Tutti gli anni la stessa storia, ma questa volta non ci sto, mi compro una chitarra da sbarco e la faccio recapitare a casa dei miei così quando vado in vacanza lì non mi devo preoccupare.
Guardo su internet: Eko S300 nuova a 70€ spese di spedizione incluse. Diamine, 70€ sono pochini, come sarà? Sicuri non sia una miniatura? Se penso che ho speso quasi di più per la custodia morbida della Stratocaster.
Che faccio? Domani si parte, servono conferme. Chiediamo a zio Google. Dopo mezz'ora sono più confuso di prima!

Pochi giorni dopo sono già dai miei in ciabatte a strafogare "mustaccioli" quando arriva il corriere e la chitarra è tra le mie mani.
È arrivata in una scatola di cartone abbastanza protetta con inserti di polistirolo sui punti più critici. Prima impressione a freddo: "per quello che costa... sembra fin troppo decente".
L'assemblaggio è decoroso, alcune rifiniture sono ovviamente grossolane ma si presenta comunque bene. Il body è rosso fiammante... potrei attaccarci un bell'adesivo Ferrari alla Malmsteen e la mia figura di truzzo a sei corde sarebbe assicurata.
L'action è settata in modalità "plettra pivello, plettra" ovvero molto bassa, peccato che un paio di corde dal tasto nove in giù sferraglino alla grande. Anche il capotasto di plastica è un tantino alto, al primo tasto la distanza con le corde è sicuramente oltre il millimetro. Il ponte... cappero, le molle sono così tirate che invece della leva dovrei usare un palanchino per smuoverlo. Selettore di posizione e potenziometri scorrono bene. Le meccaniche sono quelle che sono.
Mentre la smontavo, mi sono accorto che tra manico e corpo erano stati inseriti degli spessori di cartoncino. Per me è buon segno, vuol dire che Eko fa comunque un setup di base e rettifica dei tasti anche sulle chitarre super economiche, quindi tanto di cappello. Ovviamente questo setup va a farsi benedire se la chitarra resta in un magazzino per mesi tra umidità, freddo, caldo ecc. quindi mi armo di pazienza e comincio a sistemare l'action.
Dopo un'oretta con un cacciavite in prestito e le brugole date in dotazione, una per il trussrod e una per le selette del ponte, la chitarra è tutto sommato pronta. Certo non è perfetta e qualche "sdeng" si avverte in alcuni punti, ma è comunque usabilissima. Ho suonato con chitarre ben più care messe però molto peggio.
Sempre mentre la smontavo ho dato un'occhiata all'elettronica. Tutto in ordine, cavi fascettati e saldature decenti.

Durante il bending si avverte sui tasti un leggero attrito e relativo cigolio (il mio regno per un po' di Duraglit o Sidol!).
Senza amplificazione, la chitarra suonicchia abbastanza. Il body non vibra granché e mi ricorda la Squier di un mio amico che ho suonato di recente.
Anche qui il suono è decoroso, niente di trascendentale come certa gente potrebbe raccontarvi (avete presente il tipo no? "Suona meglio della Les Paul di mio nonno che gli ha regalato Peter Green").
Fa quello che deve, con il pickup al manico ricorda una Stratocaster, con quello al ponte suona come... tante altre.
Ho postato su Soundcloud a questo link un sample di un minuto e mezzo, registrato con GarageBand, in cui potete udire le strimpellate fatte alla buona. Prima la chitarra nuda e cruda (pickup centrale senza effetti, volume al max), poi trenta secondi di blues spicciolo con pickup al manico, volume max e distorto leggero (crunchettino pigliato a caso dai preset di Garageband) e infine un rock più moderno con pickup al ponte (volume a metà sull'intro e poi aperto al max per avere il distorto sulla ritmica).
Mi sentirei di consigliarla a tutti quelli che non hanno mai suonato una chitarra elettrica e vorrebbero imparare oppure chi vuole anche solo regalarla a qualcuno sperando che cominci.
In fin dei conti credo che Eko, con questo modello, abbia pensato proprio a questa utenza che con pochissima spesa ha, tutto sommato, buona resa.
