A Francesco la voglia di una simil-Les Paul intrigava da tempo, ma la Gibson proprio non la riesce ad accettare: sarà il marchio, lo spessore del body, l'idea che una Gibson ce l'hanno tutti.
Viene buttata lì l'idea a Dalo di costruirne una, senza spendere eccessivamente ma cercando di raggiungere un compromesso.
Una simil-Tremonti è la via di mezzo giusta: la linea resta quella, la disposizione della componentistica viene decisa in corso d'opera.
Un po' alla volta, dopo tante mail, prende piede il progetto.
Non è stata una passeggiata, soprattutto per il passatempo di Dalo: relegato come "hobby del mercoledì" si è dimostrato un lavoro a tutti gli effetti.
Il lavoro di liuteria l'ha spremuto di fronte a piccoli problemini e consecutive correzioni, a una corrispondenza telematica di aggiornamenti (purtroppo incontrarsi e sentirsi telefonicamente è
stato praticamente impossibile per una serie di sfortunati eventi).
Ma dopo un sacco di mesi, tanta pazienza e nessuna pressione temporale, è nata la chitarra.

Abbiamo una linea tipicamente PRS, con paletta, manico e body in tinta. Il corpo in zebrano è stato assottigliato per guadagnare leggerezza, aiutata dagli scassi per la componentistica ben più ampi di quelli che ci si immaginerebbe.
Tastiera in palissandro senza segnatasti (che sono presenti solo al bordo) e 24 tasti medium jumbo.
L'hardware dorato economico ha fatto impazzire il simpatico liutaio: la qualità si paga, l'inventiva però supperisce le mancanze tecnologiche dei componenti poco pregiati. Le soluzioni artigianali
hanno ottimizzato al massimo il ponte wrap around, un vero calvario rispetto al tipico stoptail.
I pickup sono Wilkinson, economici pure questi, forse provvisori o forse no: svolgono il loro servizio e non dispiacciono in accoppiata al Bogner Alchemist che Francesco usa live da più di due anni.
Per quanto riguarda l'elettronica, ci troviamo due potenziometri (volume, tono) a differenza della classica configurazione Les Paul, proprio per non dover spippolare troppo sui pomelli. Selettore a tre vie per i pickup e l'irrinunciabile switch esterno tra i due potenziometri. Quest'ultimo serve per splittare al volo entrambi gli humbucker (tenendo attive solo le bobine esterne) e guadagnare così delle sonorità aggiuntive.
L'attacco del jack è incassato nel corpo della chitarra: nessuna placchetta a vista.
Lo zebrano aggiunge spettacolarità al resto, conferendo -oltre un notevole aspetto scenico- l'interessante capacità di bilanciare il tibro, regalando quel pizzico sulle alte frequenze, sempre un po' smorzate nelle Les Paul.
Io non ci penso e mi godo questo pezzo di legno modellato in modo egregio da Dalo, disponibilissimo e sempre attento a ogni tipo di idea e suggerimento, oltre che ingegnoso liutaio casalingo.
Un lavoro che continuo ad apprezzare ogni volta che la utilizzo, senza fare confronti inconcludenti con altre chitarre in mio possesso.
Uno strumento nuovo, con un carattere ancora tutto da scoprire.