di paoloanessi
- accordiano DOC
#32554 |
13 maggio 2012 @ 07:00
Per l'esperimento odierno percorreremo la strada del cosiddetto reamping. In breve, una traccia di chitarra elettrica precedentemente registrata in DI viene rimandata da Pro Tools alla testata dell'ampli che si trova nella sala di ripresa. A questo proposito, quando si riprende una chitarra elettrica il consiglio è, se possibile, di registrare sempre anche una ulteriore traccia con il segnale pulito preso dalla DI. Questo è facilmente realizzabile per esempio splittando il segnale con una DI Box e se necessario permette in seguito di ri-amplificare e ri-microfonare in modo diverso la take anche senza avere il chitarrista in studio (oppure di utilizzare un plug-in di emulazione di ampli per chitarra).
Per questo test utilizzeremo un solo microfono. E' ovviamente possibile utilizzarne anche più di uno per riprendere un ampli (come da esempio nel video), ma rimandiamo il discorso approfondito sulle tecniche multi-microfoniche a un prossimo video più specifico.
Il microfono che utilizzeremo, è per così dire un grande classico per la microfonazione dell'ampli per chitarra, ovvero lo Shure SM57. Non necessariamente il mio preferito, ma nondimeno un microfono estremamente diffuso, economico, affidabile e che consente comunque di avere buoni risultati.
Quello che faremo è posizionare il microfono in corrispondenza di diversi punti del cono muovendolo orizzontalmente. Constateremo quindi come il suono ripreso può variare in modo sensibile.
I posizionamenti che vedremo, prevedono tutti il microfono quasi a contatto con la griglia: naturalmente è possibile allontanarlo. Non esistono regole fisse, basta ricordare che aumentando la distanza cambiano, nella traccia registrata, il volume (per divergenza geometrica) e il rapporto fra suono diretto e suono riverberato. Vale a dire fra il suono diretto dello strumento (o dell'ampli) e il contributo della stanza.
La posizione 1 prevede il microfono perpendicolare alla griglia e posizionato al centro esatto del cono, nel mezzo della cupolina. Il suono è estremamente brillante ed aggressivo.
Nella posizione 2 il microfono è posizionato in corrispondenza della giunzione fra la cupola e la membrana vera e propria del cono. Il suono è un po' più scuro, ha meno armoniche alte, ma rimane molto diretto.
Nella posizione 3 il microfono è posizionato in corrispondenza della metà della membrana del cono: più corpo, meno asprezza in alta frequenza e meno presenza, ma ancora una certa chiarezza.
Con la posizione 4 invece abbiamo il microfono posizionato sul bordo esterno del cono: il suono è ora molto scuro, quasi risonante e meno intellegibile, ma ricco di frequenze basse e medio-basse.
Alternativa 3B: variante della posizione 3, con il microfono posizionato perpendicolarmente alla superficie del cono anziché della griglia. Il suono risulta più chiaro e squillante, al prezzo di una minore corposità.
Abbiamo ascoltato le notevoli differenze fra una ripresa e l'altra, ciascuna con i propri punti forti e altri più deboli.
A questo punto potremmo domandarci, è possibile combinarne due per provare a sommarne i pregi e ottenere un suono più ricco? La risposta è sì.
Nell'esempio vengono riprodotte insieme due delle tracce che abbiamo registrato separatamente poc'anzi, ma il concetto è sostanzialmente identico all'utilizzare contemporaneamente due microfoni uguali in posizioni diverse. In questo caso un microfono in posizione 1 (centrale) e uno in posizione 3 (metà cono). Naturalmente è possibile sperimentare e provare tutte le diverse combinazioni.
Abbiamo visto quindi che semplicemente con il posizionamento del microfono in diversi punti del cono è possibile ottenere suoni profondamente diversi: capire come e dove microfonare ci consentirà quindi non solo di riprendere al meglio la sorgente, ma anche di modellarne il suono secondo le esigenze della nostra canzone.
Non ci resta che augurarvi buone sperimentazioni e buone registrazioni!
di Sykk
- accordiano
#21196 |
13 maggio 2012 @ 10:07
mai provato in posizione 4 ma puntato a metà della membrana? Io ottengo un suono molto simile a quello ambientale che ho lontano dall'ampli. E mi piace molto.
di paoloanessi
- accordiano DOC
#32554 |
13 maggio 2012 @ 13:54
Ciao Sykk, ciao a tutti i video/lettori ! Personalmente, adoro la tre con doppio microfono, specialmente con il cono da 12, in più aggiungo sempre un mic a nastro della Tbone ( che assomiglia al 414 akg, ma costa un tre quarti in meno) distanza dal centro, trenta cm, saturandolo senza distorcerlo, parecchio di gain.
