriche a scelta dell'utente; gli effeti di tipo System, cioè riverbero e chorus, saranno applicati globalmente al mixaggio delle parti.

Il Sequence Play

Potete lasciare a casa il vostro MIDI Player e sfruttare le capacità autonome del CS6X: lo strumento può infatti leggere e concatenare successivamente diverse sequenze caricate sulle Smart Media Cards; compatibilmente con le dimensioni dei files, si possono preventivare fino a 100 songs indipendenti.

La programmazione della Chain prevede la possibilità di specificare lo skip dello step-sequence indesiderato o il posizionamento prolungato in modalità end-step; la velocità metronomica è controllabile nel range 25-300 B.P.M.

Il Phrase Clip Play
Lo strumento permette di campionare segnali audio esterni ed assegnarli - in qualsiasi accoppiamento - ad uno dei quattro Clip Kits interni; fino a duecento cinquantasei spezzoni audio (i Phrase Clips, appunto) possono dividersi i 4 Mb di RAM interna all'apparecchio. La presenza della porta Smart Media permette di trasferire e salvare i dati audio per creare vere e proprie librerie sonore pronte ad ogni evenienza - inutile dire che, se non salvate il tutto sulla Card, subirete l'inevitabile cancellazione della RAM interna allo spegnimento dell'apparecchio. La sorgente sonora può essere esterna o direttamente ricampionata dalle voci interne dell'apparecchio, sia in modo Voice che Performance, in questo modo si può costruire una sovrapposizione timbrica senza occupare polifonia della macchina... attenzione comunque a non sottovalutare il lavoro necessario per looppare e mappare su tastiera i segnali così ricampionati.

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