Ebbene sì, ne sono convinto. Il Reverendo Will G. è uno dei pochi uomini che possono salvare l'Universo. Con la sua grinta, il feeling, il senso dell'umorismo, l'humbucker di una Les Paul (fiammata come si conviene a un vecchio rocker texano) riesce a far muovere il mondo al ritmo di Cheap Sunglasses e Sharp Dressed Man. Il 27 ottobre a Milano ho visto gli ZZ Top per la terza volta nella mia vita, e per la terza volta ho pensato che questi tre reduci degli anni '70 sono ancora tra i pochi in grado di produrre, senza trucchi e senza inganni, un tono ineguagliabile e ondate di feeling da pelle d'oca costante. Sono rozzi (ma come nessuno ha chiesto perfezione a Robert Johnson e Muddy Waters, altrettanto sarebbe assurdo pretenderla da loro), ma il loro beat è più solido di un treno che attraversa le praterie del texas sotto gli sguardi dei Longhorn.
Alla faccia delle notizie funeste (l'ultima volta a Milano Billy Gibbons era sembrato più magro e pallido che mai, Dusty Hill è reduce da qualche mese di ospedale per un'epatite che per un po' sembrava gli avrebbe impedito di tornare a suonare sul palco) i tre sono sembrati in forma smagliante. Abbandonati effetti speciali e pinup, girano l'Europa con un concerto "no frills" in cui la loro formazione hendrixiana - chitarra, basso, batteria - sa creare un fronte sonoro poderoso ma chiaro, in cui voci e note non sono mai sovrastate da impasti di frequenze o sovrapposizioni di strumenti. Merito anche del localone milanese (il Pala...boh, già Palatrussardi, Palavobis, Palatucker) mezzo vuoto che ha dato prova di inconsuete qualità acustiche. Il pubblico, tosto, competente e non giovanissimo, in stile Beer Drinkers & Hell Raisers, ha apprezzato apertamente.
Billy Gibbons, tornato alla Les Paul dopo tanta Telecaster/Esquire, ha sfoggiato due belle repliche della venerabile Pearly Gates, una con accordatura normale e una aperta (utilizzata solo per Just Got Paid, ho avuto l'impressione che questa suonasse più forte, ma forse era lo slide o un setup diverso). Formidabile il suo suono per tutta la serata: corposo quanto basta ma chiarissimo, si è sempre fatto largo tra la ritmica poderosa di Dusty e le mazzate di Frank. Non so cosa succedesse dietro al cactus e alla montagna di casse "Creme" (?), ma lì sul palco ho visto come unico effetto il mignolo di Will G. sul volume del pickup al ponte. In effetti il suono è rimasto uguale per tutto il concerto, regalandoci due ore di strepitose vibrazioni, armoniche precise, riff petulanti, sustain infiniti e power chords spaccamontagna. Identica grinta e pulizia dopo il cambio a sorpresa di chitarre (sono comparse le Gibson pelose) in onore di TV Dinners.
Tutto questo si è innestato sul Fender '51 reissue (immagino non proprio di serie...) messo alla frusta dalle dita a salsicciotto di Dusty (qualcuno sostiene che il manico è stato assottigliato) che per due ore non hanno smesso di agitarsi creando l'unico background all'altezza della chitarra del Reverendo Gibbons
Formidabile la scelta dei pezzi: i tre hanno drasticamente scartato la produzione recente concentrandosi sulla "roba buona" anni '70: la conclusione con Grange e Tush ha fatto andare indietro la macchina del tempo (e che dire delle tre pirolette di Dusty più rotondo che mai?) e avanti la commozione, ma nell'ora e mezzo precedente avevamo gustato il meglio dal meglio (principalmente una selezione da Deguello, Eliminator e Afterburner). Meravigliose le rivisitazioni di Cheap Sunglasses e TV Dinners, strepitosa la fedeltà di Sharp Dressed Man e Legs: rifare pari pari tre brani registrati in studio senza risparmio di risorse richiede una classe eccezionale. E classe ne hanno da vendere i due barbudos + un Beard.
Lunga vita alla "piccola vecchia band dal Texas".
Link
- Il Reverendo Billy Gibbons (grazie Zizzetope!)
- Altre splendide foto del concerto rubate da Glen
- Le nozze di Dusty (!?!)
- Sito giapponese con le chitarre di Will G.
- Billy & Pearly Gates 1
- Billy & Pearly Gates 2
- Billy & Pearly Gates 3
Da una mailing list di Accordo
Intervento di Edoardo Steiner sulla lista [musica]:
Chitarre: Les Paul Standard Historic (o Standard) con top fiammato (due quasi identiche). Una delle due era probabilmente accordata per uso slide sul brano Just Got Paid. Pick Up: sempre solo ed esclusivamente pick u al Ponte. Nonostante la Seymour Duncan produca il Pearly Gates (ispirato dalla sua mitica LP del 58) sono quasi certo che Billy monti gli Antiquity. Ampli: dietro quel marchio tipo Cream (non si riusciva a leggere) si nascondeva un'amplificazione Marshall. Sembra quindi che in questo Tour abbia abbandonato gli Orange. Effetti: 6 Bixonic Expandora. Sono andato al mixer a chiedere notizie sul set-up e il buon reverendo nasconde da qualche parte anche un rack. Mi hanno anche detto dei Marshall. Plettro: c'è chi dice che usa un Dime, cìè chi dice un Peso meZZicano. Comunque, tutti concordano su una piccola moneta. Mano destra: ho visto il mignolo sempre appoggiato al PU. Tiene il Peso tra pollice e indice e lavora alla grande con medio e anulare. Spesso il Peso scompare (soprattutto in assolo) e allora suona a mani nude. Sempre in assolo, grande uso di bicordi. Mano sinistra: lenta. Non è un preciso Billy, ma è tremendamente cool. Fa grande uso di suoni aperti.