Mai come con la musica, possa essere funzionale la frase di Miles Davis : prima impara le regole e poi dimenticale, se veramente vuoi suonare ! Questa famosa frase, potrebbe ritrovarsi, nel gestire suoni, strumenti e regole, stili e culture, nell' impiego della tecnica, tutto diventa unica cosa : MUSICA !
di irmo
- accordiano
#17391 |
13 maggio 2012 @ 14:44
Articolo interessante e molto utile, una sola domanda, probabilmente banale, la capsula nera del mio sm57 ruota, ( dove c'e' la scritta sm57 per intenderci ) qualcuno mi disse che cio' serve probabilmente per modificarne leggermente la risposta in frequenza, il tono...o che ne so...cio' e ' vero o e' meglio non ruotarla affatto ? io sarei per la seconda ipotesi, ma, non si e' mai finito d'imparare. Grazie se vorrai chiarirmi il quesito e complimenti ancora per l' articolo.
di fabiomarazzi
- accordiano
#34443 |
13 maggio 2012 @ 16:35
Ciao Irmo, la griglia rotante del 57 non ha alcun effetto concreto sul suono né sulla risposta in frequenza. Non è ben chiaro da dove sia nata l'idea, ma di fatto è semplicemente una questione di design.
Può essere utile però per riconoscere i falsi: molti SM57 contraffatti hanno la griglia fissa :)
di fabiomarazzi
- accordiano
#34443 |
13 maggio 2012 @ 16:55
Ciao Foglio,
sì, il comportamento dell'SM58 è molto simile, in quanto il diagramma polare (cardioide) è il medesimo: quello che cambia un po' è ovviamente il suono, conseguenza della diversa risposta in frequenza dei due microfoni. Nel 58 la frequenza di roll-off è leggermente più in basso e anche la zona della "presenza" è modellata in modo un poco diverso.
di lucky54
- accordiano
#18494 |
13 maggio 2012 @ 16:50
queste pillole servono molto anche a tutti noi che giriamo con impianto proprio ma senza un fonico vero e proprio per risparmiare tempo durante il sound check ed avere buoni risultati in ogni occasione. grazie e buona musica
di pioli
- accordiano
#16168 |
13 maggio 2012 @ 20:28
complimenti bell' articolo e speriamo ne seguano mooolti altri su consigli dell' home rocording. ma io ho una cassa a 2 coni e sto già sperimentando per capire cosa varia a quanto detto con la presenza di 2 coni appunto L'esm58 e' molto direzionale
di Gabriele_Gritti
- accordiano DOC
#26672 |
14 maggio 2012 @ 00:38
l'sm58 è semmai meno direzionale dell'sm57 ;) Nelle casse con più coni (2x12 / 4x12) in ogni caso si è soliti microfonare sempre lo stesso cono per evitare problemi di fase.
ps: complimenti per l'articolo, ottimamente argomentato! :)
--
live sound engineer
mix engineer
www.gabrielegritti.com
di irby
- accordiano
#32243 |
13 maggio 2012 @ 21:42
Dopo anni di errori (non esistevano questi tutorial!!!!) passati a posizionare l'SM57 a centro cono e con relativo risultato di suoni acidi e striduli sono giunto alla conclusione di usare 2 microfoni. Pensando che il "brutto suono" fosse da imputare al 57 mi sono deciso di prendere un Sennheiser e906 e già le cose andavano meglio ma il grosso della "ciccia" del timbro che percepivo dall'ampli ancora non c'era. Così per caso un giorno metto l' SM 57 a bordo cono e il Sennheiser e906 bello al centro e...BOOM!!! Risultato incredibile, finalmente dall'impianto esce il suono pari, pari all'ampli e con sospirata pace dei sensi :-)
di yasodanandana
- accordiano
#699 |
14 maggio 2012 @ 00:54
grazie a paolo per il bellissimo articolo....
personalmente trovo che, rispetto a cio' che si deve fare in studio per portare in fondo lavori in modo ottimale, la microfonazione degli ampli da chitarra sia un problema di poco conto...
