Quante volte abbiamo sognato, specialmente all’inizio del nostro percorso chitarristico, di poter sfoggiare su un palco il suono “come quello del nostro idolo”?
Dite la verità, ci siamo passati tutti almeno una volta della vita: innamorati del famoso “Tone” di quello o quell’altro chitarrista, abbiamo passato notti insonni di ricerche per capire come arrivarci. Quale chitarra comprare, amplificatore e pedalini vari. Nonostante io creda che, prima o poi, con l’esperienza si capisca che non dobbiamo imitare quel suono, ma forgiarne uno nostro, sono in molti che, ancora oggi, passano le notti in bianco guardandosi centinaia di tutorial su come settare correttamente l’ampli e quale chitarra acquistare. Se il digitale, negli ultimi anni, ci è arrivato in aiuto, ancora oggi la chitarra pare essere un elemento fondamentale per arrivare a un determinato timbro, per qualcuno addirittura l’elemento fondamentale ma… è davvero così?
Oggi proviamo a fare qualcosa che non si vede spesso in giro sul web, ovvero provare a vedere se la chitarra è un mezzo per raggiungere quel fine oppure ne è fondamento.
Nei precedenti video abbiamo affrontato artisti come Ritchie Blackmore e Jimmy Page, cercando di riprodurre i loro iconici suoni utilizzati dal vivo. Oggi tocca al Re del Rock e della chitarra elettrica: il primo che ha inventato un nuovo modo di suonare. Probabilmente l’artista più amato, nonché padre fondatore della musica moderna: Jimi Hendrix. A differenza dei video precedenti però, proveremo a riprodurre il suono di chitarra che Hendrix utilizzava nei dischi, decisamente più iconico del suo suono Live (troppo sporco e un po’ bruttino per chi scrive, ma gusti personali…).
Le chitarre in gioco sono cinque di cui una Reference (ovviamente una Stratocaster), mentre le altre sono completamente diverse, sia per prezzo che per configurazione di legni e/o pick up. Quale sarà il risultato? Il verdetto lo lascio a voi accordiani, per le mie orecchie il risultato è chiaro. Le chitarre utilizzano la medesima eq in catena, non è stato toccato un parametro o fatto post produzione. Montano tutte delle corde 0.9-46.
Reference: Fender Custom Shop Stratocaster Heavy Relic Reverse Headstock 1969, anno 2013, con pick up Fender Custom Shop ’69, una vera sorta di Signature del chitarrista, anche se non dichiarata come tale dal costruttore. Nel 2012 questa chitarra era stata fatta in un’edizione limitata di 30 esemplari, in finitura Olympic White e PU Abby Signed proprio in onore di Hendrix; l’anno successivo è entrata ufficialmente nel catalogo del Custom Shop Fender.
Seguono poi:
- PRS Modern Eagle II, anno 2007 con PU 57/08
- Furlattini Telecaster ’54, anno 2025 con PU vintage Tele handmade Furlattini
- Epiphone Firebird II, anno 2025 con PU Epiphone mini Humbucker originali
- Harley Benton ST HSS, anno 2026 con PU (sostituiti) Tone Rider set Panama
- Gibson Les Paul Custom VOS 1958, anno 2009 con PU BurstBucker
N.B. Mi scuserete se la qualità video/audio non è delle migliori, ma come sentirete dal video stavolta ho avuto dei problemi. Confidando che il video sia comunque piacevolmente fruibile, vi auguro buona visione!
Quando non c'è troppa distorsione / overdrive il carattere della chitarra si fa sentire molto di più ed un suono dinamico come quello di Hendrix è proprio caratteristico della Strato con single coil. E' un suono che respira, che sale e scende d'intensità, s'increspa con la forza della pennata, è espressivo. E solo la combinazioni di pochi elementi ma buoni lo restituisce.
Poi, se serva veramente una custom shop o se possa andare bene anche una Strato meno nobile è tutto un altro discorso. Nel mio piccolo ho fatto anche io questo tipo di test con le mie chitarre, e il suono di un single coil fatto bene con una chitarra a forma di Strato è sempre risultato vincente, con single coil meno belli (o humbucker splittati) si sente differenza con le mie chitarre.
Tornando alla prova del video, io sento una forte differenza rispetto alla Strato con la Les Paul e con Harley Benton (probabilmente a causa del pickup), sorprendentemente meno con la PRS. La Tele suona anche lei diversa, non ci sono dubbi, un po' simile alla Strato ma con tendenze PRS.
La differenza maggiore, tuttavia, l'ho notata con la firebird... hai usato un noise gate pazzesco! Immagino sia stata vittima del pasticciaccio brutto, ero curioso di ascoltarla soprattutto dopo il video di Blackmore.
Dispiace molto per la dipartita del Mac, sono momenti molto difficili... vado subito a caricare sul cloud tutte le registrazioni che è meglio!
Grazie e continua così!
Tornando invece al senso del post, concordo con tutti quelli sopra, la Strato ti da quel suono che più ricorda Hendrix. Ovviamente con tutto si suona tutto, ma per lo specifico suono di Hendrix la Strato é La chitarra.
In ogni caso, bella prova! Direi che, rispetto alle precedenti, qui lo stacco risulta più netto rispetto alle altre chitarre. Quindi si sfata il mito che il digitale faccia suonare tutto uguale?
In questo video c'è meno gain degli altri due precedenti e quindi la chitarra finalmente emerge.
La questione del digitale che fa suonare tutto uguale, per quanto mi riguarda, é legata solo a certi livelli di gain, non nel pulito o nel leggero crunch.
Penso oltretutto, che pochi possano avvicinarsi alla varietà che Hendrix aveva nell’eseguire un brano: donava alla sua musica delle sfumature che diventavano un tutt’uno con l’artista e la sua chitarra che diventava quasi un prolungamento del suo corpo…si contorceva alla sua Stratocaster in preda a degli amplessi elettrici..la suonava coi denti, i gomiti, gli abiti, strofinata contro l’asta del microfono o contro le casse alla ricerca del feedback più corrosivo.
Quello che voglio dire è di che non basta una Fender ed un Marshall per suonare alla Hendrix, come non è sufficiente dotarsi di un pedale wha wha, un fuzz come di un uni vibe per ricreare il suo sound (anche se c’è da dire che questi effetti a pedale riportano immediatamente alle caratteristiche sonorità presenti nei suoi brani).
È necessario dare colore ad un brano (pensate che Hendrix era oltretutto una piccola enciclopedia vivente su come si possa usare la leva del vibrato! ) Conosceva decine di tecniche su come usare in contemporanea pedale wha (che usava come un equalizzatore), distorsione e vibrato, per dare delle pennellate più o meno intense in ogni esecuzione dei brani sia in studio che live. Sgt Peppers dei Beatles e johnny B goode di Chuck Berry, sono due cover esplosive e sono un classico esempio di come si possa stravolgere un pezzo donandogli nuova vita e dinamicità.
Un artista che mi ha sempre impressionato per come si possa essere molto eclettici nel suonare la chitarra (e non citerò il solito e stranominato Stevie Ray Vaughan, come unico erede spirituale), è Tolo Marton, ex chitarrista delle Orme, del quale vi invito ad ascoltare alcuni brani, tra cui Alpine Valley, nel quale si sente benissimo la differenza di stili nell’esecuzione.
Ti seguo con piacere dal primo video: le differenze ci sono e si sentono molto, anche se devo dire che bene o male le sfumature di ogni strumento le ho sempre percepite nei video passati. Attendo il prossimo!