Della Gatta sa fondere precisione tecnica del più alto livello e un tipo di composizione dall'approccio orientato ad una narrazione estremamente espresiva, ed è probabilmente questo l’aspetto più interessante di Sunlight: la chitarra non viene utilizzata come semplice strumento solista, ma come elemento architettonico all’interno degli arrangiamenti. Le tracce sembrano costruite attorno a continui dialoghi tra texture "synthetiche", pianoforte e linee chitarristiche che oscillano tra fusion, ambient jazz e descrittivismo sonoro. Il curriculum di Della Gatta racconta bene questa direzione artistica, perché oltre alle collaborazioni con artisti pop italiani e alla partecipazione a festival jazz internazionali, ha lavorato anche in contesti televisivi e in produzioni orchestrali, sviluppando una sensibilità particolarmente attenta alle dinamiche e alla costruzione atmosferica.

I Drift Lab nascono come progetto in continua evoluzione, lontano tanto dalla jam session quanto dal jazz ortodosso: “musica scritta con rigore ma eseguita con libertà”. Una definizione che fotografa bene anche il ruolo della chitarra all’interno del disco, spesso chiamata più a suggerire tensioni armoniche e profondità timbriche che a occupare il centro della scena.
Il risultato sembra muoversi in una direzione molto contemporanea: jazz-fusion che guarda meno al virtuosismo tradizionale e più alla creazione di paesaggi sonori coerenti e stratificati. Sunlight rappresenta soprattutto il ritratto di un approccio differente alla fusion: meno esibizione tecnica, più costruzione collettiva del suono.
Ulteriori informazioni: www.driftlabmusic.com
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