quindi, molto semplicemente, nel 99% dei casi mi limito a mettere un microfono dinamico a meta' strada fra centro e bordo del cono e tutto e' ok...
una mia personale posizione e' anche che a me del suono dell'ampli in se e per se non importa un fico secco ma mi importa se, col tale ampli, si riesce ad ottenere un suono funzionale al brano col sistema di cui sopra...
il tutto per dire, a mio parere, un amplificatore valido per l'uso in studio deve offrire un suono ottimale anche con un solo microfono... se non ce la si fa, vuol dire che l'ampli non e' adatto...
di paoloanessi
- accordiano DOC
#32554 |
14 maggio 2012 @ 01:06
Mi trovi proprio daccordo, sarò in controcorrente, ma a volte all'ampli super boutique, ti porti a casa il lavoro con un 15 watt tono e volume ! Il suono giusto non esiste, di giusto esiste ciò che, con convinzione si vuole sentire nella musica che stiamo facendo, fissare tutto questo, vuol dire poi, cercare di fermare quel momento, nel modo più fedele, o semplicemente piacevole per noi !
Di per se poi, tanto più è accurato questo passaggio, meno ci si ritrova a pasticciare in fase di mix !
di dodomoon
- accordiano
#2184 |
14 maggio 2012 @ 08:36
ok per lo studio, ma per quanto riguarda il live?? intendo il live di bassa manovalanza nel baretto sotto casa:
poco spazio, poco tempo, niente fonico...
io ho provato a posizionare l'sm57 in varie posizioni, ma per ora il suono più "buca mix" l'ho trovato mettendolo al centro del cono e poi spostando di qualche grado l'inclinazione dell'asse rispeto al centro verso l'esterno... ma di poco!!!
di yasodanandana
- accordiano
#699 |
14 maggio 2012 @ 08:40
mi sembra il sistema giusto... e' il posizionamento che restituisce un suono che non e' il piu' brillante ma quasi... brillante ma con un po' di corpo... Nel live la priorita' e' "bucare" il mix, i bassi della chitarra sono piu' un disturbo che altro...
di fabiomarazzi
- accordiano
#34443 |
14 maggio 2012 @ 10:52
Il T-Bone di cui parla Pao è un po' una soluzione low-cost per cercare un sound "a nastro" memore dei ben più blasonati Royer o dei classici Beyer. Ovviamente la differenza si sente, ma devo dire che il microfono in questione, visto anche il prezzo irrisorio, non si comporta male, dando il meglio di sè proprio sugli ampli di chitarra. Serve però un pre capace di dare un bel po' di gain senza troppo rumore, perché l'output del mic è decisamente basso. Da provare anche come overhead mono per la batteria (ricordiamoci che è un figura a 8, quindi occhio al soffitto) :)
di Lorisss
- accordiano
#30735 |
14 maggio 2012 @ 12:48
Scusate non ho capito l'inizio. In pratica si è registrata una parte di chitarra elettrica direttamente collegata alla scheda audio (o quello che si è usato)? Oppure in mezzo c'è qualcosa? Se sì, a cosa serve sto "qualcosa"? :D Grazie
di fabiomarazzi
- accordiano
#34443 |
14 maggio 2012 @ 14:03
Ciao Loris,
sostanzialmente si procede così: si collega la chitarra a una D.I.Box che sia provvista di due uscite, in genere chiamate "output" e "link". Dopodiché l'"output" va in registrazione (al mixer, alla scheda audio...allo Studer da 2"... :) ) mentre il "link" si collega regolarmente alla testata. In questo modo è possibile registrare contemporaneamente il suono microfonato e quello "pulito", riamplificabile e rimaneggiabile in seguito.
di bend_it
- accordiano DOC
#29446 |
15 maggio 2012 @ 01:15
AAAAAAH che argomento!!! Dico la mia: - primo ...dipende dal cono!! (e dall'ampli e dal suono in generale). Quando avevo il pedaletti, e fenderino a transistor, per quanto fossi giovane avevo imparato che il suono che mi piaceva era microfonando ...fuori dal cono!! Era l'unico modo per attenuare tutti i troppi acuti che avevo; poi sono passato a pedaliera digitale GT5 boss, finale brunetti (EL34) con casse 1x12 VHT con gli Eminence ed il suono si scurì drasticamente ...allora l'unico suono decente era microfonando dritto per dritto il centro del cono (anche il fonico di De Gregori che si trovò a farmi i suoni una sera, mi diede ragione, partito microfonando il bordo, tornò sul palco e lo spostò al centro ...disse "avevi ragione, in quel modo non si capisce niente"); adesso uso pedali buoni, il classic 30 della peavey con un classic30 celestion e ... va bene in qualsiasi posizione ...la mia preferita è centrale ma fuori asse di circa 30°.
