Diciamolo subito: quest'ultima fatica di Lou Reed è una ciofeca coi fiocchi. Per un critico sarebbe facile salvare il prodotto di un genio come Lou: basterebbe citare l'idea del "concept album" ritagliato sull'opera di Edgar Allan Poe, elencare gli attori presenti (Steve Buscemi, Willem Dafoe, Amanda Plummer, et al.) nei "recitati" che si alternano alle canzoni, oppure parlare di "ininterrotta maturazione artistica", "continua sperimentazione", o infine menzionare gli illustrissimi ospiti Ornette Coleman, David Bowie e Laurie Anderson.
Ma ai nostri lettori siamo legati da un vincolo di sincerità, e non vogliamo ingannarli.
Disponibile in due versioni (1 CD con 18 songs + 3 recitati o, se volete farvi ancora più male, 2CD con 18 songs + 18 recitati a 4 euro in più), "The Raven" è musicalmente un pasticciaccio, fruibile forse solo a teatro, e destinato alla ristretta platea di appassionati di letteratura americana.
I pochi rock ("Edgar Allan Poe", "Blind Rage", "Hop Frog") sono più vicini alle atmosfere dei Tin Machine che alle splendide sonorità di "New York", e in ogni caso sono disturbati dalla massiccia presenza di una sezione fiati volutamente dissonante.
Le riproposizioni di "The Bed" (dal capolavoro "Berlin") o di "Perfect Day" (da un altro capolavoro, "Transformer") possono anche essere giudicate interessanti, ma certo sfigurano rispetto agli originali.
I "recitati" (ma Steve Buscemi croonereggia in "Broadway Song) con stucchevoli pad elettronici in sottofondo, aumentano l'insofferenza e la sofferenza di chi ha speso 20 euro per questo disco.
Cosa salvare dal marasma?
In primo luogo i brani lenti dove Reed è accompagnato soltanto dal pianoforte (o da una sezione d'archi): "Call on me", "Vanishing Act", "Science of the mind", in cui la sua voce trasmette ancora qualche emozione; in secondo (e ultimo) luogo la ballad "Who am I?" e il blues-gospel "I Wanna Know" con i bravi Blind Boys of Alabama.
Troppo poco, in tutti i sensi.
Ci attendiamo ora qualche levata di scudi da parte dei fans irriducibili e dagli intellettuali dell'ultima ora.
A costoro raccomandiamo, prima di sparare a casaccio, di prendere bene la mira.
I agree
Non mi azzardo ad esprimere il mio giudizio su un grande della musica Rock. Mi limito a dire che non l'ho capito, che non mi piace, nemmeno un po'.
<p>Andrea dei Blazz</p>
Se lo può permettere
Dopo Metal Machine Music, al cui confronto anche una scoreggia diventa un capolavoro, può permettersi di fare qualsiasi cosa. ;-)
.G
risposta di un fan
sono uno di quelli a cui lou reed piace molto. non ho sentito ancora "the raven", ma ti farà piacere sapere che, con la tua recensione, mi hai fatto venire una gran voglia di metter su "transformer". vado!
Steve & Dick
Dopo aver sentito Call On Me ho necessità assoluta di sentire ad altissimo volume "Intro/Sweet Jane" con le LP junior di Steve Hunter e Dick Wagner... Perdonate la grezzezza (grezzità ?), ma questa roba è proprio pallosa. D'altra parte quando uno ha scritto Walk On The Wild Side e altre storie può permettersi qualunque schifezza, che tanto "ha già dato". :-)
Re:Steve & Dick
In effetti ha già dato,vado anche io a mettere su un lou reed di annata.
<p>Dval [ANF]</p>
Tempo al Tempo
Io aspetterei a giudicare un lavoro di Lou io lo ascolatato solo un paio di volte, è vero che cmq ascoltarlo tutto di un botto pùò risultare palloso........però magari fra qualche anno ( come tanti dischi) magari ci ritroviamo a discutere di qualche capolavoro snobbato a suo tempo,
Intervista
Una... ehm... "interessante" intervista a Lou Reedguardian.co.uk> dal sito del Guardian.
Certo, tutto si può dire meno che sia una persona facile.
<p>--<i>"Amore Solum Opus Est"</i> -- Arms of Sir