
Dal mito al meme
All’inizio degli anni 2000 il Bad Monkey nasce come un semplice overdrive in stile Tube Screamer, pensato per offrire calore e spinta a un prezzo accessibile. Per anni resta un pedale onesto e sottovalutato, fino alla sua uscita di scena nel 2015. Poi, nel 2023, il colpo di scena: il video di Josh Scott che lo confronta direttamente con Ibanez TS10, Fulltone Fulldrive, Hermida Zendrive, Nobels ODR-1, e ovviamente Klon Centaur...
I prezzi dell'usato schizzano da 59 a oltre 600 dollari. In Italia fortunatamente non siamo arrivati allo stesso grado di follia, e oggi ci sono almeno 3/4 unità disponbili fra i €70,00 e gli €80,00. Un fenomeno virale che, dopo aver scosso la comunità chitarristica, riporta l’attenzione su DigiTech e sul suo storico dipartimento DOD, rilanciato nel 2022 dal gruppo Cort.
Badder Monkey: tre anime di overdrive
Il nuovo DOD Badder Monkey conserva l’essenza del circuito originale ma la amplia con un sistema a tre modalità di drive:
- Behaved, una nuova modalità low-gain calda e controllata, per chi cerca un breakup più gentile;
- Bad, la voce classica del Bad Monkey originale;
- Badder, una spinta moderna e aggressiva che porta l’overdrive in territori high-gain.

Controlli “selvaggi”
Coerente con il suo spirito ironico e scimmiesco, il Badder Monkey introduce una serie di controlli ribattezzati con nomi altrettanto eccentrici:
- Bananas regola il guadagno dei circuiti (con triplo potenziometro gang),
- Curiosity controlla il livello d’uscita,
- Mood EQ riunisce in un unico controllo a doppia mandata i parametri Grunt (basse) e Screech (medie/alte).

Una novità interessante è la StagePlate posteriore a due lati: da un lato una base in gomma antiscivolo, dall’altro una superficie “hook” già pronta per fissaggi con velcro, ideale per chi monta e smonta spesso la pedalboard. Il pedale funziona con alimentatore 9V standard o batteria.
Un ritorno destinato a far parlare (di nuovo)
Il Badder Monkey è disponibile al prezzo di €149,00, ben lontano dalle follie del mercato secondario, ma più che giustificato dalle nuove funzioni e dalla versatilità timbrica che offre. È un tributo ironico e intelligente a uno dei momenti più assurdi della storia della chitarra moderna: un pedale nato per gioco, diventato mito per caso e oggi rinato per scelta.
Forse qualcuno lo metterà di nuovo alla prova contro un Klon. Ma, per una volta, potremmo anche limitarci a godere di una eccellente trovata che unisce buon marketing e, sulla carta, un paio di buoni suoni.
Ulteriori informazioni: www.digitech.com
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