- Manca nell'ottimo articolo una posizione poco frequentata in studio ma molto sui palchi: "l'IMPICCATO". Ovvero quando non c'è l'asta per microfonare anche la chitarra si passa il cavo attorno alla maniglia dell'ampli e poi si lascia pendere il microfono a testa in giù appoggiato alla retìna e quindi con un angolo di 90° rispetto al cono. In realtà ...spesso va bene anche quella! L'altra sera ho registrato il concerto ad un gruppo è la chitarra era fatta così ...ma l'ampli era uno splendido VOX AC30, splendide chitarre strato d'annata e padaleria di livello (oltre che l'ottima mano del chitarrista) ..ed il suono non era nemmeno poi troppo scuro ...anzi era bello "canterino" con addirittura un discreto twang !!!! C'è anche da dire che spesso il chitarrista tiene l'ampli per terra che gli guarda i piedi (non io!!) e quindi sente un suono molto più scuro di quello che esce in realtà dal cono ...molto simile magari a quello che si prende con L'"impiccato" eheheh! SALUTI!!
dimenticavo una domanda: ma problemi di impedenze con il re-amping ?? Avevo letto da qualche parte che bisognerebbe riportare il segnale ad un'impedenza "chitarristica" per poterlo riportare all'ampli ... non è necessario? Esco "line" col segnale pulito dal banco e lo metto nell'ampli?
di fabiomarazzi
- accordiano
#34443 |
15 maggio 2012 @ 02:48
Ciao Francesco,
sì, è buona norma utilizzare un adattatore di livello (da line a instrument) e di impedenza (da bassa a alta) fra il banco e la testata. Questo risolve anche eventuali problemi di ground loop.
Per quanto riguarda la posizione "dell'impiccato", devo dire che non sono un grande fan: ovviamente anche lì dipende dalla posizione effettiva, ma per rimanere in tema trovo che ad esempio il suono ripreso fuori asse con il 57 sia "scatoloso" e colorato in modo poco gradevole. Piuttosto mi prodigo in ingegnosi sistemi di tiranti e nastro isolante :)
(É anche uno dei motivi per i quali se posso uso alternative per la microfonazione del rullante: con il 57 il rientro del charleston fuori asse mi è piuttosto molesto!)
di paoloanessi
- accordiano DOC
#32554 |
16 maggio 2012 @ 08:31
Grazie, felice di poter essere utile alla grande comunity di Accordo, un sincero Grazie anche a Fabio Marazzi, che con la sua disponibilità, esperienza e conoscenza della materia, ha reso davvero prezioso quest'articolo !
di fabiomarazzi
- accordiano
#34443 |
22 maggio 2012 @ 23:44
Ciao losquarto,
Il TLM103 è anch'esso cardioide, ma essendo un LDC generalmente si utilizza in modo un po' diverso. Non è raro posizionarlo comunque sulla griglia, ma metterlo ad esempio al centro potrebbe risultare in un suono esageratamente tagliente e di norma non è la prima soluzione che proverei. Molto meglio a metà del cono, come punto di partenza. Spesso si ottengono buoni risultati anche posizionando l'LDC distante dalla griglia (ad alcune decine di centimetri, a seconda della situazione), eventualmente combinandolo, stando ben attenti alla fase, con un dinamico in una delle posizioni illustrate nell'articolo.
di fabiomarazzi
- accordiano
#34443 |
20 giugno 2012 @ 17:46
Ciao Ippazio,
la differenza fra un SM57 e un Beta57A non è, per così dire, macroscopica.
In ogni caso sicuramente il Beta57A ha un output maggiore, e sembra per questo un po' più "aggressivo", sensazione aumentata dalla risposta leggermente maggiore in alta frequenza: è inoltre un supercardioide (mentre l'SM57 è un cardioide, cambiano quindi gli angoli di sensibilità) e può avere un effetto prossimità più accentuato.
A centro cono si ha la quantità maggiore di alte frequenze, un Beta potrebbe risultare anche troppo brillante. Io come prima soluzione proverei il contrario, l'SM57 verso il centro e il beta più verso l'esterno, facendo attenzione all'effetto prossimità che potrebbe esasperare le basse frequenze gia più importanti.
di Ippazio
- accordiano
#15065 |
20 giugno 2012 @ 18:20
grazie delle dritte!!! sono prossimo all'acquisto, proverò le diverse combinazioni.
Mi hanno consigliato anche la ripresa nordstrom con 2 mic, proverò con sm al centro e beta a 45°... vedremo.
--
«Penso che sia una cosa bella se una canzone ha più di un solo significato. Forse quella canzone può raggiungere molte più persone.» syd barrett
di Floyd
- accordiano
#143 |
20 giugno 2012 @ 13:51
non so se è stato già scritto perchè non ho avuo il tempo di leggere tutti i commenti. da possessore di SM57 aggiungo questa posizione:
- bordo esterno del cono ma puntato verso la cupolina centrale, prende bene i bassi e non perde l'aggressività. a me piace, sicuramente da provare.
ciao
Ecco una lezione che ti ...
mai provato...
Io ottengo un suono molto simile a quello ambientale che ho lontano dall'ampli.
E mi piace molto.
Hard tramp! I love you so!
Microfonatura !
Personalmente, adoro la tre con doppio microfono, specialmente con il cono da 12, in più aggiungo sempre un mic a nastro della Tbone ( che assomiglia al 414 akg, ma costa un tre quarti in meno) distanza dal centro, trenta cm, saturandolo senza distorcerlo, parecchio di gain.
Mai come con la musica, possa essere funzionale la frase di Miles Davis : prima impara le regole e poi dimenticale, se veramente vuoi suonare !
Questa famosa frase, potrebbe ritrovarsi, nel gestire suoni, strumenti e regole, stili e culture, nell' impiego della tecnica, tutto diventa unica cosa : MUSICA !
Buon 57 sperimentazione domenicale !
Paolo Anx
JazzRock
wow....
Articolo interessante e molto utile, ...
danilo
Griglia rotante
la griglia rotante del 57 non ha alcun effetto concreto sul suono né sulla risposta in frequenza.
Non è ben chiaro da dove sia nata l'idea, ma di fatto è semplicemente una questione di design.
Può essere utile però per riconoscere i falsi: molti SM57 contraffatti hanno la griglia fissa :)
Ti ringrazio. ...
danilo
Well done. Semplice, chiaro e ...
Semplice, chiaro e rigoroso.
-Oliver-
www.f24rocksolid.it
Per curiosità, l'SM58 si comporta ...
Nella vita niente e ogni cosa è Possimpibile!!!
Ciao Foglio, sì, il ...
sì, il comportamento dell'SM58 è molto simile, in quanto il diagramma polare (cardioide) è il medesimo: quello che cambia un po' è ovviamente il suono, conseguenza della diversa risposta in frequenza dei due microfoni.
Nel 58 la frequenza di roll-off è leggermente più in basso e anche la zona della "presenza" è modellata in modo un poco diverso.
Grazie... ;) ...
Nella vita niente e ogni cosa è Possimpibile!!!
grazie
grazie e buona musica
lucky & the Speakeasy
Grandi Speakeasy
Blues on and rock And roll :)
Paolo Anx
JazzRock
bravo interessante .. ma con 2 coni ??
ma io ho una cassa a 2 coni e sto già sperimentando per capire cosa varia a quanto detto con la presenza di 2 coni appunto
L'esm58 e' molto direzionale
ciao.
l'sm58 è semmai meno direzionale ...
Nelle casse con più coni (2x12 / 4x12) in ogni caso si è soliti microfonare sempre lo stesso cono per evitare problemi di fase.
ps: complimenti per l'articolo, ottimamente argomentato! :)
live sound engineer
mix engineer
www.gabrielegritti.com
2 microfoni la scelta migliore
http://soundcloud.com/69watt
http://www.facebook.com/pages/69WATT/111408280497
http://www.gruppirock.it/band-musicale/Gruppo/69WATT.html
Interessante, mai provato invece ...
danilo
grazie a paolo per il ...
personalmente trovo che, rispetto a cio' che si deve fare in studio per portare in fondo lavori in modo ottimale, la microfonazione degli ampli da chitarra sia un problema di poco conto...
quindi, molto semplicemente, nel 99% dei casi mi limito a mettere un microfono dinamico a meta' strada fra centro e bordo del cono e tutto e' ok...
una mia personale posizione e' anche che a me del suono dell'ampli in se e per se non importa un fico secco ma mi importa se, col tale ampli, si riesce ad ottenere un suono funzionale al brano col sistema di cui sopra...
il tutto per dire, a mio parere, un amplificatore valido per l'uso in studio deve offrire un suono ottimale anche con un solo microfono... se non ce la si fa, vuol dire che l'ampli non e' adatto...
Grande proprio d'accordo !
Il suono giusto non esiste, di giusto esiste ciò che, con convinzione si vuole sentire nella musica che stiamo facendo, fissare tutto questo, vuol dire poi, cercare di fermare quel momento, nel modo più fedele, o semplicemente piacevole per noi !
Di per se poi, tanto più è accurato questo passaggio, meno ci si ritrova a pasticciare in fase di mix !
Good records And rock on !
Pao Anx
JazzRock
tutto giusto..... concordo.... ...
per quanto riguarda il live
poco spazio, poco tempo, niente fonico...
io ho provato a posizionare l'sm57 in varie posizioni, ma per ora il suono più "buca mix" l'ho trovato mettendolo al centro del cono e poi spostando di qualche grado l'inclinazione dell'asse rispeto al centro verso l'esterno... ma di poco!!!
suggerimenti???
mi sembra il sistema giusto... ...
beh ogni tanto qualcosa di ...
anche se bucare il mix con la telecaster è abbastanza facile :-)
però interessante il microfono tbone... quasi quais lo compro e lo provo!
T-Bone
Ovviamente la differenza si sente, ma devo dire che il microfono in questione, visto anche il prezzo irrisorio, non si comporta male, dando il meglio di sè proprio sugli ampli di chitarra.
Serve però un pre capace di dare un bel po' di gain senza troppo rumore, perché l'output del mic è decisamente basso.
Da provare anche come overhead mono per la batteria (ricordiamoci che è un figura a 8, quindi occhio al soffitto) :)
Scusate non ho capito l'inizio. ...
Ah dimenticavo, video molto interessante! Grandi!
DI
sostanzialmente si procede così: si collega la chitarra a una D.I.Box che sia provvista di due uscite, in genere chiamate "output" e "link". Dopodiché l'"output" va in registrazione (al mixer, alla scheda audio...allo Studer da 2"... :) ) mentre il "link" si collega regolarmente alla testata.
In questo modo è possibile registrare contemporaneamente il suono microfonato e quello "pulito", riamplificabile e rimaneggiabile in seguito.
Ah ok ho capito, la ...
AAAAAAH che argomento!!! Dico ...
Dico la mia:
- primo ...dipende dal cono!! (e dall'ampli e dal suono in generale). Quando avevo il pedaletti, e fenderino a transistor, per quanto fossi giovane avevo imparato che il suono che mi piaceva era microfonando ...fuori dal cono!! Era l'unico modo per attenuare tutti i troppi acuti che avevo; poi sono passato a pedaliera digitale GT5 boss, finale brunetti (EL34) con casse 1x12 VHT con gli Eminence ed il suono si scurì drasticamente ...allora l'unico suono decente era microfonando dritto per dritto il centro del cono (anche il fonico di De Gregori che si trovò a farmi i suoni una sera, mi diede ragione, partito microfonando il bordo, tornò sul palco e lo spostò al centro ...disse "avevi ragione, in quel modo non si capisce niente"); adesso uso pedali buoni, il classic 30 della peavey con un classic30 celestion e ... va bene in qualsiasi posizione ...la mia preferita è centrale ma fuori asse di circa 30°.
- Manca nell'ottimo articolo una posizione poco frequentata in studio ma molto sui palchi: "l'IMPICCATO". Ovvero quando non c'è l'asta per microfonare anche la chitarra si passa il cavo attorno alla maniglia dell'ampli e poi si lascia pendere il microfono a testa in giù appoggiato alla retìna e quindi con un angolo di 90° rispetto al cono. In realtà ...spesso va bene anche quella! L'altra sera ho registrato il concerto ad un gruppo è la chitarra era fatta così ...ma l'ampli era uno splendido VOX AC30, splendide chitarre strato d'annata e padaleria di livello (oltre che l'ottima mano del chitarrista) ..ed il suono non era nemmeno poi troppo scuro ...anzi era bello "canterino" con addirittura un discreto twang !!!!
C'è anche da dire che spesso il chitarrista tiene l'ampli per terra che gli guarda i piedi (non io!!) e quindi sente un suono molto più scuro di quello che esce in realtà dal cono ...molto simile magari a quello che si prende con L'"impiccato" eheheh!
SALUTI!!
dimenticavo una domanda: ma problemi di impedenze con il re-amping ?? Avevo letto da qualche parte che bisognerebbe riportare il segnale ad un'impedenza "chitarristica" per poterlo riportare all'ampli ... non è necessario? Esco "line" col segnale pulito dal banco e lo metto nell'ampli?
Francesco D'Amico
Ciao Francesco, sì, è ...
sì, è buona norma utilizzare un adattatore di livello (da line a instrument) e di impedenza (da bassa a alta) fra il banco e la testata. Questo risolve anche eventuali problemi di ground loop.
Per quanto riguarda la posizione "dell'impiccato", devo dire che non sono un grande fan: ovviamente anche lì dipende dalla posizione effettiva, ma per rimanere in tema trovo che ad esempio il suono ripreso fuori asse con il 57 sia "scatoloso" e colorato in modo poco gradevole.
Piuttosto mi prodigo in ingegnosi sistemi di tiranti e nastro isolante :)
(É anche uno dei motivi per i quali se posso uso alternative per la microfonazione del rullante: con il 57 il rientro del charleston fuori asse mi è piuttosto molesto!)
wow Paolo grazie per l'utilissima, ...
Proverò sicuramente tutto quello che hai suggerito,
ciao!
Ste
oɔıuosolɔıɔ ǝɯ llɐɔ ʎǝɥʇ ʇnq STE sı ǝɯɐu ʎɯ
Grazie !
Buona giornata e buona Musica !
Paolo Anx
JazzRock
Bravi!!!!!
Grasias !
Paolo anx
JazzRock
e con un condensatore?
volendo mettere un condensatore, per es un TLM103, dove andrebbe messo?
grazie
condensatore
Il TLM103 è anch'esso cardioide, ma essendo un LDC generalmente si utilizza in modo un po' diverso. Non è raro posizionarlo comunque sulla griglia, ma metterlo ad esempio al centro potrebbe risultare in un suono esageratamente tagliente e di norma non è la prima soluzione che proverei. Molto meglio a metà del cono, come punto di partenza.
Spesso si ottengono buoni risultati anche posizionando l'LDC distante dalla griglia (ad alcune decine di centimetri, a seconda della situazione), eventualmente combinandolo, stando ben attenti alla fase, con un dinamico in una delle posizioni illustrate nell'articolo.
Ciao Paolo volevo farti una ...
differisce tanto per la ripresa dell'ampli dal beta57A?
dovrei prendermi un sm57 ed usalro in accoppiata col beta, quale il migliore tra i 2 da mettere al cetro cono?
Grazie
«Penso che sia una cosa bella se una canzone ha più di un solo significato. Forse quella canzone può raggiungere molte più persone.» syd barrett
Beta57A
la differenza fra un SM57 e un Beta57A non è, per così dire, macroscopica.
In ogni caso sicuramente il Beta57A ha un output maggiore, e sembra per questo un po' più "aggressivo", sensazione aumentata dalla risposta leggermente maggiore in alta frequenza: è inoltre un supercardioide (mentre l'SM57 è un cardioide, cambiano quindi gli angoli di sensibilità) e può avere un effetto prossimità più accentuato.
A centro cono si ha la quantità maggiore di alte frequenze, un Beta potrebbe risultare anche troppo brillante. Io come prima soluzione proverei il contrario, l'SM57 verso il centro e il beta più verso l'esterno, facendo attenzione all'effetto prossimità che potrebbe esasperare le basse frequenze gia più importanti.
grazie delle dritte!!! sono prossimo ...
Mi hanno consigliato anche la ripresa nordstrom con 2 mic, proverò con sm al centro e beta a 45°... vedremo.
«Penso che sia una cosa bella se una canzone ha più di un solo significato. Forse quella canzone può raggiungere molte più persone.» syd barrett
altra posizione
- bordo esterno del cono ma puntato verso la cupolina centrale, prende bene i bassi e non perde l'aggressività. a me piace, sicuramente da provare.
ciao
Floyd - www.wallproject.it